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Messaggio Da Bertu il Sab 23 Feb 2013, 17:52

Quali sono i fondamenti tattici della discesa a rete?
Ovvero, quali sono i casi e le circostanze in cui é opportuno scendere efficacemente a rete?
Come si prepara la discesa a rete?

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Messaggio Da janko60 il Sab 23 Feb 2013, 18:31

Phuket ha scritto:Quali sono i fondamenti tattici della discesa a rete?
Ovvero, quali sono i casi e le circostanze in cui é opportuno scendere efficacemente a rete?
Come si prepara la discesa a rete?

Andare a rete 925962

SATRAPO : ANDIAMO A RETE … ANZI NO , RESTIAMO A FONDO ?! ------------------------------------

Dalla conversazione avuta con il mitico Albesca in chat, ho ricavato spunti interessanti per trattare un argomento
molto caro ai tennisti di ogni ordine e grado, ovvero il gioco offensivo e la capacità-opportunità di prendere la
rete.
Il succo del discorso era più o meno questo, Albe confrontandosi con "scarsoni di suo pari livello" (lo ha detto lui
eh, io non mi sarei permesso mai!) prendendo la rete con un buon approccio (sempre sua la fonte relativa alla
reale bontà dell'approccio) e posizionandosi bene (..a suo dire anche qui!) veniva regolarmente infilzato come un
tordo da passanti mirabolanti equiparabili a sassate a fil di nastro sulle righe che lo lasciavamo immobile come
una statua di sale. (e qui io e Wik abbiamo capito che stava giocando contro Florian ma questa è un'altra storia!)
Seriamente, i punti da capire sono due e come sempre tra di loro interconnessi:
1 ( Gli scarsoni da fondo non fanno passanti alla Agassi
2 ( perchè lo scarsone che è appena sceso a rete non ha approcciato alla Edberg, non ha la volè di rovescio
dello Svedese nè quella di dritto di Pat Cash, ovvero non avete di fronte il passante di dritto di Sampras e voi
non siete Rafter.
Detto questo veniamo al dunque: il tennista di quarta e dintorni (ma in generale il tennista moderno di ogni
ordine e grado) dovrebbe scendere a rete?
113
Un tecnico che volesse farvi scalare le classifiche direbbe si, ma solo per stringere la mano all'avversario e vi
ucciderebbe di cesti per farvi capire che un buon colpo è un colpo che entra 95 volte su 100 in un settore di un
metro quadrato.
Quando poi (sicuramente già ben messi in terza categoria) vi ritrovaste per le mani un dritto ed un rovescio solidi
a fallosità zero, allora e solo allora si potrebbe iniziare a curare il gioco di rete sempre massacrandovi di esercizi
per imparare prima come e dove si approccia e poi come si gioca una volè profonda e solo dopo,
se avete un servizio all'altezza e una volè tecnicamente eccezionale, si potrebbe (sul veloce!) pensare di
introdurre nelle vostre soluzioni di gioco una certa (moderata) propensione a scendere a rete.
Un tecnico che volesse farvi crescere tecnicamente lasciandovi però il gusto della giocata perchè tanto ormai
Wimbledon non lo si vince comunque, vi direbbe: attento, vai a rete quando te lo puoi permettere, ovvero
quando sei avanti 40-0 o quando hai aperto talmente il campo e mandato l'avversario talmente in difficoltà da
trasformare la successiva volè in una banale formalità, ovvero vai a rete per eseguire una spadellata qualsiasi
nelle sconfinate praterie che ti sei guadagnato costruendo il punto con uno scambio ben strutturato da fondo.
In sostanza un tennista di quarta va a rete perchè non sa stare a fondo, non perchè sappia giocare di volo,
ovvero sceglie la morte istantanea alla morte lenta, scelta che pur essendo comprensibile dal punto di vista
umano, tennisticamente parlando è un controsenso.
Lo schema “approccio il prima possibile e mi gioco il punto a rete alla pari mia volè contro passante avversario”
è incompatibile con il tennis moderno perchè con queste racchette, anche un pescatore di frodo se si trova a
passare per caso nei pressi del nostro approccio, riesce ad organizzare un passante decente e nella maggior
parte dei casi non farà nemmeno toccare la palla al volleatore della domenica.
Sempre dalla chat di ieri, per spiegare al caro Albe che non erano fenomenali i passanti che lo infilzavano, ma
era sbagliato il suo modo di presentarsi a rete, ebbi a dire senza saper nulla:
"se per esempio ricevi un lungolinea di dritto corto e innocuo e approcci su quella palla sempre in lungolinea con
un perfetto back sei già fottuto, è normale che ti infilzino come un tordo"
La sua risposta fu più o meno:
"Uh, io attacco spesso un lungolinea approcciando sempre in lungolinea in back.." (..più una serie di
considerazioni su bisecanti e complanari che vi risparmio, lo conoscete tutti Albe no?)
Ma allora non si può mai attaccare lungolinea in back? Certo che si può, ma non certo su una palla che il nostro
avversario ha appena giocato lungolinea, perchè in questo caso offrirei una varietà di angolo per il passante
