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Un approccio alla partita di torneo.

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Un approccio alla partita di torneo.

Messaggio Da correnelvento il Ven 10 Nov - 10:45

Rispolvero un mio vecchio post:

Prima di iniziare questo post, devo doverosamente sottolineare che:

1. Non sono un tecnico, nè un istruttore-maestro di tennis;

2. Non è mia intenzione "pontificare" o "insegnare" a nessuno;

3. Voglio soltanto fornire spunto di confronto;

4. La mia esperienza non è altro che quella di un onesto "guerriero di quarta categoria" con anni (purtroppo molti) di battaglie da torneo alle spalle.

Ora si può cominciare.


A qualsiasi livello tennistico ci si collochi, è evidente che la partita di Torneo è MOLTO diversa dal semplice allenamento.

Questo, ovviamente, perchè ci mette lo "zampino" un nemico subdolo: Lo STRESS. Ecco che il respiro si fa corto, i battiti aumentano, le gambe diventano pesantissime... ed il nostro braccio diventa sempre più corto.

Siamo inconsciamente OSSESSIONATI dal risultato, non abbiamo piena fiducia nelle nostre possibilità e nel nostro gioco... siamo terrorizzati da un'eventuale brutta figura e dai commenti velenosi dei nostri compagni di circolo.

Poichè lo stress da competizione è fisiologico (esiste in natura per mettere in alletra il nostro fisico prima di una "battaglia"), dobbiamo cercare di INCANALARE questo nostro nemico al fine di farne un prezioso alleato.

Io ho imparato ad amare questa sensazione e ad incanalarla verso una grande concentrazione e determinazione a vincere (ovviamente dove questo è possibile).

Una qualità che tutti i miei amici (e nemici) tennisti mi attribuiscono (e di cui vado molto fiero) è infatti quella di NON PERDERE MAI CON GIOCATORI DI LIVELLO INFERIORE.

Ed è proprio questo il punto: dal modesto NC al giocatore PRO, ciò che distingue il "fighter" dal "perdente" è la capacità e la determinazione che permettono di battere sempre (o quasi) i giocatori di livello inferiore.

Il primo passo è quello di CAPIRE qual'è REALMENTE il nostro livello di gioco.... e, credetemi, non è facile essere così obiettivi da capirlo realmente...

...posso giurarvi che almeno l'80% di giocatori NC-quarta ritiene di essere ad un livello NOTEVOLMENTE SUPERIORE a quello reale. da qui esclamzioni del tipo: "HO PERSO CON UNA PIPPA".

La cruda realtà è che, nella stragrande maggioranza dei casi, quella PIPPA è un tennista più solido e consistente di voi.

Personalmente (e pure di questo sono orgoglioso), mi basta guardare pochi game di un giocatore per stabilire (con ottima approssimazione) se tale giocatore è più forte di me (quindi vincente)... allo stesso livello (lotta serrata) o più debole.

Senza questa "picture", un giocatore di Tennis, andrà sempre incontro ad amarissime sorprese e delusioni.

Passiamo ora alla gestione della partita.

Nel palleggio che precede il mactch, normalmente, il basso quarta comincia a tirare della mazzate terribili, forse per impressionare l'avversario, o forse per stemperare la tensione... o magari per farsi notare da una bella gnocca....

Resta il fatto è che è SBAGLIATO!

In palleggio bisogna colpire piano, in scioltezza (decontrazione, direbbe qualche tecnico), ripassare mentalmente la corretta sensazione del movimento, la corretta respirazione.... il RITMO, insomma.

Se poi riusciamo pure aa capire i lati deboli dell'avversario, tanto meglio.

Si arriverà poi ad un punto in cui la partita ha inizio.

In questo caso, quello che al nostro (basso, anzi bassissimo) livello NON BISOGNA MAI FARE è quello di cominciare prendendo rischi assurdi, tirando mazzate, cercando le righe...

Attenzione, amici, non sto dicendo di giocare da "vigliacchi", ma solo di giocare "ordinati", in sicurezza... evitando rischi inutili.

Non c'è nulla di più bello, per il nostro avversario... di trovarsi i primi punti dell'incontro regalati su di un piatto d'argento!

Diamogli l'impressione di essere CONSISTENTI, degli ossi duri non disposti a regalare nulla.

Questo ci darà fiducia, e, al contempo... metterà un poco di preoccupazione nell'avversario.

Considerate che giocare in sicurezza non significa tirare piano, ma giocare magari con un maggiore spin ed una maggiore "clarence" sulla rete, nonchè un maggior margine sulla riga di fondo.

