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Attraversare la palla

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Messaggio Da albesca il Ven 26 Nov 2010, 19:21

Analizzando il mio modo scorretto di trattare la palla sia sul dritto che sul servizio ...ovvero una palla che risulta "picchiata" e non "spinta" ... ho posto un po' piu' di attenzione nella comprensione di queste differenze di trattamento di palla, ovviamente con l'aiuto degli amici del forum.

Quello che accade quando si picchia la palla... è un "MORDERE" la palla nei pressi del contatto.. purtroppo per me e tanti altri come me, è una pratica errata.

Il concetto è che il forward swing .. da quando la racchetta inizia la sua corsa in avanti dopo il caricamento ad OLTRE il contatto, è una UNICA AZIONE MOTORIA durante la quale non deve avvenire alcuna "variante", deviazione, virgola, scucchiaiata....nulla di nulla, solo SPINTA COSTANTE che crea accelerazione LUNGO LA PROPRIA LINEA di swing.

E' probabilmente concesso un modo personale di fare la partenza di swing, entro certi canoni, ma una volta partita la racchetta si deve spingere con fiducia senza interruzioni e deviazioni di sorta...un movimento unico, fluido e predeterminato. Quindi non c'è "morso" nè "LAVORO di palla" nei pressi del contatto, ma deve essere un ATTRAVERSARE LA PALLA ...ovvero una spinta unica e costante durante la quale idealmente dobbiamo TRAVOLGERE QUALSIASI COSA PASSI dentro il percorso della faccia della racchetta ...e quindi anche la palla.

Noi non CONTRASTIAMO un impatto... noi PROVOCHIAMO un impatto...e la palla dovra' reagire a noi e non viceversa.


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Messaggio Da Ospite il Ven 26 Nov 2010, 20:06

Se infatti guardi giocare un maestro, sopratutto se ha una tecnica molto classica, puoi far caso come in realtà non colpisca la palla, ma quasi l'acccompagni.
Ed è quello che facciamo tutti noi quando facciamo un passaggio giocando a calcio. Non colpiamo certo il pallone ma quasi lo accompagnamo.

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Messaggio Da Ospite il Ven 26 Nov 2010, 20:09

Ma questo topic non era già stato aperto tempo fa ? Io mi ricordo già aver raccontato la storiella del come pigliare le mosche, o mi sbaglio ?

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Messaggio Da albesca il Ven 26 Nov 2010, 20:37

wik ha scritto:Ma questo topic non era già stato aperto tempo fa ? Io mi ricordo già aver raccontato la storiella del come pigliare le mosche, o mi sbaglio ?

Se lo trovi linkalo che lo rileggo volentieri... altrimenti duplica pure qui Wik, che le cose utili è sempre bene sentirsele ripetere piu' di una volta... Smile

Dimenticavo... praticamente impossibile attraversare bene la palla se non si apre subito e bene.
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Messaggio Da casa il Sab 27 Nov 2010, 10:36

albesca ha scritto:... ma una volta partita la racchetta si deve spingere con fiducia senza interruzioni e deviazioni di sorta...un movimento unico, fluido e predeterminato...

ok ma per fare questo occorre sempre arrivare bene sulla palla e non come capita sempre a me o troppo vicino o troppo lontano o troppo in alto o troppo in basso... No per poi rimediare con movimenti assurdi!

comunque dalle mie parti si dice che non si deve "strappare"

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Messaggio Da albesca il Dom 28 Nov 2010, 01:22

casa ha scritto:
albesca ha scritto:... ma una volta partita la racchetta si deve spingere con fiducia senza interruzioni e deviazioni di sorta...un movimento unico, fluido e predeterminato...

ok ma per fare questo occorre sempre arrivare bene sulla palla e non come capita sempre a me o troppo vicino o troppo lontano o troppo in alto o troppo in basso... No per poi rimediare con movimenti assurdi!

comunque dalle mie parti si dice che non si deve "strappare"

Si esatto, hai centrato il termine : strappare. Strappare è attaccare la palla accelerando la racchetta negli ultimi centimetri prima del contatto. Si fa perchè si arriva male, si fa perchè si apre tardi...si fa perchè siamo scarsi !!! Smile