virtualmente assoluta e non saprei dove posizionarmi per chiudere il campo e mi presenterei a rete in posizione
di svantaggio.
Teoricamente attacco centrale e posizione centrale (la situazione peggiore che si possa immaginare) è ancora
più gestibile di quella che si verifica attaccando in lungolinea un lungolinea, perchè in questo caso si ha
avversario nell'angolo sul suo dritto e la mia posizione di partenza in linea con lui.
Non posso escludere o sottovalutare il lungolinea, ma ho 10 metri di rete alla mia destra da coprire. Che faccio?
Chiudo al centro e incasso qualsiasi lungolinea o resto più esterno e incasso qualsiasi incrociato?
Se però stessi martellando già da un po' sulla diagonale di rovescio e questo martellamento iniziasse a dare dei
frutti spingendo progressivamente il mio avversario fuori dal campo, potrebbero verificarsi le condizioni idonee
ad un approccio lungolinea in back, nel caso mi arrivasse una palla più corta sulla quale potermi appoggiare in
avanzamento trovando profondità.
A titolo esemplificativo vediamo perchè in questa situazione l'approccio in back lungolinea è potenzialmente
vincente mentre nell'altra è perdente, analizzando le fasi tecniche che consentono di scendere a rete
massimizzando le possibilità di portare a casa il punto.
114
Quando attacco devo farlo cercando di creare una situazione che sia di vantaggio per me o se preferite di
svantaggio per l'avversario, in nessun ambito si attacca senza essersi prima messi in condizioni di poter
sfruttare un qualche vantaggio, no? Il tennis non fa eccezione.
Mi riferirò alla situazione di attacco in back lungolinea dopo un martellamento sulla diagonale di rovescio
definendola [situazione ottimale] mentre con [da evitare] farò riferimento alla situazione prima descritta in cui mi
trovo ad attaccare un dritto lungolinea approcciando a mia volta lungolinea in back.
1) Creare un vantaggio di posizione per me.
[situazione ottimale]
L'avversario è inchiodato sulla diagonale di rovescio, per raggiungere il mio approccio lungolinea dovrà fare tutto
il campo arrivando in corsa su una palla ormai bassissima (il back è già basso se ci arrivi da lontano quindi con
un certo ritardo trovi la palla bassissima). Sto rendendo la sua posizione svantaggiosa nei confronti del colpo
che dovrà tirare, quindi ho un reale vantaggio di posizione su di lui.
[da evitare]
L'avversario ha appena tirato un lungolinea di dritto e riceve un mio approccio lungolinea, quindi più o meno nel
punto da dove ha appena colpito.
Se non è scappato verso il centro alla cieca (e non avrebbe motivo di farlo),
si troverà al massimo a un paio di metri dal mio approccio che essendo in back (lento) gli darà tutto il tempo di
arrivare comodamente sulla palla con il dritto senza che questa sia ormai diventata eccessivamente bassa.
Ho reso la sua posizione di partenza vantaggiosa per giocare il colpo che gli sto proponendo, ho regalato un
vantaggio di posizione al mio avversario.
2) Creare un vantaggio tecnico.
[ottimale]
Sto martellando sulla diagonale di rovescio da un po', il mio avversario sta perdendo campo e ha tirato ormai già
4-5-6 rovesci di fila muovendosi in un fazzoletto. Improvvisamente lo costringo a farsi una sgambata per tutto il
campo per andare a colpire un dritto; deve correre, deve passare da una gestione degli appoggi quasi statica (si
palleggiava su una diagonale) ad una da colpo in corsa e deve tirare un dritto secco dopo aver fatto 5-6-7
rovesci di fila senza quindi nessun riferimento fresco. Inoltre arrivando in corsa, non potrà caricare-scaricare il
busto adeguatamente e quindi perderà potenza essendo costretto a giocare quasi solo di braccio. Gli sto
proponendo un colpo nettamente più difficile di quelli che ha eseguito durante lo scambio, lo sto mettendo in
condizione di non poter spingere al massimo: sto proponendo al mio avversario una difficoltà tecnica rilevante.
[da evitare]
Lo rimando a colpire nella zona dove ha appena colpito con lo stesso colpo che ha appena portato, ha
riferimenti freschi sia sul colpo che sul campo, è il secondo dritto che tira dalla medesima zona di campo ed è
sostanzialmente della medesima tipologia e se per esempio il precedente fosse finito a mezzo metro dalla riga
ora saprebbe anche che ha mezzo metro di margine per la successiva esecuzione. Trovandosi lì in zona,
arriverà per tempo sulla palla e potrà caricare il colpo al meglio utilizzando busto e gambe in maniera ottimale
per produrre potenza.
Sto mettendo il mio avversario in condizioni quasi ideali per colpire di dritto,
non ottengo quindi nessun vantaggio tecnico.
3) Chiudere l'angolo, ovvero giocarsi il punto a rete.
[ottimale]
L'avversario arriva in corsa dalla diagonale opposta e per questo troverà il mio approccio ormai quasi rasoterra.
Dove può piazzare il passante? Può sparare lungolinea, ma dovrà farlo su una palla molto bassa e soprattutto
arrivando in corsa quindi i rischi sono altissimi per due motivi: dovrà alzare di molto la palla perchè dovrà
