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La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

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La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da correnelvento il Lun 10 Lug 2017, 07:40

Spesso sento parlare (o leggo) del famoso "effetto fionda" di una racchetta elastica.

Tale effetto avrebbe la caratteristica di allungare la traiettoria della palla, sfruttando una sorta di catapulta o, se volete, "effetto elastico".

Vi devo deludere, dicendo che trattasi di "leggenda metropolitana" o, in parole volgari, di una cazzata.

Perché?

Semplice: svariate ricerche con videocamera ad altissima velocità hanno dimostrato, in modo inconfutabile, che la palla lascia il piatto corde PRIMA che la racchetta sia tornata nella sua posizione, ovvero la palla lascia il piatto quando la racchetta elastica è ancora flessa!

Quindi, semplicemente, l'effetto fionda/catapulta/elastico (o come caxxo volete chiamarlo) non ha ALCUN effetto sull'eventuale allungamento del vostro colpo...

Anzi: dissidipando energia della palla, una racchetta elastica avrà il risultato di accorciare il tiro.

Concetto diverso è il dwell-time: la palla resterà qualche millisecondo in più sulle corde, favorendo la sensibilità e la capacità di imprimere effetti alla palla:  questo, per alcuni giocatori, permette di sbracciare con più forza, ottenendo un colpo più potente.

Ma questa è un'altra storia.
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Doc68 il Lun 10 Lug 2017, 09:41

correnelvento ha scritto:
Concetto diverso è il dwell-time: la palla resterà qualche millisecondo in più sulle corde, favorendo la sensibilità e la capacità di imprimere effetti alla palla:  questo, per alcuni giocatori, permette di sbracciare con più forza, ottenendo un colpo più potente.

Ma questa è un'altra storia.

Ecco questo m'interessa.... "la palla resterà qualche millisecondo in più sulle corde, favorendo la sensibilità e la capacità di imprimere effetti alla palla"
- tensione maggiore = più controllo ed uscita di palla più veloce;
- tensione minore permette di lavorare meglio la palla, dare più effetti e renderla più velenosa.
Questo testato con stessa corda a tensioni diverse: 23/22 - 22/21 - 21/20.
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Dagoberto il Lun 10 Lug 2017, 11:03

Non ho mai sentito dire che un buon effetto fionda all'ungasse i colpi.
Ho sempre letto e, in qualche misura, riscontrato, che un buon effetto fionda renda il colpo più esplosivo, più reattivo, nel senso che l'energia cinetica della palla venga restituita con maggiore efficacia, appunto come accade quando si usa una fionda per lanciare un sasso, e, in buona sostanza si possa anche meglio sfruttare il gioco d'incontro appoggiandosi sui energici colpi dell'avversario ribattendo con buona parte dell'energia ricevuta.
Mc Enroe fu un esempio reale di ciò, usando tensioni molto lasse, non essendo un tennista fisicamente molto muscolare, ma riuscendo in colpi dall'incredibile esplosività tenendo testa anche a bombardieri di razza superiore appoggiandosi semplicemente sui loro colpi. L'effetto fionda, tra l'altro, non dipende solo dal telaio impiegato, ma si puà ottenere anche con l'impiego di specifiche schemi corde e loro tensioni benchè abbinate a telai più rigidi. Sicuramente, un telaio elastico grantirà un maggiore dwell time ed è questo il suo valore aggiunto rispetto ad uno più rigido. Maggiore sensibilità, più timing a disposizione, più efficacia del grip delle corde sulla palla e, conseguentemente, della rotazione trasferita alla palla.

P.S. ho meso un paio di errori per gli amanti della grammatica italiana, vediamo se li scoprono Very Happy
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Tempesta il Lun 10 Lug 2017, 11:16

Infatti le racchette molto flessibili sono racchette da controllo e non da spinta.

