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Messaggio Da Wacos il Ven 30 Set 2016, 17:38

Open stance ...
Un paio di anni fa un bravo maestro mi ha insegnato a giocare in open stance, stance che non avevo mai provato prima di allora.
Lui gioca praticamente tutti i colpi tranne gli approci in open/semi e ha una bella palla consistente, arrotata il giusto ed è sempr ein perfetto equilibrio.
Ci ho messo impegno e tempo ma alla fine mi sono abituato a giocare in quel modo: il dritto era (sottolineo era) il mio colpo migliore. Potevo giocarlo in qualsiasi direzione, forte e toppato. Mi sentivo sicuro, forse a volte colpivo un pò troppo poco avanti ma la mia palla pesava un bel pò.

Poi ,un altro bel giorno, ho partecipato ,come ormai faccio da due anni, ad un corso agonisti invernale. Altro circolo altro maestro.
A questo (molto bravo a dir la verità) invece non gli piaceva troppo il modo in cui giocavo, e mi ha spinto a cambiare fino a farmi colpire in neutral, col peso in avanti sulla gmaba sinistra. Dimenticati tutto e alla fine in qualche modo ci sono riuscito.

Però... è bastato che passasse un pò di tempo dal corso e mi rendo conto che ho sia assimilato che perso la sicurezza in entrambe le stance, per cui mi ritrovo che certi colpi riesco a farli solo con una certa stance e altri solo con l'altra. Neanche a dire la ricerca palla mi è andata in "mona" per non parlare della distanza dal punto di impatto.

Di istinto vorrei tornare alla open, perchè è la stance che mi fa sentire più sicuro, ma non riesco a forzarmi e la ricerca palla su palle basse mi crea grossi problemi...

Help?




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Messaggio Da marco61 il Sab 01 Ott 2016, 01:26

Wacos, non ti sembrerà ma sono molto serio.
Ho lavorato sul mio dritto per 40 anni, ci sono fiumane di maestri che solo con me si son fatti la pensione.
Un bel giorno ho pensato: ma cosa diavolo me ne frega di come gioco il dritto. Sono Federer? No. Sono Djokovic? No. sono superpippa? Magari.
Bene, ho smesso di pensarci. Magicamente il mio dritto ha iniziato a funzionare. E sai per quale motivo sto rischiando di perderlo nuovamente? Il pensiero che un giorno questo stato di benessere mentale possa terminare e mi ritrovi a lottare nuovamente con i vecchi fantasmi.
Però è fondamentale partire da un concetto: essere sicuri delle proprie qualità. Tu sei certo di possedere una tecnica sufficiente per giocare in open? Sei certo di possedere una tecnica sufficiente per giocare in neutral?
Mi spiego perchè capisco che per voi siano periodi duri: mi sono sempre chiesto perchè i colpi più belli riescano sempre quando il punto è già finito. Capita che voi giochiate una palla che termina fuori di un soffio, l'avversario mentre risponde vi chiama l'out e la palla ritorna comunque da voi. Per la stizza giocate un dritto che vorreste indirizzare ai teloni e magicamente vi esce un colpo da ATP che muore all'incrocio delle righe.
Perchè è successo? Perchè quel colpo valeva meno di zero, il vostro corpo e la vostra mente lo hanno capito e hanno giocato in totale rilassatezza.
Ora Wacos, quando entri in campo pensa che non passerai alla storia per il tuo dritto. Nemmeno Federer è eterno perchè tra pochi milioni di anni nessuno si ricorderà più di lui.
E tutti i tuoi problemi saranno risolti.
Però devi essere onesto con te stesso. Sei sicuro che tu sia portatore sano di un dritto decente?
Giocalo.

