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Le funzioni del nostro cervello applicate al tennis

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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 22:53

Ieri ho spiegato che, quando giochiamo in totale rilassatezza, giochiamo meglio.
E' stato spiegato che noi abbiamo due emisferi che compongono il cervello, e questo si sapeva, e il miglior rendimento si ottiene se, in determinati momenti, l'emisfero sinistro tace.
Cosa dovrebbe fare l'emisfero destro in questi frangenti?

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Messaggio Da Riki66 il Dom 02 Ott 2016, 23:11

Cercare sensazioni positive, visualizzare il colpo perfetto dopo un errore, immaginare di essere una molla quando carico il colpo e sentire il peso del corpo che dalla terra passa alla pallina, immaginare di muoversi come un felino...
Per me son modi per fare tutto in automatico senza pensare e per reclutare anche la muscolatura involontaria..
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Messaggio Da Riki66 il Dom 02 Ott 2016, 23:20

Per esempio... la partita in cui ho giocato meglio il dritto è stata seguente alle spiegazioni di un maestro di arti marziali .. tai chi mi sembra... la forza nasce dal terreno e attraverso il baricentro tutto il peso del corpo deve arrivare alla mano.. se riusciamo a sentire questa sensazione tutto il vorpo si sarà automaticamente mosso al meglio..
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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 23:23

Se ho capito bene, la differenza che fa di un campione un fuoriclasse, è l"uso" che sa fare del proprio cervello?
Si dice sempre che il fuoriclasse, nei momenti topici, gioca meglio.
E' sicuramente vero, Federer è capace di piazzare 3 aces uno dietro l'altro, ad esempio.
Io credo sia vero soprattutto il contrario: il campione, nei momenti importanti, a fronte di un fuoriclasse, se la fa sotto, nel senso che attiva involontariamente la funzione "razionale" del proprio cervello che gli fa percepire l'importanza del momento e questa cosa, invece che favorirlo, gli fa commettere errori difficilmente comprensibili.
E' corretto?

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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 23:26

Riki66 ha scritto:Per esempio... la partita in cui ho giocato meglio il dritto è stata seguente alle spiegazioni di un maestro di arti marziali .. tai chi mi sembra... la forza nasce dal terreno e attraverso il baricentro tutto il peso del corpo deve arrivare alla mano.. se riusciamo a sentire questa sensazione tutto il vorpo si sarà automaticamente mosso al meglio..
Affascinante. Hai mai pensato che il baricentro del nostro corpo possa trovarsi ad una distanza dal terreno che abbia a che fare con la proporzione aurea del nostro corpo?
Ad esempio, un uomo alto 1,70 m. ha il baricentro a 105 cm. ?

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Messaggio Da Riki66 il Dom 02 Ott 2016, 23:30

Ho una paziente prof di neuroscienze e studia gli atleti.. quello che fa di un tennista un campione è la capacità di anticipazione, come altro spiegheresti certe risposte di Federer a due metri dalla linea del servizio? Questa pre-attivazione non può certo avvenire se stiamo pensando a come muovere i piedi..
La capacità di anticipazione si può sviluppare anche guardando partite di tennisti bravi..
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Messaggio Da Riki66 il Dom 02 Ott 2016, 23:34

marco61 ha scritto:Se ho capito bene, la differenza che fa di un campione un fuoriclasse, è l"uso" che sa fare del proprio cervello?
Si dice sempre che il fuoriclasse, nei momenti topici, gioca meglio.
E' sicuramente vero, Federer è capace di piazzare 3 aces uno dietro l'altro, ad esempio.
Io credo sia vero soprattutto il contrario: il campione, nei momenti importanti, a fronte di un fuoriclasse, se la fa sotto, nel senso che attiva involontariamente la funzione "razionale" del proprio cervello che gli fa percepire l'importanza del momento e questa cosa, invece che favorirlo, gli fa commettere errori difficilmente comprensibili.
E' corretto?
È proprio così ... è fondamentale trovare il modo di giocare completamente rilassati e focalizzati su quello che stiamo facendo mettendo tutta le nostre energie solo dove servono..
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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 23:36

Riki66 ha scritto:Ho una paziente prof di neuroscienze e studia gli atleti.. quello che fa di un tennista un campione è la capacità di anticipazione, come altro spiegheresti certe risposte di Federer a due metri dalla linea del servizio? Questa pre-attivazione non può certo avvenire se stiamo pensando a come muovere i piedi..
La capacità di anticipazione si può sviluppare anche guardando partite di tennisti bravi..
D'accordissimo Riki. Mi interessa in particolar modo capire perchè un punto che sullo zero a zero chiuderemmo ad occhi chiusi, sul match ball si trasforma in un incubo.

