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la partita........non è per me

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Messaggio Da superteo il Mer 15 Set 2010, 19:46

Ciao a tutti ragazzi, io ho un problema con le partite.
Allora....si entra in campo e si palleggia.....bene riesco a fare cose delle quali non mi capacito neanche io e per di più con una lucidità e aggressività che mi sorprendono, eseguo tutto in automatico senza stare troppo a pensare con una discreto risultato anche con persone più forti di me.
Fino a qui tutto bene ma poi,,,,arriva il momento clou....la partita.
Solitamente in partita si hanno problemi di braccino e tensione ma io no ovvero.....il braccio è sciolto, la tensione è poca ma in compenso la testa va in tilt, non elaboro più alcuno schema e non faccio altro che tirare centralmente o in prossimità dell'aversario, butto con un dritto incrociato l'avversario due metri fuori e rimango li come un salame ad aspettare la palla che torna indietro senza fare un passo avanti la partita........non è per me 106988
Per ultimo, sempre in partita, manco completamente di aggressività e spirito agonistico.
Ovviamente i problemi sopra descritti sono tanti e difficilmente risolvibili ma magari datemi un consiglio sull'atteggiamento migliore da tenere in partita o come riuscire ad ottenerlo.
Grazie a tutti
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Messaggio Da Abracadabra78 il Mer 15 Set 2010, 21:12

superteo ha scritto:Ciao a tutti ragazzi, io ho un problema con le partite.
Allora....si entra in campo e si palleggia.....bene riesco a fare cose delle quali non mi capacito neanche io e per di più con una lucidità e aggressività che mi sorprendono, eseguo tutto in automatico senza stare troppo a pensare con una discreto risultato anche con persone più forti di me.
Fino a qui tutto bene ma poi,,,,arriva il momento clou....la partita.
Solitamente in partita si hanno problemi di braccino e tensione ma io no ovvero.....il braccio è sciolto, la tensione è poca ma in compenso la testa va in tilt, non elaboro più alcuno schema e non faccio altro che tirare centralmente o in prossimità dell'aversario, butto con un dritto incrociato l'avversario due metri fuori e rimango li come un salame ad aspettare la palla che torna indietro senza fare un passo avanti la partita........non è per me 106988
Per ultimo, sempre in partita, manco completamente di aggressività e spirito agonistico.
Ovviamente i problemi sopra descritti sono tanti e difficilmente risolvibili ma magari datemi un consiglio sull'atteggiamento migliore da tenere in partita o come riuscire ad ottenerlo.
Grazie a tutti
a)ritirati Very Happy B)prendi una bella pure drive tongue a te la scelta ahah

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Messaggio Da marco61 il Mer 15 Set 2010, 22:00

L'agonismo, la voglia di "far male", di combattere, l'aggressività in campo, sono tutte cose che ognuno deve avere dentro. Se non si possiedono, difficile costruirle.
Molti giocatori ottengono i migliori risultati in allenamento, altri si trasformano quando giocano in gara.
Già il fatto che tu ti accorga di avere delle carenze sotto questo punto di vista, è una cosa positiva. Non ti resta che autoconvincerti, prima del match, di cercare dentro te stesso la voglia di tirar fuori un po' di rabbia agonistica.
Il tutto è correlato ad un alto livello di concentrazione che va mantenuto durante tutto il corso del match.