P. S.: per soli 10 euro vi mando via mail il nome del mio antidepressivo.

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Messaggio Da seneca85 il Sab 01 Ott 2016, 01:49

Quando dici che giocavi meglio in open ti riferisci sul lato del dritto o anche il rovescio lo giocavi sempre in open?
Per esempio se giochi il rovescio ad una mano giocarlo con posizioni aperte non è il massimo anzi forse è il modo migliore per perdere il colpo. Mentre invece il rovescio bimane si presta meglio ad esser giocato anche con posizioni aperte e semi aperte oltre che con la canonica e più comune neutral.
Comunque per venire alla tua richiesta si dovrebbe partire da questo presupposto: la stance che si adotta prima di colpire la palla dipende dal tempo che si è avuto per arrivare sulla palla con il timing giusto e quindi da quando siamo stati bravi a leggere la traiettoria e l'effetto della palla che arriva e di conseguenza a muoversi in tempo e con il corretto footwork.
A bassi livelli dove di solito il ritmo non è esasperato se ci si ritrova sempre a giocare in posizione totalmente aperta vuol dire che si ha un footwork pigro o insufficiente e che si è lenti nel mettersi nella posizione giusta. La stance totalmente aperta la si utilizza o la si dovrebbe utilizzare solo quando si è spinti lateralmente e si è costretti a giocare palle in corsa defilate (per intenderci vicino al corridoio) o nelle risposte alla prima di servizio quando arriva una palla veloce e profonda e subito dopo lo split step si risponde in open. In tutti questi casi si gioca in open stance perché è il modo più efficace per eseguire il colpo quando c'è poco tempo per organizzarsi.
Viceversa quando si ha tempo per piazzarsi sulla palle si dovrebbe rispondere o in semi open o in neutral. Il tempo dipende dalla velocità che si ha nel leggere e capire dove e come rimbalzerà la palla dell'avversario e quanto qualitativo ed efficiente è il nostro footwork.
Di norma nel tennis moderno la maggior parte dei colpi in cui si ha tempo (soprattutto sul lato del dritto) li si gioca in semi open così si sfrutta tanto il momento angolare per dare complessità alla palla. Per colpire in semi open cerve che la palla dell'avversario abbia un discreto ritmo ma al contempo ci dia la possibilità di piazzarsi in semi.
In neutral sul dritto la si usa molto invece quando la palla dell'avversario è poco profonda o atterra corta nel nostro campo. Di norma a livello amatoriale, dove è raro giocare contro chi riesce a tenere il ritmo profondo e costante, chi gioca meglio questo tipo di palle che atterrano corte vince con più frequenza perché controlla il centro del campo e ruba tempo all'avversario.
Tra i pro Federer quando gioca sull'erba, e non solo su questa superficie, è un maestro nel giocare dentro il campo in neutral con il dritto per attaccare subito dopo la rete, ciò gli consente di rubare tempo e campo all'avversario.
In definitiva secondo me è sbagliato insegnare a giocare o solo in open o solo in neutral poiché il tennis è uno sport di situazione in cui ogni palla è diversa dall'altra e quindi si deve saper colpire in qualsiasi posizione poi caso mai ci si può trovare meglio nel giocare con l'una o con l'altra ma ciò dipende dalle caratteristiche tecniche e da come uno imposta il suo gioco.
Ciò a cui non viene spesso data la dovuta importanza è il footwork corretto per arrivare a colpire in una determinata posizione. Sembrerà strano ma il footwork viene insegnato a livelli alti sin da bambini in modo decodificato come fosse uno spartito cioè si abituano i giocatori a muoversi in modi diversi a seconda del tipo di palle che arriva e a seconda della zona del campo da cui si andrà a colpire. Nulla è lasciato al caso ma allenato con metodo. Poi c'è a chi viene più naturale e chi ci deve lavorare su più a lungo ma la tecnica del gioco di gambe è quella per tutti la differenza poi la fanno le capacità atletiche diverse e il saper legger meglio la palla che arriva.
A livello amatoriale i problemi si acuiscono per cui se si sente che non si riesce a mettersi bene sulla palla ciò è dovuto a insufficiente footwork (e molto probabilmente anche a scarsa condizione atletica specifica per il tennis che va a braccetto con il footwork corretto) ed un po' di confusione tattica/tecnica nel saper quando e dove utilizzare le diverse stance.