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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 23:37

Scusa, hai già risposto mentre scrivevo.

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Messaggio Da Riki66 il Dom 02 Ott 2016, 23:43

Guardiamo in natura gli animali.. il cane ha una parte razionale più sviluppata, si muove più goffamente ed è più timoroso in genere.. il gatto è tutto istinto, capirà meno quello che gli dici, ma ha agilità ed equilibrio fantastici. non ha paura della punizione..
Un mio amico sostiene che per esser forti in campo bisogna essere "ignoranti come l'acqua"
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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 23:52

Riki66 ha scritto:Guardiamo in natura gli animali.. il cane ha una parte razionale più sviluppata, si muove più goffamente ed è più timoroso in genere.. il gatto è tutto istinto, capirà meno quello che gli dici, ma ha agilità ed equilibrio fantastici.  non ha paura della punizione..
Un mio amico sostiene che per esser forti in campo bisogna essere "ignoranti come l'acqua"
Su questo ho dovuto riflettere parecchio.
Tradotto significa che Federer si muove così bene perchè non sa cosa stia facendo?

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Messaggio Da marco61 il Dom 02 Ott 2016, 23:55

Riki66 ha scritto:Ho una paziente prof di neuroscienze e studia gli atleti.. quello che fa di un tennista un campione è la capacità di anticipazione, come altro spiegheresti certe risposte di Federer a due metri dalla linea del servizio? Questa pre-attivazione non può certo avvenire se stiamo pensando a come muovere i piedi..
La capacità di anticipazione si può sviluppare anche guardando partite di tennisti bravi..
Non pensi che i nadaliani potrebbero risentirsi?
Nadal tira passanti dai teloni, anche lui è un campione.
La tua paziente gioca a tennis? Le funzioni del nostro cervello applicate al tennis 786556

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Messaggio Da Riki66 il Lun 03 Ott 2016, 00:17

Non intendo la capacità di anticipare il colpo... invero la pre-attivazione muscolo specifica in base all' osservazione dell' avversario... che avviene sempre, la risposta al servizio è solo l' esempio più eclatante .. che poi federer abbia più talento e nadal sia un tantino più costruito non mi sembra un' eresia sostenerlo..
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Messaggio Da Riki66 il Lun 03 Ott 2016, 00:23

Parlando di nadal mi hai fatto venire in mente di come ci si può affidare ai rituali, all' ipnosi o alla programmazione neuro linguistica per ritrovare in un instante lo stato di "trance" agonistica. Personalmente cerco le sensazioni giuste "nel corpo" piuttosto che nella mente.
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Messaggio Da Riki66 il Lun 03 Ott 2016, 00:31

marco61 ha scritto:
Riki66 ha scritto:Guardiamo in natura gli animali.. il cane ha una parte razionale più sviluppata, si muove più goffamente ed è più timoroso in genere.. il gatto è tutto istinto, capirà meno quello che gli dici, ma ha agilità ed equilibrio fantastici.  non ha paura della punizione..
Un mio amico sostiene che per esser forti in campo bisogna essere "ignoranti come l'acqua"
Su questo ho dovuto riflettere parecchio.
Tradotto significa che Federer si muove così bene perchè non sa cosa stia facendo?

In realtà ironizza sul fatto che chi per natura pensa poco è più difficile che perda le partite sconfitto da se stesso..
Tuttavia pensare bene e solo quando serve penso sia una carattetistica comune a molti campioni.


Ultima modifica di Riki66 il Lun 03 Ott 2016, 00:34, modificato 1 volta
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Messaggio Da marco61 il Lun 03 Ott 2016, 00:33

Riki66 ha scritto:Parlando di nadal mi hai fatto venire in mente di come ci si può affidare ai rituali, all' ipnosi o alla programmazione neuro linguistica per ritrovare in un instante lo stato di "trance" agonistica. Personalmente cerco le sensazioni giuste "nel corpo" piuttosto che nella mente.
Trovo al contrario che Nadal sia ormai schiavo di quei rituali, è entrato in un loop dal quale non riesce più ad uscire.
Sono convinto che potrebbe sfruttare molto meglio le proprie energie mentali.
Non credo esista una statistica, ma sono certo che quando gioca contro Federer e Djokovic, sul punto secco che conta tanto esca percentualmente perdente.
Ora ti lascio andare, ormai questa discussione è diventata una chat.
Ne riparleremo domani.

