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Campioni figli di papà

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Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 20:27

Domanda nata leggendo la discussione sul perché gli italiani nel tennis non vincono.
È vero che i cosiddetti "figli di papà", ovvero ragazzi appartenente a famiglie benestanti o che gli potranno garantire un lavoro sicuro e magari privilegiato, non hanno voglia di impegnarsi, soffrire, quindi raggiungere livelli di eccellenza?
Facciamo una casistica, se non proprio una statistica, vista la limitatezza dei mezzi che abbiamo. Non solo nel tennis, visto che il discorso, psicologico/sociale, non riguarda solo il tennis.

Inizio con un esempio che tutti conosciamo: Paolo Maldini.
Figlio di Cesare Maldini, quindi sicuramente non a rischio povertà, diventa uno dei difensori più forti della sua generazione.
7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 5 Supercoppe europee, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club FIFA.

Non male.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 20:36

Secondo esempio, che forse conosciamo anche meglio.
John McEnroe.
Suo padre lasciò l'esercito prima per lavorare in un'agenzia di pubblicità, poi entrò in un noto studio legale newyorkese, Paul, Weiss, Rifkin, Wharton & Garrison.
Stavano bene.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Riki66 il Dom 25 Giu 2017, 20:40

Alberto Tomba

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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 20:42

Marcello Guarducci, plurimedagliato in campionati mondiali, europei, giochi del mediterraneo, universiadi, vincitore di 34 titoli italiani. Figlio di una nota famiglia di commercianti trentini.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 20:50

Nicola Pietrangeli, figlio di un imprendtore.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 20:54

Gustav Thoeni, figlio di un albergatore. Dal sito dell'albergo:

Gustav Thöni nacque nel paesino di montagna di Trafoi in Alto Adige il 28 febbraio 1951 durante un rigido inverno, in cui caddero 7 metri di neve. Già all’età di 3 anni, Gustav iniziò a sciare sul prato davanti all’hotel dei genitori, il Bella Vista. Anche suo padre, Georg Thöni, un “personaggio metà principe Orsini, metà Luis Trenker, campione giovanile italiano, campione fascista” come lo descrive la rivista austriaca Ski-Welt, avrebbe voluto intraprendere la carriera dello sciatore professionista, ma a causa dello scoppio della guerra dovette desistere. Per questa ragione si dedicò personalmente alla carriera di questo figlio pieno di talento ed esprimendo il desiderio di: “Recuperare quello che mi e’ mancato tramite mio figlio!” Papà Thöni era proprietario di una sciovia sul Passo dello Stelvio, dove suo figlio con il cugino Roland Thöni potevano sciare anche d’estate. Lì ebbero anche l’occasione di osservare le diverse squadre nazionali di sci durante i loro allenamenti e di cercare di imitarli. Il papà di Gustav, Georg, assunse il ruolo di allenatore per i due giovani Thöni migliorando e sviluppando la loro tecnica fino al momento in cui vennero presi in carico dalla squadra nazionale italiana.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da max1970 il Dom 25 Giu 2017, 20:57

Secondo me stai facendo un po' di confusione: la teoria era che se non hai soldi difficilmente puoi provare a intraprendere carriera da tennista professionista in Italia e che comunque chi ha i soldi in Italia è meno propenso al sacrificio. Quanto a Pietrangeli hai citato proprio uno che notoriamente non amava sacrificarsi a scapito della bella vita.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 20:58

Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, primo italiano  a nuotare i 100 stile ibero in meno di un minuto. Da Wikipedia:

Carlo Pedersoli nacque a Napoli il 31 ottobre 1929 in una famiglia benestante, da Rosa Facchetti, di origine clarense, e da Alessandro Pedersoli, napoletano,
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 21:03

max1970 ha scritto:Secondo me stai facendo un po' di confusione: la teoria era che...

È comparsa più di una teoria. Una di queste era che "i figli di papà, in genere, non amano il sacrificio".

La casistica di cui sopra dice il contrario. Figli di papà che hanno affrontato allenamenti duri e noiosi ce n'è stati parecchi, anche perché per uno che emerge ce ne sono cento (mille, diecimila...) invisibili.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Philo Vance il Dom 25 Giu 2017, 21:34

@ matusa,non è che le persone benestanti non possono avere delle passioni...x Maldini ad esempio, tutti i bambini amano giocare a calcio ma Paolo, così come i suoi figli ,è stato privilegiato e avuto tutte le possibilità di emergere.
Lui era un talento puro e sarebbe emerso lo stesso ma senza il tappeto rosso bello pronto probabilmente non avrebbe esordito a 16 anni in serie a...
Un altro ragazzo bolognese portato per lo sci ma senza i mezzi della famiglia tomba,magari la neve riesce a vederla solo a natale...
Più o meno lo stesso vale anche x gli altri.
È triste ma è così
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matusa il Dom 25 Giu 2017, 21:38

