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Lo scopo nel gioco del Tennis

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Lo scopo nel gioco del Tennis - Pagina 2 Empty Lo scopo nel gioco del Tennis

Messaggio Da Wacos Mar 26 Gen 2021, 12:29

Promemoria primo messaggio :

Prendo spunto dalla discussione sull'aspetto mentale per proporre un nuovo argomento.

Qual'è lo scopo in una partita di tennis?

Complice la Televisione , dove tutto sembra semplice e dove tutto è molto spettacolarizzato, è diffusa l'idea che in una partita di tennis, lo scopo ultimo sia quello di giocare un colpo che risulti vincente.

Può essere una cannonata da fondo, può essere una volee, può essere un ace, può essere una smorzata...

La verità è che è questa visione è completamente errata e totalmente fuorviante, ed è la responsabile di sonore sconfitte e del diffuso disprezzo verso i cosiddetti pallettari.

Il tennis è piuttosto una gara a chi fa sbagliare l'avversario per primo.

Il vincente NON ESISTE. E' un prodotto mentale, una proiezione del nostro ego che ci fa credere di essere i responsabili del punto che abbiamo appena portato a casa.

Il colpo vincente è infatti tale solamente perché l'avversario non è stato in grado di arrivarci, e questo dipende per il 90% dalle abilità dell'avversario, non dalle nostre.

Lo scopo ultimo quindi passa da "cercare di fare il punto" a : "cercare di far sbagliare l'avversario, mentre si evita di sbagliare a nostra volta"

Quindi chiedo a voi: come fate o come vorreste fare per soddisfare tale nuova esigenza?











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Messaggio Da Ospite Mer 27 Gen 2021, 07:30

Tornando a bomba in topic:

Lo scopo del tennis è quello di praticare una forma di attività fisica appagante, divertente ed impegnativa.

Quella di socializzare in un ambiente "pulito".

Di sfidarsi in una competizione, per basso sia il livello.

Perché sia chiaro: la competizione, la lotta, il duello (seppur figurato) è impresso a chiare lettere nel nostro DNA.

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Messaggio Da Ospite Mer 27 Gen 2021, 07:39

@squalo714 ha scritto:
correnelvento ha scritto:
@squalo714 ha scritto:
Ma son proprio quelli i colpi per cui giochiamo le partite, ok se si vince meglio ma giocare una partita solo a buttarla di la' cercando di non sbagliare non lo chiamerei tennis.

Squalo, con tutto il rispetto (e ne ho tanto, nei tuoi confronti) non concordo.

Parliamo della nostra ultima bella Réunion:

Non eri in forma, e hai giocato con Rafa... Eri sotto di 1-4 e stavi giocando male.
Cosa hai fatto, per vincere (con merito) il set?
Hai remato con palletta tirando piano: non ho visto né gioco brillante, tantomeno vincenti.

Stando a quello che hai scritto sopra "non lo chiameresti tennis".

Invece era tennis, eccome!

Hai fatto la cosa giusta, con quello che avevi.

Se tu avessi provato "i vincenti" o "il gioco brillante" Rafa ti avrebbe preso il set.

Hai perfettamente ragione. Ho provato a fare gioco i primi games e non mi riusciva niente e quindi ho cercato di sbagliare meno possibile.
L'ho fatto perché era un incontro a squadre e per rispetto dei miei compagni ho cercato di portare il punto.
Per carità eravamo lì per divertirci e magari qualcuno potrà trovarlo fuori luogo ma l'"agonista" che é in me purtroppo reagisce così.
Alla reunion precedente in cui ero un po' più allenato credo di aver giocato in modo diverso.

Guarda che la mia NON era una critica!

Anzi...

Insieme a Miguel sei quello che gioca meglio...

Voglio dire che, in partita, ci sono situazioni che impongono al giocatore di essere umile.

Tu lo hai fatto giustamente.

In passato hai scritto che alcune volte in torneo hai remato da fondo, snaturando il tuo gioco per vincere.

Ed è giusto nell'ottica di una partita.

Ciò, a qualsiasi livello, distingue il giocatore dal "colpitore a caso di palle".

Poi è ovvio che ognuno faccia ciò che meglio crede in mezzo al campo.

Ci mancherebbe!