115
superare la rete che sul lungolinea è alla massima altezza, ma una palla già bassa si può alzare molto solo
utilizzando molto topspin, altrimenti se colpisco piatto una traiettoria rettilinea con un accentuato angolo verso
l'alto, finirebbe sul telone di fondo.
Quindi per passarmi lungolinea dovrà essere in grado di frustare in top arrivando in corsa su una palla che ormai
è a pochi centimetri da terra, ovvero dovrà eseguire un colpo MOLTO difficile che MOLTO difficilmente riuscirà
bene, oppure se vuole tirare piatto dovrà farlo relativamente piano altrimenti la palla finirà sul telone di fondo.
Per la soluzione incrociata, restano validi tutti i discorsi sulla difficoltà di gestire un colpo in corsa arrivando con
un discreto ritardo su una palla ormai molto bassa, cosa che di per sè limita di molto la possibilità di trovare
angoli stretti. So che il mio avversario non potrà stringere più di tanto l'angolo dell'incrociato, so che se
decidesse per il lungolinea si troverebbe a dover eseguire un colpo di difficoltà tecniche inaudite, mi resta da
coprire una zona di rete che va dalla linea di sinsitra a non più di 3/4 campo verso la mia destra, perchè se sono
rapido a posizionarmi sufficientemente avanti e non mi dovrò preoccupare di angoli più stretti.
Inoltre so che il lungolinea verrà tirato meno di frequente proprio per la sua difficoltà e che comunque anche
quando verrà tentato riuscirà bene molto raramente.. ..e che comunque, visto che non mi sarò spostato troppo
verso il centro perchè non dovrò coprire tutta la rete ma al massimo un ¾, lascerò davvero poco spazio per
infilare il passante conservando sempre la possibilità di allungarmi e tentare di mettere giù una volè incrociando
ovunque nei dieci metri di campo che ho a disposizione alla mia destra.
Per l'incrociato beh, è il colpo che mi aspetto quindi se non altro dovrei essere preparato a fronteggiarlo, so che
il passante non avrà angoli o potenze assurde e so che il mio avversario dopo aver colpito in corsa non sarà in
grado di rigiocare qualsiasi mia volè moderatamente profonda a meno che io non abbia la malsana idea di
tirargliela addosso o di tentare la stoppata di Halley (che prende il nome dalla famosa cometa perchè riesce una
volta ogni 75 anni), che come niente si trasforma in un campanile sul quale il mio avversario ha il tempo di
avventarsi stampandomi, come è giusto che sia, la palla in fronte.
[da evitare]
Gli faccio giocare un passante di dritto da fermo e dall'angolo, quindi può bastonare in lungolinea utilizzando
busto, gambe e appoggi al meglio oppure può stringere l'angolo fin quanto ne è capace senza nessuna
limitazione tecnica imposta dalla situazione. Anzi è nelle condizioni migliori possibili per trovare un angolo stretto
perchè sta colpendo dall'angolo opposto.
Mi ritrovo a dover coprire tutta la rete perciò sono costretto a posizionarmi al centro, lasciando tutto lo spazio
possibile alla mia sinistra per un lungolinea (che a questo punto potendo contare anche su una esecuzione di
potenza non è necessario che faccia il pelo alla riga) e alla mia destra per un incrociato.
La cosa più probabile è che venga infilzato senza nemmeno toccare la palla.
Per concludere, aggiungo che questo è solo un esempio per altro molto semplificato di come sia complicato
prendere la rete ottenendo una posizione di vantaggio rispetto al passante avversario, ed è per questo che il
gioco di rete va scomparendo dagli schemi: anche solo ottenere un minimo vantaggio di posizone con gli atleti
velocissimi di oggi, risulta impresa molto ardua, inoltre i materiali, l'evoluzione tecnica etc. etc. hanno sbilanciato
il confronto tra volè e passante facendo pendere la bilancia nettamente in favore del passante.
L'estinzione dei volleatori non dipende tanto dal fatto che oggi le volè non le sa giocare più nessuno (come si
sente dire nei bar tennis) ma dalla ben più rilevante considerazione tecnica che oggi è decisamente molto più
facile passare che chiudere una volè e allora o si hanno doti di volo davvero eccezionali (Llodra, Stepanek e
pochi altri che però hanno caratteristiche davvero fuori dal comune e che nonostante tutto non vediamo
stabilmente tra le prime posizioni del ranking),
oppure si scende a rete solo a punto praticamente fatto per la più sicura delle benedizioni o per variare il gioco
sfruttando più l'effetto sorpresa che un reale vantaggio tecnico nell'eseguire una discesa a rete o un serve and
volley.
Chiaramente essendo nel tennis moderno percentualmente svantaggiosa una tattica sistematicamente
offensiva, ci sta che nelle agonistiche alla fine si trascuri un po' il gioco di volo (però ragazzi le volè si insegnano
116
eccome, non date retta a chi dice che ormai non si insegnano proprio più, restereste sorpresi nel vedere come
gioca bene le volè in allenamento anche il PRO più fondocampista del circuito!).
