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Dal libro "Open" di Andre Agassi

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Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da marco61 il Ven 05 Ott 2012, 21:05

Sto leggendo questo libro e ho trovato parecchi spunti che possono dar luogo ad interessanti discussioni.
In questo caso si parlerà di preparazione atletica. Riporto un dialogo tra Gil Reyes (suo preparatore atletico storico) ed Agassi, quando ancora Gil non era al suo servizio:

"E' tutta una questione di angolazioni, Andre. A una certa angolazione sforzi il quadricipite. A un'altra angolazione sforzi il ginocchio, sottoponendolo ad una grande pressione. Sforza quel ginocchio troppe volte e si romperà. Gli esercizi migliori sfruttano la gravità. E poi, se continui a fare i pesi come ti ho visto farli, avrai problemi ai gomiti." Mi spiega come sfruttare la gravità e la resistenza per sciogliere un muscolo così da contrarlo più forte.

E ancora, quando Agassi confida a Gil che il suo attuale preparatore lo fa correre 8 chilometri al giorno:

"Secondo me al terzo passo dovresti già pensare a fermarti. I trucco sta nel rallentare, tirare, dare un colpo di freni e indietreggiare rapidamente. Per come la vedo io, nel tuo sport non è importante correre ma partire e fermarsi. Devi concentrarti sullo sviluppo dei muscoli necessari per farlo."

Premesso che molti di noi (io per primo) siamo assolutamente ignoranti in materia, non sempre abbiamo la capacità di comprendere il livello di preparazione della persona alla quale ci stiamo affidando quando frequentiamo una palestra. Infatti ho sempre un po' di timore nell'utilizzare macchine quali Leg Press o Leg Extension, proprio a causa dei miei problemi alle ginocchia. Allora, cosa mi può far capire se l'esercizio che sto facendo va bene, o potrebbe causarmi dei danni? Di quali angolazioni parla Gil? Quali sono gli esercizi che sfruttano la gravità, e cosa significa? Invece di correre per molti chilometri, quali sono gli esercizi migliori che un giocatore di tennis può fare quando si allena in strada?

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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da Federyonex il Ven 05 Ott 2012, 22:42

Marco, ti consiglio, se te la cavi con l'inglese, "complete conditioning for tennis", spesso consigliato da Casale, preparstore di Golubev, su Ztennis Italiano, si parla della cosa che dire reyes.
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da Lupo65 il Sab 06 Ott 2012, 08:32

Federyonex ha scritto:Marco, ti consiglio, se te la cavi con l'inglese, "complete conditioning for tennis", spesso consigliato da Casale, preparstore di Golubev, su Ztennis Italiano, si parla della cosa che dire reyes.

Mi sa che sto libro me lo devo prendere.
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da Ospite il Sab 06 Ott 2012, 13:26

Ho letto anche io in questi giorni il libro, Marco.

Io ho però capito che gli esercizi che reyes criticava non erano negativi in assoluto ma per le caratteristiche fisiche di andrè, tanto è vero che reyes gli costruì macchine apposite con angolazioni particolari..
Alla fine della carriera, dice il libro, reyes modificò gli esercizi dicendo ad agassi che certi esercizi non li poteva più fare.

insomma secondo me il discorso è questo; come tutto nella vita, anche la preparazione atletica è soggettiva. Bisogna trovare un buon preparatore atletico ( e non è facile) che ti dia dei consigli personalizzati.

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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da seneca85 il Sab 06 Ott 2012, 15:12

marco61 ha scritto:
Premesso che molti di noi (io per primo) siamo assolutamente ignoranti in materia, non sempre abbiamo la capacità di comprendere il livello di preparazione della persona alla quale ci stiamo affidando quando frequentiamo una palestra. Infatti ho sempre un po' di timore nell'utilizzare macchine quali Leg Press o Leg Extension, proprio a causa dei miei problemi alle ginocchia. Allora, cosa mi può far capire se l'esercizio che sto facendo va bene, o potrebbe causarmi dei danni? Di quali angolazioni parla Gil? Quali sono gli esercizi che sfruttano la gravità, e cosa significa? Invece di correre per molti chilometri, quali sono gli esercizi migliori che un giocatore di tennis può fare quando si allena in strada?

http://www.youtube.com/watch?v=2VG51Tdti3c&feature=channel&list=UL

questo video è abbastanza esemplificativo, nell'immagine a sinistra è riportata l'esecuzione che salvaguarda le ginocchia, in quella a destra l'esecuzione più svantaggiosa per le stesse.
In estrema sintesi quando se si eseguono degli affondi (ma il discorso vale anche per lo squat) le ginoccha non devono andare oltre le punte dei piedi, per far ciò occorre maggior equilibrio e si va ad allenare anche il restro della coscia cioè il bicipite femorale e gli stabilizzatori (addominali e lombari), insomma non si carica solo sul quadricipite e le articolazione delle ginocchia.