1
- attaccare la palla con una "azione di guida/spinta prolungata" CHE PARTA PRIMA, CONTINUI NEL, E PROSEGUA OLTRE IL CONTATTO. Primo imprescindibile requisito per riuscire in questo è APRIRE SUBITO, in quanto è impossibile iniziare una sbracciata precisa progressiva e prolungata se arriviamo all'appuntamento in ritardo di apertura. La qualita' di palla si gioca tutta nel tempo che abbiamo a disposizione per curare i dettagli del nostro swing ...se siamo in ritardo di apertura la racchetta dovra' bruscamente andare indietro e poi subito avanti perdendo tutte le sfumature di posizionamento che sono determinanti per una perfetta riuscita del "progetto di swing". Bisogna dissociare il concetto di "contatto con la palla" dal concetto di "colpire la palla". Il contatto è un fenomeno brevissimo non prevedibile ( timing ) in quanto evento di durata intorno ai 4 ms .. colpire la palla è invece disegnare con il piatto corde un PATH entro il quale avverra' certamente un impatto, che provocherà una reazione nota e prevedibile della pallina.

Noi non impattiamo palline, disegnamo figure nello spazio con le nostre corde in grado di catturarle e respingerle.... Smile

2 -
trovare l'altezza di palla ideale ( e se la palla ha moderata velocita' e poca angolazione, si puo' fare sempre )). Ora ci sta che arrivi male su una palla difficile e strappi, non ci sta che questo capiti quando siamo ben piazzati, su una palla di media velocita', media angolazione perchè sbagliamo distanza. La distanza laterale, è istinto, la trova anche un principiante assoluto in brevissimo tempo...la distanza in profondita' invece no, su quella devi spremerti testa e gambe scorrendo sulla diagonale FINCHE' non hai una distanza tale dalla palla da poterla prendere alla magica altezza "x" per fare la tua "sbracciata ad occhi chiusi". Provare a palleggiare tenendosi il gomito destro attaccato al fianco con l'altra mano è una esperienza molto interessante, fa capire cosa vuol dire "cercare la palla" ad una altezza obbligata, fa capire forse a molti di noi di non averla in realta' mai cercata.

Ciao.
Al
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Messaggio Da Ospite il Dom 28 Nov 2010, 15:18

Fa un po' schifo come esempio, però è quello con cui mi ci ritrovo meglio.

Da bambino avevo un cugino che prendeva le mosche posate senza schiacciarle, sapete quellle mosche fastidiose che continuano a girarvi attorno e magari faccendovi il solletico si posano sul braccio o la gamba insistentemente ?
Non è che oggi non ho più il cugino, è che non sò più che fine ha fatto, però mi ricordo bene che tentavo disperatamente di imitarlo senza mai riuscirci. Lui le beccava una volta su due, io ciao, tenta e ritenta ne beccavo una a settimana se andava bene.
Oh ero velocissimo eh, una scheggia, ma niente da fare, lui non era più veloce di me, ma le beccava tutte, finchè un giorno lo guardo attentamente e capii. Era la tecnica !!!!!

Che facevo io ? immaginate il punto dove la mosca è posata, mi avvicinavo, mi avvicinavo e poi di colpo zac scattavo sul punto e chiudevo la mano, la mosca scappava quasi sempre.
Che faceva lui ? immaginate sempre lo stesso punto, si avvicinava, poi scattava sul punto, ma proseguiva la corsa del braccio velocissimo anche dopo il punto stesso, chiudeva la mano non immediatamente. Ovvero trascinava la mosca per alcuni centimetri prima di chiudere la presa.

Mi ci misi pure io e affinai la tecnica.
Si passa a velocità sul punto, non ci si ferma sul punto, quel punto altri non è che un punto di passaggio. Per poterlo fare al meglio bisogna proprio caricare la spalla in maniera da ottenere la masima spinta e proseguire oltre col peso del busto scaricandolo dall'altra parte.
In questo modo il gesto diventa velocissimo, coordinato, potente, armonico, infallibile ! Ed infatti raggiunsi livelli altissimi come "pigliamosche" tanto da far invidia a tutti, sembravo un mago !

Nel tennis è abbastanza simile, il punto dove bisogna colpire è un mero punto di passaggio di un gesto, non la fine del gesto, l'obbiettivo del gesto. La pallina altri non è che un incidente di percorso di un gesto che termina molto più in là di quel punto. Se questo è relativamente semplice capirlo in relazione al braccio, il vero inghippo è capirlo a livello gambe.
Il peso del corpo, si carica attraverso gli appoggi e si scarica molto più in là rispetto al punto di contatto con la palla, si attraversa proprio quel punto in maniera tale da esprimerci potenza e velocità massima, che poi andranno a finire più in là, non si fermano lì.
Se si pensa al punto di contatto come un punto di arrivo è rallentare, depotenziare, frenare l'impatto
Stessa tecnica del come pigliare le mosche.