Tornando a noi il gioco di rete è tecnicamente molto più difficile del gioco da fondo; se non ho già guadagnato
un reale vantaggio non dovrei avventurarmi a rete solo perchè tanto da fondo perdo, ma dovrei invece costruirmi
con l'allenamento quella solidità da fondo che mi consenta di poter dominare uno scambio per poi se
necessario, venirmi a prendere il punto a rete con una facile volè.
Perchè le uniche volè che ci possono far vincere una partita sono quelle giocate in posizione di grande
vantaggio, ovvero le banali benedizioni che formalizzano un punto già praticamente conquistato durante lo
scambio che tutto sommato sarebbe più rischioso da chiudere col vincente diretto.
L'unica volè che può risultare alla lunga vincente è la volè facile.
Ancora sulle Volè a Rete :
A rete ci si va se si sanno fare le volè, altrimenti si evita, il che non vuol dire che se ci si trova in mezzo al campo
si debba tornare indietro, vuol dire semplicemente che non si imposta lo scambio con il progetto di andarlo a
chiudere a rete se non si hanno solide basi nel gioco di volo.
Per quanto riguarda Smoke, un terza categoria diciamo che una palla al volo dall'altra parte la dovrebbe saper
mettere, quindi il discorso di avanzare a prendersi il punto può avere un senso ma solo in relazione alle
caratteristiche del giocatore, caratteristice che purtroppo non conosciamo, o meglio che io non conosco.
Oltre alla esecuzione tecnica della volè è molto importante la posizione, ovvero la capacità di seguire una palla
coprendo correttamente la rete, dote non innata come si pensa ma frutto di molto lavoro.
Chiaro c'è chi è portato per questo tipo di gioco e impara rapidamente e chi soffrirà sempre di un più o meno
marcato difetto di posizione. In generale a livello PRO le volè le sanno fare tutti benissimo (non crediate
MINIMAMENTE che giocatori come Monaco o Ferrer non siano capaci di giocare al volo, è una bestemmia, se
vedeste Ferrer allenare le volè vi cadrebbero gli occhi per terra e vi domandereste perchè non fa serve and
volley sistemantico: semplice, perchè quando a rispondere o a tirar passanti è un topplayer nella maggior parte
dei casi la palla non te la fa nemmeno toccare !) il punto fondamentale da capire è che lo scambio inizia sempre
da fondo, ovvero posso essere anche il più grande volleatore del mondo ma se non ho dei colpi da fondo
decenti che mi permettano di scendere a rete in condizione di vantaggio evidente, non farò mai punto.
Inoltre per scendere a rete ci devono essere delle condizioni favorevoli, se il mio avversario mi gioca mazzate
ben piazzate e profonde a rete ci vado solo a stringergli la mano a fine partita.
Ricordate SEMPRE che si può vincere un match a livello PRO senza giocare una sola volè, ma non si può
battere nemmeno l'ultimo degli NC se si sbaglia un colpo su due da fondo.
Il rapporto passante-volè è pesantemente sbilanciato in favore del passante a tutti i livelli, tra amatori la volè è
talmente ballerina che una semplice palla rimessa alla bene e meglio può diventare impossibile da chiudere, tra
giocatori di livello alto se l'approccio non è davvero in grado di mettere in difficoltà l'avversario ci ritroviamo un
tracciante in piena fronte.
Detto questo fa bene Smoke a pensare di andarsi a prendere più spesso il punto a rete?
Beh, teoricamente SI, praticamente BOH ! Bisognerebbe vederlo in campo, vedere che colpi di approccio ha,
vedere in che modo gira lo scambio ed inizia a comandarlo, vedere come riesce a verticalizzare gli spostamenti
(c'è gente che in avanti non sa correre) e poi vedere effettivamente come gioca queste benedette volè.
Prima di capire se ha senso per Smoke andarsi a prendere il punto a rete bisognerebbe capire come Smoke
riesce a creare le condizioni per una eventuale verticalizzazione dello scambio, quali sono i suoi punti di forza e
quali le sue debolezze.
Ad esempio io pagavo un pesante gap sulla parte sinistra, nei game di risposta dove non potevo sfruttare il
servizio il mio problema principale era difendere il rovescio con i denti.
117
Pur bimane, ho un ottimo back,ma pensare di usarlo per attaccare con lo scopo di uscire dal martellamento a cui
venivo sottoposto sulla diagonale sinistra era inpensabile perchè avrei attaccato partendo da una posizione di
svantaggio, ovvero per quanto buone fossero le mie volè avrei rimediato quasi sempre un passante nei denti.
Ma se per un qualsiasi motivo mi arrivava una palla comoda e non troppo profonda sul rovescio allora sì, entrare
in back e seguire a rete per le mie caratteristiche tecniche era una opzione valida.
PERO', e questo è il SUCCO DEL DISCORSO, su una palla di questo tipo io avrei avuto anche il tempo di
girarmi sul dritto e picchiare col il mio colpo migliore in assoluto, allora pur essendoci sia le condizioni di gioco
che le caratteristiche tecniche per andarsi a prendere il punto a rete, PER ME lo schema più produttivo era