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Messaggio Da Riki66 il Dom 02 Ott 2016, 01:05

Concordo con marco...
Come misurereste il talento? Personalmente lo misurerei con la capacità di compiere un gesto che richieda abilità con la minor attivazione possibile del cervello razionale vedi emisfero sinistro. Quello può intervenire negli intervalli tra un gesto e l' altro per impostare una tattica ma poi deve tacere lasciando l' azione libera di fluire senza interferenze..
Quindi quanto sarà problema di stance e quanto di "distrazione"?
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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 01:08

Riki66 ha scritto:Concordo con marco...
Come misurereste il talento? Personalmente lo misurerei con la capacità di compiere un gesto che richieda abilità con la minor attivazione possibile del cervello razionale vedi emisfero sinistro. Quello può intervenire negli intervalli tra un gesto e l' altro per impostare una tattica ma poi deve tacere lasciando l' azione libera di fluire senza interferenze..
Quindi quanto sarà problema di stance e quanto di "distrazione"?
Vuoi dire che io so tutte queste cose e non sapevo di saperle?
Hai spiegato con due parole lo stesso concetto che ho tentato di esporre io.
Grazie.

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Messaggio Da Riki66 il Dom 02 Ott 2016, 01:14

Ps marco perche hai bloccato il topic " chi si accontenta gode?"
Poteva essere interessante una discussione...
A mio avviso se diamo all' accontentarsi  un  significato di "accettazione" la massima potrebbe dire la sua..
Esempio... ti sei accontentato del tuo dritto... l' hai accettato e finalmente hai goduto giocando a tennis..
Ci sono persone che non si accontentano mai, costruiscono grandi cose, ma si sono mai fermate a godere? Se no.... quelle grandi cose probabilmente avranno un difetto di fabbrica...
Piuttosto rovescerei la massima: " ... chi gode.... s' accontenta!" Very Happy Very Happy
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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 01:25

L'ho bloccato perchè sono frasi in cui ritrovo tutto me stesso, pur avendole riportate ci tengo che rimangano mie.
Per i più attenti, è tutto riportato altrove.
E il topic è sempre aperto.

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Messaggio Da squalo714 il Dom 02 Ott 2016, 11:02

Sono convinto che un bravo maestro riesca sempre ( o quasi nel caso di SP) a massimizzare un colpo dell'allievo senza stravolgerne l'impostazione, prova ne è la confusione, soprattutto mentale, che si crea quando provi a passare da una regola all'altra. Poi se l'allievo si incaponisce a voler per forza imparare un determinato colpo non è di certo il maestro che deve fargli cambiare idea, però un consiglio è giusto che glielo dia.
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Messaggio Da Wacos il Lun 03 Ott 2016, 13:05

Premetto che non so nemmeno come si fa a giocare piatto di dritto, e credo che questo influenzi molto la situazione perchè non ho dei riferimenti per poter usare uno swing "classico".

Al di la di questo penso di poter dire che non ho dei brutti fondamentali. Tecnicamente sono "bello da vedere" (così dicono gli altri eh, io sono sempre ipercritico verso me stesso), e i maestri quando mi visionano non rilevano deficit degni di nota (a parte i suddetti problemi di distanza e ricerca palla) ,e quando arrivo bene, e soprattutto quando non sono in confusione come adesso, ho un dritto che pesa e che mette in difficoltà per via dello spin che riesco ad imprimere.

Discorso stance: al di la di quei colpi che richiedono necessariamente una stance particolare per cui non ci pensi nemmeno, tipo il colpo di approcio che per fornza vai in neutral se non addirittura closed, il mio problema si può riassumere nel fatto che di istinto i piedi mi vanno in cerca della neutral , mentre lo swing è rimasto quello che usavo in open.