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da correnelvento il Lun 10 Lug 2017, 11:40

Dagoberto ha scritto:Non ho mai sentito dire che un buon effetto fionda all'ungasse i colpi.
Ho sempre letto e, in qualche misura, riscontrato, che un buon effetto fionda renda il colpo più esplosivo, più reattivo, nel senso che l'energia cinetica della palla venga restituita con maggiore efficacia, appunto come accade quando si usa una fionda per lanciare un sasso, e, in buona sostanza si possa anche meglio sfruttare il gioco d'incontro appoggiandosi sui energici colpi dell'avversario ribattendo con buona parte dell'energia ricevuta.
Mc Enroe fu un esempio reale di ciò, usando tensioni molto lasse, non essendo un tennista fisicamente molto muscolare, ma riuscendo in colpi dall'incredibile esplosività tenendo testa anche a bombardieri di razza superiore appoggiandosi semplicemente sui loro colpi. L'effetto fionda, tra l'altro, non dipende solo dal telaio impiegato,


 

L'effetto fionda NON DIPENDE PER NULLA dal tipo telaio usato.

Il motivo l'ho chiaramente spiegato sopra.

Tra l'altro, tempo fa Marco61 postò un video in cui si vedeva chiaramente che la palla lasciava la racchetta MOLTO prima che questa tornasse nella sua posizione originale.

MOLTO ma MOLTO prima.

Un altro discorso (totalmente diverso) riguarda le corde: in questo caso, un'incordatura lasca o più rada effettivamente aiuta ad allungare la traiettoria della palla.

Un conto sono le "sensazioni" (incontestabili), un altro la fisica.


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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Doc68 il Lun 10 Lug 2017, 11:49

flex basso controllo si ma dipende da inerzia e bilanciamento per spinta, resta il fatto sicuro che flex alto spinge moltooooooo di più!
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Mirage il Lun 10 Lug 2017, 13:42

"Spesso sento parlare (o leggo) del famoso "effetto fionda" di una racchetta elastica.
Tale effetto avrebbe la caratteristica di allungare la traiettoria della palla, sfruttando una sorta di catapulta o, se volete, "effetto elastico".
Vi devo deludere, dicendo che trattasi di "leggenda metropolitana" o, in parole volgari, di una cazzata."


...Ne avevo il sospetto....adesso ho la certezza.....




x Dago....(non sono un amante della grammatica italiana)
comunque all'ungasse , lasse, grantira....

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Kingkongy il Lun 10 Lug 2017, 14:30

hehehehheh Giò....calma, calma...
Ci si arriva all'effetto fionda, un po' di tempo e ci si arriva. Ovvero, non si ci si è ancora arrivati.
Però, non è che non ci si pensi...eccome!
Prendi un telaio e diciamo che vibri a 150 Hz. Significa che 150 volte sarà in deflessione da una parte e 150 volte sarà in flessione contraria.
Sulle corde la pallina ci sta dai 3 ai 5ms (mediamente 4 millisecondi), ovvero flette le corde - andata e ritorno - in un 250mo di secondo... Come dici tu se ne va dal piatto corde mentre la racchetta sta ancora flettendo indietro.
La pallina è molto più "bradipa".
Pertanto...bisogna cercare di fare corde più "lente", ovvero che non si facciano scappare la palla così in fretta.
Oppure puoi fare un telaio da 250 Hz... ma comodo non deve essere!
Ovvero servono corde molto, molto specializzate che si armonizzino a livello di vibrazioni con il telaio. Praticamente corde abbinate con un range di utilizzo e tensionamento ristretto.
Ci stanno lavorando.

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da marco61 il Lun 10 Lug 2017, 14:58



Kingkongy ha scritto:
Ovvero servono corde molto, molto specializzate che si armonizzino a livello di vibrazioni con il telaio. Praticamente corde abbinate con un range di utilizzo e tensionamento ristretto.
Ci stanno lavorando.
Cioè? Dici dicci

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Dagoberto il Lun 10 Lug 2017, 14:59

Mirage ha scritto:"Spesso sento parlare (o leggo) del famoso "effetto fionda" di una racchetta elastica.
Tale effetto avrebbe la caratteristica di allungare la traiettoria della palla, sfruttando una sorta di catapulta o, se volete, "effetto elastico".
Vi devo deludere, dicendo che trattasi di "leggenda metropolitana" o, in parole volgari, di una cazzata."