comunque girarsi sul dritto e menare come un fabbro, vedere che effetto faceva la pallata ed eventualmente
tirarne un'altra.
Lo stesso accadeva quando riuscivo a portare lo scambio sulla mia diagonale di dritto e da qui iniziavo a far
girare la palla: avevo colpi di approccio discreti, avevo ottime volè ma continuare a pestare di dritto era ancora la
soluzione più sicura.
Chiaramente una volta tirata la pallata due passi in campo ed occhi aperti per leggere quello che eventualmente
stava tornando indietro, pronti ad andare a battezzare con la più banale volè spadellata qualsiasi cosa
veleggiasse senza peso nei pressi della rete, ma questo tecnicamente non è un approccio e non è andarsi a
prendere il punto a rete, perchè io il dritto lo tiravo per chiudere il discorso al 90%.
Il mio "mitologico" storico compagno di doppio invece aveva caratteristiche totalmente differenti: molto
equilibrato nei due fondamentali da fondo, per lui scambiare di dritto o di rovescio sostanzialmente era
indifferente, grande capacità di trovare angoli, grande rapidità nel verticalizzare il gioco, mostruosa vivacità di
piedi.
Ecco con lui capitava di impostare una diagonale di rimando apparentemente tranquilla e trovartelo a rete senza
capire da dove era venuto. Lo vedevi colpire da fondo una palla normalmente profonda sulla quale andavi ad
impostare il classico incrocio di rimando e quando alzavi gli occhi te lo trovavi già a rete pronto a chiudere senza
problemi il tuo incrocio che non era nato come passante e che quindi veniva sbranato senza problemi.
(Poi vabè, a volte faceva anche finta di venire avanti e tu andavi a rischiare un passante senza che lui fosse
realmente sceso a rete, ma questa è un'altra storia !)
Oppure quando iniziava a stringere l'angolo su una diagonale qualsiasi dopo averti mandato 3 metri fuori dal
campo, si veniva allegramente a prendere il punto a rete, ma anche qui quello che davvero rendeva possibile
questa tipologia di gioco non era l'abilità nel gioco di volo in sè, ma nella costruzione dello scambio da fondo.
Quindi in conclusione: la possibilità di andarsi a prendere il punto a rete con profitto è strettamente legata alla
modalità con cui si costruisce lo scambio da fondo e non possono stabilirsi regole che prescindano dall'esame
delle caratteristiche tecniche del giocatore.
Antaniserse wrote:
Solo un piccolo appunto:
un altro motivo assai frequente, per cui il tennista di quarta va a rete, è che spesso e volentieri il tennista di
quarta dall'altra parte della rete gli ha fatto pervenire una palla moscia e bassa, sulla quale o ti rischi il vincente,
oppure non puoi fare a meno di approcciare e scendere perchè altrimenti resti nel bel mezzo della terra di
nessuno.
A quel punto, avere un gioco di rete dignitoso e in particolare uno smash decente, ti dà quantomeno gli
strumenti per ricavarne qualcosa.
Giusto stamattina, per esempio, ho fatto la parte del tordo, ma appunto perchè ho attaccato corto e centrale, non
perchè non dovevo essere lì; vi potessi far vedere le palle in questione, sfido chiunque a dire che non dovevano
essere seguite a rete...
Il concetto di avere prima fondamentali sicuri da fondo e poi preoccuparsi del gioco al volo è sacrosanto, ma
all'atto pratico non è così banale la faccenda,
perchè il tipico scambio "di quarta" ti ci porta tuo malgrado, anche prima del previsto... prima ancora di poter
imbastire uno scambio su "lo martello per un po' di là, poi quando accorcia attacco".
118
Stai tranquillo che finisce che uno dei due accorcia anche su una palla interlocutoria e lunga e a quel punto che
ci devi fare con quella palla in mezzo al campo e sulla riga del servizio… vorremmo mica scappare indietro?!
SATRAPO:
R:) Ma io non ho mai detto che andare a rete sia di per sè sbagliato, ho detto che è sbagliato andare a rete se
prima non si è guadagnata una posizione di vantaggio tale da rendere la successiva volè un pro-forma,
niente di più che una banale benedizione.
Quinsi se prima non si è solidi da fondo, andare a rete è un suicidio.
Se tu come hai detto, approcci male palle comodissime e ti fai infilare come un tordo (tue parole, "ho attaccato
corto e centrale") il problema sono le volè? OVVIAMENTE NO!
Il problema è che non hai fondamentali all'altezza, che ti consentano di fare un approccio vincente sulla più
banale delle palle che il nostro avversario ci possa proporre, ovvero la mozzarella in mezzo al campo.
Quindi converrai con me che il problema non è la volè, perchè la mozzarella in mezzo al campo con un dritto
appena decente, se non si chiude in scioltezza, manda l'avversario talmente fuori dal campo che al massimo ci
manda una cartolina.
Se attacchi corto e centrale una mozzarella, non ti servirebbero nemmeno le volè di Edberg. Un quarta può
passare anche un seconda se questi si presenta a rete corto e centrale, ma il seconda sulla mozzarella in
mezzo al campo non ha bisogno di fare nessuna volè, chiude ad occhi chiusi..