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Messaggio Da correnelvento il Dom 28 Nov 2010, 15:23

Ottimo esempio, Wik.

E' altrettanto valido l'esempio del pugno da KO...

Il concetto è lo stesso... la faccia dell'avversario non è il punto di arrivo... bisogna ATTRAVERSARLO!

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Messaggio Da Ospite il Dom 28 Nov 2010, 21:25

A questo punto faccio una domanda, per passare dalla fase teorica a quella pratica: esiste un esercizio per apprendere al meglio "l'attraversamento" della palla?

Il mio maestro mi dice che bisogna visualizzare uno "spiedino" e immaginare di prendere con la racchetta tutti i pezzi di carne e di non fermarsi al primo!


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Messaggio Da correnelvento il Dom 28 Nov 2010, 21:28

qualche tecnico (non ricordo dove l'ho letto) suggerisce di pensare di colpire 3 palline in fila, non soltanto una.
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Messaggio Da Ospite il Dom 28 Nov 2010, 22:17

questo è già un concetto differente e ancora più avanzato, è la linearizzazione del colpo

parlando invece di attraversare non mi viene in mente niente di specifico se non proprio il maestro che mettendosi a fianco dell'allievo corregge l'errore e o imposta il colpo, ma non è che poi serva qualcosa eh, è la consapevolezza di come vada colpita una palla a fare la differenza

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Messaggio Da albesca il Dom 28 Nov 2010, 23:20

Il trattamento di palla cambia completamente... al momento sono riuscito a correggere solo la parte relativa al braccio semplicemente imponendomi di far percorrere alla racchetta tutto il tragitto da dietro, in posizione di fine apertura verso avanti nel finale, pensando ed eseguendo un unico gesto. Questo è quello che non avevo mai fatto e quello che rendeva cosi' poco fluido il mio braccio nel dritto. Presto vi postero' qualche video dove è evidente la diversa gestione del braccio...

Attraversare la palla Dtli1234727801

Per quelle che sono state le mie prime impressioni da neofita dell'attraversamento di palle... Smile ... si decide lo swing in posizione della seconda foto in alto e si disegna con un unico gesto tutto il percorso della racchetta dalla posizione della terza foto in alto fino alla posizione della quarta foto in basso dove finalmente si molla tutto e spesso la racca ci tocca il fianco. Ho anche avuto la sensazione, e penso che sia giusta, che la fase di caduta della testa della racchetta in partenza di swing ( foto 4 e 5 in alto ) debba essere parte integrante della figura che andiamo a disegnare, pertanto si comincia da li a controllare la forma dello swing. In passato invece, io tendevo a lasciar cadere la testa della racchetta per gravita', rilassando il polso... poi e andavo a richiamarla di avambraccio in zona contatto, palla sporca, steccate frequenti, risultato scadente e fatica immensa. Rispetto al paragone della cattura della mosca con la mano, la differenza è che qui non c'è avvicinamento lento e poi brusca accelerazione vicino al bersaglio... si parte molto distanti e si arriva sull'obiettivo in piena accelerazione ...e per nostra fortuna la palla non ha le migliaia di occhi di una mosca ... Smile
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Messaggio Da albesca il Mar 30 Nov 2010, 09:56

wik ha scritto:........ il punto dove bisogna colpire è un mero punto di passaggio di un gesto, non la fine del gesto, l'obbiettivo del gesto. La pallina altri non è che un incidente di percorso di un gesto che termina molto più in là di quel punto. Se questo è relativamente semplice capirlo in relazione al braccio, il vero inghippo è capirlo a livello gambe.
Il peso del corpo, si carica attraverso gli appoggi e si scarica molto più in là rispetto al punto di contatto con la palla, si attraversa proprio quel punto in maniera tale da esprimerci potenza e velocità massima, che poi andranno a finire più in là....

Wik, proviamo a sbrogliare questo inghippo ? Io ho un po' di confusione ..anche perchè è un concetto poco "visuale"...

Il saper attraversare la palla usando anche le gambe, si lega al concetto di spinta di gambe in alto/avanti ?

