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Mettere pressione sulla diagonale

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Messaggio Da albesca il Sab 30 Gen 2010, 15:04

Parliamo di singolare sulla terra. Uno dei fondamentali nella costruzione del punto, da quello che ho potuto imparare leggendo i post di Satrapo e Wik, e' quello di spostare il gioco sulla diagonale dove riteniamo di essere piu' forti.

Che vuol dire piu' forti ?

Vuol dire diverse cose in effetti, ma una su tutte : saper mantenere profondita' di palla piu' a lungo del proprio avversario.
Il solo fatto di comprendere che non si è piu' forti su una diagonale se si sa tirare piu' forte, ci rende già giocatori piu' pericolosi. Se riusciamo a spostare lo scambio sulla nostra diagonale forte, dobbiamo cominciare a colpire mettendo pressione.

Che vuol dire esattamente mettere pressione ?

Tipica interpretazione dell'amatore con poca esperienza è, ancora una volta, tirare piu' forte dell'avversario ... niente di piu' sbagliato. I tiri in fase di costruzione del punto, devono possedere almeno 3 requisiti:
1- stare in campo;
2- impedire all'avversario di guadagnare campo;
3- far colpire l'avversario fuori equilibrio .

Non v'è dubbio che tirare forte possa ottenere il requisito di far colpire l'avversario fuori equilibrio, ma non è detto che egli non possa addirittura guadagnare campo appoggiandosi su un colpo teso, ed infine mancherebbe del tutto il primo e piu' importante requisito: la consistenza. Se i Pro tirano forte è perchè il loro allenamento prevede lo sviluppo di consistenza a velocita' sempre piu' elevate, pertanto sanno di poter mettere in campo 99 palle su 100 anche tirando forte. Il gioco è sempre lo stesso a tutti i livelli ... la differenza è solo la velocita' di palla e la conseguente preparazione atletica ... poi c'è il talento...ma quella è un'altra storia.

Chiudo la premessa per chiedere quindi ai favolosi maestri di questo forum, qualche suggerimento su come mettere pressione sulla diagonale forte, mantendo una alta percentuale in termini di consistenza. In seguito vi chiedo di illustrare le situazioni piu' comuni di gioco che si verificano quando l'avversario non regge la diagonale, su come questo lo possa rendere vulnerabile, su come possiamo approfittarne per prendere il controllo del punto ed infine per chiuderlo a nostro favore.

Ciao
Grazie
Alberto
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Messaggio Da Ospite il Sab 30 Gen 2010, 15:09

Mettere pressione sulla diagonale Icon_cool
'Peta che chiedo l'aumento del numero di giga di memoria a forumattivo, su quest'argomento il Satr ha più di qualcosa da dire

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Messaggio Da Satrapo il Sab 30 Gen 2010, 16:41

Si su questo si potrebbe scrivere un libro, ora ho appena lenzuolato sul discorso di ieri riguardo al gioco di volo.. intanto chiedi più spazio che poi lenzuoliamo anche qui! Mettere pressione sulla diagonale 786556
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Messaggio Da albesca il Sab 30 Gen 2010, 17:09

wik ha scritto:Mettere pressione sulla diagonale Icon_cool
'Peta che chiedo l'aumento del numero di giga di memoria a forumattivo, su quest'argomento il Satr ha più di qualcosa da dire
Wik, stai diventando timido ? La tua esperienza è una miniera di informazione per noi ..suvvia .. vinci la timidezza e dicci come martelli i tuoi avversari sulla diagonale senza sparare cannonate come facciamo noi amadori ... si, si, proprio "amadori" ... come i polli che siamo !! Smile
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Messaggio Da albesca il Lun 01 Feb 2010, 07:46

Sat ... stai accumulando arretrati ... io ho ancora una montagna di domande da farti... Smile
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Messaggio Da Ospite il Mar 09 Feb 2010, 10:48

Riesumo un mio post del secolo scorso giusto per dare delle indicazioni, moooooooooooooolto di massima

Arriviamo al discorso sulle diagonali, e qui ritorniamo a un discorso giá fatto, principi di massima generalizzabili nella tattica sono molto difficili, dipende da che giocatore sei, in che giornata sei, da che avversario hai ecc. ecc. ecc. ovvero una tale serie di variabili dove definire concetti generali é estremamente difficile.