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Messaggio Da Bertu il Sab 23 Feb 2013, 19:18

Mi mancavano i lenzuoli del Sat.

Grazie Janko, stasera so cosa fare Andare a rete 786556
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Messaggio Da AndreaTennis il Dom 24 Feb 2013, 01:30

sinceramente non ho letto tutta la risposta di janko, ma personalmente a rete ci vado in 3 casi, quando l'avversario accorcia e ciò mi permette di attaccare da metà campo e allora scendo a rete, ovviamente cercando di giocare un colpo d'attacco che metta in difficoltà l'avversario,
quando me la sento, anche durante uno scambio da fondo, se mi gira la rotella prendo e parto a rete, non è propriamente da fare, ma sono pazzo, alcune volte l'avversario non se l'aspetta e magari ti mette una palla facile da chiudere, quando sono stanco e sò di non reggere da fondo, comincio a venire a rete e a fare serve&volley
la quarta la faccio raramente, ma se becco un pallettaro gli faccio una palla alta centrale e attacco in controtempo, sapendo che mi giocherà una pallettata centrale, salgo a rete e chiudo

ovviamente è tutta teoria, in campo ne succedono di cotte e di crude Very Happy
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Messaggio Da marco61 il Dom 24 Feb 2013, 06:59

Phuket ha scritto:Quali sono i fondamenti tattici della discesa a rete?

E' indispensabile possedere una buona tecnica nel gioco al volo, senza quella sarebbe un suicidio tattico

Ovvero, quali sono i casi e le circostanze in cui é opportuno scendere efficacemente a rete?

Durante un match possono esserci diverse opportunità, ma dipende molto dall'avversario. Se dall'altra parte della rete abbiamo un onesto rematore da fondo, non propriamente dotato di passanti millimetrici, e se la nostra tecnica ce lo consente, il serve&volley sarebbe la tattica da preferire, così come la discesa a rete a seguire la risposta al servizio. Questo tipo di giocatore deve sentirsi aggredito e non ha molte armi per difendersi.
In un match ad armi pari, scendere a rete può essere un "optional" da utilizzare in situazione di vantaggio numerico o per sorprendere l'avversario.

Come si prepara la discesa a rete?

Come già detto si può scendere a rete seguendo un servizio che abbia già di suo creato problemi all'avversario, oppure la tattica migliore è quella di spostare l'avversario per poi attaccarlo sul lato opposto, per costringerlo a giocare un passante in corsa. Anche l'attacco col back di rovescio può funzionare bene, ma deve risultare davvero fastidioso. Se la palla rimbalza alta, non abbiamo eseguito un buon back e seguendolo a rete ci poniamo in una condizione di inferiorità. Viceversa, se la palla schizza via avremo buone chances di portare a casa il punto.

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Messaggio Da Bertu il Dom 24 Feb 2013, 08:52

A me a volte capita di andare a rete ma solo quando l'avversario gioca corto ed io non voglio rischiare troppo con un vincente che chiuda subito il punto.

Da fondo campo faccio ancora fatica a capire quando é il momento giusto per scendere a rete. Questo forse é anche dovuto al fatto che avendo poca esperienza non sono ancora sicuro dell'efficacia dei miei colpi e di come conseguentemente giocherá l'avversario.


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Messaggio Da Kingkongy il Dom 24 Feb 2013, 12:25

Janko...ho letto tutta la Treccani da te proposta e sono indeciso. Ci sono passaggi molto logici e condivisibili, mentre altri sono o mal spiegati o un po' discutibili... Visto che sto guidando mi riprometto di leggere meglio (perché mi metto sempre in discussione)!
Sull'attacco in back, per esempio... Mmmm mi manca il Vet-Pensiero...perché lui sa che io sono un impunito rompiscatole sul gioco d'attacco...hihihihi
A presto...

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Messaggio Da veterano il Dom 24 Feb 2013, 12:35

Leggilo con calma King..........io non posso fare a meno di concordare al 100 %
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Messaggio Da Kingkongy il Dom 24 Feb 2013, 12:54

Hihihihi troverò quel 1% così "litighiamo" un po' che ci divertiamo!!! Very Happy

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Messaggio Da veterano il Dom 24 Feb 2013, 13:13

Eh Eh Eh ti aspetto al varco........ops a rete.... Very Happy
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Messaggio Da Gabrilele il Dom 24 Feb 2013, 14:20

ben, dico la mia sull'attacco a rete.
a rete ci vado spesso sul veloce se e solo se vedo che l'altro non tira passanti difficili!! o ancor meglio quando vedo che l'altro ne sbaglia un po' troppi!
a rete qualcosa la faccio ma le percentuali di riuscita non sono eccelse, soprattutto se uno passa bene.
su terra a rete soffro un po' la mancanza di grip ... ma se posso vengo su a benedire, sempre con le condizioni sopra descritte.
in doppio secondo me, invece, a rete bisogna andarci il più possibile... ma il doppio è il doppio.
concludo con un hurra per i lenzuolini!!!