Ricordate che giocare con più spin significa VELOCIZZARE il movimento del braccio, NON rallentarlo!

Dopo qualche game giocato "in sicurezza" la tensione svanirà... e saremo quindi in grado di esprimere un gioco più "bandalzoso" ed aggressivo.

A questo punto la partita entra nel vivo... ma noi siamo pronti ad esprimere il nostro miglior tennis... che poi è il fine ultimo (chi crede che il fine sia solo la vittoria, sarà un frustrato tennista per tutta la vita).

Ed è questo il punto focale.... quando noi abbiamo dato il massimo, abbiamo fatto goal... la vittoria (o la sconfitta) non rappresenta il problema... ma solo una normale conseguenza.

E' ovvio che se gioco con un 2.8 non posso pormi la vittoria come obiettivo (sarei un idiota)... ma posso pormi l'obiettivo di giocare al mio massimo.

Ed è questo, amici miei, il fatto importante.... entrare in campo DETERMINATI, CONCENTRATI e FIDUCIOSI DEI PROPRI MEZZI (quelli reali, non quelli che si suppone di avere...) per poter dare il nostro massimo, nella correttezza e nello spirito sportivo.

Senza ridicole giustificazioni.

Comportandosi da UOMINI, non da PUPAZZI.

Un saluto dal vecchio Corre.
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Re: Un approccio alla partita di torneo.

Messaggio Da Riki66 il Ven 10 Nov - 10:48

Ecco Umberto SP(r) stampalo e appendilo vicino alle preghiere della sera Very Happy

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Re: Un approccio alla partita di torneo.

Messaggio Da Riki66 il Ven 10 Nov - 10:49

Personalmente lo trovai molto utile

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Re: Un approccio alla partita di torneo.

Messaggio Da Wacos il Ven 10 Nov - 11:32

Completamente d'accordo.




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Re: Un approccio alla partita di torneo.

Messaggio Da max1970 il Ven 10 Nov - 15:14

Ineccepibile!
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Re: Un approccio alla partita di torneo.

Messaggio Da marco61 il Ven 10 Nov - 17:09

Vorrei dare anche il mio contributo, invitandovi a considerare un torneo di tennis ai nostri livelli per quello che conta: molto meno di zero.
Anche vincendo un torneo di terza categoria, nessuno di noi passerà alla storia.
Se entrerete in campo con questa consapevolezza, vi sarà molto più semplice esprimere il vostro miglior tennis e, soprattutto, divertirvi.
Nel recente passato ho dovuto superare un brutto periodo dovuto ad un'insonnia feroce che mi ha portato ad una forte depressione.
Quando finalmente ne sono uscito fuori, tornando a giocare qualche match di torneo, ho potuto assaporare la consapevolezza di cui parlavo sopra ed ho giocato, per un certo periodo, le partite più piacevoli della mia vita.
Ero sereno, rilassato, felice di essere sul campo.
Ecco, se sarete in grado di sfruttare i consigli che ha postato corre, e ad allontanare l'ansia da prestazione che a questi livelli è davvero ingiustificata, giocherete quanto meglio non saprete fare.
Concentrati, determinati, ma sereni.

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Re: Un approccio alla partita di torneo.

Messaggio Da Wacos il Ven 10 Nov - 17:11

marco61 ha scritto:Vorrei dare anche il mio contributo, invitandovi a considerare un torneo di tennis ai nostri livelli per quello che conta: molto meno di zero.
Anche vincendo un torneo di terza categoria, nessuno di noi passerà alla storia.
Se entrerete in campo con questa consapevolezza, vi sarà molto più semplice esprimere il vostro miglior tennis e, soprattutto, divertirvi.
Nel recente passato ho dovuto superare un brutto periodo dovuto ad un'insonnia feroce che mi ha portato ad una forte depressione.
Quando finalmente ne sono uscito fuori, tornando a giocare qualche match di torneo, ho potuto assaporare la consapevolezza di cui parlavo sopra ed ho giocato, per un certo periodo, le partite più piacevoli della mia vita.
Ero sereno, rilassato, felice di essere sul campo.
Ecco, se sarete in grado di sfruttare i consigli che ha postato corre, e ad allontanare l'ansia da prestazione che a questi livelli è davvero ingiustificata, giocherete quanto meglio non saprete fare.
Concentrati, determinati, ma sereni.

Riuscire a divertirsi in torneo è davvero una bella esperienza
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Re: Un approccio alla partita di torneo.

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