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Messaggio Da correnelvento il Mar 28 Set 2010, 10:39

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Ultima modifica di correnelvento il Ven 21 Gen 2011, 17:01, modificato 1 volta
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Messaggio Da miguel il Mar 28 Set 2010, 11:01

corre come al solito ha ragione.
parlando di adulti cn relativamente poco tempo a disposizione secondo me bisogna distinguere tra la parte tecnica e quella agonistica. credo che partendo da zero ci si possa creare, se si ha una buona predisposizione, una buona base tecnica nel giro di 3/4 anni.
il problema se si decide di fare agonismo é poi riuscire ad applicare anche nelle partite ufficiali quello che si fa in allenamento.. é un po' come correre la maratona: passare da 5 a 4 ore per farla é una cosa tutto sommato semplice ma quando si arriva a farla in tre ore limare il proprio personale anche solo di un minuto diventa ogni volta più difficile. nel tennis é lo stesso. vedendo il mio caso io penso di giocare a tennis meglio adesso rispetto a 15 anni fa ma in torneo per una serie di variabili (età, motivazioni inferiori, minore capacità di concentrazione etc etc) rendo sicuramente meno. secondo me un adulto con ambizioni agonistiche deve abbinare abbastanza in fretta crescita tecnica (con un maestro + partite al club) e crescita agonistica partecipando a più tornei possibili con la consapevolezza che per i primi due/tre anni le batoste (anche con gente apparentemente più scarsa di loro) saranno nettamente superiori alle vittorie.
se invece interessa solo imparare a giocare con stile ma senza una reale efficacia allora maestro e soci vanno più che bene
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Messaggio Da baldro7 il Mar 28 Set 2010, 11:04

stranamente mi trovi completamente d'accordo... Cool Cool

a parte gli scherzi...volevo sottolineare due passaggi...il primo e "la voglia di migliorasi", che pero' se non e' corredata da un'applicazione costante non ci sara' mai...la seconda fare sempre una severa autocritica sul livello raggiunto....se ci si adagia convinti di essere diventati sufficientemente bravini xche' si sono vinte due partite con avversari che consideriamo piu' forti di noi, e' la fine del miglioramento...

la seconda e' avere almeno un briciolo di "talento" x questo sport...
senza questo le scelte sono due..o ci si accontenta del livello raggiunto ed essere cosi' consapevoli che non si puo' andare oltre, o si smette di giocare...
ho un'amico che gioca da 25 anni...e oggi gioca ancora come allora..le prende sonoramente da persone che hanno preso in mano la racchetta da piu' di 5 mesi....predisposizione veramente zero x questo sport, il fatto e' che non se ne rende conto( anche se una volta un ns amico che e' stao b credo in gioventu', gliel'ha detto chiaramente, cambia sport, non fa' x te), si accontenta nell'arco di 3 set( in un'ora ne riusciamo a fare 3 e iniziare il 4) di godere dei due o tre colpi che gli sono venuti, prevalentemente non cercati ma riusciti a caso...
ecco lui e' uno che nemmeno se giocasse x 100anni non migliorerebbe...se giochi e perdi 6-0 6-1 con tutti...ma proprio tutti e i motivi non sono, io sono brocco, ma...oggi avevo il mal di pancia, stanotte non ho dormito, ecc..ecc...

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Messaggio Da gp il Mar 28 Set 2010, 11:05

poche regole, secondo me.
volere è potere. prefiggersi obiettivi raggiungibili da un anno all'altro aiuta. evitare di guardarsi troppo dietro, anche (cioè: superato un target evitare di "contemplarlo" a fini puramente narcisistici) ma guardare piuttosto al prossimo ostacolo pensando a come tentare di superarlo (incremento di allenamento, dieta, lezioni di tecnica, ecc.) .
se l'obiettivo non si raggiunge bisogna fare autocritica sincera (non spietata, che non aiuta) ed individuare i propri punti deboli, l'anello debole della catena, da irrobustire. eventualmente verificare se esistono ancora le motivazioni che ci avevano spinto a partire per un programma di crescita: se le motivazioni si sono trasformate anche i programmi devono essere rivisti, altrimenti ci si sottopone ad inutili stress.
alla via così!
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Messaggio Da LaRana il Mar 28 Set 2010, 11:11

Io mi sento nella "terra di mezzo", ex discreto agonista da ragazzo, ed ora sto facendo una gra fatica in quarta...
Ma questo inverno mi metto sotto per bene!
La cosa che mi consola e' che in torneo ho perso solo da giocatori "veri"