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Messaggio Da Kingkongy il Dom 24 Feb 2013, 15:08

mmmm...difficile trovare qualcosa di non logico, corretto, saggio.
C'è un piccolo difettino di fondo. Satrapo non è (o non è stato) un "IV" da come scrive e...io ho problemi analoghi che "disturbano" l'analisi.
Quando parla di scambi sulla diagonale di dritto...non è che un Quarta giochi tranquillo e sicuro sul quadrante...qualche problemino di posizione bisogna metterlo in conto.
Il diffetto nel ragionamento l'ho trovato all'inizio, poi c'è stata una correzione in corso d'opera. Il fatto è se il lungolinea arriva come "guadagno" da una diagonale redditizia di dritto o come "accadimento"/variazione.
Se è interlocutorio, l'attacco in back...è da esequirsi in kimono bianco, come vuole la tradizione e la liturgia del suicidio rituale (seppuku).
Se, invece, il lungolinea CORTO è il frutto della pressione, valgono 3 alternative: se lento, ci giro intorno e gioco dritto anomalo o inside-out (citato da Satrapo come il più "normale" e proficuo). Ne convengo! Ci mancherebbe!
Se il dritto avversario non è troppo lento, propenderei per una sbracciata in top di rovescio (incrociato facile, lungolinea, più difficile). Dipende tanto dalla proprietà con cui si gioca il colpo; dipende anche se questo lungolinea è proprio esterno o un po' centrale. Vabbé, qui non sono oggettivo io.
--> a seguire scendo a rete nelle migliori condizioni possibili. Fin qui, con Satrapo non c'è alcuna divergenza.
L'eccezione, per un attacco in back di rovescio la pongo per un attacco a seguito di una buona pressione sulla diagonale di dritto, di fronte alla quale l'avversario esce in lungolinea in difficoltà. In difficoltà, sia chiaro, quindi un colpo sul quale gioco in avanzamento.
Gioco in avanzamento o in pieno anticipo? Palla bassa o palla ad altezza standard. Se proprio d'anticipo...il back sul rovescio è in pieno controtempo. Se l'attacco è al termine di una diagonale, presumibilmente l'avversario è spinto lontano dalla linea di fondo. Il back arriva pure basso e, quindi, le difficoltà nel rispondere sono esattamente quelle descritte da Satrapo.
Se poi l'attacco è il slice è pure una palla ad uscire. E' poco probabile pensare a questo livello tecnico per un Quarta? Forse sbaglio io. Ok, questo è il mio 1% in difesa dell'attacco in back... Beh, "1" ci può stare...mica ho detto "10"...hehehhehehehe.


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Messaggio Da Ospite il Dom 24 Feb 2013, 16:46

Phuket ha scritto:
Ovvero, quali sono i casi e le circostanze in cui é opportuno scendere efficacemente a rete?

Beh è facile: dopo il dritto, il rovescio e il dritto d'attacco. Wink

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Messaggio Da marco61 il Dom 24 Feb 2013, 19:42

Phuket ha scritto:A me a volte capita di andare a rete ma solo quando l'avversario gioca corto ed io non voglio rischiare troppo con un vincente che chiuda subito il punto.

Da fondo campo faccio ancora fatica a capire quando é il momento giusto per scendere a rete. Questo forse é anche dovuto al fatto che avendo poca esperienza non sono ancora sicuro dell'efficacia dei miei colpi e di come conseguentemente giocherá l'avversario.
Infatti il momento migliore per andare a rete è rispondendo ad una palla con i piedi ben dentro al campo. Da fondo si attacca in controtempo, quando l'avversario è concentrato sul colpo e non ci vede venire avanti, oppure dopo averlo spostato ed attaccandolo sul lato opposto. Altra opzione è l'attacco in contropiede ma bisogna scegliere bene il tempo altrimenti il rischio è grosso.

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Messaggio Da zaphod il Dom 24 Feb 2013, 20:57

marco61 ha scritto:Da fondo si attacca in controtempo, quando l'avversario è concentrato sul colpo e non ci vede venire avanti, oppure dopo averlo spostato ed attaccandolo sul lato opposto.

