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Quelle giornate "no"

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Quelle giornate "no"

Messaggio Da oXVIIo il Mer 02 Ago 2017, 08:05

Ciao a tutti, recentemente mi sono ritrovato a riflettere su un argomento che credo sia familiare un po' a tutti i giocatori amatoriali: le giornate "no". Parlo di quelle giornate in cui il doppio fallo sembra essere inevitabile, il dritto più semplice conosce soltanto due direzioni (quella sparata dritta in rete o la fiondata ammazza piccioni) ed il rovescio più centrato che si riesce a colpire è, ovviamente, colpito direttamente sul telaio senza che la palla tocchi neanche lontanamente le nostre amate corde.
Voi come affrontate queste giornate (se ne avete)?
E, cosa più interessante, si può effettivamente parlare di giornate "no" oppure ci sono giornate in cui semplicemente dopo due/tre colpi riusciti male siamo noi ad influenzare inconsapevolmente la nostra performance e, quindi, a peggiorarla all'inverosimile?

Ciao a tutti e buon tennis!

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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da Doc68 il Mer 02 Ago 2017, 10:05

Anche questo è un argomento che potrebbe essere molto soggettivo. Ci sono giorni si e giorni no, ma è accaduto che in giorni in cui ho giocato male ho vinto mentre giorni in cui giocavo meglio ho perso... Suspect
Ovviamente ed inconsapevolmente si tende ad influenzare il gioco con la nostra negatività, credo che in alcuni momenti siamo noi a rendere una giornata "no". Poi... tutto può accadere: una giornata no diventare buona e viceversa...

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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da superpipp(a) il Mer 02 Ago 2017, 10:28

Per me la giornata Si/No non dipende da vittoria o sconfitta ma effettivamenteda come riesco a colpire in quella giornata. Quando mi capita, meno volte di Felix ed Incompetennis Very Happy, mi incoraggio, mentalmente, ripetendomi che posso solo migliorare e devo dire che spesso funziona.
Ciao
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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da seneca85 il Mer 02 Ago 2017, 11:21

In queste giornate è fondamentale avere un piano alternativo di gioco. Abbassare le pretese, mettere la palla in campo sia con la risposta al servizio che con il servizio senza cercare troppi rischi e abbassando la propria velocità di gioco. Insomma nella mediocrità della giornata no cercare il semplice quasi il banale e soprattutto attivarsi con i piedi se almeno le energie ci sono. In queste giornate conta la voglia di lottare, di non arrendersi alla propria mediocrità e per far ciò rimettendo anche le palle a metà campo. E' ovvio che se il nostro avversario sa il fatto suo e ha un livello sufficiente si perde e pure facile. Ma spesso nelle giornate no l'avversario vince facile grazie ai nostri troppi errori. Già riducendo questi ultimi si fa in modo che almeno la vittoria se la deve ricercare l'avversario. Ovvio che nelle giornate no è più facile che ne esca indenne chi sa coprire meglio il campo e ha una buona tenuta. Detto in altri termini se si sta fermi come pali e si sparacchia a rete o fuori tutto quello che capita è difficile mettere in esecuzione il piano alternativo.

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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da Chiros il Mer 02 Ago 2017, 12:10

Le giornate no esistono eccome. Nel senso che mi capita di avere meno voglia o meno concentrazione.
In queste giornate, sapendo di giocare male, penso ad arrotare tutto al massimo, sperando di sbagliare meno.

Detto questo, lunedì sera ho avuto una serata sì e ancora sto godendo Very Happy , sperando che si ripeta Suspect
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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da marco61 il Mer 02 Ago 2017, 12:37

Il nostro corpo è una macchina perfetta (quasi), e come tale va considerato. Ci sono giorni (pochi) in cui le condizioni ambientali, fisiche, astrali, bioritmiche, mentali, umorali...ci permettono di rendere al meglio, mentre in altri (alla mia età almeno 350 giorni all'anno), qualcosa non funziona per il meglio e il nostro livello di gioco inevitabilmente ne risente.
Il problema principale è questo: mentre su una Ferrari, in base alle condizioni della pista, si può lavorare sul set up per mettere la macchina nelle condizioni di dare il massimo, sul nostro corpo e su tutto ciò che ci circonda spesso si può fare ben poco.
In questi casi vale principalmente un detto: palle lunghe e pedalare.

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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da oXVIIo il Mer 02 Ago 2017, 12:40

A me sembra, dal basso della mia alta incompetenza , che le differenze tra le giornate no e quelle normali siano decisamente inferiori rispetto a quelle tra le giornate sì e quelle normali, provo a piegarmi meglio: in una giornata no ognuno ha il suo modo di cercare di tenersi a galla e, quantomeno, di evitare di essere asfaltato e quindi rispetto al suo gioco "normale" sarà leggermente al di sotto; in una giornata sì si è molto al di sopra della propria media senza dover fare il minimo sforzo e lì, come ha appunto appena detto Chiros, si gode che è una bellezza!

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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da ace59 il Mer 02 Ago 2017, 14:19

il tema è complicato , perché troppo spesso , uscendo con la coda tra le gambe da un campo di tennis , ci diciamo " oggi è stata una giornata no " come se la colpa della scarsa prestazione fosse dovuta ad una forza astrale .
in realtà , penso , la nostra cattiva prestazione ( giornata no ) di tennisti amatoriali di quarta ( non agonisti quindi ) secondo me dipende di più dalla scarsità tecnica di base che appena va in stallo ci crea un sacco di problemi.
sono portato a dare meno influenza alla testa e forse di più al fisico
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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da correnelvento il Mer 02 Ago 2017, 15:12

Spesso si parla di "giornata no" per un semplice motivo.