Ciao
A
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Messaggio Da miguel il Mar 28 Set 2010, 11:14

non sono d'accordo sulla predisposizione. il tennis é un gioco sostanzialmente meccanico e quindi ritengo che se uno fa le cose per bene con un maestro almeno in terza categoria ci arriva. certo che se fin dall'inizio fa l'esatto opposto di quel che si deve fare, ed a questo si aggiungono limiti fisici e caratteriali, non va da nessuna parte.
giocare decentemente é il frutto di una serie di tappe obbligatorie invece vedo spesso giocatori che si ostinano a tirare a duemila all'ora quando in realtà non riescono a sostenere un palleggio a 5 all'ora. quindi prima impara a tenere la palla in campo per 20 volte di fila e poi pensa ad aumentare la velocità.
sicuramente ogni tanto questa tipologia di "giocatore" sfodera il colpo ad effetto ma é frutto esclusivamente del caso perché prima di quello mi ha regalato 9 quindici bombardando i teloni di fondo campo. spesso questi giocatori si autovalutano pensando a questo colpo (magari l'unico in un set) dimenticandosi delle decine di schifezze giocate durante l'ora
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Messaggio Da correnelvento il Mar 28 Set 2010, 11:32

miguel ha scritto:non sono d'accordo sulla predisposizione. il tennis é un gioco sostanzialmente meccanico e quindi ritengo che se uno fa le cose per bene con un maestro almeno in terza categoria ci arriva. certo che se fin dall'inizio fa l'esatto opposto di quel che si deve fare, ed a questo si aggiungono limiti fisici e caratteriali, non va da nessuna parte.
giocare decentemente é il frutto di una serie di tappe obbligatorie invece vedo spesso giocatori che si ostinano a tirare a duemila all'ora quando in realtà non riescono a sostenere un palleggio a 5 all'ora. quindi prima impara a tenere la palla in campo per 20 volte di fila e poi pensa ad aumentare la velocità.
sicuramente ogni tanto questa tipologia di "giocatore" sfodera il colpo ad effetto ma é frutto esclusivamente del caso perché prima di quello mi ha regalato 9 quindici bombardando i teloni di fondo campo. spesso questi giocatori si autovalutano pensando a questo colpo (magari l'unico in un set) dimenticandosi delle decine di schifezze giocate durante l'ora

Sante, santissime parole!
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Messaggio Da correnelvento il Mar 28 Set 2010, 11:47

LaRana ha scritto:Io mi sento nella "terra di mezzo", ex discreto agonista da ragazzo, ed ora sto facendo una gra fatica in quarta...
Ma questo inverno mi metto sotto per bene!
La cosa che mi consola e' che in torneo ho perso solo da giocatori "veri"

Ciao
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Infatti, Andrea... come meccanica dei colpi il tuo obbiettivo è realistico.
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Messaggio Da Ospite il Mar 28 Set 2010, 12:16

correnelvento ha scritto:
miguel ha scritto:non sono d'accordo sulla predisposizione. il tennis é un gioco sostanzialmente meccanico e quindi ritengo che se uno fa le cose per bene con un maestro almeno in terza categoria ci arriva. certo che se fin dall'inizio fa l'esatto opposto di quel che si deve fare, ed a questo si aggiungono limiti fisici e caratteriali, non va da nessuna parte.
giocare decentemente é il frutto di una serie di tappe obbligatorie invece vedo spesso giocatori che si ostinano a tirare a duemila all'ora quando in realtà non riescono a sostenere un palleggio a 5 all'ora. quindi prima impara a tenere la palla in campo per 20 volte di fila e poi pensa ad aumentare la velocità.
sicuramente ogni tanto questa tipologia di "giocatore" sfodera il colpo ad effetto ma é frutto esclusivamente del caso perché prima di quello mi ha regalato 9 quindici bombardando i teloni di fondo campo. spesso questi giocatori si autovalutano pensando a questo colpo (magari l'unico in un set) dimenticandosi delle decine di schifezze giocate durante l'ora
Sante, santissime parole!

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Messaggio Da dummy il Mar 28 Set 2010, 12:50

Secondo me questo discorso ha un limite di fondo, che deriva dalla volontà della FIT di dare una classifica a tutti.

In passato avere classifica C4 significava essere dei signori giocatori; oggi un 4.5 non passerebbe mai due turni di un torneo sociale se la macchina del tempo lo riportasse negli anni '90.

Io direi che il quarta categoria amatoriale di oggi corrisponde al giocatore di circolo di 15 anni fa; il quarta categoria vero (cioè un 4.1 e un 4.2) corrisponde (voglio essere ottimista) a un C4 scarso di un tempo.

Passare di livello per chi inizia a tennis da adulto richiede applicazione e tenacia e se vogliamo anche un pizzico di incoscienza perchè dedicare a 40 anni tanto tempo al tennis significa sottrarlo a cose più importanti (famiglia e lavoro).