Non si discute sulle passioni, ma sulla validità di un'ipotesi.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da marco61 il Dom 25 Giu 2017, 23:09

Nessuno credo abbia mai scritto che i figli di papà non potranno mai raggiungere grandi traguardi.
Il tennista italiano con la classifica più alta dopo l'era Panatta è proprio Fabio Fognini, e vi garantisco che la sua famiglia avrebbe potuto garantirgli un futuro da milionario anche se non avesse giocato a tennis.
Ma è anche vero che suo papà ha speso centinaia di migliaia di euro per consentirgli di arrivare dove è arrivato.
Insomma, lui aveva il pane e ci ha messo i denti.
Purtroppo, tanti altri hanno il pane ma non vogliono far la fatica di masticarlo.
E tanti altri, molti di più, hanno i denti ma il pane manca.

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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matteo1970 il Lun 26 Giu 2017, 09:51

Matusa, nessuna teoria può essere espressa correttamete ne confutata se non con i numeri.
Quindi si, possiamo portare esempi, ma sono inutili perchè non abbiamo tutti i numeri.

Se ti dico " 100 figli unici sono arrivati in 2° categoria dal 2016" ti sto danto un dato fine a se stesso. Per potergli dare un significato, dovrei sapere quanti in totale sono arrivati in 2° categoria, quanti hanno tentato e non sono riusciriti e quanti dei non passati erano figli unici.

E' comunque assodato che ci sono sport per "benestanti", in Italia ancor più che all'estero. Il tenni sè uno di questi, come lo sci, il golf, tutti i motorsport..... In questi sposrt avremo sempre dei benestanti tra i compioni... l'eccezione qui sono quelli che discendono da famiglie non agiate.


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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da gabr179 il Lun 26 Giu 2017, 10:05

Nel tennis credo che sia impossibile emergere se non si è almeno benestanti. I Fab Four per esempio non erano certo figli di operai. Sarebbe più interessante sapere invece se ci sono o ci sono stati (almeno nell'era ATP) giocatori che si sono "fatti da soli" a suon di risultati e che sono entrati almeno nei top 50.
Quindi credo che lo spirito di sacrificio sia più una questione caratteriale che sociale.

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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da correnelvento il Lun 26 Giu 2017, 10:50

Gabriele, intanto, benvenuto tra noi.

Quello che scrivi è vero: ma converrai con me che, a livello percentuale chi è "affamato" è disposto a sacrificarsi di più.

Basta traspare, in campo lavorativo, agli immigrati, che sono disposti a lavori massacrati, senza diritti, con stipendi da fame (facendo concorrenza al ribasso ai nostri lavoratori)...

Perché?

Perché hanno "fame".
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da ace59 il Lun 26 Giu 2017, 11:34

vero nella vita e nel mondo del lavoro
ma nello sport entrano in gioco altre motivazioni che vanno oltre
anche chi è previlegiato può trovare delle forti motivazioni che lo portano a fare grandi sacrifici per emergere
il caso del tennis è particolare perché oltre a motivazione personale servono abbastanza soldi per finanziare la crescita di un campione.
tuttavia , non ho la riprova ovviamente , credo fortemente che nessun Federer sia stato perso per strada perché i genitori/federazioni/sposnsor non avevano abbastanza soldi per fargli fare carriera.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da gabr179 il Lun 26 Giu 2017, 11:58

@correnelvento grazie per il benvenuto! Volevo "presentarmi" ufficialmente ma non ho trovato una sezione apposita anche se con moltissimi utenti di tennisteam ci siamo già incontrati altrove.
Concordo sul fatto che chi vive in una situazione disagiata può avere più motivazioni per emergere ma anche in quelle situazioni c'è chi si commisera e non riesce a reagire fino a toccare il fondo.
Il mio è un pensiero personale non confutato da fatti e per arrivare ad una verità occorrerebbe fare una statistica.

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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Matteo1970 il Lun 26 Giu 2017, 12:19

Tanto per chiacchierare... secondo me abbiamo perso e perdiamo non solo un Federer, ma anche un Phelps, un Maradona, un M.Jordan, un Nuvolari....

Stando alle statisitche, su 1000 bambini circa 18 praticano tennis (in realtà ho preso la percetuale assoluta tesserati, e nel tennis ci sono una mare adi tesserati "over" , quindi a mio avviso su 1000 saranno si e no 5/6 a praticare tennis) ... quanti talenti abbiamo perso tra i 750 le cui famiglie non hanno fatto fare sport? e quanti tra i 232 hanno scelto lo sport errato per il loro talento?