Parlando di gambe, la parte di spinta verso l'alto è evidentissima in quanto si vede il giocatore che scende e si solleva mentre colpisce quindi qui c'è poco da analizzare, si scende e si sale, punto. Per quanto concerne la spinta in avanti invece, mi aspetterei di vedere in uscita dal colpo, il baricentro del giocatore spostato evidentemente piu' avanti ... altrimenti non saprei come dedurre che ci sia stata spinta in avanti delle gambe. Sopratutto in open stance ( ma non solo...vedi foto..), non è per niente raro vedere il baricentro del corpo restare praticamente immobile in relazione allo spostamento frontale alla fine del colpo... a meno che la spinta avanti ci sia sempre, ma che a volte provochi uno spostamento talmente piccolo da non essere rilevabile da una analisi video.

Ok, possiamo dedurre che quando si usa la open, lo facciamo proprio perchè la palla è veloce e la nostra priorita' non è produrre potenza ..quindi possiamo "appoggiarci sulla palla avversaria" e non spostiamo peso avanti, mentre con palla a velocita' moderata abbiamo necessita' di produrre "potenza propria" e fortunatamente anche tempo a sufficienza per impostare una semi-open e metterci nelle condizioni di spostare peso avanti oltre che in alto ( cosa che ancora non so fare... ).

Qui il giocatore è in semi-open e non sembra spostare il baricentro avanti... e quadra perchè sta colpendo in salita e di certo sta sfruttando la velocita' della palla in arrivo. A questo punto, se spingere in avanti è un must, è evidente che non necessariamente questa azione provoca una traslazione frontale del baricentro.. ma come è possibile spingere avanti con le gambe e non spostarsi avanti ?


Attraversare la palla Barice10


Ora tornando al topic, mentre attraversare la palla con uno swing continuo è un MUST per tutti i casi, questo attraversare la palla spostando il peso "oltre l'ostacolo" con le gambe ..., è caratteristica esclusiva delle situazioni in cui dobbiamo produrre "potenza propria" ... oppure è un must da applicare alla generalita' dei casi ???

E ancora, per spingere con le gambe in avanti oltre che in alto, è corretto "giocare" con l'equilibrio/inerzia per provocare uno spostamento calcolato in avanti durante lo swing ?
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Messaggio Da Satrapo il Mar 30 Nov 2010, 13:31

Un po' come capita con l'uso del polso, con il colpire in avanzamento spesso si fa confusione e la colpa in buona parte va attribuita all'abitudine dei commentatori che utilizzano modi di dire comuni e sostanzialmente corretti che però se non chiariti nel loro significato generano solo confusione.

Ed ecco che l'amatore sente dire in tv "meraviglioso passante giocato solo di polso" e pensa che il polso si possa utilizzare attivamente per colpire la palla, così come sente dire "che meraviglia, ha impattato colpendo in perfetto avanzamento" e pensa che la palla vada colpita andandogli incontro e avanzando non si sa come, da dove e verso dove.

Sul polso abbiamo detto ormai tutto il possibile, cerchiamo di capire qualcosa su questa benedetta gestione del peso all'impatto.

Il tennis si gioca dal basso verso l'alto, questo è il primo principio fondamentale di questo sport. Per questo motivo il back di un PRO (che non è esattamente uguale a quello che si vede giocare al circolo) riesce a disinnescare anche le martellate di dritto di Soferling perchè quando non si riesce a scendere sotto la palla controllare il colpo diventa un inferno.

Ma cosa vuol dire che il tennis si gioca dal basso verso l'alto? Molti pensano di doversi piegare per poi risalire, una sorta di scendi - sali che però non sempre corrisponde alla realtà dei fatti, perchè le cose stanno in modo leggermente diverso.

Nei corsi iniziali si sente spessissimo il maestro urlare ai suoi allievi "piegati", proprio perchè la tendenza ERRATA del tennista in fasa di apprendimento è quella di stare bello dritto sulle gambe ma nelle agonistiche non sentirete più usare il termine piegarsi che sarà sostituito dal richiamo a stare bassi, ed in questo cambio di prospettiva risiede tutto il concetto della gestione del peso e degli appoggi nel tennis.

Il tennista fondamentalmente deve restare basso il più possibile anche durante la ricerca di palla proprio per assicurarsi quell'atteggiamento di attacco di palla dal basso che consente di massimizzare controllo e spinta, una volta trovata la palla e caricati gli appoggi allora si penserà a come trasferire il peso sulla palla, ma state molto attenti: la gestione del peso NON INIZIA QUI, ma è attivamente in corso dall'impatto precedente ovvero il peso si gestisce continuamente durante tutto lo scambio!! Quando io esco dal colpo e inizio la ricerca di campo, quando steppo e inizio la ricerca di palla muovendomi verso quello che ho stimato essere il prossimo punto di impatto io STO GIA' GESTENDO IL PESO E DEVO CONTINUARE A FARLO FINCHE' LA PALLA E' IN GIOCO, perchè la bontà della gestione del peso non è legata a quello che farò una volta arrivato nel punto di impatto, ma a COME ci arriverò E A COME NE VERRO' FUORI perchè se arrivo all'impatto sbilanciato, scarico, alto etc. etc. ben poco potrò fare per utilizzare correttamente il peso a mio vantaggio.