...Ne avevo il sospetto....adesso ho la certezza.....





x Dago....(non sono un amante della grammatica italiana)
comunque all'ungasse , lasse, grantira....
ottimo, buona acutezza, però te n'è sfuggita una ... tongue
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Mirage il Lun 10 Lug 2017, 15:13

.....meso? sui energici?

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Dagoberto il Lun 10 Lug 2017, 15:32

Mirage ha scritto:.....meso? sui energici?
orca, uno dei due è un vero errore, decidi tu quale Very Happy , comunque complimenti ancora, propongo di cambiare il tuo nickname in Occhio di faco, ops, falco
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Kingkongy il Lun 10 Lug 2017, 15:58

marco61 ha scritto:

Kingkongy ha scritto:
Ovvero servono corde molto, molto specializzate che si armonizzino a livello di vibrazioni con il telaio. Praticamente corde abbinate con un range di utilizzo e tensionamento ristretto.
Ci stanno lavorando.
Cioè? Dici dicci

Niente di che Marco. E' un discorso fatto con Mario meno di 2 anni fa e si parlava proprio dei nuovi telai, quelli che ora vedi in vendita e che allora, invece, erano il futuro. Al che ci siam messi a parlare della Dunlop G200... da lì siam passati alle "armoniche" e alle vibrazioni dei telai moderni e futuri. Insomma, qualcosa di molto simile a quello che ha perfettamente spiegato in grande Ing. Medri. Fletti di qui, fletti di là...e si parla del tempo di permanenza della pallina sul piatto corde.
Al che rifaccio il calcolo degli Hz e mi viene da dire che converrebbe "sincronizzare" le corde a metà della frequenza vibrante del telaio... però, già che ci siamo, l'ideale sarebbe non disperdere nulla.
Al che Mario mi dice: guarda che è lì che si va a parare: 1 lelaio + 1 corda. Tutto molto "dedicato".
Come ci si arrivi...boh? Lo ignoro. Io pensavo che le RutZo fossero la risposta (chiederò anche a Barbalonga...) ma Marietto dice di no. Boh/2.
In ogni caso, sarà una rivoluzione. Intanto i piatti corde sono sempre più al servizio della corda: basta vedere come vibrano e come (non) flettono. Anche la polarizzazione, basso peso delle racchette moderne parla chiaro: velocità d'impatto come priority 1. Speriamo di non farci male.

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da marco61 il Lun 10 Lug 2017, 23:39

Riguardo a Rut'zo, ancora non ho capito se è una clamorosa presa per il culo o se ci sia davvero qualcosa dietro.
Quanto alla polarizzazione, conosco ragazzini con polsi rovinati da racchette leggere con inerzia alta. Brutta soluzione.

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Doc68 il Lun 10 Lug 2017, 23:49

marco61 ha scritto:Riguardo a Rut'zo, ancora non ho capito se è una clamorosa presa per il culo o se ci sia davvero qualcosa dietro.
Quanto alla polarizzazione, conosco ragazzini con polsi rovinati da racchette leggere con inerzia alta. Brutta soluzione.
Meglio pesanti con inerzia medio-bassa.
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Messaggio Da Riki66 il Mar 11 Lug 2017, 00:14

marco61 ha scritto:Riguardo a Rut'zo, ancora non ho capito se è una clamorosa presa per il culo o se ci sia davvero qualcosa dietro.
Quanto alla polarizzazione, conosco ragazzini con polsi rovinati da racchette leggere con inerzia alta. Brutta soluzione.
A me pare tutta una grande presa per il culo..
Rimbalzo sul servizio che scavalca la rete di recinzione Very Happy

Ci metterebbero un secondo a mettere fuori regolamento una corda del genere basta precisare che il calibro non può variare...
A meno che, presa per il culo a parte, ci sia dietro qualcosa di innovativo ma comunque "umano" e non extraterrestre...