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Messaggio Da marco61 Mer 27 Gen 2021, 08:19

Ciao vet, è sempre un grande piacere ritrovarti tra noi.
Tornando al succo della discussione, lo scopo del tennis inteso come sport agonistico è, per dirla alla Riccardo Piatti, creare problemi all’avversario.
Mi piace paragonare il tennis alla boxe. Nel pugilato prima cosa è cercare di prenderne il meno possibile, che rapportato al tennis sarebbe ributtare la palla dall’altra parte. Però è anche importante, al momento opportuno, assestare qualche pugno ben dato (che sarebbero i vincenti del tennis).
C’è chi come ace59 privilegia lo scontro diretto: non importa quanti ne prendo ma qualche mazzata sul grugno te la voglio rifilare. E c’è chi come marco61 corre intorno al ring cercando di prenderne il meno possibile, e magari al momento opportuno ti piazza l’ace o la smorzatina e porta a casa il round (pardon, il game).
Ma i vincenti esistono eccome, così come esistono i ganci, gli uppercut e via discorrendo.
Ovvio che lo scopo principale, nel tennis agonistico, è vincere il match e che spesso, per non dire sempre, ai nostri livelli vince chi sbaglia meno. Però un ace, un dritto da fondo a tutto braccio o la smorzatina che mi portano il punto direttamente restano comunque dei vincenti, giocati ovviamente in funzione di chi ti trovi di fronte.


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Messaggio Da Ospite Mer 27 Gen 2021, 08:27

Marco: alla fine -secondo me- si interpreta male ciò che dice Vet (ed io e Wacos).

Il vincente è ovvio che esista, ma deve essere la conseguenza di quanto hai "costruito" prima, creandoti il tempo/spazio corretto.

Tirare una pallata a tutto braccio durante uno scambio normale, col tuo avversario ben posizionato, non è a mio parere un vincente: è una cazzata tennistica (anche se hai fatto il punto).

È lecito farlo? Certo che sì, perbacco.

È lecito, a briscola, quando comanda cuori, buttare il tre di cuori DOPO che l'avversario ha calato l'asso di cuori?

Si, è lecito, ma è una cazzata.

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Messaggio Da Riki66 Mer 27 Gen 2021, 08:39

anche prima, se non sei ultimo di mano


Se la rete fosse più vicina... ci andrei più spesso! drunken
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Messaggio Da squalo714 Mer 27 Gen 2021, 09:39

correnelvento ha scritto:
@squalo714 ha scritto:
correnelvento ha scritto:
@squalo714 ha scritto:
Ma son proprio quelli i colpi per cui giochiamo le partite, ok se si vince meglio ma giocare una partita solo a buttarla di la' cercando di non sbagliare non lo chiamerei tennis.

Squalo, con tutto il rispetto (e ne ho tanto, nei tuoi confronti) non concordo.

Parliamo della nostra ultima bella Réunion:

Non eri in forma, e hai giocato con Rafa... Eri sotto di 1-4 e stavi giocando male.
Cosa hai fatto, per vincere (con merito) il set?
Hai remato con palletta tirando piano: non ho visto né gioco brillante, tantomeno vincenti.

Stando a quello che hai scritto sopra "non lo chiameresti tennis".

Invece era tennis, eccome!

Hai fatto la cosa giusta, con quello che avevi.

Se tu avessi provato "i vincenti" o "il gioco brillante" Rafa ti avrebbe preso il set.

Hai perfettamente ragione. Ho provato a fare gioco i primi games e non mi riusciva niente e quindi ho cercato di sbagliare meno possibile.
L'ho fatto perché era un incontro a squadre e per rispetto dei miei compagni ho cercato di portare il punto.
Per carità eravamo lì per divertirci e magari qualcuno potrà trovarlo fuori luogo ma l'"agonista" che é in me purtroppo reagisce così.
Alla reunion precedente in cui ero un po' più allenato credo di aver giocato in modo diverso.

Guarda che la mia NON era una critica!

Anzi...

Insieme a Miguel sei quello che gioca meglio...

Voglio dire che, in partita, ci sono situazioni che impongono al giocatore di essere umile.

Tu lo hai fatto giustamente.

In passato hai scritto che alcune volte in torneo hai remato da fondo, snaturando il tuo gioco per vincere.

Ed è giusto nell'ottica di una partita.

Ciò, a qualsiasi livello, distingue il giocatore dal "colpitore a caso di palle".

Poi è ovvio che ognuno faccia ciò che meglio crede in mezzo al campo.

Ci mancherebbe!

