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Sono stato in carcere

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Sono stato in carcere

Messaggio Da Chiros il Mer 12 Mar - 9:47

Ebbene sì, per lavoro mi è capitato.
Non chiedetemi riferimenti precisi perchè non li darò. Quello che succede in Italia non è pensabile nemmeno da uno scrittore di fantascienza.

Dunque, esistono dei progetti per far lavorare e giocare i carcerati. Lo stipendio che si guadagnano è tassato due volte, in quanto anche il carcere si trattiene una somma per il loro mantenimento.
Quando escono per la prima volta dalla loro cella non riescono a vedere bene e si fanno male. Non hanno nemmeno la forza di alzare piccoli pesi in alto. Sono dei relitti con condanne fino al 2200. Sono degli zombie, uomini uccisi che respirano.
Si riprendono quando entrano a far parte dei progetti. Li ho visti baciare il loro datore di lavoro, incensurato. Ho letto le loro lettere di ringraziamento. Ho visto il loro fisico rifiorire, mi hanno raccontato di persone salvate dal suicidio e guarite dalla depressione.
Mi hanno raccontato di persone che hanno bisogno di una guida, che all'interno sono dei carcerati modello, ma che una volta fuori non riescono a vivere normalmente e che chiedono di non essere scarcerate per non delinquere di nuovo. Come purtroppo è già successo.

In buona sostanza ho visto uomini che hanno sbagliato, che riconoscono lo sbaglio e che chiedono di vivere.
Un esempio: uno spacciatore africano, 15 anni di pena, 2 tentativi di suicidio per depressione, è riuscito per la prima volta a mandare dei soldi alla sorella ed alla madre in Africa. Per la prima volta quest'anno ha saputo che significa festeggiare un Natale.

Oggi sono ancora più convinto che condannare una persona all'ergastolo significa ucciderla. Almeno per le condizioni di vita delle carceri italiane.

Mi fermo qui, spero di non aver urtato nessuno. Mi sentivo di scriverlo.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da aless il Mer 12 Mar - 10:05

anch'io - per lavoro - più volte ho provato l'esperienza di entrare in un carcere.
Non si può descrivere pienamente a parole ciò che si prova, e chi legge o ascolta può immaginare ma mai comprendere del tutto.

grazie Chiros per avere condiviso le tue emozioni.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da Bertu il Mer 12 Mar - 10:23

Chiros ha scritto:Ebbene sì, per lavoro mi è capitato.
Non chiedetemi  riferimenti precisi perchè non li darò. Quello che succede in Italia non è pensabile nemmeno da uno scrittore di fantascienza.

Dunque, esistono dei progetti per far lavorare e giocare i carcerati. Lo stipendio che si guadagnano è tassato due volte, in quanto anche il carcere si trattiene una somma per il loro mantenimento.
Quando escono per la prima volta dalla loro cella non riescono a vedere bene e si fanno male.  Non hanno nemmeno  la forza di alzare piccoli pesi in alto. Sono dei relitti con condanne fino al 2200. Sono degli zombie, uomini uccisi che respirano.
Si riprendono quando entrano a far parte dei progetti. Li ho visti baciare il loro datore di lavoro, incensurato. Ho letto le loro lettere di ringraziamento. Ho visto il loro fisico rifiorire, mi hanno raccontato di persone salvate dal suicidio e guarite dalla depressione.
Mi hanno raccontato di persone che hanno bisogno di una guida, che all'interno sono dei carcerati modello, ma che una volta fuori non riescono a vivere normalmente e che chiedono di non essere scarcerate per non delinquere di nuovo. Come purtroppo è già successo.

In buona sostanza ho visto uomini che hanno sbagliato, che riconoscono lo sbaglio e che chiedono di vivere.
Un esempio: uno spacciatore africano, 15 anni di pena, 2 tentativi di suicidio per depressione, è riuscito per la prima volta a mandare dei soldi alla sorella ed alla madre in Africa. Per la prima volta quest'anno ha saputo che significa festeggiare un Natale.

Oggi sono ancora più convinto che  condannare una persona all'ergastolo significa ucciderla. Almeno per le condizioni di vita delle carceri italiane.

Mi fermo qui, spero di non aver urtato nessuno. Mi sentivo di scriverlo.

In un paese in cui non vige la pena capitale, credo che l'intento del legislatore che ha previsto l'ergastolo per alcuni crimini particolarmente violenti o efferati come l'omicidio sia proprio quello di condannare a morte lenta il colpevole.