Gli esercizi che sfruttano la gravità sono essenzialmente quelli a corpo libero (per i principianti, ma non sono così facili come può sembrare) e quelli con i c.d. pesi liberi (squat, deadlift, affondi con manubri/palla medica/bilanciere e per i più tecnici, istruiti correttamente e preparati le alzate olimpiche la summa completa e perfetta di tutti gli altri).

Io esercizi ai macchinari come la leg extension et similia li lascerei stare a prescindere ancor di più se si hanno problemi alle ginocchia. Con i pesi liberi l'importante è eseguirli tecnicamente bene (appunto rispettando gli angoli di spinta) e non strafare soprattutto agli inizi andarci gradualmente.
Tali esercizi potenziano la c.d. catena posteriore (surali o polpacci, bicipiti fermorali, lombari, dorsali) che sono il vero punto di forza del tennista. Danno forza ed equilibrio.

Per quanto riguarda il discorso corsa continuata e lunga si ritorna sempre lì: va bene come fondo per far fiato ma poi se si è in buona forma è più utile il c.d fartlek o corsa intervallata a ritmi diversi, insomma il c.d. interval training.
Per quanto riguarda gli esercizi che aiutano a scattare ed ad arrestarsi in poco spazio e tempo oltre agli scatti su piccole distanze e navette, ottimi sono i balzi pliometrici, le stesse cadute pliometriche, balzi degli ostacoli ed esercizi similari dove ad una contrazione del muscolo segue una esplosiva e repentina decontrazione (come un elastico). Appunto tali tipi di esercizi permettono di reperire e sfruttare meglio la c.d groundforce la capacità di prendere energia dal terreno e trasferirla cineticamnete nei muscoli (in primis gli arti inferiori).

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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da Federyonex il Sab 06 Ott 2012, 17:18

Grazie, Seneca, hai fatto una bella rassegna con spiegazione di alcuni esercizi molto utili per chi gioca a tennis.
Molto di quello che dici l'ho trovato nel libro che dicevo a Marco, e tra l'altro anche il mio maestro, che é anche prep atletico, mi consiglia le cose che hai detto tu.
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Messaggio Da marco61 il Dom 07 Ott 2012, 10:18

E per quanto riguarda gli 8 km. al giorno, assolutamente ingiustificati (a detta di Reyes) per un giocatore di tennis, cosa è consigliabile fare?

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Messaggio Da correnelvento il Dom 07 Ott 2012, 10:29

marco61 ha scritto:E per quanto riguarda gli 8 km. al giorno, assolutamente ingiustificati (a detta di Reyes) per un giocatore di tennis, cosa è consigliabile fare?

Marco, ne abbiamo già parlato molto, in atri post.

La corsa lenta e lunga non serve per il tennis (e neppure per il calcio).

Quando noi eravamo ragazzi, a calcio, ci facevano fare interminabili giri di campo.

Oggi, negli sport anaerobici-lattacidi (tennis, calcio, basket)... si fanno allenamenti con RIPETUTE.

Devi simulare, in pratica, gli sforzi che fai in campo, attivando gli stessi metabolismi.


Sergio dixit:

la corsa lenta ha un senso solo se sei fermo da moooolto tempo e hai bisogni di riprendere e dare un minimo adattamento cardio vascolare - ma se non è così la corsa lenta non è contropoducente ( fino a certe distanze )ma non è assolutamente allenante per uno sport come il tennis - in cui gli adattamenti specifici richiedono sforzi brevi tra i 4 e i 10 secondi , spesso molto intensi , seguiti da una pausa di almeno 25 secondi - molto piu indicata una corsa ad intervalli in cui alterni brevi tratti veloci ad altri piu lenti di recupero - magari potresti proporlo come alternativa agli amici con cui corri per avere il vantaggio di un'allenamento più specifico e il piacere della compagnia -
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da veterano il Dom 07 Ott 2012, 11:37

E si a saperlo prima.MI sarei risparmiato kilometri di corsa........comunque il tutto mi e' stato confermato da Federico Palermo ex preparatore fisico di GUillermo Coria che praticamente mi ha detto che la corsa lenta ad un tennista non serve una cippa.....
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da marco61 il Dom 07 Ott 2012, 11:55

Ok ok, d'accordissimo. Intendevo solo chiedere, nello specifico, con quali esercizi vanno sostituiti i chilometri di corsa lenta. Che non serva è già stato appurato.
La domanda è: sono in strada, scarpe da footing, ho un'oretta disposizione, cosa faccio?