Non sono di certo un martello da fondocampo, non lo sono mai stato del resto e soprattutto su terra ho sempre dovuto adattare il mio gioco se volevo cercare di vincere la partita.
I "vincenti" di cui parlo nel mio caso sono il servizio, la volee, il dropshot e il passante se vengo attaccato.
Ecco, questi sono i colpi per cui gioco a tennis e che mi fan divertire se riescono. Poi certo, non ho mai giocato per perdere,se le cose van male si fa di necessità virtù e si cerca di portare il match a casa in altri modi.
Vedere un mio compagno che magari in un match a squadre gioca a tutta sui teloni o che non corre perché non ne ha voglia mi ha sempre fatto imbufalire.
Certamente in tutti i tornei e campionati che ho fatto mi è toccato remare a volte, fortunatamente non spesso, (solo su terra, sul duro non avrebbe senso) unicamente per cercare di vincere, non mi sono divertito ma ho sempre pensato che se vincevo quella partita magari al turno dopo sarei riuscito a fare il mio gioco e per esperienza quasi sempre era così, vedo e ho visto tanta gente continuare imperterrita a fare il proprio gioco rassegnandosi alla sconfitta ma qui si parla di tattica e si va OT.
Poi chiaramente ogni caso é soggettivo, ognuno prende lo sport e in questo caso il tennis come meglio crede..


..e riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante. (cit. Tiziano Ferro)
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Messaggio Da Rafapaul Mer 27 Gen 2021, 10:34

correnelvento ha scritto:Il vincente, ai nostri livelli (infimi) esiste SOLO quando uno gioca contro un avversario molto più scarso.

Altrimenti sono pallate tirate a tutto braccio ad occhi chiusi alla "spera in Dio"...
con una percentuale di riuscita di una su dieci (se va bene).

Quindi non sono vincenti, sono "colpi kamikaze" pirat

E, nel rarissimo caso in cui non lo fossero (colpi kamikaze)  sono del tutto IRRILEVANTI nell'esito della partita, perché statisticamente tendenti allo zero.

Sono d'accordo a metà.........mi spiego.
Gioco molto spesso con mio cognato , mancino 13-14 anni in meno di me, ora 3.5 ma due anni fa 3.3 , set sempre molto lottati , gli ultimi 3 teminati sempre al tie break.


Ultimamente , diciamo dalla scorsa estate , cerco molto di più la rete ad ogni set farò almeno 7-8 punti con lo smash o con la volee , non sono dei vincenti ?



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Messaggio Da Ospite Mer 27 Gen 2021, 10:55

No
È costruzione di gioco
Ti sei creato lo spazio/tempo
Hai attaccato quando dovevi,c'è hai fatto (giustamente) il punto.

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Messaggio Da Matteo1970 Mer 27 Gen 2021, 11:07

@Wacos ha scritto:Prendo spunto dalla discussione sull'aspetto mentale per proporre un nuovo argomento.

Qual'è lo scopo in una partita di tennis?

Complice la Televisione , dove tutto sembra semplice e dove tutto è molto spettacolarizzato, è diffusa l'idea che in una partita di tennis, lo scopo ultimo sia quello di giocare un colpo che risulti vincente.

Può essere una cannonata da fondo, può essere una volee, può essere un ace, può essere una smorzata...

La verità è che è questa visione è completamente errata e totalmente fuorviante, ed è la responsabile di sonore sconfitte e del diffuso disprezzo verso i cosiddetti pallettari.

Il tennis è piuttosto una gara a chi fa sbagliare l'avversario per primo.

Il vincente NON ESISTE. E' un prodotto mentale, una proiezione del nostro ego che ci fa credere di essere i responsabili del punto che abbiamo appena portato a casa.

Il colpo vincente è infatti tale solamente perché l'avversario non è stato in grado di arrivarci, e questo dipende per il 90% dalle abilità dell'avversario, non dalle nostre.

Lo scopo ultimo quindi passa da "cercare di fare il punto" a : "cercare di far sbagliare l'avversario, mentre si evita di sbagliare a nostra volta"

Quindi chiedo a voi: come fate o come vorreste fare per soddisfare tale nuova esigenza?



E' un punto di vista interessante.

Lasciamo stare la logica "il vincente esiste/non esiste" , che credo sia legato al vincente da fondo campo.

Di certo abbiamo due aspetti. Cosa si deve fare per vincere in assoluto a livello teorico nel tennis, oppure cosa vogliamo noi dal tennis.

Il primo caso, è una cosa puramente accademica. Credo sia corretto il tuo ragionamento in partenza finchè la tecnica individuale e l'attitudine non permette una diversa evoluzione.