In Italia é veramente difficile essere condannati e scontare piú di 10 ani di galera vera. Ció solitamente accade quando la condanna é a seguito di uno o piú omicidi e di conseguenza, IMHO, credo che il condannato meriti questo ed altro.

Caso diverso per la micro criminalitá o per reati minori dove la galera, anziché riabilitare, distrugge definitivamente.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da Incompetennis il Mer 12 Mar - 10:50

L'ergastolo praticamente esiste solo nei libri. La massima pena ormai è di 30 anni (che diventano spesso 26) e che comunque è pesantissima.
Il problema è che il carcere raramente recupera, anzi ... Per problemi economici non si possono costruire carceri nuove e abbiamo sovraffollamenti ed ambienti invivibili ed infatti proliferano indulti ed arresti domiciliari (ma chi controlla ?).
La civiltà di un popola si misura anche da come tratta chi ha sbagliato e da come cerca di reintrodurlo nella società. Molti meritano una seconda occasione ma pochi la trovano.
Altro discorso sono gli esagerati sconti di pena applicati per reati particolarmente cruenti e/o su bambini. In questi casi la pena massima deve essere applicata senza sconti e cavilli. Certo la detenzione deve essere "umana" secondo regole che esistono ma non applicate (dimensione della cella ed altro) perchè le nostre carceri sono vecchie e malandate.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da righeEnastro il Mer 12 Mar - 11:06

Questione complessa che morde in profondità i sentimenti ma purtroppo di zombie viventi e di invisibili, vittime della crisi di valori umani, ne esistono anche fuori dal carcere .... tralascio....

Chiros, volevo unirmi ai ringraziamenti per questa toccante testimonianza diretta.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da Chiros il Mer 12 Mar - 11:17

Bertu ha scritto:
Chiros ha scritto:Ebbene sì, per lavoro mi è capitato.
Non chiedetemi  riferimenti precisi perchè non li darò. Quello che succede in Italia non è pensabile nemmeno da uno scrittore di fantascienza.

Dunque, esistono dei progetti per far lavorare e giocare i carcerati. Lo stipendio che si guadagnano è tassato due volte, in quanto anche il carcere si trattiene una somma per il loro mantenimento.
Quando escono per la prima volta dalla loro cella non riescono a vedere bene e si fanno male.  Non hanno nemmeno  la forza di alzare piccoli pesi in alto. Sono dei relitti con condanne fino al 2200. Sono degli zombie, uomini uccisi che respirano.
Si riprendono quando entrano a far parte dei progetti. Li ho visti baciare il loro datore di lavoro, incensurato. Ho letto le loro lettere di ringraziamento. Ho visto il loro fisico rifiorire, mi hanno raccontato di persone salvate dal suicidio e guarite dalla depressione.
Mi hanno raccontato di persone che hanno bisogno di una guida, che all'interno sono dei carcerati modello, ma che una volta fuori non riescono a vivere normalmente e che chiedono di non essere scarcerate per non delinquere di nuovo. Come purtroppo è già successo.

In buona sostanza ho visto uomini che hanno sbagliato, che riconoscono lo sbaglio e che chiedono di vivere.
Un esempio: uno spacciatore africano, 15 anni di pena, 2 tentativi di suicidio per depressione, è riuscito per la prima volta a mandare dei soldi alla sorella ed alla madre in Africa. Per la prima volta quest'anno ha saputo che significa festeggiare un Natale.

Oggi sono ancora più convinto che  condannare una persona all'ergastolo significa ucciderla. Almeno per le condizioni di vita delle carceri italiane.

Mi fermo qui, spero di non aver urtato nessuno. Mi sentivo di scriverlo.

In un paese in cui non vige la pena capitale, credo che l'intento del legislatore che ha previsto l'ergastolo per alcuni crimini particolarmente violenti o efferati come l'omicidio sia proprio quello di condannare a morte lenta il colpevole.

In Italia é veramente difficile essere condannati e scontare piú di 10 ani di galera vera.Ció solitamente accade quando la condanna é a seguito di uno o piú omicidi e di conseguenza, IMHO, credo che il condannato meriti questo ed altro.

Caso diverso per la micro criminalitá o per reati minori dove la galera, anziché riabilitare, distrugge definitivamente.

Non sono un giurista ma non credo che l'intento del legislatore fosse quello della morte lenta. Non lo credo possibile in un paese come l'Italia che storicamente è all'avanguardia per la difesa (solo teorica in molti casi) dei diritti delle persone.  

Comunque ho sbagliato, avrei dovuto scrivere :"Oggi sono ancora più convinto che  condannare una persona all'ergastolo significa torturarla. Almeno per le condizioni di vita delle carceri italiane".