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Messaggio Da correnelvento il Dom 07 Ott 2012, 12:02

marco61 ha scritto:Ok ok, d'accordissimo. Intendevo solo chiedere, nello specifico, con quali esercizi vanno sostituiti i chilometri di corsa lenta. Che non serva è già stato appurato.
La domanda è: sono in strada, scarpe da footing, ho un'oretta disposizione, cosa faccio?

http://www.andreacristofori.net/default.asp?id=13&ACT=5&content=72&mnu=13
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da Chiros il Dom 07 Ott 2012, 13:11

Vorrei far parlare questo tizio col mio cardiologo. Da quel che mi dice, tali allenamenti non fanno bene al cuore.
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da veterano il Dom 07 Ott 2012, 16:32

Marco se hai un ora di tempo e le scarpette per il footing la cosa migliore da fare sono i fartleck ossia una corsa in scioltezza che prevede scatti brevi a velocita' sostenute e recuperi blandi o meno a secondo dell'intensita' che si vuole raggiungere.Per esempio se hai un percorso incomincia a scaldarti con una corsa lenta di 10 minuti poi quando sei entrato in calore incomincia con gli scatti e recupero,i fartleck si possono mixare come vuoi nel senso che puoi alternare 10 minuti di corsa blanda per recuperare,a 20 minuti di scatti di 10.20 metri con relativo recupero di mezzo minuto di corsa leggera.per un totale di un ora.Se vuoi pouoi abbinare tutti i passi del footwork per serie come se dovessi colpire 10 palline di fila ad alta intensita,faiuna serie di 10 scatti e poi recuperi lentamente per mezzo minuto o anche come se andassi a servire.Insomma ti puoi simulare a piacere uno scambio sul campo con relativo recupero proprio come se giocassi realmente.l'intensita' dipende da te.
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da marco61 il Gio 11 Ott 2012, 18:56

Sono andato a rileggermi un topic che parlava più o meno delle stesse cose.
Corre concludeva scrivendo che lui si allena semplicemente giocando, e che saltelli e scattini non fanno per lui.
Dal momento che sembrerebbe che l'allenamento migliore sia proprio quello che riproduce gli stessi movimenti che facciamo in campo, ma allora non sarà davvero meglio dedicarsi solo al tennis giocato e stop? Almeno per quanto riguarda tennisti non più in tenera età?

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Messaggio Da correnelvento il Gio 11 Ott 2012, 19:00

marco61 ha scritto:
ma allora non sarà davvero meglio dedicarsi solo al tennis giocato e stop? Almeno per quanto riguarda tennisti non più in tenera età?

Secondo me, dipende da quante ore alla settimana giochi.

Se giochi 3-4 ore, magari intense, l'allenamento sul campo dovrebbe essere più che sufficiente (almeno lo è per me).

Con l'aggiunta di un pugno di esercizi ben fatti con i pesi.



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Messaggio Da marco61 il Gio 11 Ott 2012, 19:06

correnelvento ha scritto:
marco61 ha scritto:
ma allora non sarà davvero meglio dedicarsi solo al tennis giocato e stop? Almeno per quanto riguarda tennisti non più in tenera età?

Secondo me, dipende da quante ore alla settimana giochi.

Se giochi 3-4 ore, magari intense, l'allenamento sul campo dovrebbe essere più che sufficiente (almeno lo è per me).

Con l'aggiunta di un pugno di esercizi ben fatti con i pesi.
Allora sono già a posto così. Mi mancano gli esercizi con i pesi, ma purtroppo non conosco un istruttore di cui possa fidarmi. Pensa che ho la palestra compresa nella quota associativa al TC Solaro (l'hai vista anche tu) ed è ben attrezzata, ma non mi fido:


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Messaggio Da correnelvento il Gio 11 Ott 2012, 19:10


Non ricordo tutti gli attrezzi, ma non ricordo il supporto per lo squat.

Dovrei vederla bene....
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da veterano il Gio 11 Ott 2012, 19:13

Se parliamo di mantenerci in forma il solo giocare "intensamente" le tre o quattro ore settimanali potrebbe bastare.pero' non dimenticare che la palestra o certi esercizi che si fanno fuori dal campo servono anche per prevenire probabili lesioni,e purtroppo il solo giocare per questo non serve.Secondo me una programmazione ben fatta intensificando prima le ore di allenamento fuori dal campo e poi dedicandosi di piu' al tennis giocato ma sempre mantenedo un programmino di mantenimento con pesi o fatto di esercizi specifici e' la cosa migliore da fare.
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Messaggio Da Chiros il Gio 11 Ott 2012, 20:18

veterano ha scritto:Se parliamo di mantenerci in forma il solo giocare "intensamente" le tre o quattro ore settimanali potrebbe bastare.pero' non dimenticare che la palestra o certi esercizi che si fanno fuori dal campo servono anche per prevenire probabili lesioni,e purtroppo il solo giocare per questo non serve.Secondo me una programmazione ben fatta intensificando prima le ore di allenamento fuori dal campo e poi dedicandosi di piu' al tennis giocato ma sempre mantenedo un programmino di mantenimento con pesi o fatto di esercizi specifici e' la cosa migliore da fare.