Ma qualcosa si puó fare, partiamo dal principio che un colpo in diagonale é piú sicuro di un colpo in lingolinea. Lo é per due ragioni, la rete é piú alta e il campo é piú lungo.
Ora ti potrei semplicemente dire che si sceglie un'opzione sulla diagonale ogni volta che non devi rischiare, e questa semplice affermazione é giá di per se stessa risposta alla tua domanda.
Perché rischiare un lungolinea se ho una comoda e sicura diagonale a disposizione ?
Facciamo l'ipotesi per assurdo di due giocatori perfettamente uguali, ma di due valori assoluti leggermente differenti. Il giocatore piú forte giocando solo ed esclusivamente diagonale per tutto l'incontro se l'altro gli risponde sempre in diagonale ha giá vinto. Fine dell'argomento !
E' il giocatore debole che dovrá rischiare di muovere il gioco da lí assumendosi il rischio del lungolinea. Ma rischia, e allora torniamo al principio di partenza, ogni volta che non devo rischiare gioco una diagonale.

Ma se io giocatore piú forte a forza di giocare diagonale sposto il mio avversario a tal punto da avere il suo campo di sinistra aperto, a questo punto é per me piú produttivo e meno rischioso tirare un lungolinea e chiudere o quasi il punto prima che io magari faccia un errore in diagonale. Ma anche qui torniamo al principio di base, ovvero ogni qualvolta non conviene rischiare.

Facciamo altre due ipotesi
Il mio avversario corre davvero male, é ciccione e appena lo sposti si pianta e mi rimanda una palletta innocua che posso tranquillamente chiudere, allora no giocheró a tergicristallo !
Il mio avversario ha un rovescio talmente scarso e carente e un ottimo dritto, al punto tale che difficilmente mi rimanda una palla decente, allora gli batteró sempre e costantemente il rovescio per farlo sbagliare.
Ma anche qui torniamo al principio di fondo, ogni qualvolta non vale la pena di rischiare si gioca diagonale.

Di questi esempi ne potremmo fare a centinaia a seconda della tipologia di giocatore e avversario, ma ritorneremmo sempre lí, gira e rigira, il risultato sará sempre tornare allo stesso principio.


Riassumiamo ora, non é possibile stabilire visto l'incredibile numero di variabili quando impostare una partita sulla diagonale o meno, ma se ci basiamo sull'assioma : "la diagonale é meno rischiosa del lungolinea" la risposta é il principio che ne é figlio "gioco diagonale ogni volta che non vale la pena assumersi un rischio".
Detto cosí é semplice, ma allora quando imposto la partita sulla diagonale ?
Sempre per principio !!, eccetto quando un lungolinea non mi é meno rischioso, ovvero parto sempre dal presupposto che si imposta la partita sulla diagonale, ma se si dimostra meno rischioso un lungolinea opteró la scelta opposta.
Per cui non é una vera e propria impostazione di partita, ma un assioma che vincola una qualsiasi partita a questa opzione di partenza ! Poi nel gioco vediamo cosa succede........ma io questa idea ben chiara in testa la devo avere, altrimenti si continua dare palle a dx e sx senza senso con l'unico risultato di dare angoli al mio avversario da cui riceveró angolo maggiore, per cui solo un danno a me stesso !!

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Messaggio Da Ospite il Mar 09 Feb 2010, 10:54

E poi quello di un noto divoratore di suppli di nascosto da Sergio Mettere pressione sulla diagonale 786556

Il punto di partenza di ogni agonista è proprio il vantaggio enorme che una diagonale offre in termine di margine di errore, leggi rete più bassa e campo più ampio.

Il tennis è uno sport percentuale, se c'è un vantaggio reale va sfruttato.