Ne gioco del tennis, ci sta un tipo dall'altra parte, che cerca di batterci.

Si chiama AVVERSARIO.

Se, alla fine della partita, proviamo a dire "ha vinto perché (oggi) è stato più forte di me", forse molto meno spesso dovremo appigliarsi alla "giornata no".

Quello che scrivo NON è riferito all'autore del post, piuttosto alla maggioranza dei giocatori, i quali pensano di essere da soli, in campo... e che l'esito di una partita dipenda solo da loro stessi.

Non è così.
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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da superpipp(a) il Mer 02 Ago 2017, 15:41

Quando si fa partita, un avversario che cerca di "ucciderti" dall'altra partedel campo c'è sempre, quindi posso perdere anche 6/0 6/0 non c'entra, secondo me con la giornata NO,  perché anhe se mi sbatte da un angolo all'altro del campo, se gioco al meglio, mi difendo come posso per me non è una giornata NO, ho fstto il mio meglio contro quell'avversario. Onore e complimenti a lui ma per giornata NO intendo quando sono talmente fuori palla che quel giorno era meglio se me ne andavo al mare Very Happy Very Happy
Ciao
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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da Attila17 il Ven 04 Ago 2017, 16:23

Ciao, a me capita una variante, nel senso se è un di quelle giornate dove ho una volgia matta di gicare e aspetto solo il momento.....di solito faccio schifo.....se invece nn ho cazzi di giocare perchè giornata incasinata , sono stanco etc, gioco molto meglio.
Questo misurato con lo stesso avvversario , che anche lui può incappare in giornate no ,ma non sempre, vi parlo di tutta la stagione invernale qundi contando che facccio almeno 2 ore 2 volte alla settimana un po di tempo....
Boh.... scratch
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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da Wacos il Lun 07 Ago 2017, 15:09

Rassegnazione.
Vuol dire che o sei stanco, o molto teso, ma in ogni caso non hai gambe.

E senza gambe non ne cacci di la mezza.

Meglio prendere atto e buttarla un pò in vacca come si dice dalle mie parti, di solito ci si scioglie un pò.
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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da Doc68 il Sab 10 Feb 2018, 23:34

Riprendo questo post ma per parlare delle giornate "no" in allenamento.

Premetto che normalmente faccio 2 volte la settimana 2 ore di allenamento  ed a volte solo 2. Fisicamente sono a posto, nessun fastidio, nessun dolore, nessun disordine muscolare.

Bene gioco domenica ed in campo un bambino di sei anni al primo corso tennis avrebbe sicuramente giocato meglio di me, una palla al posto giusto non è andata, neanche un colpo decente, posizione sbilenca con le gambe, insomma nulla che fosse al proprio posto. Comunque bene o male ho insistito a portare a termine la sessione di allenamento ma più per capire come mai ero finito in panne e decido con istruttore di prendermi qualche giorno di riposo, e così ho fatto.

Salto 2 giorni e riprendo venerdì. Riprendo senza fare una piega, forse un poco stonato dalla pessima prestazione di qualche giorno prima, ma felice di aver messo parecchie palle dentro, ossia ho ritrovato i colpi.

Tra la prima e la seconda sessione unica differenza un problema che mi assillava per cui la concentrazione era un poco troppo latitante. Venerdì ero più rilassato.

Può solo la mente avere un effetto così devastante anche su un semplice allenamento?

Grazie

Doc68

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Re: Quelle giornate "no"

Messaggio Da doppiofallo il Dom 18 Feb 2018, 11:17

Ciao ragazzi.
Finalmente di domenica mattina riesco a passare un po di tempo con voi
Allora io per giornata no intendo quelle in cui obiettivamente va veramente tutto male sul campo. Cose che noi abitualmente non sbagliamo mai , in piu l'avversario sfodera prestazioni da mille e una notte. In quei casi in genere per trovare e dare comunque un senso alle ore dedicate al tennis , alleno la parte mentale , non per niente nelle nostre autovalutazioni proprio alla tenuta mentale diedi il voto più alto, ma mica perché sono nato Borg , certo un minimo di predisposizione ci deve essere , ma il piu l'ho ottenuto negli anni allenandomi proprio in questi giorni "NO"
In genere resto calmo , faccio sempre le stesse cose tipo robottino , esattamente e ripeto non a caso ESATTAMENTE come se stessi vincendo io , stesse gestualità, stesse parole, stessi modi di gesticolare e dire bravo all'avversario stesso tempo tra un servizio ed un altro etc etc.
Con il tempo e con l'allenamento vi assicuro che in situazioni di stress tipo partita di torneo , non vi accorgerete della differenza, o meglio il vostro gioco non risentirà delle diverse situazioni di punteggio in cui vi trovate , giocherete sempre uguali perché praticamente voi stessi sarete così automatizzati che non cambierete modo di giocare sia se state 4-4 oppure se state 5-0 ...
Almeno a me con il tempo ha funzionato così , però ci ho messo diverso tempo ,va allenata la testa come il corpo e la tecnica SEMPRE.
Un saluto
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