Incompetennis ha scritto:L'ergastolo praticamente esiste solo nei libri. La massima pena ormai è di 30 anni (che diventano spesso 26) e che comunque è pesantissima.
Il problema è che il carcere raramente recupera, anzi ... Per problemi economici non si possono costruire carceri nuove e abbiamo sovraffollamenti ed ambienti invivibili ed infatti proliferano indulti ed arresti domiciliari (ma chi controlla ?).
La civiltà di un popola si misura anche da come tratta chi ha sbagliato e da come cerca di reintrodurlo nella società. Molti meritano una seconda occasione ma pochi la trovano.
Altro discorso sono gli esagerati sconti di pena applicati per reati particolarmente cruenti e/o su bambini. In questi casi la pena massima deve essere applicata  senza sconti e cavilli. Certo la detenzione deve essere "umana" secondo regole che esistono ma non  applicate (dimensione della cella ed altro)  perchè le nostre carceri sono vecchie e malandate.

Ho visto un caso in cui la psicologa si era arresa ed invece pienamente recuperato col lavoro.
In altri paesi mi dicono che tutto funzioni meglio.


Comunque quelli che fanno male ai bambini, vengono linciati...


Una delle frasi che mi rimarrà dentro:" che fai? Preferisco morire sul lavoro piuttosto che in cella."
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da Chiros il Mer 12 Mar - 11:21

righeEnastro ha scritto:Questione complessa che morde in profondità i sentimenti ma purtroppo di zombie viventi e di invisibili, vittime della crisi di valori umani, ne esistono anche fuori dal carcere .... tralascio....

Chiros, volevo unirmi ai ringraziamenti per questa toccante testimonianza diretta.


Sì senz'altro hai ragione.
Non ne vorrei fare una guerra tra poveri.

Anche perchè non ci vuole molto a finire condannato. Basta una rissa per strada.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da righeEnastro il Mer 12 Mar - 11:24

Chiros ha scritto:
righeEnastro ha scritto:Questione complessa che morde in profondità i sentimenti ma purtroppo di zombie viventi e di invisibili, vittime della crisi di valori umani, ne esistono anche fuori dal carcere .... tralascio....

Chiros, volevo unirmi ai ringraziamenti per questa toccante testimonianza diretta.


Sì senz'altro hai ragione.
Non ne vorrei fare una guerra tra poveri.

Anche perchè non ci vuole molto a finire condannato. Basta una rissa per strada.


Proprio così.... ma aggiungo anche che molti non sono neppure condannati (in attesa di giudizio).
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da isomax89 il Mer 12 Mar - 15:00

Chiros ha scritto:Ebbene sì, per lavoro mi è capitato.
Non chiedetemi  riferimenti precisi perchè non li darò. Quello che succede in Italia non è pensabile nemmeno da uno scrittore di fantascienza.

Dunque, esistono dei progetti per far lavorare e giocare i carcerati. Lo stipendio che si guadagnano è tassato due volte, in quanto anche il carcere si trattiene una somma per il loro mantenimento.
Quando escono per la prima volta dalla loro cella non riescono a vedere bene e si fanno male.  Non hanno nemmeno  la forza di alzare piccoli pesi in alto. Sono dei relitti con condanne fino al 2200. Sono degli zombie, uomini uccisi che respirano.
Si riprendono quando entrano a far parte dei progetti. Li ho visti baciare il loro datore di lavoro, incensurato. Ho letto le loro lettere di ringraziamento. Ho visto il loro fisico rifiorire, mi hanno raccontato di persone salvate dal suicidio e guarite dalla depressione.
Mi hanno raccontato di persone che hanno bisogno di una guida, che all'interno sono dei carcerati modello, ma che una volta fuori non riescono a vivere normalmente e che chiedono di non essere scarcerate per non delinquere di nuovo. Come purtroppo è già successo.

In buona sostanza ho visto uomini che hanno sbagliato, che riconoscono lo sbaglio e che chiedono di vivere.
Un esempio: uno spacciatore africano, 15 anni di pena, 2 tentativi di suicidio per depressione, è riuscito per la prima volta a mandare dei soldi alla sorella ed alla madre in Africa. Per la prima volta quest'anno ha saputo che significa festeggiare un Natale.

Oggi sono ancora più convinto che  condannare una persona all'ergastolo significa ucciderla. Almeno per le condizioni di vita delle carceri italiane.

Mi fermo qui, spero di non aver urtato nessuno. Mi sentivo di scriverlo.