Assolutamente corretto l'accostamento dello "schema diagonali" a vero e proprio postulato più che a possibile opzione: la partita a prescindere si imposta sulle diagonali, poi vediamo se salta fuori qualche variabile inaspettata.

Importante è però capire che la variabile può e deve interessare solo l'avversario e non noi stessi, mi spiego meglio.

Posso dover tentare nuovi schemi nel caso mi rendessi conto dopo un po' che il mio avversario è un novello Gonzales e sulla diagonale di dritto fa "morti e feriti", ma non posso dover tentare nuovi schemi solo perchè sono tecnicamente impreparato a reggere una dignitosa diagonale con un avversario mediocre. In questo secondo caso dovrò migliorare il mio tennis non la mia strategia, perchè se in condizioni mediamente normali non sono in grado di tenere una diagonale con la dovuta autorevolezza devo rimboccarmi le maniche e lavorare sui miei colpi.

Se contro il vecio che tira a 10 all'ora non sono in grado di pressare in sicurezza sulla diagonale maggiore portando a casa il match 62 61 ma mi incarto in improbabili destra sinistra il problema non è tattico ma tecnico: devo lavorare per giocare bene le cose semplici, vedi Picchio e la sua evoluzione tecnica che l'ha portato in pochi mesi a dominare questa tipologia di avversari giocando in maniera semplice ed efficace.

Anche per quanto riguarda la copertura e la difesa del nostro campo la supremazia delle diagonali è evidente, perchè se imposto una diagonale sufficientemente profonda il mio avversario avrà molto meno campo a disposizione per piazzare i suoi colpi, mentre giocando al centro o lungolinea si offriranno soluzioni o più comode o comunque potenzialmente più angolate.

Per questo scegliere il momento giusto per uscire da una diagonale è essenziale. Sostanzialmente la diagonale è come una trincea dalla quale si esce per attaccare dopo aver fiaccato le difese nemiche o per non essere decimanti quando ormai la situazione sta precipitando, quindi devo essere o molto in vantaggio o disperato.

Devo essere molto in vantaggio perchè affondando un lungolinea invece di continuare a dare pressione su una "sicura" diagonale offrirò al mio avversario una nuova diagonale (l'opposta) dove provare il colpaccio.

Se resto sulla diagonale invece qualora il mio avversario volesse o dovesse tentare il vincente avrebbe solo il lungolinea per farlo con le grandi difficoltà che un vincente lungolinea comporta, ma se sono io ad aprire regalerò al mio contendente la possibilità di tirare a tutta incrociando, quindi il suo tentativo di vincente stavolta sarà in diagonale e per il solito discorso di rete più bassa e campo più ampio avrà più possibilità di andare a buon fine.

Quindi l'uscita dalla diagonale deve essere valutata bene ed effettuata cercando di fare il maggior danno possibile, il che comunque non vuol dire chiudere gli occhi e tirare la sassata del secolo. Se ho una volè decente un colpo a 3/4 di velocità seguito a rete è sempre la soluzione migliore, altrimenti si può giocare quello che si definisce "vincentino" ovvero un buon affondo che non sia portato con la presunzione di essere definitivo ma che mi lasci mobilità sufficiente per seguire con attenzione lo scambio ed eventualmente chiudere con la palla successiva.

Il concetto di "vincentino" è molto avanzato e fa parte di una impostazione agonistica di alto livello nella quale si ha (per teoria ma anche per lunga pratica contro avversari molto solidi) ben chiaro quali siano le conseguenze tecniche nel monento in cui si decida di tirare un vincente. Quando si porta un colpo a tutta per fare il punto diretto (vincente) si perde mobilità e si diventa estremamente vulnerabili nei confronti di un eventuale ribattuta più o meno "miracolosa" del nostro avversario. Forzare a tutta richiede una gestione degli appoggi e del peso definita "esaustiva" che non consente una immediata ripartenza in ricerca di campo: in parole povere per scaricare la massima potenza che siamo in grado di generare sulla palla rimarremo inevitabilmente piantati sul posto in uscita di colpo.

