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Messaggio Da correnelvento il Gio 30 Gen - 11:29

Prendo spunto da questo argomento, preso dal post sugli AO, per non andare fuori tema...

Re: Australian Open


Riki66: Giocare in totale decontrazione puntando più sulla qualità di sicuro lo ha aiutato. Ma questa é una scelta.

Correnelvento: Mi sento di contestare questa affermazione: ovviamente giocare di talento è meno stressante, ma incide MOLTO meno (imo) dalla qualità del proprio fisico.

Quello che scrive Riki, ovviamente è vero: giocare in "decontrazione" e fluidi è meno stressante per le articolazioni.

Io ritengo però che la predispozione personale ed il tipo di fisico/tendini/articolazioni.

Voglio fare un paragone personale, riferito alla moltitudine di coetanei che ho incontrato sui campi.

Una piccola descrizione sul mio "modus operandi":

- Gioco un tennis in totale mancanza di fluidità, muscolare, faticoso, con grandi torsioni
- Per tipo di gioco devo correre e spendere moltissimo
- Non ho mai fatto corsa fine a se stessa
- Non ho mai fatto in vita mia stretching
- Non mi sono mai scaldato prima di una partita: 5 min (scarsi) di palleggio) e via partita

Tutto questo da 40 anni.

Insomma: il libro degli orrori della prevenzione, il manuale di come farsi male ed avere infortuni.

Invece, in 40 anni di (brutto) tennis (ora ho 58 anni), fatto di lacrime e sangue in campo non ho mai avuto un cazzo di infortunio, salvo una distorsione alla caviglia quando mi impuntai in un montarozzo di terra bagnata dopo la pioggia.

Invece ho molti amici/avversari/conoscenti che, pur giocando un tennis più sciolto del mio, attenti alla prevenzione, accurati nel riscaldamento, nello stretching ed ogni precauzione per evitare infortuni, sono letteralmente martoriati da stiramenti, problemi alle ginocchia, contratture, gomiti infiammati, cuffie dei rotatori a bagasce... e chi più ne ha più nè metta.

Tutto questo, che cosa è, se non PURA FORTUNA, se non quella di avere un fisico poco predisposto agli infortuni?

Come dicevo a Riki, in ogni sport ci sono atleti di vertice che hanno carriere costellate da infortuni, ed altri che non ne vengono minimamente toccati.

Tutti loro hanno alimentazioni mirate, staff di medici, fisioterapisti e preparatori atletici ai massimi livelli... ma continuiamo a vedere grandi differenze da chi è predisposto ad infortuni, e chi no.

Tutto questo, a mio modesto parere.
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Messaggio Da miguel il Gio 30 Gen - 12:42

come diceva il calciatore "sono completamente d'accordo a metà col mister"
sicuramente c'è una base legata alla predisposizione agli infortuni, pero' nel tuo caso particolare, è vero che ti scaldi poco e male, hai un tennis non fluido etc etc... ma hai una condizione fisica/atletica che molta gente con venti anni in meno si sogna. vai in palestra, curi l'alimentazione: questi particolari contano molto più che farsi una corsetta e due piegamenti prima di ogni match e non fare altro durante la settimana
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Messaggio Da correnelvento il Gio 30 Gen - 13:46

Sicuramente sto fisicamente meglio di tanta gente più giovane.

Ma quello che spiego succedeva anche tanti anni fa, quando ero più giovane.

Considera che ho iniziato a fare palestra a 35 anni...

Al mio circolo ci sta un 3.5 di 61 anni con cui ho fatto tante battaglie, che non ha mai fatto palestra/corsa/preparazione/alimentazione che non si è MAI infortunato, corre tantissimo, e gioca più ore di me...
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Messaggio Da ace59 il Gio 30 Gen - 14:19

credo anche io che la genetica , per degli amatori quali siamo , sia molto importante , di sicuro di più che per dei professionisti superallenati e seguiti quotidianamente da medici e fiosioterapisti
se guardo alla mia esperienza , che mi riguarda direttamente o per quello che vedo dagli amici con cui gioco , in realtà di eventi traumatici legati al tennis non ne ho visti molti
qualche episodio di epicondilite , mal di schiena ma poco altro
alla fin fine forse al nostro livello ( due o tre ore la settimana) il tennis non è poi cosi pericoloso
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Messaggio Da correnelvento il Gio 30 Gen - 15:01