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Messaggio Da smokingbs il Mer 15 Set 2010, 23:05

io ad esempio in campo.. voglio far male all'avversario.. voglio distruggerlo, voglio che si senta sotto un continuo bombardamento... il più grosso problema che ho è che a volte perdo il lume con dei cali di concentrazione spaventosi..
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Messaggio Da superteo il Gio 16 Set 2010, 00:27

L'agonismo, la voglia di "far male", di combattere, l'aggressività in campo, sono tutte cose che ognuno deve avere dentro. Se non si possiedono, difficile costruirle.


hai ragione Marco devo solo riuscire a capire se è la mia poca abitudine a fare partite o è una cosa che fa proprio parte di me ed è irrisolvibile.
Per quanto riguarda la parte tattica magari con tanto allenamento si può riuscire a far qualcosa.


a)ritirati B)prendi una bella pure drive a te la scelta



a) mai b)quando tu smetterai di toppare




Re: la partita........non è per me
Da smokingbs Ieri a 11:05 pm

.io ad esempio in campo.. voglio far male all'avversario.. voglio distruggerlo, voglio che si senta sotto un continuo bombardamento


questo forse non mi succede perchè gioco sempre o con persone che conosco da una vita oppure che non conosco affatto e non riesco a tenere tale atteggiamento ne con gli uni ne con gli altri purtroppo
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Messaggio Da correnelvento il Gio 16 Set 2010, 00:45

marco61 ha scritto:L'agonismo, la voglia di "far male", di combattere, l'aggressività in campo, sono tutte cose che ognuno deve avere dentro. Se non si possiedono, difficile costruirle.
Molti giocatori ottengono i migliori risultati in allenamento, altri si trasformano quando giocano in gara.
Già il fatto che tu ti accorga di avere delle carenze sotto questo punto di vista, è una cosa positiva. Non ti resta che autoconvincerti, prima del match, di cercare dentro te stesso la voglia di tirar fuori un po' di rabbia agonistica.
Il tutto è correlato ad un alto livello di concentrazione che va mantenuto durante tutto il corso del match.

Quello che dice Marco (che è un vecchio cagnaccio da combattimento) è tutto vero...

però Danilo considera che, facendo molte partite e molti tornei... alla fine sicuramente sentirai meno tensione e migliorerai il tuo approccio alla gara!
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Messaggio Da Abracadabra78 il Gio 16 Set 2010, 01:17

C)vendi le kblade e pigliati una coppia di destiny Very Happy

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Messaggio Da Satrapo il Gio 16 Set 2010, 02:34

Ho conosciuto tanti formidabili agonisti e francamente non sarei in grado di disegnare l'identikit dell'agonista tipo.

Ne ho conosciuti di timidi, di impacciati, di estroversi, di taciturni, di allegri, di malinconici, di spacconi, di riservati, di "caciaroni".. Ragazzi che entravano in campo sempre con il mal di pancia, altri che negli spogliatoi facevano scherzi come niente fosse fino alla chiamata in campo.

L'unica cosa che ho riscontrato in tutti e che per questo a mio avviso distingue un agonista da un amatore è la disciplina. L'agonista è in grado di seguire un programma e di rispettarlo, è in grado di porsi obiettivi e scadenze precise e di lavorare duro per raggiungere i traguardi prefissati.

L'agonista si allena duramente sacrificando il divertimento quando l'amatore in allenamento gioca a fare il fenomeno, ma gioca a tennis durante il match quando invece l'amatore fa il tiro al piccione. E l'agonista sa giocare a tennis in partita perchè ha imparato a farlo in allenamento, non perchè madre natura gli ha regalato l'anima del guerriero. Ma ci vuole disciplina per allenarsi, perchè l'allenamento nel tennis è la cosa più noiosa che si possa immaginare.

Certo ci sono persone più dotate di altre, ad esempio il buon Corre probabilmente non si allena al cesto ormai da anni ma il suo talento sta nel conservare una media errori bassissima ed una mobilità eccellente, qualità queste che lo pongono un gradino sopra all'amatore di quarta, ed infatti ne castiga parecchi. (Cito te Corre perchè indubbiamente nell'immaginario dell'amatore medio incarni l'immagine del lottatore per antonomasia, se vogliamo hai l'approccio mentale al match che tutti gli amatori vorrebbero avere)