Quindi ho uno swing un pò circolare che si fonda sulla rotazione del busto e che molto mal si adatta ad una stance chiusa, perchè l'anca sinistra limita la rotazione. E' una situazione ridicola, perchè entrambe le cose mi vengono naturali.

Per giocare in open/semi devo proprio pensarci, così come devo pensarci se devi fare uno swing più "classico" da stance neutral.

P.s rovescio una mano, E non nascondo che anche li a volte riesco a giocarlo in open...
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Messaggio Da seneca85 il Lun 03 Ott 2016, 15:28

@Wacos: controlla quando giochi che questa posizione che tu senti che ti limita nell'esecuzione del dritto non sia più una closed (con la gamba sinistra più avanti per intenderci) piuttosto che una neutral (in cui sia la destra che la sinistra di gambe sono in linea seppure in posizione affiancata rispetto alla rete). Ciò perché se colpisci in closed o leggermente in closed è inevitabile che metti fuori gioco la rotazione delle anche in fase di scarico come ben già hai notato anche tu.
Se invece pure in neutral ti senti limitato prova a mettere la gamba sinistra meno in linea con la destra per intenderci un po' più aperta provando inizialmente con piccoli cambiamenti per vedere come senti il colpo.
Il fatto che istintivamente ti viene da mettere i piedi in neutral potrebbe esser causato:
A) giochi contro avversari che giocano corto, con poco effetto in top o che non hanno molta profondità di palla e allora è naturale mettersi un po' più di fianco per colpire la palla che arriva dato che va un po' ricercata in avanti e dato che è una palla corta occorre trasferire il peso dalla gamba destra a quella sinistra;
B) subito dopo lo split step il primo passo di movimento che esegui per giocare il dritto (per palle a medio raggio non troppo defilate) è quello di incrociare subito la gamba sinistra sulla destra quando invece in questi casi il primo passo è quello di caricare la gamba destra e poi a seconda della distanza che si deve percorrere si può eseguire o un incrocio della sinistra (quando la palla che si deve raggiungere è a una distanza media) o dei side step quando invece è più vicina. Tieni conto il caricamento sia per un dritto in neutral che semi open va fatto sulla gamba destra che è quella di ancoraggio e presa di forza dal terreno. Una volta caricata questa gamba se si ha tempo in base alla velocità ed effetto della palla che arriva si posiziona la gamba sinistra in linea (ed avremo una posizione neutral in cui si sfrutta sia il momento angolare di rotazione del busto che lineare di scarico in avanti del peso dalla gamba destra alla sinistra) se non si ha tempo e la palla che arriva è più carica di effetto e abbastanza veloce invece la gamba sinistra rimane in posizione aperta e allora si frutta maggiormente la rotazione del busto e meno il momento lineare.[/justify]

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Messaggio Da Wacos il Gio 13 Ott 2016, 10:54

Allora ho fatto una lezione specifica su questa cosa con il maestro e la lezione è andata alla grande.
Ho fatto un pò di fatica a forzarmi di cercare la palla con il destro, ma poi le cose sono venute da sole.
Nelle due sucessive partite ho potuto constatare gli effetti dell'allenamento.
Se da fondo campo ho recuperato la open stance, non riesco però ancora a spingere bene sulle palle da chiudere, rimango un pò col peso sul posto, mentre a lezione non credo di averne sbagliato nemmeno una in tutta l'ora.
A lezione mi faceva cercare la palla in open e riuscivo agevolmente a chiudere con vincente incrociato tutte le palle "corte", dai 3/4 ,poi a metà campo e infine nei pressi della rete.

In partita invece la cerco anche bene( o almeno mi sembra) ma poi uso quasi solo il braccio.. bisogna lavorarci su.

Comunque ci sono stati miglioramenti I can't live with or without you 776930


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Messaggio Da seneca85 il Gio 13 Ott 2016, 13:09

Considera che in partita non arrivano le stesse palle che ti gioca il maestro e quindi in partita è ancora più importante la ricerca di palla ancor di più se si gioca contro chi dà poco ritmo o non solido nei fondamentali.

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