L'amatore-apprendista pensa di poter gironzolare per il campo e poi disporsi correttamente per il colpo una volta arrivato in zona, sostanzialmente parte tardi, si muove lentamente, arriva tardi e fuori posizione e poi inizia una serie di procedure sul posto tardive ed inefficaci. Ma anche quando si muove rapidamente e riesce ad arrivare in tempo difficilmente si sarà preoccupato di arrivare all'impatto in una situazione ottimale ma penserà sempre che il colpo vada impostato in loco, mentre il colpo successivo si imposta già quando si sta uscendo dal precedente, si imposta durante lo spostamento e si imposta CON I PIEDI, perchè altro principio fondamentale che più di tutti può elevare la qualità del vostro gioco è quello che recita: IL TENNIS SI GIOCA CON I PIEDI. Il braccio da solo ragazzi non può MAI fare la differenza. Ottimi piedi portano Ferrer al master, Camporese che aveva un braccio paragonabile a quello di Federer (e non sto scherzando, chi ha visto giocare Omar sa di che talento immenso fosse dotato, servizio e dritto a livelli MOSTRUOSI) con un incolmabile deficit a livello di footwork (il ragazzo putroppo aveva i piedi piatti!) non raggiunse mai il suo pieno potenziale che era da topten fisso.

Il buon giocatore esce dal colpo precedente con i piedi già attivi in ricerca di campo, ristabilisce immediatamente il suo eqilibrio tornando a muoversi stando basso, parte immediatamente in ricerca di palla steppando a tempo sul colpo avversario ed arriva nel punto di impatto con il totale controllo del suo peso-equilibirio, carica correttamente gli appoggi in quella che viene definita presa di terreno ed è pronto a far partire il suo swing sfruttando a dovere tutti gli elementi tecnici. La gestione del peso è un continuo lavoro, un atteggiamento tecnico che non è confinato in una fase del colpo ma interessa tutte le fasi di gioco.

Come vedete il termine piegamento non è stato menzionato, il tennista ha gestito il suo peso già durante la ricerca di campo-palla tenendosi sufficientemente basso e una volta giunto in zona di impatto ha CARICATO GLI APPOGGI il che visivamente può anche essere assimilato ad un piegamento, ma dalla prospettiva del giocatore non lo è affatto perchè quello che si avverte è un carico di peso sugli appoggi, una sorta di pressione sul terreno più che un vero e proprio piegamento.

Quello che sente il buon giocatore quando carica gli appoggi è una sorta di presa sul terreno, un grip, un mordere il suolo creando una sorta di collegamento diretto tra i piedi ed il suolo, è una vera e propria ricerca di PRESA A TERRA tant'è che normalmente i professionisti usano scarpe di una misura più piccola proprio per massimizzare il feeling dei piedi col terreno. Senza rovinarvi i piedi con scarpe strettissime visto che comunque le nostre vittorie non saranno ricompensate con milioni di dollari provate a giocare con il doppio calzino e noterete subito un miglioramento del feeling col terreno ed una aumentata reattività. E se poi ci fate caso l'ultima cosa che un buon tennista fa prima di iniziare a giocare è allacciarsi le scarpe proprio perchè le stringerà il più possibile e non avrà certo fretta di sottoporsi a questa "tortura".

Capire che la gestione del peso è un processo che riguarda tutto lo scambio spostamenti compresi e non solo le fasi di impatto è il primo passo per poter sfruttare il peso a dovere, se si arriva alti o sbilanciati all'impatto siamo fregati e saremo costretti a giocare solo di braccio perdendo spinta ma soprattutto controllo, ed infatti l'amatore-apprendista non si lamenta tanto di tirare piano, ma più che altro di tirare giù i piccioni.

Mantenersi bassi e bilanciati gestendo il peso già durante gli spostamenti è un MUST ma poi arrivati in zona di impatto cosa bisogna fare? Lo vedremo la prossima puntata, sta venendo fuori un lenzuolino niente male! Attraversare la palla 786556

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Messaggio Da casa il Mar 30 Nov 2010, 14:03

Satrapo ha scritto:...Il buon giocatore esce dal colpo precedente con i piedi già attivi in ricerca di campo...