E' importante però capire che il talento di Corre non è SOLO nello "spirito guerriero" che pure lo contraddistingue e lo aiuta nelle situazioni delicate del match, ma principalmente nella sua capacità di mantenere percentuali ottime, anche senza farsi 5 ore di cesto a settimana. Se Corre si piantasse in mezzo al campo e sbagliasse un dritto su tre potrebbe essere anche il guerriero che è ma prenderebbe sonore bastonate. E per muoversi a dovere sul campo invece di restarsene fermi come piante di gerani non ci vuole nessuno spirito agonistico, ci vuole solo voglia di faticare e di muovere il culo! (Perdonate il francesismo! la partita........non è per me 786556 ) Ma se è vero che il talento tennistico di Corre lo pone ai vertici della quarta categoria senza costringerlo a ore di allenamento, è pur vero che se l'obiettivo di Corre fosse la seconda categoria non basterebbe più il suo talento tecnico di base od il suo spirito guerriero, ma si renderebbe necessario un processo di crescita tecnica lungo e faticoso fatto di snervanti sessioni tecniche.

Quindi è sacrosanto dire che un certo spirito competitivo dovrebbe animare chiunque decida di giocare dei match, ma pensare che in partita si possa giocare da schifo principalmente perchè non si è adatti alla competizione a livello caratteriale è una visione un po' distorta della realtà.

Se in partita sbagli tanto non hai bisogno di nessun coltello da tenere tra i denti, ma della disciplina per seguire un lungo e noiosissimo programma di allenamento che ti renda più consistente. E se qualcuno riesce ad essere consistente in partita senza doversi fare mesi di cesto beh guardate che anche questo è talento, ma è talento TECNICO non "caratteriale".

La mia esperienza mi porta a dire che agonisti si diventa, certo qualcuno si porta dentro una propensione naturale a competere che può avvantaggiarlo specie agli inizi quando non si ha nessun riferimento tecnico, ma in generale agonisti si diventa trovando la forza e la disciplina per seguire un programma di crescita che non sarà mai nè breve nè divertente. La domanda non dovrebbe essere "sarò mai un agonista" ma più correttamente "sarò mai in grado di impormi rinuncie e sacrifici tali da raggiungere obiettivi compatibili col mio talento tennistico?". Agonismo è principalmente determinazione e disciplina.
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Messaggio Da correnelvento il Gio 16 Set 2010, 07:42





L'unica cosa che ho riscontrato in tutti e che per questo a mio avviso distingue un agonista da un amatore è la disciplina. L'agonista è in grado di seguire un programma e di rispettarlo, è in grado di porsi obiettivi e scadenze precise e di lavorare duro per raggiungere i traguardi prefissati.

Verissimo: negli anni i miei obiettivi sono stati degli avversari più forti me. Ho lavorato sui miei colpi per riuscire ad avere la meglio su di loro. Con il tempo, nella maggior parte dei casi (sto parlando di quarta) ci sono riuscito.

L'agonista si allena duramente sacrificando il divertimento quando l'amatore in allenamento gioca a fare il fenomeno, ma gioca a tennis durante il match quando invece l'amatore fa il tiro al piccione. E l'agonista sa giocare a tennis in partita perchè ha imparato a farlo in allenamento,

Assolutamente vero: quante umiliazioni ho preso dal Giaguaro in allenamento.... ma sto ancora perseverando...

non perchè madre natura gli ha regalato l'anima del guerriero. Ma ci vuole disciplina per allenarsi, perchè l'allenamento nel tennis è la cosa più noiosa che si possa immaginare.

Certo ci sono persone più dotate di altre, ad esempio il buon Corre probabilmente non si allena al cesto

Vero, non faccio cesti, ma io vado a cercare i peggio pallettari, quelli che TUTTI evitano, che mi rimandano 50 palle dall'altra parte... e provo le soluzioni e gli schemi da applicare...

ormai da anni ma il suo talento sta nel conservare una media errori bassissima ed una mobilità eccellente, qualità queste che lo pongono un gradino sopra all'amatore di quarta, ed infatti ne castiga parecchi. (Cito te Corre perchè indubbiamente nell'immaginario dell'amatore medio incarni l'immagine del lottatore per antonomasia, se vogliamo hai l'approccio mentale al match che tutti gli amatori vorrebbero avere)

Vero Satrapo... questo me lo riconoscono anche gli avversari.