Nel mio caso è di gran lunga l'opzione preferita per venire avanti ed anche quella che risulta la più efficace. Il serve and volley puro ormai solo sporadicamente con efficacia relativa soprattutto all'effetto sorpresa.
Lo faccio in modo sistematico solamente quando davvero non ho altre armi o quando l'avversario ha deficenze evidenti nella risposta di rovescio (back che si alza).
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Messaggio Da veterano il Dom 24 Feb 2013, 21:07

Kingkongy ha scritto:mmmm...difficile trovare qualcosa di non logico, corretto, saggio.
C'è un piccolo difettino di fondo. Satrapo non è (o non è stato) un "IV" da come scrive e...io ho problemi analoghi che "disturbano" l'analisi.
Quando parla di scambi sulla diagonale di dritto...non è che un Quarta giochi tranquillo e sicuro sul quadrante...qualche problemino di posizione bisogna metterlo in conto.
Il diffetto nel ragionamento l'ho trovato all'inizio, poi c'è stata una correzione in corso d'opera. Il fatto è se il lungolinea arriva come "guadagno" da una diagonale redditizia di dritto o come "accadimento"/variazione.
Se è interlocutorio, l'attacco in back...è da esequirsi in kimono bianco, come vuole la tradizione e la liturgia del suicidio rituale (seppuku).
Se, invece, il lungolinea CORTO è il frutto della pressione, valgono 3 alternative: se lento, ci giro intorno e gioco dritto anomalo o inside-out (citato da Satrapo come il più "normale" e proficuo). Ne convengo! Ci mancherebbe!
Se il dritto avversario non è troppo lento, propenderei per una sbracciata in top di rovescio (incrociato facile, lungolinea, più difficile). Dipende tanto dalla proprietà con cui si gioca il colpo; dipende anche se questo lungolinea è proprio esterno o un po' centrale. Vabbé, qui non sono oggettivo io.
--> a seguire scendo a rete nelle migliori condizioni possibili. Fin qui, con Satrapo non c'è alcuna divergenza.
L'eccezione, per un attacco in back di rovescio la pongo per un attacco a seguito di una buona pressione sulla diagonale di dritto, di fronte alla quale l'avversario esce in lungolinea in difficoltà. In difficoltà, sia chiaro, quindi un colpo sul quale gioco in avanzamento.
Gioco in avanzamento o in pieno anticipo? Palla bassa o palla ad altezza standard. Se proprio d'anticipo...il back sul rovescio è in pieno controtempo. Se l'attacco è al termine di una diagonale, presumibilmente l'avversario è spinto lontano dalla linea di fondo. Il back arriva pure basso e, quindi, le difficoltà nel rispondere sono esattamente quelle descritte da Satrapo.
Se poi l'attacco è il slice è pure una palla ad uscire. E' poco probabile pensare a questo livello tecnico per un Quarta? Forse sbaglio io. Ok, questo è il mio 1% in difesa dell'attacco in back... Beh, "1" ci può stare...mica ho detto "10"...hehehhehehehe.

Ma si dai 1% te lo posso concedere eh eh eh.
Comunque piu che altro il post di Satrapo credo che sia per rendere ben chiaro che per attaccare e andare a rete bisogna avere dei colpi validi da fondo,il problema e' che molte volte si vede andare a rete a cuor leggero su delle palle che non hanno molto senso e si fa la fine dei polli allo spiedo.La vole' per fare un gioco di attacco non deve mica essere la vole' di Edberg ma una vole' decente.Troppo spesso si da la colpa dell errore alla vole' ma in generale la vole' si sbaglia quando si e' fatto un attacco alla viva il parroco e bisogna fare i tuffi di Becker per ragiungere la palla,Ehhhhhh l'approccio questo sconosciuto....
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Messaggio Da Kingkongy il Dom 24 Feb 2013, 21:18

Eh si', attaccare bene e con sale in zucca e' diventato oggettivamente complicato. Quando Satrapo parlava di attacco centrale ...mi immaginavo con la gocciolina di sudore e i nervi tesi fin dentro le scarpe, a rete, inerme, in attesa che il Ragionier Fantozzi - Zozzolat dotato - mi spari una botta gialla a metà tronco...! Tempi duri per i vampiri!
Scusa Vet, ma anche questa volta non abbiam litigato!!!! Pazzesco!
Very Happy Very Happy

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Messaggio Da dropshot II il Lun 25 Feb 2013, 13:53

partendo dal presupposto che a basso livello è difficile che esista un giocatore che con buona tecnica cerchi di prendere la rete sempre e comunque, sia con il servizio che alla prima occasione magari con dei chip and charge d'annata, il resto viene di conseguenza.

dico difficile, perchè quei due o tre si trovano, ma, caso strano queste rarità scompaiono a livelli più alti. mai visto in tornei di terza/seconda gente che giochi alla edberg. magari sarebbero pure capaci, solo che la percentuale di prendere una palla in fronte si è mostruosamente alzata dai tempi del buon Stefanino.

il gioco di volo è diventato quindi situazionale. farlo con continuità implica un avversario giusto, una palla giusta, una situazione di punteggio giusta ecc ecc. poi bisogna saperci anche andare a rete. partire un metro dietro la linea lancia in resta, vuol dire fare una volee 50 centimetri sotto la rete se di là c'è uno capacino.

e comunque con i pedalatori, i mitici pallettari, lo spauracchio del quarta categoria (me compreso eh) paga mooolto di più saper smashare decentemente rispetto al volleare. 8 su 10 torna indietro una candela, ed il motivo è che il quarta basso smasha mediamente male.

purtroppo bisogna fare i conti con l'amara verità: se si vogliono passare i turni paga il remare e tirare di là 20 dritti in un metro quadro. il resto è un utile di più.


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