Grazie per la testimonianza.
Sotto questo aspetto sono abbastanza impreparato.

Lo spacciatore africano penso sia uno dei tanti che lo fa per mancanza di alternative.
Senza dubbio ci finiscono dentro persone che se seguite e indirizzate potrebbero rifarsi una vita.

Per determinati reati io butterei via la chiave della cella mentre per tutti gli altri, la cella non dovrebbe esistere

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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da sixers85 il Mer 12 Mar - 16:15

beh, l'ergastolo in una realtà giuridica che ha eliminato la pena capitale come il nostro ordinamento, è una pena che per sua natura contrasta proprio col principio cardine del nostro ordinamento penale....rieducazione del reo. e ciò lo fa andando a sbattere da una parte con l'art.27 della nostra costituzione e dall'altro coi principi fissati al legislatore in tema di fatto antigiuridico.

l'ergastolo non è altro che una pena esemplare nel suo genere, e l'ordinamento vieterebbe le pene esemplari...e non permette la rieducazione e reiserimento in società del reo.

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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da vecchiofrak il Dom 16 Mar - 13:47

Chiros, pur condividendo la tua riflessione, non posso fare a meno di pensare che, in Italia, chi è condannato all'ergastolo, deve proprio, averla fatta grossa, per cui, forse, è meglio che in carcere ci resti, visto che la pena se l'è meritata tutta
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da Lupo65 il Dom 16 Mar - 14:33

Chiros, lo spunto e' interessante e senz'altro valido - ora, per un momento mi metto dalla parte del padre/marito/fratello/amico di chi magari e' stato assassinato in maniera colposa, e faccio fatica a pensare come reagirei a sapere che colui che ha volontariamente ucciso il mio caro e' ora libero di vivere, anche se dopo una pena consistente.

Hai ragione tu, l'ergastolo e' in parte un atto inumano, ma pensa a quanti omicidi sono stati commessi in maniera vile e violenta.

Onestamente, per quanto mi ci sforzi non riesco a trovare una risposta, anche perche' a volte e' molto piu' semplice dimenticare che non perdonare.

E' veramente un soggestto complesso; lucidamente penso "e' inumano, se uno ha commesso uno sbaglio e si e' pentito non c'e' bisogno dell'ergastolo", dall'altro penso "ha ucciso, che ne so, mia figlia" e qui la cosa diventa difficile.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da Chiros il Dom 16 Mar - 20:59

Certo non e' facile.
Io dico che almeno l'ergastolo non si deve trasformare in tortura prolungata, come oggi puo' accadere.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da marco61 il Dom 16 Mar - 21:43

Le carceri, a mio avviso, dovrebbero essere delle vere e proprie fabbriche dove i detenuti, in special modo gli ergastolani, dovrebbero essere tenuti a produrre beni i cui proventi servirebbero a coprire le spese del loro mantenimento e gli stipendi di tutti i dipendenti del carcere, ed eventuali avanzi di bilancio potrebbero essere destinati ai familiari dei detenuti o trasferiti su un loro conto.
Questo restituirebbe loro un minimo di dignità umana e le spese per mantenerli non andrebbero a gravare sul bilancio nazionale.
Ma sarebbe così difficile?

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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da Bertu il Dom 16 Mar - 21:50

marco61 ha scritto:Le carceri, a mio avviso, dovrebbero essere delle vere e proprie fabbriche dove i detenuti, in special modo gli ergastolani, dovrebbero essere tenuti a produrre beni i cui proventi servirebbero a coprire le spese del loro mantenimento e gli stipendi di tutti i dipendenti del carcere, ed eventuali avanzi di bilancio potrebbero essere destinati ai familiari dei detenuti o trasferiti su un loro conto.
Questo restituirebbe loro un minimo di dignità umana e le spese per mantenerli non andrebbero a gravare sul bilancio nazionale.
Ma sarebbe così difficile?


Si perché nessuno ha voglia di sbattersi per loro. Non ci guadagnerebbero nulla e lo scazzo vince ancora.
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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da marco61 il Dom 16 Mar - 21:53

Scusa Alberto, ma in Germania le carceri sono concepite come in Italia?

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Re: Sono stato in carcere

Messaggio Da superpipp(a) il Dom 16 Mar - 22:02

E' un argomento molto difficile da affrontare in quanto si puo' essere condizionati da vari fattori. Un giudizio puo' essere imparziale anche se un ergastolano ha comesso il suo delitto contro una persona a noi cara? Certamete in questo caso penserei una cosa diversa da quello che sono portato a pensare in altro caso.
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