è bene chiarire questa cosa perchè un tipico errore che vedo (o che faccio scratch confused ) è quello di "scappare via" prima di aver finito il colpo per la paura di non arrivare in tempo al tiro successivo dopo che magari ci siamo dovuti spostare molto.

il colpo precedente va finito con tutti i trasferimenti giusti. o c'è qualcosa di più fine?

ciao


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Messaggio Da Robbik il Mar 30 Nov 2010, 16:20

questi slow motion possono aiutare molto a capire il concetto. D'atro canto, chi meglio di RF può insegnarlo?

http://www.procomparetennis.net/articles/read/Roger-Federer-Slow-Motion-Video
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Messaggio Da mosgio il Mar 30 Nov 2010, 16:44

Satrapo ha scritto:.........................

Mantenersi bassi e bilanciati gestendo il peso già durante gli spostamenti è un MUST ma poi arrivati in zona di impatto cosa bisogna fare? Lo vedremo la prossima puntata, sta venendo fuori un lenzuolino niente male! Attraversare la palla 786556


Finalmente!!!
Ci sono tutte le premesse per un "lenzuolino" come Dio comanda!
Grazie Sat

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Messaggio Da Elric il Mar 30 Nov 2010, 17:47

adesso che mi ci fai pensare è vero! tutte le volte che gioco decentemente è perchè resto basso! ho la sensazione di essere molto più veloce del solito, arrivo bene sulle palline e sbaglio poco. peccato che mi ricordi raramente di farlo. per restare basso immagino di essere un granchio ma qui entriamo in un'altra sezione: Psichiatria e Tennis Attraversare la palla 49721
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Messaggio Da albesca il Mar 30 Nov 2010, 21:30

Grazie Sat per aver legato il concetto di caricamento con la sensazione di pressione sul terreno, sono proprio questi i consigli che trasformano le notazioni tecniche in informazioni utili, fermo restando il mio modo assurdo di apprendere.

Elric ha scritto:adesso che mi ci fai pensare è vero! tutte le volte che gioco decentemente è perchè resto basso! ho la sensazione di essere molto più veloce del solito, arrivo bene sulle palline e sbaglio poco. peccato che mi ricordi raramente di farlo. per restare basso immagino di essere un granchio ma qui entriamo in un'altra sezione: Psichiatria e Tennis Attraversare la palla 49721

Invece questa del granchio è una cosa simpatica e utile ... abbiamo continuamente bisogno di richiami all'autodisciplina.

Non potevo far passare il compleanno del forum cosi' , ci voleva un bel...

...DOMANDONE AUGURALE...!!! Smile
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Messaggio Da Satrapo il Gio 02 Dic 2010, 13:21

Ricapitolando: stare sostanzialmente bassi durante gli spostamenti (e non piegarsi-risalire solo immediatamente prima del colpo!) e gestire il peso in modo da arrivare alla zona di impatto in condizioni compatibili con una gestione del peso idonea a produrre controllo e potenza, ma cosa devo fare con il mio benedetto peso per ottenere spinta e controllo?

Prima di tutto, e questo potrebbe sembrarvi un paradosso, bisogna fare sicuramente MENO di quello che si è portati a fare istintivamente quando si cerca di far sentire il peso alla palla e si finisce col franarle addosso.

La cosa che dovete ASSOLUTAMENTE togliervi dalla testa è il concetto che per trasferire il peso sulla palla sia necessario colpire sempre in avanzamento: QUESTO NON E' VERO.

Purtroppo i commentatori tv spesso utilizzano terminologia tecnica che se pur esatta ed appropriata al contesto risulta fuorviante per l'appassionato che sente dire che il tale campione colpisce in avanzamento ed è portato a credere che per trasferire il peso sulla palla sia obbligatorio colpire avanzando verso di essa, e finisce col franare sistematicamente sopra ogni palla perdendo equilibrio e controllo. Niente può risultare più fuorviante di un termine tecnico usato anche a ragion veduta ma non opportunamente spiegato.

In generale si può colpire arretrando trasferendo il peso sulla palla meglio di qualsiasi colpo amatoriale portato facendo un bel passo in avanti verso la palla, quindi non è la direzione di uscita dal colpo che vi indicherà se avete trasferito il peso sulla palla, ma è quello che accade durante la fase di impatto.