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Messaggio Da Riki66 il Lun 03 Ott 2016, 00:41

Il problema di Nadal è che è calato il fisico, non i suoi rituali..
Si sono esasperati perchè è più difficile rimanere tranquilli se il tuo livello si abbassa..
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Messaggio Da Riki66 il Mar 04 Ott 2016, 00:51

https://www.galileonet.it/2016/09/ascoltare-cervello-ipertensione/

In questo articolo ho trovato riscontro su un argomento su cui da anni avevo delle personalissime convinzioni..
In pratica nella vita "moderna" siamo costretti ad attivare in maniera quasi "ossessiva" la nostra parte razionale, l' emisfero sinistro. Mi piace paragonare il nostro cervello ad un "volano" perchè quando lo attiviamo necessita di un po di tempo per tornare alla quiete.  Al giorno d' oggi non abbiamo questo tempo e l ' emisfero sinistro rischia di andare in fuorigiri e non essere più tanto razionale, oltre a provocare dei rimbalzi neurovegetativi che possono dare problemi medici che tentiamo di correggere erroneamente con le medicine.
Quindi spazio alle emozioni e spazio all' irrazionale e all" istinto...
anche nella scelta della racchetta!! Very Happy:D
Personalmente per me la miglior racchetta é... quella che non sono mai arrivato a vendere.. ci sarà pure un perchè...  mo lo scoprirò.... ed infatti sto giocando con piacere con la mia vetusta V1 Classic..
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Messaggio Da Chiros il Mar 04 Ott 2016, 08:49

Riki66 ha scritto:https://www.galileonet.it/2016/09/ascoltare-cervello-ipertensione/

In questo articolo ho trovato riscontro su un argomento su cui da anni avevo delle personalissime convinzioni..
In pratica nella vita "moderna" siamo costretti ad attivare in maniera quasi "ossessiva" la nostra parte razionale, l' emisfero sinistro. Mi piace paragonare il nostro cervello ad un "volano" perchè quando lo attiviamo necessita di un po di tempo per tornare alla quiete.  Al giorno d' oggi non abbiamo questo tempo e l ' emisfero sinistro rischia di andare in fuorigiri e non essere più tanto razionale, oltre a provocare dei rimbalzi neurovegetativi che possono dare problemi medici che tentiamo di correggere erroneamente con le medicine.
Quindi spazio alle emozioni e spazio all' irrazionale e all" istinto...
anche nella scelta della racchetta!! Very Happy:D

Personalmente per me la miglior racchetta é... quella che non sono mai arrivato a vendere.. ci sarà pure un perchè...  mo lo scoprirò.... ed infatti sto giocando con piacere con la mia vetusta V1 Classic..

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Messaggio Da Wacos il Mar 04 Ott 2016, 10:07

Mi ci butto a bomba.
Il mio emisfero sinistro è praticamente alla brace.
Fa parte di me, del mio carattere, sono una persona estremamente razionale, a me piace risolvere problemi e soprattutto capire la logica che governa gli eventi, di qualunque tipo.
Poi però ho anche un lato meditativo, calmo e centrato, sviluppato in tanti anni di arti marziali, e quindi ho anche la capacità di entrare in contatto con la mia parte istintiva e precettiva.
Solo non riesco a farlo affiorare nel tennis.
Quando faccio judo invece non ho alcun problema a far tacere i pensieri, entro facilmente nella cosiddetta "zone", dove vedi tutto andare piano e dove percepisci le cose in maniera amplificata.

el tennis invece sto par de ciuffoli Le funzioni del nostro cervello applicate al tennis 106988
Non solo non riesco ma precipito in una spirale di pensieri negativi che mi trascina in una pozza di fango.

Ora che mi ci fai pensare, quando torno a casa da un torneo di tennis ogni volta ho un mal di testa devastante proprio dal lato sinistro, e sono così esausto che neanche se avessi corso 20 km.

Una cosa che sento davvero diverso è il rispetto per il mio avversario; a judo provo profondo rispetto per chiunque mi sia di fronte, e quando incontro un avversario che magari fa lo sbruffone mi si attiva la voglia di "distruggerlo" ma attraverso una sana e leale competizione. Nel tennis invece raramente provo rispetto per il mio avversario e quindi non sento questo senso di sana competizione, ma più di fastidio.

Non lo faccio apposta, è in qualche modo colpa del tennis.