E' importante però capire che il talento di Corre non è SOLO nello "spirito guerriero" che pure lo contraddistingue e lo aiuta nelle situazioni delicate del match, ma principalmente nella sua capacità di mantenere percentuali ottime, anche senza farsi 5 ore di cesto a settimana.

Ti ringrazio per questa frase... perche molti (troppi) si limitano a dire: "giocatore ostico, regolare, che da fastidio". Ma in realtà, come giustamente fai notare, riuscire a tenere uno scambio con un terza categoria (basso) è questione di tecnica e di gambe. Invece molti amatori credono che sia solo una questione di "voglia di farlo"... Ma non è così... è TECNICA!

Se Corre si piantasse in mezzo al campo e sbagliasse un dritto su tre potrebbe essere anche il guerriero che è ma prenderebbe sonore bastonate. E per muoversi a dovere sul campo invece di restarsene fermi come piante di gerani non ci vuole nessuno spirito agonistico, ci vuole solo voglia di faticare e di muovere il culo! (Perdonate il francesismo! la partita........non è per me 786556 ) Ma se è vero che il talento tennistico di Corre lo pone ai vertici della quarta categoria senza costringerlo a ore di allenamento, è pur vero che se l'obiettivo di Corre fosse la seconda categoria non basterebbe più il suo talento tecnico di base od il suo spirito guerriero, ma si renderebbe necessario un processo di crescita tecnica lungo e faticoso fatto di snervanti sessioni tecniche.

La Seconda sarebbe lontana anni luce.... per la terza dovrei fare un LUNGHISSIMO percorso tecnico (tipo imparare a giocare di volo e servire MOLTO meglio)...



Non finirò mai di apprezzare l'intelligenza, unita ad una grandissima competenza e passione, che Satrapo ci dimostra in ogni suo intervento. ave

A tale proposito mi permetto di aggiungere un "tassello" a questo eccellente mosaico:

Un'altra GRANDE differenza tra l'agonista e l'amatore è che il primo è PERFETTAMENTE CONSCIO del proprio livello, e di quello del suo avversario....

...Al contrario, l'amatore tende a SOPRAVVALUTARSI . Questa è la ragione per la quale non riesce a seguire un serio programma di allenamento.

In conclusione...

Approfittate di questo bel post del Satrapo, STAMPATELO... e tenetelo SEMPRE NEL BORSONE!


Ultima modifica di correnelvento il Gio 16 Set 2010, 08:17, modificato 2 volte
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Messaggio Da gp il Gio 16 Set 2010, 07:45

concordo in tutto con satrapo.

l'importante è avere un obiettivo e guardarsi dentro con occhi liberi da condizionamenti al fine di valutare e di sentire se siamo nelle condizioni di raggiungerlo o se invece è necessario spostare l'obiettivo più in basso.
quest'anno io mi ero prefissato un obiettivo "minimale", visto il prolungato digiuno di 12 anni di pratica tennistica, di disputare qualche torneo con buona soddisfazione e di arrivare a prendere una classifica intorno a 4.3. per fare questo mi sono allenato, ho subito qualche infortunio alla muscolatura e ai tendini dovuto alla mancanza di allenamento, ho buttato giù molti chili di sovrappeso ed il risultato è stato raggiunto comodamente.
l'anno prossimo mi prefiggo di approdare in terza (non tanto come classifica ma come intensità e livello di gioco), ma già so che per raggiungere l'obiettivo dovrò imprimere al mio programma minimale di allenamento una bella dose di lavoro in più.
Poi strada facendo dovrò essere attento ai segnali che mi arriveranno dal mio corpo non più tanto acerbo ed eventualmente abbassare l'obiettivo ad altezze più raggiungibili.
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Messaggio Da correnelvento il Gio 16 Set 2010, 07:51