Un "giochino" da fare che può essere utile per comprendere meglio come "avanzamento" di posizione e gestione del peso non siano necessariamente legati tra di loro è il seguente:

Fermi sul posto saltellate appena sui piedi per tenerli i movimento poi fate due passetti in avanti del tipo sinistro - destro e appena prendete contatto col piede destro appaiate il sinistro e fate subito un saltello all'indietro per tornare al punto di partenza e ricominciate immediatamente ad avanzare senza pausa ovvero sinsitro - destro, saltello indietro e da capo sinistro destro saltello indietro etc. etc.

Ora, senza accorgervene, state gestendo il trasferimento del peso in direzione OPPOSTA allo spostamento perchè avanzando con i due passetti (sapendo però di dover poi subito saltare dietro) mettendo a terra l'ultimo passo avrete già predisposto il vostro peso per un balzo all'indietro, ovvero avanzando con l'ultimo passetto starete gestendo il peso già in arretramento per consertivi un immediato balzo all'indietro, quindi avremo:

DIREZIONE DI SPOSTAMENTO IN AVANTI CON CONTEMPORANEA GESTIONE DEL PESO IN ARRETRAMENTO -> (sfatato il mito che se colpisco avanzando per forza sto trasferendo il peso sulla palla, posso avanzare come posizione sanza far sentire minimamente il mio peso alla palla)

Di contro appena effettuato il balzo sapendo che al mio arrivo a terra dovrò subito ripartire in avanzamento automaticamente avrò provveduto in fase aerea a riportare il mio peso in avanti per consentirmi all'arrivo a terra una immediata ripartenza. Ovvero sto saltando all'indietro traslando però il mio peso in avanti:

FASE AEREA IN ARRETRAMENTO E CONTEMPORANEA TRANSLAZIONE DEL PESO IN AVANTI (sfatato il secondo mito: posso colpire uscendo in posizione più arretrata a quella di partenza ed aver trasferito tutto il mio peso sulla palla correttamente)

Ovviamente lo stesso esercizio si fa facendo i due passettio verso dietro e il balzello di ritorno in avanti, in questo modo si avrà una situazione opposta e normalmente più simile ad una fase di gioco nella quale si cerca la palla (in questo caso arretrando) e poi si provvede a colpirla gestendo opportunamente il peso.

Quindi abbiamo visto come non sia la direzione di uscita dal colpo a guidare la translazione del peso perchè posso colpire uscendo dal colpo "più avanti" e non trasferire peso così come posso colpire uscendo dal colpo "più dietro" trasferendo completamente e correttamente il peso sulla palla.

Allora se non è la mia "direzione di uscita" a controllare il peso cos'è che mi consente di far sentire alla palla tutti i mie kg? Sostanzialemente è il terreno che mi consente di spingere la palla, o meglio la capacità del tennista di caricare opportunamente gli appoggi per poter sfruttare il terreno come "base di appoggio" per spingere la palla. In verità la sensazione che si ha quando si colpisce non è quella di "spingere (o spingersi) verso la palla" ma di far presa sul terreno dando pressione direttamente su di esso.

Avete presente quando spingete una macchina? Cosa fate? Prendete la rincorsa e vi schiantate su di essa in modo da farle sentire tutto il vostro peso percè appunto la avrete impattata in avanzamento? Direi di no eppure non è molto diverso da quello che fate quando pensate di dover per forza impattare la palla in avanzamento per farle sentire il vostro peso.

Invece per spingere una macchina poggiate le mani sul baule posteriore, poi cercate ben bene con i piedi la presa sul terreno e solo dopo avert rovato il giusto grip a terra iniziate a spingere proprio facendo pressione sul terreno sfruttando i vostri appoggi, e questa presa, questo grip unito al naturale sbilanciamento in avanti che avrete creato vi consentirà di utilizzare le gambe per spingere sfruttando anche il vostro peso, e di certo, ma questo è un'altro discorso, NON SPINGERETE DI BRACCIA!

E senza una presa solida degli appoggi a terra dare pressione è impossibile, provate a spingere una macchina su fondo innevato e vedrete che non riuscirete a farlo perchè vi mancherà la presa sul terreno. La cosa che cambia quando si spinge una palla invece che una macchina è che la macchina è li ferma e vi consente di predisporvi per bene alla spinta, la palla invece è in movimento e vi costringe ad iniziare i preparativi senza averla li bella pronta da spingere, quindi dovrete cercare gli appoggi, la presa, il grip ed iniziare a dare pressione alla "cieca" ovvero stimando correttamente il periodo in cui entrerete in contatto con essa. Ma per il resto si tratta sempre e comunque di trovare solidi appoggi e dare pressione sul terreno.