ace59 ha scritto:credo anche io che la genetica  , per degli amatori quali siamo , sia molto importante , di sicuro di più che per dei professionisti superallenati e seguiti quotidianamente  da medici e fiosioterapisti
se guardo alla mia esperienza , che mi riguarda direttamente o per quello  che vedo dagli amici con cui gioco , in realtà di eventi traumatici legati al tennis non ne ho visti molti
qualche episodio di epicondilite , mal di schiena ma poco altro
alla fin fine forse al nostro livello ( due o tre ore la settimana) il tennis non è poi cosi pericoloso

Pericoloso, no di certo.

Ma se prendi gli over 50 che giocano tanto, e fanno parecchi tornei... vedresti molti "uomini gibaud" con diversi tutori ginocchia, gomiti, schiena...
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Messaggio Da Attila17 il Gio 30 Gen - 15:22

Eccomi!!!! Uomo gibaud presente Very Happy
Cmq vero credo che la genetica sia importante. Come importante l allenamento, fare palestra da 20 anni ti ha aiutato, sia a mantenere il fisico tonico sia a mantenerti in forma fisica senza essere sovrappeso come me per esempio. Poi credo che ci sia fa fare un netto distinguo tra sport, e sport agonistico. Io ho le ginocchia e la schiena a donne di malaffare dovuto principalmente a quello che ho fatto da giovane a livello agonistico. Un conto è giocare, anche tornei ma 2 o 3 volte alla settimana, un conto è allenarsi tutti i giorni almeno 2 ore e più per poi arrivare a gare o partite. Credo che nella seconda ipotesi l infortunio sia stranamente più facile perché si porta il fisico ad un punto estremo. Quelli che dici te Giovanni sono super atleti che conoscono perfettamente il loro fisico e sono in grado di sentire il minimo particolare per poi prevenire l infortunio. Credo che questo ascoltare il corpo faccia parte della genetica.
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Messaggio Da correnelvento il Gio 30 Gen - 15:35

Attila17 ha scritto:Eccomi!!!! Uomo gibaud presente Very Happy
Cmq vero credo che la genetica sia importante. Come importante l allenamento, fare palestra da 20 anni ti ha aiutato, sia a mantenere il fisico tonico sia a mantenerti in forma fisica senza essere sovrappeso come me per esempio. Poi credo che ci sia fa fare un netto distinguo tra sport, e sport agonistico.  Io ho le ginocchia e la schiena a donne di malaffare dovuto principalmente a quello che ho fatto da giovane a livello agonistico. Un conto è giocare, anche tornei ma 2 o 3 volte alla settimana, un conto è allenarsi tutti i giorni almeno 2 ore e più per poi arrivare a gare o partite. Credo che nella seconda ipotesi l infortunio sia stranamente più facile perché si porta il fisico ad un punto estremo. Quelli che dici te Giovanni sono super atleti che conoscono perfettamente il loro fisico e sono in grado di sentire il minimo particolare per poi prevenire l infortunio. Credo che questo ascoltare il corpo faccia parte della genetica.

si torna sempre allo stesso discorso: perchè alcuni atleti di alto livello non si infortunano? Ed altri sono martoriati? GENETICA!

Per esempio, per parlare del tuo sport, io gioco a tennis con un tuo coetaneo, campione Italiano di taekwondo a suo tempo.

Lui mi diceva di non aver mai avuto infortuni, a differenza di tanti suoi colleghi.
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Messaggio Da Attila17 il Gio 30 Gen - 15:42

Ci sta, vero. Genetica fondamentale. Se lui ha continuato a mantenere il teakwondo quindi ad allenarsi anche blando o a fare solo lo stretching di sicuro sta bene.
Oltre che il discorso genetico, io poi sono andato a fare football americano e li credo di aver peggiorato le cose, di sicuro nella testa a furia di cascate..... Very Happy
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Messaggio Da correnelvento il Gio 30 Gen - 15:54

Ecco qualcosa di interessante, da Sardanews:


Infortuni muscolari e genetica, stretta correlazione

Genetica e calcio professionistico: l’Università di Cagliari sul podio a Rio de Janeiro. Un successo colto dagli specialisti dell’ateneo nell’ambito di studi innovativi, di forte attualità e al centro delle attenzioni del mondo medico e sportivo. L’Aspetar Award per la miglior ricerca scientifica premia il lavoro del team guidato da Carla Maria Calò. La docente del Disva (Dipartimento di scienze della vita e dell’ambiente) ha coordinato il lavoro che ha visto in prima fila la dottoranda Myosotis Massidda. “Ma hanno collaborato anche i medici del Cagliari calcio, Marco Scorcu e Paolo Cugia, la Juntendo University e la Nippon Sport Science University di Tokyo e la Federazione medico sportiva italiana” precisa la professoressa. In breve, una sintonia di intenti che premia intuito, competenze ed esperienze trasversali. Lo studio presentato su poster al 35esimo congresso mondiale di Medicina dello sport, è ad alto valore aggiunto anche per lo scenario dei lavori: a Rio hanno partecipato 119 associazioni nazionali iscritte alla Federazione internazionale di medicina dello sport e sono state presentate oltre 360 ricerche scientifiche.

RICERCA DI PREGIO. Il progetto ha per obiettivo l’individuazione dei geni responsabili delle variazioni di performance e della predisposizione agli infortuni nei calciatori.
Nato nel 2009, ha per capofila l’Università di Cagliari e procede con la preziosa collaborazione dello staff sanitario del club rossoblù: con la società il dipartimento diretto da Anna Maria Fadda ha formalizzato una convenzione nel 2015. Nel merito, gli studiosi hanno individuato una relazione tra il polimorfismo del gene ACE I/D e gli infortuni muscolari nei calciatori.
La ricerca ha analizzato il dna di oltre 500 calciatori d’élite provenienti dal Cagliari e da squadre top-level giapponesi. Attraverso una meta-analisi si è riscontrata un'associazione significativa tra il genotipo DD e gli infortuni muscolari. Relazione che risulta essere presente a prescindere dalla diversa etnia dei giocatori.
Lo studio evidenzia che i calciatori portatori dell’allele D sembrerebbero protetti dallo sviluppo di lesioni muscolari indotte dalla pratica sportiva in esame.

"Ritengo questo risultato molto importante per il futuro delle Scienze motorie e della Medicina dello sport, che oramai dovrebbe avere uno step obbligato che passa attraverso la genetica. I risultati scientifici ottenuti con le nostre ricerche consentiranno di costruire tabelle di allenamento personalizzate in funzione - rimarca Carla Maria Calò - del patrimonio genetico degli atleti. Tabelle finalizzate ad ottimizzare le prestazioni e ridurre il rischio di infortuni e recidive".

REPUTAZIONE INTERNAZIONALE. “Grazie ai risultati e ai riconoscimenti scientifici ottenuti in campo internazionale, il progetto ha assunto caratteri intercontinentali e vanta collaborazioni di pregi con atenei italiani, giapponesi, australiani, russi, polacchi e lituani. Inoltre - aggiunge la professoressa Calò - siamo procediamo a stretto contatto con centri di eccellenza della Medicina dello sport come l’Aspetar, che ha sede in Qatar, e squadre di calcio. Tra queste, Dinamo Kiev, Torino, la nazionale lituana e vari club militanti nella First-League polacca”. Marco Scorcu e Paolo Cugia rilanciano: “Serviranno ulteriori approfondimenti e ricerche, ma quanto scoperto potrebbe rivelarsi in futuro fondamentale per gli atleti che, grazie a tabelle di allenamento personalizzate, potrebbero migliorare la qualità delle loro prestazioni, evitando infortuni e recidive”. Di fatto, il premio colto a Rio de Janeiro e solo un ulteriore tassello di un percorso scientifico sempre più consolidato. Anche al precedente congresso mondiale di Medicina dello sport tenutosi a Lubiana, la dottoressa Massidda (ricercatrice che opera con un dottorato finanziato dall’Università di Cagliari) ha portato a casa applausi e il riconoscimento per la miglior ricerca scientifica su Poster con lo studio che ha evidenziato una associazione tra il polimorfismo del gene ACTN3 e gli infortuni muscolari nei calciatori. Peraltro, i risultati della ricerca sono stati pubblicati di recente sul Clinical Journal of Sport Medicine.
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Messaggio Da Attila17 il Gio 30 Gen - 15:58