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da spalama il Mar 11 Lug 2017, 07:40

Kingkongy ha scritto:hehehehheh Giò....calma, calma...
Ci si arriva all'effetto fionda, un po' di tempo e ci si arriva. Ovvero, non si ci si è ancora arrivati.
Però, non è che non ci si pensi...eccome!
Prendi un telaio e diciamo che vibri a 150 Hz. Significa che 150 volte sarà in deflessione da una parte e 150 volte sarà in flessione contraria.
Sulle corde la pallina ci sta dai 3 ai 5ms (mediamente 4 millisecondi), ovvero flette le corde - andata e ritorno - in un 250mo di secondo... Come dici tu se ne va dal piatto corde mentre la racchetta sta ancora flettendo indietro.
La pallina è molto più "bradipa".
Pertanto...bisogna cercare di fare corde più "lente", ovvero che non si facciano scappare la palla così in fretta.
Oppure puoi fare un telaio da 250 Hz... ma comodo non deve essere!
Ovvero servono corde molto, molto specializzate che si armonizzino a livello di vibrazioni con il telaio. Praticamente corde abbinate con un range di utilizzo e tensionamento ristretto.
Ci stanno lavorando.

Se non fosse che le racchette di oggi sono per la stragrande maggioranza dei cessi vibranti vuoti fatti di graphite pressato industriale di bassa qualità e costruite senza alcuna procedura in grado di ottenere lo stesso risultato finale su due telai identici (yonex esclusa x le made in Japan), sarei anche curioso di capire di cosa si sta parlando.
E se anche fosse questa la soluzione, poi vengono siliconate e piombata dai pro x renderle più solide e cattive, dalle pippe scatenate come noi per fanatismo, e dal resto degli umani normali per avere due telai identici e pareggiarle, per cui la frequenza del telaio cambia drasticamente.

La soluzione è una: tornassero a fare telai con materiali almeno buoni e tornassero a schiumarli, vedi che tutti questi problemi non ci sarebbero ed avresti racchette come quelle di una volta che non erano sensibili alle corde e non facevano male ai tendini.
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da correnelvento il Mar 11 Lug 2017, 07:43

Spalama: intervento di sano pragmatismo di stampo ingegneristico...
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Eiffel59 il Mar 11 Lug 2017, 08:23

Ma i telai "buoni" in realtà non sono mai del tutto spariti, ed anzi stanno tornando: la nuova XTreme, la prossima Ultra Tour, le Dunlop NT...ed ancora altri a venire. Parlando con i tecnici di Dunlop e di Yonex (che peraltro negli anni ha mantenuto comunque un altissimo profilo qualitativo) ho percepito la convinzione che la scelta -puramente commerciale- di produrre telai di basso costo produttivo ed alto prezzo di vendita è alla lunga controproducente sia dal punto di vista economico che da quello di immagine. la schiumatura/siliconatura però non rappresenta la panacea per tutti i mali, in quanto tende a togliere la percezione delle vibrazioni "buone" (quelle che fanno "sentire" il colpo); piuttosto, un'interazione tra queste e sistemi definiti "di contatto" come il rame nelle NT piuttosto che Countervail, Touch ed altre tecnologie similari (gomme sintetiche caricate di atomi di carbonio) pare sia la via da seguire nel prossimo futuro.
I primi risultati commerciali già si vedono, se saranno importanti come si pensa il futuro dell'attrezzo, se non proprio roseo, è perlomeno "migliore".
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Messaggio Da Kingkongy il Mar 11 Lug 2017, 10:11

Spalama...sul fatto che di cessi, in giro, ve ne siano parecchi, niente da dire!
Però non si può continuare a dondolarsi sulla sedia di vimini, con il plaid sulle ginocchia, ricordando i bei tempi passati...
I giocatori del Tour che usano le PT57 o, ancor meno, le H22 sono davvero pochi ormai. Il gioco è cambiato, lo swing è cambiato, i materiali sono cambiati. Non torneranno mai a rifare le Kneissl o le Yamaha.
Al limite Siegfried Kuebler si rimetterà al lavoro per inventare qualcosa...però, se tanto mi dà tanto, a te l'ingegnere aerospaziale ti sta un po' sul gozzo... Eppure ha fatto la storia del tennis.