GP: La bassa terza, dato il tuo livello di gioco... è alla portata.

certo, il livello del Lazio è molto alto.

dipenderà molto dal tipo di avversario che incontri e da un pizzico di fortuna.

in ogni caso: BUONA FORTUNA! la partita........non è per me 87822
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Messaggio Da gp il Gio 16 Set 2010, 08:12

correnelvento ha scritto:GP: La bassa terza, dato il tuo livello di gioco... è alla portata.

infatti, corre, la convinzione di poter "salire" si è fatta strada nella mia testa per aver percepito alcune positive sensazioni di gioco incontrando un terza bassa... se po' fà! certo non senza impegno...a questo mondo di gratis non esiste nulla.
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Messaggio Da correnelvento il Gio 16 Set 2010, 08:17

peccato abiti lontano.

se una mattina ti liberi... ti organizzo una partita contro il GIAGUARO.

ti divertiresti (perdendo, naturalmente) molto!
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Messaggio Da gp il Gio 16 Set 2010, 08:20

di "giaguari" a Roma ce n'è a sfare... se dovessi liberarmi una mattina preferisco venire per giocare con l'amico Giovanni...
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Messaggio Da LaRana il Gio 16 Set 2010, 10:05

Concordo con GP, e' importante darsi degli obiettivi (realistici) per avere la tenacia di migliorarsi.
Per me quest'anno l'obiettivo minimo era il 4.5 e l'ho raggiunto velocemente. Poi mi sono "distratto" con la podistica.
Ha anche ragione da vendere Corre quando predica umiltà e rinuncia ai falsi alibi ;-)
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Messaggio Da correnelvento il Gio 16 Set 2010, 10:08

LaRana ha scritto:Concordo con GP, e' importante darsi degli obiettivi (realistici) per avere la tenacia di migliorarsi.
Per me quest'anno l'obiettivo minimo era il 4.5 e l'ho raggiunto velocemente. Poi mi sono "distratto" con la podistica.
Ha anche ragione da vendere Corre quando predica umiltà e rinuncia ai falsi alibi ;-)

Grazie Rana!
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Messaggio Da Otello69 il Gio 16 Set 2010, 10:15

Satrapo e Corre...ogni volta che vi leggo imparo qualcosa... la partita........non è per me 925962

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Messaggio Da albesca il Gio 16 Set 2010, 10:58

superteo ha scritto:..... riesco a fare cose delle quali non mi capacito neanche io e per di più con una lucidità e aggressività che mi sorprendono,.....

A mio modesto parere, quando non sarai piu' sorpreso dei tuoi gesti tecnici e dei loro risultati sul campo, vorra' dire che avrai acquistato conoscenza tecnica, capacità e consapevolezza tali da permetterti il ripetere "freddamente" ogni gesto in partita poichè i tuoi colpi non saranno piu' "bei colpi frutto di una giornata di grazia "... saranno semplicemente i tuoi "strumenti di gioco".

Quoto quindi pienamente Satrapo, è solo una questione tecnica .. la parte mentale riguarda piu' la gestione della concentrazione poichè ripetere un gesto vuol dire accedere alla propria memoria muscolare e trovare all'istante tutti i riferimenti costruiti pazientemente con ore e ore di allenamento .... e per far cio' è indispensabile mente sgombra.

Controllare le emozioni diventa una esigenza, carattere guerriero o carattere pacioccone che sia. L'ideale sarebbe avere "assenza di emozioni"... ma questo stato mentale è complicatissimo da raggiungere ed ecco perchè alcuni giocatori, trovano nell'aggressivita' un escamotage per riempire la mente con una emozione nota, riconoscibile, abituale .. riuscendo cosi' a non dar spazio ad altre emozioni imprevedibili e quindi dannose per la concentrazione.