Nel secondo caso, specie per noi fuori età, fuori scuola tennis, è una questione di scelte. C'è chi vuole vincere, classificarsi, etcc.. , lo capisco e li ammiro. C'è chi vuole inseguire unicamente il proprio divertimento individuale e non sacrificherebbe il suo tipo di gioco. Io non giocherei mai per indole e attitudine a non sbagliare. Non dico sia giusta la mia scelta o che sia l'unica, ma semplicemente che non io mi divertirei. Va da se che si debba accettare limiti e problemi della scelta. Io personalmente lavoro (o cerco di lavorare) per migliorare, ma senza snaturare il mio gioco. La mia partita è sempre contro me stesso, se finita la partita sono soddisfatto di ciò che ho espresso in campo, sono contento si anche abbia vinto sia che abbia perso.


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Messaggio Da Rafapaul Mer 27 Gen 2021, 11:08

correnelvento ha scritto:No
È costruzione di gioco
Ti sei creato lo spazio/tempo
Hai attaccato quando dovevi,c'è hai fatto (giustamente) il punto.

ci sta .
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Messaggio Da Wacos Mer 27 Gen 2021, 11:21

@Rafapaul ha scritto:
correnelvento ha scritto:Il vincente, ai nostri livelli (infimi) esiste SOLO quando uno gioca contro un avversario molto più scarso.

Altrimenti sono pallate tirate a tutto braccio ad occhi chiusi alla "spera in Dio"...
con una percentuale di riuscita di una su dieci (se va bene).

Quindi non sono vincenti, sono "colpi kamikaze" pirat

E, nel rarissimo caso in cui non lo fossero (colpi kamikaze)  sono del tutto IRRILEVANTI nell'esito della partita, perché statisticamente tendenti allo zero.

Sono d'accordo a metà.........mi spiego.
Gioco molto spesso con mio cognato , mancino 13-14 anni in meno di me, ora 3.5 ma due anni fa 3.3 , set sempre molto lottati , gli ultimi 3 teminati sempre al tie break.


Ultimamente , diciamo dalla scorsa estate , cerco molto di più la rete  ad ogni set farò almeno  7-8 punti con lo smash o con  la volee , non sono dei vincenti ?


Certo che sono stati dei colpi vincenti, ma lo sono solo dopo che il tuo avversario non ci è arriva... non lo sono per definizione: lo smash lo puoi benissimo infossare a rete, sparare fuori, tirarlo nella parte sbagliata del campo e farti passare.

Quindi cosa ti direbbe un maestro che ti deve allenare sullo smash?

Ti direbbe innanzitutto di cercare il piazzamento, che tradotto significa "metti la palla in una zona del campo dove , probabilmente, l'avversario non ci può arrivare", che corrisponde al concetto di "fai sbagliare l'avversario".

Perché non è mica scontato che l'avversario non prenda il tuo smash...

Questo non vuol dire fare uno smash a mozzarella, vuol dire che dovresti giocarlo alla tua pesonale velocità che ti consente di piazzarlo nella zona corretta e non sbagliarlo.

Quanto veloce debba essere, dipende dalle abilità tecniche di ognuno di noi.

Meno un colpo lo sappiamo fare e meno ha senso spingere a caso.







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Messaggio Da squalo714 Mer 27 Gen 2021, 11:31

correnelvento ha scritto:No
È costruzione di gioco
Ti sei creato lo spazio/tempo
Hai attaccato quando dovevi,c'è hai fatto (giustamente) il punto.

Scusa Giovanni, io ho giocato contro di te.
Tu sei un regolarista, ricordo che più di una volta con le tue geometrie sei riuscito ad aprirti il campo per poi non farmi toccare la palla, se quelli non son vincenti cosa sono?
Mi dirai che se c'era un altro la prendeva, certo ma allora davvero si può parlare solo di costruzione di gioco in ogni situazione e davvero il vincente non esiste, dipende solo dall'avversario.


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Messaggio Da Wacos Mer 27 Gen 2021, 11:32

@Matteo1970 ha scritto:
@Wacos ha scritto:Prendo spunto dalla discussione sull'aspetto mentale per proporre un nuovo argomento.

Qual'è lo scopo in una partita di tennis?

Complice la Televisione , dove tutto sembra semplice e dove tutto è molto spettacolarizzato, è diffusa l'idea che in una partita di tennis, lo scopo ultimo sia quello di giocare un colpo che risulti vincente.

Può essere una cannonata da fondo, può essere una volee, può essere un ace, può essere una smorzata...

La verità è che è questa visione è completamente errata e totalmente fuorviante, ed è la responsabile di sonore sconfitte e del diffuso disprezzo verso i cosiddetti pallettari.

Il tennis è piuttosto una gara a chi fa sbagliare l'avversario per primo.

Il vincente NON ESISTE. E' un prodotto mentale, una proiezione del nostro ego che ci fa credere di essere i responsabili del punto che abbiamo appena portato a casa.