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Messaggio Da Doc68 il Mar 11 Lug 2017, 10:14

spalama ha scritto:
Se non fosse che le racchette di oggi sono per la stragrande maggioranza dei cessi vibranti vuoti fatti di graphite pressato industriale di bassa qualità e costruite senza alcuna procedura in grado di ottenere lo stesso risultato finale su due telai identici (yonex esclusa x le made in Japan), sarei anche curioso di capire di cosa si sta parlando.
E se anche fosse questa la soluzione, poi vengono siliconate e piombata dai pro x renderle più solide e cattive, dalle pippe scatenate come noi per fanatismo, e dal resto degli umani normali per avere due telai identici e pareggiarle, per cui la frequenza del telaio cambia drasticamente.

La soluzione è una: tornassero a fare telai con materiali almeno buoni e tornassero a schiumarli, vedi che tutti questi problemi non ci sarebbero ed avresti racchette come quelle di una volta che non erano sensibili alle corde e non facevano male ai tendini.

e delle "ultime" Prince TeXtreme cosa ne pensi? la serie Tour intendo... Suspect
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Messaggio Da correnelvento il Mar 11 Lug 2017, 10:21

Kingkongy ha scritto:Spalama...sul fatto che di cessi, in giro, ve ne siano parecchi, niente da dire!
Però non si può continuare a dondolarsi sulla sedia di vimini, con il plaid sulle ginocchia, ricordando i bei tempi passati...
I giocatori del Tour che usano le PT57 o, ancor meno, le H22 sono davvero pochi ormai. Il gioco è cambiato, lo swing è cambiato, i materiali sono cambiati. Non torneranno mai a rifare le Kneissl o le Yamaha.


KK, la tua affermazione è vera: ma NON (imo) perchè il gioco sia cambiato, ma SOLO perchè ai giovani vengono propinati i telai che, commercialmente, si devono vendere.

Il tennis è sempre più precoce (anche se i campioni sono più longevi)... ed un ragazzino smilzo di 45 chili con cosa dovrebbe giocare, se con una simil-PD?

Non certo con una Prestige 600...
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Kingkongy il Mar 11 Lug 2017, 10:30

Giò, concordo: il mercato fa la sua grossa parte! Però i campioni, che vanno e sempre sono andati di pj, fregandosene del punto vendita, i telai li hanno cambiati pure loro. E tu sai quanto testardi sanno essere!!!
Diciamo che se fanno un incidente, gli danno il "concorso di colpa".
Very Happy

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Philo Vance il Mar 11 Lug 2017, 10:40

Io ricordo che iniziai a giocare a 13-14 anni con una vecchia racchetta di legno che pesava più del mio braccio Very Happy e mai ho avuto problemi
oggi si gioca un tennis più veloce,fatto di rotazioni esasperate,il braccio deve girare più veloce e quindi racchette leggere e per ottenere anche stabilità per forza di cose si irrigidiscono e si polarizzano all'estremo...
Mi sa che da questo schema non se ne esce più, ma come dice Mario spero che almeno si trovino accorgimenti per rendere i ferri del mestiere meno invasivi specie per le new gen e per gli " anta" appassionati...
I pro sono un altro mondo e non fanno testo imho,dato che possono attingere a ben altre soluzioni che non siano il negozio sotto casa o il sito online
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Doc68 il Mar 11 Lug 2017, 11:48

obiettivamente meglio una prestige 600 di una PD team... e non solo per la qualità dei materiali, ma anche per le sensazioni di gioco...
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