Ultima modifica di albesca il Gio 16 Set 2010, 11:31, modificato 1 volta
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Messaggio Da Ospite il Gio 16 Set 2010, 11:08

albesca ha scritto:

Quoto quindi pienamente Satrapo, è solo una questione tecnica .. la parte mentale riguarda piu' la gestione della concentrazione poichè ripetere un gesto vuol dire accedere alla propria memoria muscolare e trovare all'istante tutti i riferimenti costruiti pazientamente con ore e ore di allenamento .... e per far cio' è indispensabile mente sgombra.

Controllare le emozioni diventa una esigenza,

Finalmente che qualcuno la capisce e la scrive chiara e limpida !!!!!!!!
L'emozione non esiste come motivo ed é sotterrata dalla "continuitá e soliditá tecnica" e dalla "concentrazione".
E' perfettamente inutile agire sull'emozione, il problema emozionale che comunque é un incidente di percorso inevitabile si aggira attraverso i citati, e attraverso i citati lo si supera.

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Messaggio Da albesca il Gio 16 Set 2010, 12:42

wik ha scritto:Finalmente che qualcuno la capisce e la scrive chiara e limpida !!!!!!!!

E d'altro canto tu e il Sat me lo avete spiegato in tutte le salse, ma finchè non l'ho sperimentato in prima persona non è stato facile comprenderlo.

L'annosa questione della pressione psicologica che proviamo in partita Teo, sta in questi termini: ho cannato la prima di servizio ed è palla break per l'avversario ... DEVO METTERE DENTRO LA SECONDA... me la faccio sotto. Ti assicuro Teo, che quelli con lo spirito guerriero se la fanno sotto uguale ... è normale, siamo umani non macchine.

Per mettersi nelle migliori condizioni "mentali"... non bisognerà sentirsi piu' FICHI dell'avversario..., oppure ripetersi "sei forte .. non puoi sbagliare "...o ancora.. "io ti distruggo, sono un campione .." : a palla ferma puo' anche essere di una qualche utilita' per darsi coraggio, aumentare l'autostima che non fa mai male .... ma quando ci apprestiamo a colpire è utile solo fare silenzio nella mente.

Alla fine, altro non dobbiamo fare che ripetere un movimento che abbiamo fatto mille volte .... e non puo' essere una questione di coraggio !!!! Gli attrributi bisogna tirarli fuori per sopportare allenamenti e preparazione atletica .. non per colpire una pallina !!!

Possiamo anche vincere la "paura di sbagliare" ripetendoci frasi rafforzative ... sono tecniche conosciute e valide .. magari riusciamo ad abbassare un po' i battiti che andavano a mille ... ma quando ci mettiamo in posizione, se non sgombriamo la mente il rischio di steccare completamente la palla è sempre alto perchè la nostra testa si sta distraendo dal suo compito piu' importante: governare il corpo per colpire la palla !

Un atteggiamento mentale piu' corretto potrebbe essere, ad esempio: respira e fai silenzio assoluto ... ricorda cosa vedono i tuoi occhi solitamente quando tiri la seconda... quale linea segue il braccio...a che velocita' .. come senti il peso sui piedi ... che sensazione proverai al contatto.

Concentrarsi altro non è che centrare l'attenzione della propria mente verso il compito che noi vogliamo essa svolga ... null'altro
.
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Messaggio Da correnelvento il Gio 16 Set 2010, 12:57

albesca ha scritto:
wik ha scritto:Finalmente che qualcuno la capisce e la scrive chiara e limpida !!!!!!!!

E d'altro canto tu e il Sat me lo avete spiegato in tutte le salse, ma finchè non l'ho sperimentato in prima persona non è stato facile comprenderlo.