Quindi la chiave della gestione del peso sta nell'uso del terreno come base di appoggio solida e sul concetto di pressione: caricare gli appoggi trovando un grip ottimale sul terreno per poter dare pressione ed arrivare in zona di impatto risucendo a traslare il peso sulla palla INDIPENDENTEMENTE dalla direzione di entrata ed uscita dal colpo.

TO BE CONTINUED! Attraversare la palla 786556
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Messaggio Da correnelvento il Gio 02 Dic 2010, 13:27

Spesso, però... nelle slow-motion ultra-lente si vedono i pro che tirano violentissimo colpendo la palla in fase aerea.

nella fattispecie, ho visionato una slow di Federer che tira un dritto vincente a 91 mph colpendo la palla con entrambi i piedi non a contatto con il terreno.

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Messaggio Da Satrapo il Gio 02 Dic 2010, 13:50

correnelvento ha scritto:Spesso, però... nelle slow-motion ultra-lente si vedono i pro che tirano violentissimo colpendo la palla in fase aerea.

nella fattispecie, ho visionato una slow di Federer che tira un dritto vincente a 91 mph colpendo la palla con entrambi i piedi non a contatto con il terreno.


Nel 90% dei casi i pro colpiscono in fase aerea ma questo sollevamento è la naturale coseguenta della spinta. Quello che dovete notare è che avviene solo DI DRITTO (non vedrete mai un pro colpire in fase aerea sul rovescio tranne le esecuzioni bimani al salto che sono comunque acrobazie poco utili) e questo accade particolarmente spesso da quando è stato introdotto l'uso dell'anca. L'anticipo d'anca ha modificato il timing di esecuzione dei colpi per sfruttare (SUL DRITTO) il ritorno del busto. Come conseguenza si ha un'uscita dal colpo decisamente più centrale (si ha la sensazione di swingare all'interno di un cilindro) ma la gestione degli appoggi in termini di presa e pressione sul terreno rimane invariata, solo che si nota un più o meno accentuato sollevamento da terra che in linea teorica viene sempre contrastato dal giocatore che di per se "lotta" per restare in contatto col terreno finendo però con l'essere sollevato dalla spinta prodotta.

Un giocatore non ha MAI la sensazione di staccarsi da terra, ti accorgi di colpire in fase aerea solo quando ti riguardi in un filmato, quello che percepisci giocando è una continua ricerca di presa di terreno prima e subito dopo il colpo.

Per questo motivo i maestri si sgolano urlando ai propri allievi "NON SALTARE!" quando poi nelle slow motion i PRO svolazzano a qualche cm dal suolo durante l'impatto. In realtà loro non saltano ma anzi lottano per rimanere a terra con tutte le loro forze e si precipitano a ritrovare il terreno appena possibile. Come spesso accade quello che si vede nelle slow motion non è quello che l'atleta fa ma solo la conseguenza di quello che ha fatto e in molti casi il tutto risulta fuorviante.

Nel tennis non è possibile partire dal risultato e fare ingegnieria inversa per comprenderne le "cause".
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Messaggio Da correnelvento il Gio 02 Dic 2010, 13:54

Tutto chiarissimo, Sat...
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Messaggio Da albesca il Gio 02 Dic 2010, 14:11

Quindi non si cerca un tipo di spinta intesa come ESTENSIONE DELLA GAMBA CHE CI MUOVE AVANTI E SOLLEVA .... ma si cerca pressione sul terreno che, specie se il contatto sara' basso, possiamo trovare anche senza che questa causi necessariamente un sollevamento ( a volte si.. altre no ).

Infatti non sempre i giocatori si sollevano ...su molti colpi, restano con le gambe piegate ( ovviamente ruotati gli avampiedi ) dall'inizio alla fine del colpo, probabilmente perchè ritengono che per quel colpo abbiano già sufficiente pressione sotto il piede destro...

Questa pressione, deve essere massimizzata in partenza del braccio in avanti o in fase di caricamento del tronco ?
Come si temporizza questa pressione del piede sul terreno ?

Grazie Sat
Ciao
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Messaggio Da casa il Gio 02 Dic 2010, 14:23

è un po' come nel servizio!
il salto è la conseguenza del trasferimento di peso e non una cosa voluta per colpire la palla da più in alto (come nella pallavolo).


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