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La deontologia dell'incordatore

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La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da aless il Sab 15 Ott 2016, 13:40

Mi rivolgo agli esperti del forum ma naturalmente vorrei sapere il parere di tutti voi.
Secondo voi un incordatore dovrebbe sempre e comunque accontentare il cliente-tennista di turno oppure è bene che dia il suo parere su tensioni/tipologia di corde richieste?
Io sono del parere che l'incordatore non sia un semplice esecutore di commesse bensì debba guidare e oserei dire educare i tennisti ad usare il giusto connubio corde-tensioni consono al telaio e al livello di gioco.
Mi rendo conto che non sempre è facile nè conveniente contraddire il cliente però... ecco perché parlo di deontologia, di dovere professionale ...


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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da superpipp(a) il Sab 15 Ott 2016, 14:12

Sono anche io del parere che un incordatore debba guidare nella scelta di una corda appropriata e tensione idonea al livello del cliente. Il problema sorge purtroppo perché gli incordatori professionali oppure quelli che hanno certificazione per poterlo essere anche se lo fanno solo per hobby sono il 15/20 % , quindi il più delle volte capiterà che ti incordi come chiedi, incassa e via.
ciao
SP

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da marco61 il Sab 15 Ott 2016, 14:31

Diciamo che chi incorda per lavoro "avrebbe" sempre convenienza ad accontentare il cliente, purtroppo è il cliente stesso che non sa cosa sta chiedendo.
Esempio: ho incordato un Sensation 1,25 a 22 kg su PD, cosa assolutamente nella norma. Il cliente si è lamentato perchè il piatto è risultato troppo rigido, molto più rigido dell'altro in suo possesso. Misurato quest'ultimo, è risultato essere 16 kg. con syn gut montato 9 mesi fa. Morale: il cliente mi ha fatto disfare il Sensation nuovo per rimontare un altro syn gut a 18 chili.
Difficile lavoro fare l'incordatore.

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da Simba il Sab 15 Ott 2016, 21:48

marco61 ha scritto:Diciamo che chi incorda per lavoro "avrebbe" sempre convenienza ad accontentare il cliente, purtroppo è il cliente stesso che non sa cosa sta chiedendo.
Esempio: ho incordato un Sensation 1,25 a 22 kg su PD, cosa assolutamente nella norma. Il cliente si è lamentato perchè il piatto è risultato troppo rigido, molto più rigido dell'altro in suo possesso. Misurato quest'ultimo, è risultato essere 16 kg. con syn gut montato 9 mesi fa. Morale: il cliente mi ha fatto disfare il Sensation nuovo per rimontare un altro syn gut a 18 chili.
Difficile lavoro fare l'incordatore.

Non è che magari la prossima volta ti venga il remotissimo dubbio di controllare prima la tensione?
Certo, sono capace anch'io di criticare a fatto compiuto e visto che ormai l'ho fatto ti dico semplicemente che è un lavoro in cui non si ha mai smesso di imparare.

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da Simba il Sab 15 Ott 2016, 22:00

aless ha scritto:Mi rivolgo agli esperti del forum ma naturalmente vorrei sapere il parere di tutti voi.
Secondo voi un incordatore dovrebbe sempre e comunque accontentare il cliente-tennista di turno oppure è bene che dia il suo parere su tensioni/tipologia di corde richieste?
Io sono del parere che l'incordatore non sia un semplice esecutore di commesse bensì debba guidare e oserei dire educare i tennisti ad usare il giusto connubio corde-tensioni consono al telaio e al livello di gioco.
Mi rendo conto che non sempre è facile nè conveniente contraddire il cliente però... ecco perché parlo di deontologia, di dovere professionale ...


Personalmente preferisco dare il mio parere a chiunque (ebbene sì, anche a Superpippa! sob ) , avvertire di eventuali anomalie nelle scelte delle corde, del telaio o misura del manico, poi se gli argomenti non sono sufficienti ahimè, "metto la corda rossa a 26 kg"!
Quindi per me il dovere professionale sta al primo posto nell'approccio con un qualsiasi tennista.

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da marco61 il Sab 15 Ott 2016, 22:02

Simba ha scritto:
marco61 ha scritto:Diciamo che chi incorda per lavoro "avrebbe" sempre convenienza ad accontentare il cliente, purtroppo è il cliente stesso che non sa cosa sta chiedendo.
Esempio: ho incordato un Sensation 1,25 a 22 kg su PD, cosa assolutamente nella norma. Il cliente si è lamentato perchè il piatto è risultato troppo rigido, molto più rigido dell'altro in suo possesso. Misurato quest'ultimo, è risultato essere 16 kg. con syn gut montato 9 mesi fa. Morale: il cliente mi ha fatto disfare il Sensation nuovo per rimontare un altro syn gut a 18 chili.
Difficile lavoro fare l'incordatore.

Non è che magari la prossima volta ti venga il remotissimo dubbio di controllare prima la tensione?
Certo, sono capace anch'io di criticare a fatto compiuto e visto che ormai l'ho fatto ti dico semplicemente che è un lavoro in cui non si ha mai smesso di imparare.
Pensi davvero che io non l'abbia fatto? E sai cosa mi ha risposto? Non può essere 16 kg., l'ho fatto montare a 22.
Simba, tu sei molto preparato ma io non sono esattamente uno sprovveduto.
Quando tiro fuori l'ERT mi prendono per un marziano, pensano sia il mago Otelma. Quando poi tento di spiegare che il 26 che compare non sono i chili.....sim sala bim.

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da Doc68 il Gio 16 Feb 2017, 23:02

Etica sempre, ci si deve divertire non fare male. Il maestro di turno ad un collega anestesista ha montato una RPM Blast 1,25 a 25 kg sulla Pure Drive, immagina il risultato: dolore dalla punta delle dita alla spalla tanto da non riuscire ad inserire la retromarcia per non parlare di altro. Etica sempre e comunque.

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da pasky76 il Gio 16 Feb 2017, 23:27

Completamente d'accordo con Simba!

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da Bertu il Ven 17 Feb 2017, 06:58

Un professionista deve sempre consigliare il meglio al suo cliente , supportando le scelte con valide argomentazioni.

Se poi il cliente é testardo e non vuole capire, allora si deve fare quello che dice il cliente e basta.

Un po' come la storia della tensione a prescindere dalla corda. Molti leggono sul telaio della racchetta che il range di tensione é 24-28Kg e quando montano un mono lo vogliono a 26Kg (nel mezzo va sempre bene) con tutte le conseguenze che conosciamo


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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da correnelvento il Ven 17 Feb 2017, 08:18

Bertu ha scritto:Un professionista deve sempre consigliare il meglio al suo cliente , supportando le scelte con valide argomentazioni.

Se poi il cliente é testardo e non vuole capire, allora si deve fare quello che dice il cliente e basta.


Sintesi perfetta cheers

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Re: La deontologia dell'incordatore

Messaggio Da Doc68 il Ven 17 Feb 2017, 10:24

Condivido pienamente Bertu

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