L'annosa questione della pressione psicologica che proviamo in partita Teo, sta in questi termini: ho cannato la prima di servizio ed è palla break per l'avversario ... DEVO METTERE DENTRO LA SECONDA... me la faccio sotto. Ti assicuro Teo, che quelli con lo spirito guerriero se la fanno sotto uguale ... è normale, siamo umani non macchine.

Per mettersi nelle migliori condizioni "mentali"... non bisognerà sentirsi piu' FICHI dell'avversario..., oppure ripetersi "sei forte .. non puoi sbagliare "...o ancora.. "io ti distruggo, sono un campione .." : a palla ferma puo' anche essere di una qualche utilita' per darsi coraggio, aumentare l'autostima che non fa mai male .... ma quando ci apprestiamo a colpire è utile solo fare silenzio nella mente.

Alla fine, altro non dobbiamo fare che ripetere un movimento che abbiamo fatto mille volte .... e non puo' essere una questione di coraggio !!!! Gli attrributi bisogna tirarli fuori per sopportare allenamenti e preparazione atletica .. non per colpire una pallina !!!



Concentrarsi altro non è che centrare l'attenzione della propria mente verso il compito che noi vogliamo essa svolga ... null'altro
.


Non corcordo (per nulla) con quello scritto in rosso.

Se così fosse, tutti i top 100 (per esempio) giocherebbero i punti importanti allo stesso modo.

E non è così. Ti faccio 2 soli nomi: NADAL e SERENA

Più i punti sono importanti, meglio giocano.

Hai presente invece SEPPI? Che si scioglie come neve al sole nei punti importanti?

Giocare con coraggio e determinazione i punti importanti segnano la differenza tra il buon giocatore ed il campione.

Ed anche a livello basso... tenere LOS COJONES fa una GRANDISSIMA differenza.

Può piacere o non piacere... ma con il KILLER INSTINCT ci si nasce.

Certo... in piccola parte si può acquisire, con la pratica. Ma solo una piccola parte. Il resto lo devi avere dentro.

A prescindere dal livello a cui si gioca.

Uno può essere un NC guerriero... ed un altro un Seconda Categoria che ha paura di vincere.

Idea personale, ovviamente.
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Messaggio Da gp il Gio 16 Set 2010, 14:04

questo è ciò che pensa rod laver ave sull'argomento "killer instinct"...
alcune cose sono facilmente comprensibili, altre si intuiscono per l'uso di un inglese difficile per me...

"When I was a kid, and beginning to play well, a little better than the ordinary, I first experienced the enjoyment of playing to a crowd. It was a good feeling to have my strokes admired, and I was in no hurry to get off the court. As a result I let too many opponents off the hook. I found out that you have to play with the intention of making it a short day, of doing the job quickly and thoroughly.

I don’t mean rush it. Anything but that. But when you have the opportunity you strike then, and you realize that no lead is as big as it looks. If your opponent is serving at 1-4, you feel pretty good: three games ahead. But that’s only one service break, and you want to keep the pressure on, or you’re going to be in trouble. It’s no time to experiment with new shots or to show off for the “sheilas” in the crowd.
I’ve heard it said that you’re either born with the killer instinct or you’re not. I don’t agree with that. I feel I had to develop that killer outlook which, to me, means making the shot called for to win the point and resisting certain temptations. You don’t try to blast a ball 200 mph crosscourt into a corner when you have an easy sitter and your opponent is way out of position. If a soft, unimpressive-looking dink is called for, you hit it and make the point.


The good chances don’t come that frequently, and the killer knocks them off surely when presented with them. The killer doesn’t let up or ease off when he gets a good lead. This can be learned. Make sure of the easy shots—concentrate extra hard on those. Everybody has problems with difficult shots, but the killer gets his edge because he is meticulous with the setups.