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Messaggio Da marco61 il Mar 04 Ott 2016, 13:39

Posso dirti la mia? Il disprezzo nei confronti dell'avversario nasce dal disprezzo che hai nei tuoi confronti.
Giocando, se non riusciamo a mettere a tacere l'emisfero sinistro, abbiamo istintivamente bisogno di una scusa per sfogare le nostre frustrazioni. Il rimbalzo sbagliato, il vento, il mal di pancia, quel figlio di buona donna del nostro avversario.
Nelle arti marziali possiedi evidentemente una tecnica che ti rende più sicuro, e ti concentri su te stesso.
Ricorda che il tennis è lo sport più complicato al mondo: correndo, usando una racchetta, per fare il punto devi piazzare una palla a 23 metri da te in 20 cm. quadri. Non ci si riesce nemmeno con le sole mani.
Ecco il motivo della nostra rabbia, del nostro malcontento.
Rabbia che andrà a morire solo nel momento in cui capiremo che quel colpo, sia dentro o fuori, non cambierà di un millimetro la nostra vita.
Tornando in tema, cosa si può suggerire ad un giocatore del nostro livello perchè impari a sfruttare il proprio cervello al meglio?

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Messaggio Da Riki66 il Mar 04 Ott 2016, 14:08

Wacos ha scritto:Mi ci butto a bomba.
Il mio emisfero sinistro è praticamente alla brace.
Fa parte di me, del mio carattere, sono una persona estremamente razionale, a me piace risolvere problemi e soprattutto capire la logica che governa gli eventi, di qualunque tipo.
Poi però ho anche un lato meditativo, calmo e centrato, sviluppato in tanti anni di arti marziali, e quindi ho anche la capacità di entrare in contatto con la mia parte istintiva e precettiva.
Solo non riesco a farlo affiorare nel tennis.
Quando faccio judo invece non ho alcun problema a far tacere i pensieri, entro facilmente nella cosiddetta "zone", dove vedi tutto andare piano e dove percepisci le cose in maniera amplificata.

el tennis invece sto par de ciuffoli Le funzioni del nostro cervello applicate al tennis 106988
Non solo non riesco ma precipito in una spirale di pensieri negativi che mi trascina in una pozza di fango.

Ora che mi ci fai pensare, quando torno a casa da un torneo di tennis ogni volta ho un mal di testa devastante proprio dal lato sinistro, e sono così esausto che neanche se avessi corso 20 km.

Una cosa che sento davvero diverso è il rispetto per il mio avversario; a judo provo profondo rispetto per chiunque mi sia di fronte, e quando incontro un avversario che magari fa lo sbruffone mi si attiva la voglia di "distruggerlo" ma attraverso una sana e leale competizione. Nel tennis invece raramente provo rispetto per il mio avversario e quindi non sento questo senso di sana competizione, ma più di fastidio.

Non lo faccio apposta, è in qualche modo colpa del tennis.



Azzarola davvero il tennis è lo sport del diavolo!!Very Happy
Ma guarda la palla, senti gli appoggi e, soprattutto, divertiti!!
Tornando in campo per un doppio dopo più di sei mesi di stop forzato penso di aver avuto la faccia ebete di un bambino davanti ai regali di s lucia o babbo natale Very Happy
Basta pensare a quanto fortunati siamo a sgambettare su un campo da tennis.. se non provo questa voglia preferisco giocar meno...
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Messaggio Da Wacos il Mar 04 Ott 2016, 17:05

Riki66 ha scritto:
Wacos ha scritto:Mi ci butto a bomba.
Il mio emisfero sinistro è praticamente alla brace.
Fa parte di me, del mio carattere, sono una persona estremamente razionale, a me piace risolvere problemi e soprattutto capire la logica che governa gli eventi, di qualunque tipo.
Poi però ho anche un lato meditativo, calmo e centrato, sviluppato in tanti anni di arti marziali, e quindi ho anche la capacità di entrare in contatto con la mia parte istintiva e precettiva.
Solo non riesco a farlo affiorare nel tennis.
Quando faccio judo invece non ho alcun problema a far tacere i pensieri, entro facilmente nella cosiddetta "zone", dove vedi tutto andare piano e dove percepisci le cose in maniera amplificata.

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Non solo non riesco ma precipito in una spirale di pensieri negativi che mi trascina in una pozza di fango.

Ora che mi ci fai pensare, quando torno a casa da un torneo di tennis ogni volta ho un mal di testa devastante proprio dal lato sinistro, e sono così esausto che neanche se avessi corso 20 km.

Una cosa che sento davvero diverso è il rispetto per il mio avversario; a judo provo profondo rispetto per chiunque mi sia di fronte, e quando incontro un avversario che magari fa lo sbruffone mi si attiva la voglia di "distruggerlo" ma attraverso una sana e leale competizione. Nel tennis invece raramente provo rispetto per il mio avversario e quindi non sento questo senso di sana competizione, ma più di fastidio.

Non lo faccio apposta, è in qualche modo colpa del tennis.