Il colpo vincente è infatti tale solamente perché l'avversario non è stato in grado di arrivarci, e questo dipende per il 90% dalle abilità dell'avversario, non dalle nostre.

Lo scopo ultimo quindi passa da "cercare di fare il punto" a : "cercare di far sbagliare l'avversario, mentre si evita di sbagliare a nostra volta"

Quindi chiedo a voi: come fate o come vorreste fare per soddisfare tale nuova esigenza?



E' un punto di vista interessante.

Lasciamo stare la logica "il vincente esiste/non esiste" , che credo sia legato al vincente da fondo campo.

Di certo abbiamo due aspetti. Cosa si deve fare per vincere in assoluto a livello teorico nel tennis, oppure cosa vogliamo noi dal tennis.

Il primo caso, è una cosa puramente accademica. Credo sia corretto il tuo ragionamento in partenza finchè la tecnica individuale e l'attitudine non permette una diversa evoluzione.

Nel secondo caso, specie per noi fuori età, fuori scuola tennis, è una questione di scelte. C'è chi vuole vincere, classificarsi, etcc.. , lo capisco e li ammiro. C'è chi vuole inseguire unicamente il proprio divertimento individuale e non sacrificherebbe il suo tipo di gioco. Io non giocherei mai per indole e attitudine a non sbagliare. Non dico sia giusta la mia scelta o che sia l'unica,  ma semplicemente che non io mi divertirei. Va da se che si debba accettare limiti e problemi della scelta. Io personalmente lavoro (o cerco di lavorare) per migliorare, ma senza snaturare il mio gioco. La  mia partita è sempre contro me stesso, se finita la partita sono soddisfatto di ciò che ho espresso in campo, sono contento si anche abbia vinto sia che abbia perso.



Si Matteo tutto condivisibile, ma parti da un presupposto errato.
Giocare "sicuro" non vuol dire giocare piano, ne tantomeno pallettare a fondocampo.

Puoi essere il più aggressivo giocatore del triveneto, e giocare "sicuro" ugualmente.

Ti faccio un esempio pratico: tiri un gran rovescio incrociato e il tuo avversario non può far altro che metterci la racchetta e rimandare di la una palletta senza peso a 1 metro dalla rete e vicino al paletto destro del campo.

A questo punto due sono le strade:

1) Nel primo caso ti cresce il pelo sul collo, cominci a sbuffare come un bufalo inferocito ti lanci verso la rete senza nemmeno preparare il colpo e cacci una cannonata a 200 km/h senza nemmeno sapere dove , perché quello che vuoi ottenere è fare un bel buco per terra, e sentire lo schiocco della palla nello sweetspot.
Orgasmo puro.

2) Ti cresce sempre il pelo sul collo e ti lanci sempre verso la rete MA: siccome sai benissimo che il tuo avversario è fuori posizione e hai una prateria di campo aperto alla tua sinistra, cerchi di arrivare sulla palla con i piedi messi bene, e la fai pure scendere il giusto se serve, e chiudi il punto con un incrociato stretto di dritto a 30 km/h, su cui l'avversario non potrà MAI arrivarci.

Alla fine della fiera sono sempre due colpi vincenti, solo che nel primo caso il rischio che ti stai prendendo è troppo alto e probabilmente lo sbagli perché vai fuori giri, nel secondo invece ti stai dando una mano e stai facendo il possibile per portare a casa il punto.

Non mi sembra che sia una brutta prospettiva


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Messaggio Da Matteo1970 Mer 27 Gen 2021, 12:05

@Wacos ha scritto:
@Matteo1970 ha scritto:
@Wacos ha scritto:Prendo spunto dalla discussione sull'aspetto mentale per proporre un nuovo argomento.

Qual'è lo scopo in una partita di tennis?

Complice la Televisione , dove tutto sembra semplice e dove tutto è molto spettacolarizzato, è diffusa l'idea che in una partita di tennis, lo scopo ultimo sia quello di giocare un colpo che risulti vincente.

Può essere una cannonata da fondo, può essere una volee, può essere un ace, può essere una smorzata...

La verità è che è questa visione è completamente errata e totalmente fuorviante, ed è la responsabile di sonore sconfitte e del diffuso disprezzo verso i cosiddetti pallettari.

Il tennis è piuttosto una gara a chi fa sbagliare l'avversario per primo.

Il vincente NON ESISTE. E' un prodotto mentale, una proiezione del nostro ego che ci fa credere di essere i responsabili del punto che abbiamo appena portato a casa.

Il colpo vincente è infatti tale solamente perché l'avversario non è stato in grado di arrivarci, e questo dipende per il 90% dalle abilità dell'avversario, non dalle nostre.