Interessante. Thanx.
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Messaggio Da correnelvento il Gio 30 Gen - 18:34

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Messaggio Da Riki66 il Gio 30 Gen - 19:52

Anche i problemi posturali si possono fissare a livello epigenetico, come pure certi comportamenti se mantenuti almeno 3 anni.
La genetica é un punto di partenza, su cui si innesta il nostro "essere", modificandola e ritrasmettendola, in tempi molto piû rapidi di quello che la genetica darwiniana ci poteva far supporre.
É un hard disk di informazioni passate, su cui si fissano quelle in divenire. Affascinante.
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Messaggio Da Riki66 il Gio 30 Gen - 20:18

Faccio fatica a considerare il singolo gene quando non direttamente collegato ad una malattia che si manifesta matematicamente.
La natura ha selezionato nei millenni combinazioni di geni che funzionano al meglio per quell' individuo... il gene del ginocchio difettoso di Attila per esempio potrebbe essere associato a quello del pisello grosso... Nei calciatori il talento e l' intelligenza spesso si sposano con un fisico piu debole.. vedi Baggio e Van Basten per esempio..
l' uomo è diventato piû intelligente della scimmia per un gene della miosina "difettoso"....
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Messaggio Da marco61 il Ven 31 Gen - 21:22

Riki66 ha scritto:

l' uomo è diventato piû intelligente della scimmia per un gene della miosina "difettoso"....
Immaginavo che l'intelligenza umana nascondesse un difetto genetico, considerando l'uso che ne stiamo facendo.
Ora ne ho avuto la conferma. Tutto sommato credo che alla scimmia sia andata di lusso.

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Messaggio Da st13 il Sab 1 Feb - 13:47

Riki66 ha scritto:... il gene del ginocchio difettoso di Attila per esempio potrebbe essere associato a quello del pisello grosso.....

Riky in sostanza stai dicendo che le ginocchia malandate di Attila Sono causate dal suo enorme pisello che, per via del moto ondulatorio, ha colpito così tante volte le sue articolazioni da causare un'usura precoce?

Tornando Seri, io in 40 non ho mai avuto grossi infortuni a parte una distorsione alla caviglia causata dai maledetti campi in erba sintetica di calcio. Ed anche io non faccio chissà cosa per il mio fisico.... Detto questo, mi tocco le Predisposizione agli infortuni 776930

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Messaggio Da Riki66 il Sab 1 Feb - 13:55

La prima spiegazione mi pare plausibile.
Sul secondo punto quando hai parlato di caviglie per un attimo mi sono spaventato.
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Messaggio Da st13 il Sab 1 Feb - 14:39

Very Happy Very Happy Very Happy

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Messaggio Da correnelvento il Dom 2 Feb - 18:57

Da tennisworlditalia, Borg parla di Roger e Rafa:

https://www.tennisworlditalia.com/tennis/news/Roger_Federer/57379/bjorn-borg-spiega-la-vera-differenza-tra-federer-e-nadal/


"Ci sono giocatori incredibili come Roger Federer e Rafael Nadal che nonostante l’età vogliono giocare e vincere ancora. La differenza tra i due è rappresentata dal fatto che Rafa è stato fermo un bel po’ per diversi infortuni, Roger non ha mai avuto alcun serio infortunio.

Se arrivi a questo punto e puoi sopravvivere giocando senza infortuni, dovresti sentirti molto felice e fortunato”.
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Messaggio Da marco61 il Dom 2 Feb - 22:16

Sono d'accordo, arrivare a 39 anni a questi livelli senza infortuni importanti ci vuole una bella dose di fortuna, e sicuramente anche mancanza di predisposizione. Ad esempio, io probabilmente sono un tantino predisposto visto che sono riuscito a stirarmi mettendomi i calzini negli spogliatoi. Predisposizione agli infortuni 786556
La fortuna però va guadagnata sul campo, e lui ha saputo scegliere le persone giuste che l'hanno seguito durante tutta la sua carriera. Ha avuto un infortunio alla schiena a 32 anni peggiorato per la sua ostinazione a voler continuare a giocare. Dopo un anno l'hanno ributtato in pista fresco come una rosa ed ora sta ancora giocando (quasi) ai suoi livelli più alti. Gli anni purtroppo non si possono arrestare.

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