Scusate ma io ho bisogno di numeri per analizzare seppur sommariamente questi temi...

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Messaggio Da max1970 il Lun 26 Giu 2017, 13:27

Matusa ha scritto:
max1970 ha scritto:Secondo me stai facendo un po' di confusione: la teoria era che...

È comparsa più di una teoria. Una di queste era che "i figli di papà, in genere, non amano il sacrificio".

La casistica di cui sopra dice il contrario. Figli di papà che hanno affrontato allenamenti duri e noiosi ce n'è stati parecchi, anche perché per uno che emerge ce ne sono cento (mille, diecimila...) invisibili.

Perdonami, ma di quale casistica stai parlando? nel tennis hai citato McEnroe e Pietrangeli che da soli ti smontano la statistica visto che entrambi sono celebri per il talento avuto da madre natura e non perché si spaccassero la schiena in allenamento. Pietrangeli più volte ha ammesso pubblicamente che preferiva "vivere" ad allenarsi e di McEnroe la Navratilova amava dire che non ha mai pagato il prezzo per il suo successo, al contrario ad esempio di un Lendl che si allenava 5 volte di più di lui. Negli altri sport non mi pronuncio se non per il calcio dove citi Maldini, adesso se reputi un sacrificio la vita di un calciatore, figlio di cotanto padre, che dai pulcini in poi è sempre stato sotto mamma Milan credo che dovremmo intenderci sulla parola sacrificio!
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da marco61 il Lun 26 Giu 2017, 13:31

ace59 ha scritto: credo fortemente che nessun Federer sia stato perso per strada perché i genitori/federazioni/sposnsor non avevano abbastanza soldi per fargli fare carriera.
Io invece temo che se ne siano persi parecchi, se consideriamo che la Svizzera ha Federer e Wawrinka ma molti meno tesserati che in Italia.
Ripeto, il sostegno che la federazione fornisce ai giovani promettenti è tutt'altro dall'essere sufficiente.
Parlavo qualche giorno fa col papà di Gianluca Mager, attualmente intorno al 300 al mondo a tra gli under più promettenti di qualche anno fa.
La federazione gli passava 600 euro al mese, poi doveva arrangiarsi da solo.
Ma con quella cifra non si costruisce un campione di tennis.

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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da max1970 il Lun 26 Giu 2017, 14:00

marco61 ha scritto:
ace59 ha scritto: credo fortemente che nessun Federer sia stato perso per strada perché i genitori/federazioni/sposnsor non avevano abbastanza soldi per fargli fare carriera.
Io invece temo che se ne siano persi parecchi, se consideriamo che la Svizzera ha Federer e Wawrinka ma molti meno tesserati che in Italia.
Ripeto, il sostegno che la federazione fornisce ai giovani promettenti è tutt'altro dall'essere sufficiente.
Parlavo qualche giorno fa col papà di Gianluca Mager, attualmente intorno al 300 al mondo a tra gli under più promettenti di qualche anno fa.
La federazione gli passava 600 euro al mese, poi doveva arrangiarsi da solo.
Ma con quella cifra non si costruisce un campione di tennis.

Anche io penso se ne siano persi di più, ma credo sia invitabile. Magari io possedevo un talento smisurato per il golf, ma non sono mai entrato in un campo da golf neanche come spettatore. Sinceramente per questo non penso che qualcuno debba rimproverarsi e quei 600 euro al mese spesi per Mager sono senz'altro insufficienti per costruire un campione, ma a tante famiglie indigenti servirebbero magari per mandare i figli all'università.
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Re: Campioni figli di papà

Messaggio Da Incompetennis il Lun 26 Giu 2017, 14:11

Qualsiasi sport ad altissimo livello prevede sacrifici. Un calciatore professionista si allena 2 volte al giorno, tranne il sabato (una volta), la domenica perché si gioca ed il lunedì perché ha il giorno libero. Chiaramente tutto si mescola col casino che hanno fatto con il calendario spezzettato degli ultimi anni e per chi fa le coppe. Spesso si va in ritiro e si sta giorni lontano dalla famiglia così come quando inizia la preparazione. Ora, poi, in estate per raccattare soldi si parte per tornei in Giappone o in altri paesi lontanissimi. Non pensiate che siano gite, praticamente tra fuso orario, incontri e d allenamenti nessuno può mai andare in giro, si vive rintanati in albergo così come quando fai le trasferte di campionato (più che altro per paura che i tifosi avversari ti menino) .
La parabole è che pur essendo dei privilegiati , chi arriva ai massimi livelli in qualsiasi sport o si fa il culo o ad un certo punto finisce lì . Spezzo una lancia a favore dei calciatori; anche a me mi stanno spesso sulle balle per come se la tirano e per certi atteggiamenti dentro e fuori dal loro sport ma i sacrifici li fanno . La loro vita vissuta comincia a 35 anni e non pensiate che un giocatore che fa la C (un professionista )guadagni chissà cosa. la maggior parte sono contratti che non vanno oltre 50.000 €, anzi anche meno.
Trovatemi uno sport che per arrivare in vetta non si prevedano sacrifici .... a parte tressette, briscola e rubamazzetto dove, modestamente, sono un maestro !!!!
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Messaggio Da Matusa il Mer 28 Giu 2017, 10:02