Lo scopo ultimo quindi passa da "cercare di fare il punto" a : "cercare di far sbagliare l'avversario, mentre si evita di sbagliare a nostra volta"

Quindi chiedo a voi: come fate o come vorreste fare per soddisfare tale nuova esigenza?



E' un punto di vista interessante.

Lasciamo stare la logica "il vincente esiste/non esiste" , che credo sia legato al vincente da fondo campo.

Di certo abbiamo due aspetti. Cosa si deve fare per vincere in assoluto a livello teorico nel tennis, oppure cosa vogliamo noi dal tennis.

Il primo caso, è una cosa puramente accademica. Credo sia corretto il tuo ragionamento in partenza finchè la tecnica individuale e l'attitudine non permette una diversa evoluzione.

Nel secondo caso, specie per noi fuori età, fuori scuola tennis, è una questione di scelte. C'è chi vuole vincere, classificarsi, etcc.. , lo capisco e li ammiro. C'è chi vuole inseguire unicamente il proprio divertimento individuale e non sacrificherebbe il suo tipo di gioco. Io non giocherei mai per indole e attitudine a non sbagliare. Non dico sia giusta la mia scelta o che sia l'unica,  ma semplicemente che non io mi divertirei. Va da se che si debba accettare limiti e problemi della scelta. Io personalmente lavoro (o cerco di lavorare) per migliorare, ma senza snaturare il mio gioco. La  mia partita è sempre contro me stesso, se finita la partita sono soddisfatto di ciò che ho espresso in campo, sono contento si anche abbia vinto sia che abbia perso.



Si Matteo tutto condivisibile, ma parti da un presupposto errato.
Giocare "sicuro" non vuol dire giocare piano, ne tantomeno pallettare a fondocampo.

Puoi essere il più aggressivo giocatore del triveneto, e giocare "sicuro" ugualmente.

Ti faccio un esempio pratico: tiri un gran rovescio incrociato e il tuo avversario non può far altro che metterci la racchetta e rimandare di la una palletta senza peso a 1 metro dalla rete e vicino al paletto destro del campo.

A questo punto due sono le strade:

1) Nel primo caso ti cresce il pelo sul collo, cominci a sbuffare come un bufalo inferocito ti lanci verso la rete senza nemmeno preparare il colpo e cacci una cannonata a 200 km/h senza nemmeno sapere dove , perché quello che vuoi ottenere è fare un bel buco per terra, e sentire lo schiocco della palla nello sweetspot.
Orgasmo puro.

2) Ti cresce sempre il pelo sul collo e ti lanci sempre verso la rete MA: siccome sai benissimo che il tuo avversario è fuori posizione e hai una prateria di campo aperto alla tua sinistra, cerchi di arrivare sulla palla con i piedi messi bene, e la fai pure scendere il giusto se serve, e chiudi il punto con un incrociato stretto di dritto a 30 km/h, su cui l'avversario non potrà MAI arrivarci.

Alla fine della fiera sono sempre due colpi vincenti, solo che nel primo caso il rischio che ti stai prendendo è troppo alto e probabilmente lo sbagli perché vai fuori giri, nel secondo invece ti stai dando una mano e stai facendo il possibile per portare a casa il punto.

Non mi sembra che sia una brutta prospettiva

Hai ragione Alberto, il mio discorso è puramente contestualizzato a noi pippe. Giocare in sicurezza ovvio non è squisitamente mettersi a pallettare, ma semplicemente non forzare le soluzioni. Corretto.

Intendevo solo che per attitudine c'è chi preferisce rischiare perché semplicemente è la sua indole. Ovvio per il tennis magari porta meno risultati (vittorie , classifiche) ma ha diverse soddisfazioni personali. E' una questione di attitudine e di obiettivi personali.

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Messaggio Da Ospite Mer 27 Gen 2021, 12:05

@Wacos ha scritto:


Giocare "sicuro" non vuol dire giocare piano, ne tantomeno pallettare a fondocampo.

Puoi essere il più aggressivo giocatore del triveneto, e giocare "sicuro" ugualmente.

Ecco, finalmente il nocciolo della questione in una frase.

La più grande, errata (ma al contempo diffusa) convinzione del 90% dei tennisti da circolo è che giocare sicuro equivalga a tirare piano e rimettere la palla.

ERRORE MADORNALE!

Quando gioco con un istruttore 3.1 (forte) del mio circolo, gioca con me come in partita vera (ovviamente mi pialla) e gioca nel modo più sicuro del mondo.

Incrocia a 2 MT dal fondo e dalla linea laterale, carico e pesante.