Adesso bisogna sapere quali sono gli esercizi specifici!
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da oedem il Gio 11 Ott 2012, 20:50

Secondo me è tutto relativo.

Credo che corre sia una persona che ha sempre fatto attività fisica e abbia una ottima base per cui quelle ore di tennis più gli esercizi lo fanno restare in forma.

Prendendo però il mio caso, nonostante le 3 ore settimanali giocate, mi sono reso conto col tempo di come fisicamente sia regredito a livello di gambe, velocità negli spostamenti e reattività.

da metà giugno ho iniziato a correre e così ho fatto per 40 giorni e già notavo miglioramenti.
Ho ripreso a inizio mese riuscendo a fare una gara di 10km (per mio puro piacere) a fine settembre ma ora che sto giocando mi rendo conto di come il campo mi sembri più "piccolo" (e non sono finito su un campo di mini tennis ).
mi sento più presente, reattivo e lucido e noto anche dei miglioramenti dati dalla maggiore lucidità con cui arrivo sulle palle. anche quando faccio cesto, mentre gli altri boccheggiano io non ho di questi problemi.

Ora, da un po' di tempo ho aggiunto anche esercizi a corpo libero quali addominali, squat (senza pesi), piegamenti etc etc etc.

Poi, un ulteriore lato positivo, è che mi sto asciugando un po' fisicamente, il che non guasta mai
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Messaggio Da doma12 il Mer 07 Nov 2012, 15:18

Ciao a tutti,

io credo che estrapolare parte dei discorsi non aiuti a focalizzare quello che ci serve e quello che è importante. In tutta onestà leggo interessi decisamente sproporzionati in relazione al nostro tennis. Mi spiego meglio, credo che sia evidente che un professionista abbia esigenze nettamente differenti e, cosa non da poco, molto tempo da dedicare ad ogni aspetto della sua preparazione. Siamo tutti d'accordo che la corsa lenta non sia direttamente utile nel tennis ma è altrettanto inutile e poco proficuo allenare scatti, arresti e ripartenze se prima non abbiamo una buona base di fondo e quindi di fiato. Personalmente non ho il tempo di allenarmi sul campo così come andrebbe fatto (già vorrei vedere quanti di noi si allenano veramente come si dovrebbe fare), né tanto meno di prepararmi atleticamente con sessioni di atletica e potenziamento fisico. Quindi riesco ad arricchire la mia preparazione solo con un po' di corsa che, credetemi, fa parecchia differenza in campo. Quando sono allenato e corro con costanza posso stare in campo anche 3 ore senza accusare stanchezza, recupero in tempi brevi eventuali scambi lunghi e sono sempre in condizioni di arrivare sulla palla abbastanza bene. Poi è evidente che potrei migliorare lo scatto, migliorare i piedi, migliorare i tempi di recupero. Allo stesso modo potrei allenarmi tutti i giorni con la racchetta, fare esercizi mirati, esercizi per la concentrazione, per la coordinazione (anche se quella intorno hai 18/20 si stabilizza e non è normalmente migliorabile in modo sostanziale) ecc ecc. Dunque io consiglio di non fossilizzarsi su cose al di fuori della nostra portata se non solo per la semplice curiosità di conoscere come si allenano i migliori.
Cosa diversa è quando invece si deve lavorare per rafforzare una parte del corpo dopo un infortunio o per evitare l'infortunio. Il vostro fisioterapista potrà tranquillamente fornirvi tutte le delucidazioni necessarie a riguardo, come utilizzare gli attrezzi per lavorare esclusivamente sulle zone interessate senza rischiare di danneggiare articolazioni, tendini ecc

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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da spalama il Mer 07 Nov 2012, 17:00

Avete letto l'intervista del preparatore di Roger Federer su Ubitennis???

E' molto interessante in alcuni passaggi.

Per quanto riguearda Reyes e Agassi, vi siete dimenticati di citare i bibitoni di non si sa che cosa con cui integrava la preparazione atletica....delle vere bombe
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Re: Dal libro "Open" di Andre Agassi

Messaggio Da maligno76 il Dom 15 Dic 2013, 22:58

divorato il libro di andrè in due giorni, che dire da fan di sampras, letteralmente rapito dal racconto che si intrecciava delle partire viste da ragazzo in tv di cui ignoravo i retroscena, un dejavu fantastico....chapeau grande andrè!
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