max1970 ha scritto:
Matusa ha scritto:
max1970 ha scritto:Secondo me stai facendo un po' di confusione: la teoria era che...

È comparsa più di una teoria. Una di queste era che "i figli di papà, in genere, non amano il sacrificio".

La casistica di cui sopra dice il contrario. Figli di papà che hanno affrontato allenamenti duri e noiosi ce n'è stati parecchi, anche perché per uno che emerge ce ne sono cento (mille, diecimila...) invisibili.

Perdonami, ma di quale casistica stai parlando? nel tennis hai citato McEnroe e Pietrangeli che da soli ti smontano la statistica visto che entrambi sono celebri per il talento avuto da madre natura e non perché si spaccassero la schiena in allenamento.

McEnroe e Pietrangeli non smontano niente. Che Pietrangeli, e Panatta, e McEnroe non si allenassero è un luogo comune, ma non è la verità.
Spero che nessuno creda che si possa battere Ayala sulla terra, in cinque set, alla fine di un torneo massacrante, senza essersi allenato.

Pietrangeli - Ayala 3-6, 6-3, 6-4, 4-6, 6-3

Oppure portare Laver al quinto set nella semifinale di Wimbledon

Laver - Pietrangeli 6-4, 3-6, 8-10, 6-2, 6-4

Stesso discorso per McEnroe e per Panatta. Ricordi "il tie-break più famoso della storia", con Borg a Wimbledon, e poi il quinto set? Mac ti sembrava scoppiato? E Panatta che vince quasi tutti gli incontri arrivati al quinto set?
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Messaggio Da max1970 il Mer 28 Giu 2017, 12:44

Matusa ha scritto:
max1970 ha scritto:
Matusa ha scritto:
max1970 ha scritto:Secondo me stai facendo un po' di confusione: la teoria era che...

È comparsa più di una teoria. Una di queste era che "i figli di papà, in genere, non amano il sacrificio".

La casistica di cui sopra dice il contrario. Figli di papà che hanno affrontato allenamenti duri e noiosi ce n'è stati parecchi, anche perché per uno che emerge ce ne sono cento (mille, diecimila...) invisibili.

Perdonami, ma di quale casistica stai parlando? nel tennis hai citato McEnroe e Pietrangeli che da soli ti smontano la statistica visto che entrambi sono celebri per il talento avuto da madre natura e non perché si spaccassero la schiena in allenamento.

McEnroe e Pietrangeli non smontano niente. Che Pietrangeli, e Panatta, e McEnroe non si allenassero è un luogo comune, ma non è la verità.
Spero che nessuno creda che si possa battere Ayala sulla terra,  in cinque set, alla fine di un torneo massacrante, senza essersi allenato.

Pietrangeli - Ayala  3-6, 6-3, 6-4, 4-6, 6-3

Oppure portare Laver al quinto set nella semifinale di Wimbledon

Laver - Pietrangeli 6-4, 3-6, 8-10, 6-2, 6-4

Stesso discorso per McEnroe e per Panatta. Ricordi "il tie-break più famoso della storia", con Borg a Wimbledon, e poi il quinto set? Mac ti sembrava scoppiato? E Panatta che vince quasi tutti gli incontri arrivati al quinto set?

Che non si allenassero l'hai detto tu, che non fossero stakanovisti dell'allenamento lo sanno tutti. McEnroe giocava molti doppi proprio perché non amava allenarsi e se paragonato al suo acerrimo rivale Lendl possiamo dire senza dubbio che si allenasse anche meno della metà. Pietrangeli era uno splendido atleta naturale, paragonabile ad un Sampras, famosissimo per essersi sempre goduto la vita, Panatta famoso per avere uno splendido gioco, lo era altrettanto per la sua pigrizia ed a meno di 30 anni sfoggiava sui capi già una discreta panzetta. Non si tratta di luoghi comuni, ma di fatti accertati.
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