Don’t compose eulogies to yourself when you get ahead. Concentrate on staying there. When Charlie Hollis, my coach, decided that I wasn’t homicidal enough, he sent me out with the intent of winning every match 6-0, 6-0. That seems grim for the usual player, but Charlie’s theme was good and clear: run scared and don’t let anybody up."


Ultima modifica di gp il Gio 16 Set 2010, 14:57, modificato 1 volta
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Messaggio Da veterano il Gio 16 Set 2010, 14:23

Io credo che a tecnica consolidata la testa puo fare la differenza.......come dice corre con il killer instic si nasce,e su questo non ci sono dubbi,siccome siamo tutti differenti nel tennis come in qualsiasi sport che si pratica e credo che sia inevitabile che praticando saltino fuori motli aspetti del nostro carattere,il problema diventa saper gestire questi apetti del nostro carattere per riuscire a dare il massimo.C'e chi rompe la racchetta,c'e che si abbatte moralmente,bueno ce ne per tutti i gusti.
Calcolando di essere in possesso di una buona tecnica e di conoscere come bisogna giocare i punti importanti analizzando me stesso, i risultati migliori sono sempre arrivati senza pensare molto..........quando entravo in campo le cose piu importanti erano guardare come si muoveva il mio avversario,concentrarmi sul mio respiro( e di conseguenza rilassarmi) e gurdare bene la palla quando la colpivo.............i problemi saltavano fuori quando dopo due o tre errori incominciavo a pensare,se pensi agli errori incominci a sfiduciarti e di conseguenza tutto va a ramengo.
Poi per carita' come ripeto siamo tutti diversi e per ognuno il sistema puo essre diverso,l'importante e risucire a trovarne uno che funzioni.
Comunque credo che albe si riferisca alla scusa che danno i giocatori che non hanno raggiunto una buona maturita tecnica, e che danno colpe alla testa dove invece le colpe sono da ricercare altrove.
Probabilmente e credo quasi certamente per arrivare ai vertici tecnica a parte la testa "puo" fare la differenza,Nadal e Serena sono due lottatori nati e dotati di un fisico furi dalla norma che uniti alla mentalita' che hanno probabilmente sarebbero riusciti a diventare grandi in qualsiasi altro tipo di sport.Il discorso di Seppi credo sia differente,come deve giocare i punti importanti credo che lo sappia bene,certamente non e dotato di un fisico ai livelli di Nadal o di altri giocatori del ranking , cosa bisognerebbe capire e se con un attitudine mentale piu positiva riuscirebbe a vincere qualcosa in piu oppure il suo livello tecnico,fisico e tale da non permettergli di arrivare piu in alto..................
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Messaggio Da wetton76 il Gio 16 Set 2010, 14:50

correnelvento ha scritto:
...
Giocare con coraggio e determinazione i punti importanti segnano la differenza tra il buon giocatore ed il campione.

Ed anche a livello basso... tenere LOS COJONES fa una GRANDISSIMA differenza.
...

Concordo pienamente, ammesso che cmq si abbia una tecnica adeguata al livello dell'avversario, questo non dimentichiamolo. Di questo me ne rendo conto quando a volte mi capita di giocare con qualche ragazza/signora e proviamo a fare la partita ... riesco a vincere anche non pensando minimamente ad una tattica o altro!
Invece quando il livello è un po' più alto allora bisognerebbe togliersi la cappa di piombo che uno potrebbe avere sopra la testa e giocare sciolti e determinati allo stesso tempo.
Le volte che riesco a vincere dei set è quando veramente sono in pace con me stesso e non sono disturbato da altri pensieri. Il segreto è proprio questo: avere la mente completamente sgombra!!!

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Messaggio Da LaRana il Gio 16 Set 2010, 14:55

wetton76 ha scritto:Il segreto è proprio questo: avere la mente completamente sgombra!!!


Oggi la mia mente era sgombrissima, ma sono stato sovrastato tecnicamente dal mio avversario con un bel 61 62. test contro il n1 del circolo miseramente fallito :-)
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