Non rischia un cazzo.

Quando accorcio, cosa che accade regolarmente, entra carico sul lungo riga e mi fotte.

Semplice, no?

Rischia? Ma neanche per niente.

Gioca sicuro? Alla grande!

E lo stesso lo fa con i suoi pari, solo che l'apertura di campo avviene (ovviamente) con più difficoltà.

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Messaggio Da Matteo1970 Mer 27 Gen 2021, 12:25

correnelvento ha scritto:
@Wacos ha scritto:


Giocare "sicuro" non vuol dire giocare piano, ne tantomeno pallettare a fondocampo.

Puoi essere il più aggressivo giocatore del triveneto, e giocare "sicuro" ugualmente.

Ecco, finalmente il nocciolo della questione in una frase.

La più grande, errata (ma al contempo diffusa) convinzione del 90% dei tennisti da circolo è che giocare sicuro equivalga a tirare piano e rimettere la palla.

ERRORE MADORNALE!

Quando gioco con un istruttore 3.1 (forte) del mio circolo, gioca con me come in partita vera (ovviamente mi pialla) e gioca nel modo più sicuro del mondo.

Incrocia a 2 MT dal fondo e dalla linea laterale, carico e pesante.

Non rischia un cazzo.

Quando accorcio, cosa che accade regolarmente, entra carico sul lungo riga e mi fotte.

Semplice, no?

Rischia? Ma neanche per niente.

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E lo stesso lo fa con i suoi pari, solo che l'apertura di campo avviene (ovviamente) con più difficoltà.

Verissimo, mi capita la stessa cosa. Infatti io non parlavo di pallettare per giocare "sicuro", ma semplicemente di non rischiare giocando un colpo di cui non possediamo la capacità di eseguirlo con altissima percentuale di riuscita.
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Messaggio Da Ospite Mer 27 Gen 2021, 12:32

Mat: non mi riferivo a te... ho capito il tuo punto di vista: lo hai spiegato bene.

Prendevo spunto dalla bella considerazione di Wacos per un discorso generale...

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Messaggio Da Matteo1970 Mer 27 Gen 2021, 13:26

correnelvento ha scritto: lo hai spiegato bene.


sono commosso... Wink

scherzi a parte, ultimamente essere chiaro non mi riesce così bene....

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Messaggio Da veterano Mer 27 Gen 2021, 13:40

@marco61 ha scritto:Ciao vet, è sempre un grande piacere ritrovarti tra noi.
Tornando al succo della discussione, lo scopo del tennis inteso come sport agonistico è, per dirla alla Riccardo Piatti, creare problemi all’avversario.
Mi piace paragonare il tennis alla boxe. Nel pugilato prima cosa è cercare di prenderne il meno possibile, che rapportato al tennis sarebbe ributtare la palla dall’altra parte. Però è anche importante, al momento opportuno, assestare qualche pugno ben dato (che sarebbero i vincenti del tennis).
C’è chi come ace59 privilegia lo scontro diretto: non importa quanti ne prendo ma qualche mazzata sul grugno te la voglio rifilare. E c’è chi come marco61 corre  intorno al ring cercando di prenderne il meno possibile, e magari al momento opportuno ti piazza l’ace o la smorzatina e porta a casa il round (pardon, il game).
Ma i vincenti esistono eccome, così come esistono i ganci, gli uppercut e via discorrendo.
Ovvio che lo scopo principale, nel tennis agonistico, è vincere il match e che spesso, per non dire sempre, ai nostri livelli vince chi sbaglia meno. Però un ace, un dritto da fondo a tutto braccio o la smorzatina che mi portano il punto direttamente restano comunque dei vincenti, giocati ovviamente in funzione di chi ti trovi di fronte.
Ciao Marco,
praticamente il succo sta nel capire che quel vincente me lo devo creare, non deve essere una forzatura ma deve essere giocato con logica.
non posso considerare un vincente anche se praticamente lo e', un colpo a tutto braccio che mi riesce da tre metri fuori dal campo in una situazione di stallo o complicata,ma un colpo di culo che probailmente si ripetera' una volta su 20.
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Messaggio Da miguel Mer 27 Gen 2021, 14:39

vado un attimo Ot ma volevo chiedere una cosa a Vet ma le opinioni di tutti son benvenute. ok le diagonali ma ai nostri livelli puo' essere una soluzione giocare lungo in mezzo al campo in modo da non dare angolo alcuno all'avversario ed entrare quando questo accorcia ( un po' come giocano le donne) ?
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Messaggio Da Wacos Mer 27 Gen 2021, 14:55

@miguel ha scritto:vado un attimo Ot ma volevo chiedere una cosa a Vet ma le opinioni di tutti son benvenute. ok le diagonali ma ai nostri livelli puo' essere una soluzione giocare lungo in mezzo al campo in modo da non dare angolo alcuno all'avversario ed entrare quando questo accorcia ( un po' come giocano le donne) ?

edit.
Avevo capito male la domanda.