In questa ottica si parla di vincentino come colpo portato si in grande spinta, ma che conservi una dinamica di appoggi compatibile con una pronta ripartenza ed una copertura campo decente. Quindi braccio a tutta ma appoggi ancora controllati, con una gestione del peso più centrale e meno votata alla massima spinta: ci sarà comunque una perdita di mobilità e conseguentemente di copertura campo ma non disastrosa.

Quello che ulteriormente distingue un vincente da un vincentino è il piazzamento, che nel caso del vincentino deve essere molto più intelligente e "malizioso" essendo in questo caso ben cosapevoli che stiamo tirando un colpo solo semi-definitivo, e quindi dovremo essere pronti a fronteggiare con buona probabilità una ulteriore palla per chiudere il punto.

Allora cercheremo il lato più debole dell'avversario, l'angolo dal quale ha dimostrato di essere meno pericoloso, cercheremo anche la tipologia di effetto che meno gradisce.. insomma l'obiettivo sarà quello di fargli giocare la palla che più di tutte lo mette in difficoltà in modo che la sua difesa sarà quasi una resa incondizionate e la successiva chiusura del punto per noi una mera formalità.

Di contro invece un vincente si tira nel punto e nei modi che più gradiamo NOI indipendentemente da quali siano le caratteristiche del nostro avversario perchè in questo caso ci stiamo giochiamo il nostro jolly, il colpo del ko. Anche se avessimo Nadal dall'altra parte se il nostro vincente ideale andasse a cozzare sul suo terrificante dritto noi comunque li dovremmo tirarlo, perchè optando per il vincente abbiamo deciso di sfondare con la nostra arma migliore e dobbiamo giocarla nelle condizioni ideali per noi senza preoccuparci di chi abbiamo di fronte dato che il vincente per definizione non prevede che la palla torni indietro.

Anche per questo i vincenti si tirano col contagocce, sono colpi rischiosissimi che se vanno a buon fine portano sempre e comunque un solo punto, ma se falliscono troppo spesso (e 3 volte di fila ad esempio è già troppo spesso!) oltre a regalar punti contribuiscono a renderci inefficaci agli occhi del nostro avversario che giocherà molto più tranquillo: se non avete nulla che il vostro avversario tema davvero avete già perso metà match.

Altro punto interessantissimo è il discorso sullo spostare (essere spostati).

Anche qui (come si è detto mille volte ormai) è la diagonale la soluzione ideale per offrire meno angoli all'avversario e meno opzioni in termini di soluzioni, e inoltre ogni cambio di angolazione viene pagata in termini di rischi aggiunti che chi decide di uscire da una dovrà accollarsi.

Il miglior modo per ridurre il campo all'avversario quindi è ancora una volta impostare una diagonale maggiore e tenerla viva con la sufficiente pressione.

Per quanto riguarda lo spostare un avversario una regola d'oro che dovreste scrivere a fuoco nella vostra mente è questa:

SI SPOSTA UN AVVERSARIO SOLO SE REALMENTE SI MUOVE PEGGIO DI NOI

Spostare un giocatore che copre il campo meglio di noi è un suicidio: gli forniremmo angoli comodi per piazzare palle sulle quali finiremmo per non arrivare, o per arrivare peggio di lui (a parità di angolo giocato) facendo rapidamente precipitare lo scambio fino all'inevitabile perdita del 15.

Se siete carenti nella copertura campo dovete addormentare lo scambio costringendo il vostro avversario a giocare in un fazzoletto: impostate diagonali cariche e sufficientemente profonde che lo mandino a giocare lateralmente all'altezza del corridoio, da li avrà ben poche possibilità di spostarvi.

(Non so se qualcuno di voi ha visto durante la partita Nadal - Ferrer un grafico che riportava l'altezza media della palla di Nadal misurata a metà campo come pari a quasi 2 metri, mentre quella di Ferrer era solo pochi cm più bassa. Altezza media alla rete 2m, così giocano i topplayer, non aggiungo altro!)