Azzarola davvero il tennis è lo sport del diavolo!!Very Happy
Ma guarda la palla, senti gli appoggi e, soprattutto, divertiti!!
Tornando in campo per un doppio dopo più di sei mesi di stop forzato penso di aver avuto la faccia ebete di un bambino davanti ai regali di s lucia o babbo natale Very Happy
Basta pensare a quanto fortunati siamo a sgambettare su un campo da tennis.. se non provo questa voglia preferisco giocar meno...

io mi diverto solo in funzione dell'avversario. Mi spiego: se gioco con una persone amichevole, onesta e competitiva quel tanto che basta a rendere la cosa interessante allora mi diverto, al di la del risultato. Ecco questo è importante: a me non me ne frega veramente niente ,fuori dal torneo, di vincere o perdere. A me interessa che io sia soddisfatto della mia prestazione, anche perchè sono orientato verso obiettivi a lungo termine. Ma se gioco con qualcuno di antipatico, non troppo onesto, od estremamente competitivo, mi passa ogni voglia.

A judo è diverso... perchè tanto ti devo sbattere come un tappeto, quindi se sei antipatico mi viene anche meglio Very Happy

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Messaggio Da Bertu il Ven 07 Ott 2016, 09:53

Riki66 ha scritto:
marco61 ha scritto:
Riki66 ha scritto:Guardiamo in natura gli animali.. il cane ha una parte razionale più sviluppata, si muove più goffamente ed è più timoroso in genere.. il gatto è tutto istinto, capirà meno quello che gli dici, ma ha agilità ed equilibrio fantastici.  non ha paura della punizione..
Un mio amico sostiene che per esser forti in campo bisogna essere "ignoranti come l'acqua"
Su questo ho dovuto riflettere parecchio.
Tradotto significa che Federer si muove così bene perchè non sa cosa stia facendo?

In realtà ironizza sul fatto che chi per natura pensa poco è più difficile che perda le partite sconfitto da se stesso..
Tuttavia pensare bene e solo quando serve penso sia una carattetistica comune a molti campioni.

Condivido pienamente e continuo a sostenere che nel tennis la testa ha un ruolo importante a qualunque livello.

In fondo lo scopo dell'allenamento é proprio quello di creare quegli automatismi tecnici e tattici che ti permettono di "spegnere" il cervello durante il gioco. Fai una cosa perché sai di doverla fare e non ti chiedi il perché.
Poi peró bisogna imparare a riaccenderlo al momento giusto per adattare lo schema tattico alla situazione che si é creata per poi rispegnerlo subito dopo. E questa é la parte piú difficile.

È anche una questione di reattivitá agli stimoli, ovvero quanto veoce é il nostro cervello nel reagire e pensare. (velocitá, non qualitá)
Chi é piú reattivo ha normalmente piú problemi e non é solo una questione di velocitá
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Messaggio Da marco61 il Sab 08 Ott 2016, 00:08

Bertu ha scritto:
Riki66 ha scritto:
marco61 ha scritto:
Riki66 ha scritto:Guardiamo in natura gli animali.. il cane ha una parte razionale più sviluppata, si muove più goffamente ed è più timoroso in genere.. il gatto è tutto istinto, capirà meno quello che gli dici, ma ha agilità ed equilibrio fantastici.  non ha paura della punizione..
Un mio amico sostiene che per esser forti in campo bisogna essere "ignoranti come l'acqua"
Su questo ho dovuto riflettere parecchio.
Tradotto significa che Federer si muove così bene perchè non sa cosa stia facendo?

In realtà ironizza sul fatto che chi per natura pensa poco è più difficile che perda le partite sconfitto da se stesso..
Tuttavia pensare bene e solo quando serve penso sia una carattetistica comune a molti campioni.

Condivido pienamente e continuo a sostenere che nel tennis la testa ha un ruolo importante a qualunque livello.

In fondo lo scopo dell'allenamento é proprio quello di creare quegli automatismi tecnici e tattici che ti permettono di "spegnere" il cervello durante il gioco. Fai una cosa perché sai di doverla fare e non ti chiedi il perché.
Poi peró bisogna imparare a riaccenderlo al momento giusto per adattare lo schema tattico alla situazione che si é creata per poi rispegnerlo subito dopo. E questa é la parte piú difficile.

È anche una questione di reattivitá agli stimoli, ovvero quanto veoce é il nostro cervello nel reagire e pensare. (velocitá, non qualitá)
Chi é piú reattivo ha normalmente piú problemi e non é solo una questione di velocitá
Questo è davvero molto interessante. Sarebbe molto utile sapere come potremmo influenzare il nostro cervello per convincerlo a ragionare come vogliamo noi.
Bellissime argomentazioni.

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