Comunque si, ma deve essere una palla fastidiosa altrimenti dal centro stai dando all'avversario la possibilità di aprire l'angolo.


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Messaggio Da miguel Mer 27 Gen 2021, 15:18

io provo ad usarlo quando trovo qualcuno particolarmente bravo sulla diagonale a buttarti fuori dal campo.
scrivo provo perchè in realtà l'istinto mi porta a giocare incrociato ed è un tipo di gioco che non riesco a fare a lungo anche se so che sarebbe quello giusto
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Messaggio Da Ospite Mer 27 Gen 2021, 16:06

Giocare centrale lungo ritengo sia un'ottima soluzione, soprattutto con chi, come ha detto Miguel, riesce ad incrociare stretto.

La parola al Vet

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Messaggio Da squalo714 Mer 27 Gen 2021, 17:16

Dico la mia. Personalmente cerco di mettere profonda e centrale la risposta al servizio così da non aprire un angolo immediatamente. Per il resto se riesco cerco diagonali e lungolinea così da far muovere l'avversario più possibile.
Una c....ta che faccio spesso ma ne rendo sempre conto dopo é quando gioco lungolinea sullo scambio il rovescio in back col giocatore destrorso ovviamente e mi becco puntualmente il dritto incrociato, praticamente un suicidio, da evitare.
Giocare prevalentemente centrale a meno di avere sul groppone ore e ore di allenamento specifico non la vedo una gran soluzione.


..e riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante. (cit. Tiziano Ferro)
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Messaggio Da veterano Mer 27 Gen 2021, 19:19

@miguel ha scritto:vado un attimo Ot ma volevo chiedere una cosa a Vet ma le opinioni di tutti son benvenute. ok le diagonali ma ai nostri livelli puo' essere una soluzione giocare lungo in mezzo al campo in modo da non dare angolo alcuno all'avversario ed entrare quando questo accorcia ( un po' come giocano le donne) ?
Si Miguel ha senso eccome, in qualche modo devo provare ad uscire da quella diagonale e la palla centrale puo' essere una valida opzione.
E come ti hanno gia' detto non puo' essere una palletta ma un colpo che dia problemi e vediamo come si comporta l'avversario,se ti mette in difficolta' anche dal centro l'unica tattica e quella di tirare forte e sulle righe....
Se no prima di alzare la bandiera bianca un altro tentativo lo si puo' fare,anche se in genere chi ha il dritto migliore vince anche sulla diagonale di rovescio.
Ma provare a fare un cambio sulla diagonale di rovescio potrebbe essere l'ultimo tentativo,magari ha un bel dritto ma vediamo come si muove, e come tiene il rovescio
e quel dritto cerchero di farglielo giocare quasi sempre in corsa.....poi chiaro che se il rovescio tiene a parita del tuo son volatili per diabetici perche' sai che alla prima occasione quando riuscira' ad entrare con il dritto ti fara' male.
Pero la soluzione centrale e' sempre valida per uscire da una situazione di pressione,meglio che metterla sulla diagonale del rovescio che dovrebbe essere l'ultimo tentativo,prima di sparare sulle righe...
IL discorso della risposta centrale sui piedi e' sempre un valido ricorso a volte meglio che cercare angoli.....
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Messaggio Da giascuccio Gio 28 Gen 2021, 17:39

correnelvento ha scritto:
@Wacos ha scritto:


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Ecco, finalmente il nocciolo della questione in una frase.

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Non rischia un cazzo.

Quando accorcio, cosa che accade regolarmente, entra carico sul lungo riga e mi fotte.

Semplice, no?

Rischia? Ma neanche per niente.

Gioca sicuro? Alla grande!

E lo stesso lo fa con i suoi pari, solo che l'apertura di campo avviene (ovviamente) con più difficoltà.


Questo significa tenere le diagonali, e il primo che sbaglia/accorcia viene fottuto?


"abra e giascu non si toccano, per definizione si autoreferenziano, ed hanno sempre ragione."
cit: Sunsemperki

"@ Satrapo : avete mai visto uno che sa mandare due palle di fila dall'altra parte del campo parlare di racchette?"


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E' sufficiente che ti togli dai coglioni."  cit: Correnelvento

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