E lo stesso vale nel caso in cui pur essendo voi dei buoni "corridori" incappiate in un avversario con gambe micidiali: non lo spostate, fareste il suo gioco.

Gli unici giocatori che vale la pena spostare sono quelli che in gergo chiamiamo "le piante", ovvero i pochissimi che davvero hanno spostamenti agghiaccianti e copertura campo penosa. Per il resto pensare di stancare un maratoneta è come spegnere il fuoco con la benzina; il tennis che ci riguarda (almeno fino agli slam!) è 2 su 3 e la componente fatica non ha un ruolo determinante in un match medio perchè si supponde che chi si decida di segnarsi ad un torneo abbia almeno un paio di ore di autonomia in campo. Se poi non l'avesse tanto di guadagnato, ma siccome scopriremmo l'eventuale calo fisico di un giocatore solo dopo un'oretta abbondante non possiamo certo scommettere su una tale eventualità, anche perchè per perdere due set ed andare a casa bastano 40 minuti.

Che sia un "vecio" che ci sembri "sovrappeso" o "pigro" convinciamoci che questi non sono mai elementi da considerare: partiamo dal presupposto che il nostro avversario non si stancherà per almeno un'oretta abbondante e che quindi dovremo giocare un buon tennis che abbia come obiettivo quello di fare punti e regalare niente, e non di far saltare le coronarie o segare le gambe al nostro avversario.

Quando sarete davvero perfetti nelle esecuzioni standard sarete ottimi tennisti e potrete provare a cimentarvi in qualcosa di più impegnativo, ma guardate che giocare un tennis fatto di fondamentali solidi e sicuri inquadrati in schemi di gioco lineari semplici e corretti equivale già a giocare un tennis di altissimo livello.

E' molto difficile ma se abbiamo scelto il tennis vuol dire che le cose facili non ci piacciono no? Mettere pressione sulla diagonale Icon_mrgreen

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Messaggio Da albesca il Mar 09 Feb 2010, 22:59

Complimenti figlioli, e grazie.
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Messaggio Da Ospite il Mer 10 Feb 2010, 11:42

Che bello leggere e rileggere questo post.

Giuro che fà passare qualsiasi attacco di S.A.C

(Sindrome di acquisto compulsivo) Mettere pressione sulla diagonale Lol

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Messaggio Da Ospite il Mer 10 Feb 2010, 11:48

Si infatti Giascuccio,
il consumismo nel tennis stà diventando una piaga, si mettono racchette in mostra come ci si mette il vestito di Armani con diciture stampate ovunque al passeggio in centro.
Poi nella maggior parte dei casi manco le si sanno usare, e si fa l'usa e getta.
Questa è falsa passione.

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Messaggio Da Ospite il Mer 10 Feb 2010, 12:01

Infatti.

Spesso penso ad amici che hanno iniziato a giocare con me, 5 anni fà, e giocano SEMPRE con lo stesso strasudicio graffiatissimo e scassatissimo telaio.

Inizialmente ce la giocavamo, adesso non me la fanno vedere (la palla) Mettere pressione sulla diagonale 786556

Loro si sono TARATI, assuefatti con l'attrezzo (non hanno nenache la fissa delle corde, gliele montano al circolo, fetentissimi singut economicissimi sempre alla stessa tensione).

Loro sono MIGLIORATI, io appresso a questa stupida fissa delle racche, non sono cresciuto.

Ci straperdo, e di brutto.

LA cosa che mi fà + rabbia, e che mi prendono per KULO Mettere pressione sulla diagonale 50797

Hanno ragione.
Scusate lo sfogo

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Messaggio Da Satrapo il Mer 10 Feb 2010, 12:03

il_cavaliere_nero ha scritto:E poi quello di un noto divoratore di suppli di nascosto da Sergio Mettere pressione sulla diagonale 786556
Ma sta storia che Satrapo mangia i supplì di nascosto è totalmente priva di fondamento, comunque ne abbiamo scritti di bei lenzuoli eh Wik!!
Ora scappo che mi si fredda l'arancino mattutino.. Mettere pressione sulla diagonale 786556
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