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Messaggio Da Ospite il Mar 28 Set 2010, 13:09

Temo di essere in dissenso un po' con tutti, per fare un salto occorre metodo e se l'hai, e qualcuno deve darti il metodo perché non lo impari da solo a meno di grande cultura in merito acquisita, non servono molte ore settimanali.
Ovvio dev'essere un buon metodo

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Messaggio Da libero il Mar 28 Set 2010, 13:21

"la seconda e' avere almeno un briciolo di "talento" x questo sport..."
Mi sento di condividere quanto affermato da Baldro seppur con un distinguo. Io ho iniziato ad imparare tennis 40 anni fa e in quel momento secondo me l'affermazione di Baldro aveva un senso assoluto. La predisposizione era fondamentale. Il rapporto corpo/palla o ce l'avevi oppure ci potevi stare degli anni..ma in quel periodo il tennis era altro. E non solo da un punto di vista estetico. Gli strumenti a disposizione non facilitavano certo l'apprendimento però operavano una sana selezione naturale.
Con la massificazione e con la necessaria "semplificazione" ma anche con l'acquisiszione di nuove tecniche, oggi il tennis è sicuramente più accessibile.Il talento interviene ma, secondo me, non rispetto ad una classifica di Quarta Categoria ma su livelli assolutamente più alti. Oggi sulla Quarta applicazione e dedizione oramai fanno il 90% mentre prima potevi impegnarti quanto volevi ma se non ce n'era...non ce n'era!
Progresso? Sicuramente..però ancora oggi un rovescio come quello di Rosewall lo devo ancora vedere..
Saluti
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Messaggio Da wetton76 il Mar 28 Set 2010, 13:50

dummy ha scritto: ... Passare di livello per chi inizia a tennis da adulto richiede applicazione e tenacia e se vogliamo anche un pizzico di incoscienza perchè dedicare a 40 anni tanto tempo al tennis significa sottrarlo a cose più importanti (famiglia e lavoro).

Una frase interessante quella che ho evidenziato, secondo te, anche se uno è un grande appassionato, quanto tempo massimo dovrebbe dedicare a questo sport?
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Messaggio Da Ospite il Mar 28 Set 2010, 14:04

wetton76 ha scritto:
dummy ha scritto: ... Passare di livello per chi inizia a tennis da adulto richiede applicazione e tenacia e se vogliamo anche un pizzico di incoscienza perchè dedicare a 40 anni tanto tempo al tennis significa sottrarlo a cose più importanti (famiglia e lavoro).

Una frase interessante quella che ho evidenziato, secondo te, anche se uno è un grande appassionato, quanto tempo massimo dovrebbe dedicare a questo sport?
Mi associo alla richiesta dell'amico Wetton Shocked

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Messaggio Da miguel il Mar 28 Set 2010, 14:10

per giocare decentemente non occorrono chissà quante ore, io gioco due volte la settimana (se va bene tre) per un totale max di 5/6 ore e né il lavoro né la famiglia ne risentono.
anzi il tennis é una valvola di sfogo che mi fa rendere meglio anche in famiglia ed ufficio.
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Messaggio Da paxmax75 il Mar 28 Set 2010, 14:11

Io sono d'accordo sul fatto che, dato per scontato l'impegno e la tenacia, i tempi per progredire e per fare il salto di qualità sono soggettivi e dipendono molto dalla predisposizione e dal talento che ognuno di noi possiede.....
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Messaggio Da Ospite il Mar 28 Set 2010, 14:19

miguel ha scritto:per giocare decentemente non occorrono chissà quante ore, io gioco due volte la settimana (se va bene tre) per un totale max di 5/6 ore e né il lavoro né la famiglia ne risentono.
anzi il tennis é una valvola di sfogo che mi fa rendere meglio anche in famiglia ed ufficio.

stessa cosa che faccio io Cool

paxmax75 ha scritto:Io sono d'accordo sul fatto che, dato per scontato l'impegno e la tenacia, i tempi per progredire e per fare il salto di qualità sono soggettivi e dipendono molto dalla predisposizione e dal talento che ognuno di noi possiede.....

bravo paxi maxi Laughing ti quoto in pieno..ad esempio tu hai molti margini di miglioramento in tempi brevi..stai bruciando le tappe cheers c'è qualcuno che azzarda addirittura che entro Pasqua mi farai lo scalpo affraid

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Messaggio Da correnelvento il Mar 28 Set 2010, 14:21

Ci puoi contare! Very Happy
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Messaggio Da paxmax75 il Mar 28 Set 2010, 14:24

correnelvento ha scritto:Ci puoi contare! Very Happy

Ero sicuro che fosse il grande Corre ad avertelo detto!!!!
Lui si che sa riconoscere i talenti veri....... Very Happy Very Happy Very Happy
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Messaggio Da dummy il Mar 28 Set 2010, 14:26

Wetton e dummy mi chiedono quanto tempo sia giusto a mio parere dedicare al tennis senza che la vita lavorativa e la vita affettiva ne risentano.
Tenete presente che io abito a Milano, cioè in una grande città in cui gli spostamenti portano via tanto tempo. Considerato che giocare un'ora a tennis significa per me occupare circa 2 ore e mezza tra tempo perso negli spostamenti e doccia dopo l'incontro, ovverossia perdere tutta la serata (a danno della famiglia) oppure prendere un permesso in ufficio (a danno del lavoro), quante volte credete che in una settimana lo si possa fare?

Certamente se uno è solo o lavora in un posto dove ha un orario di lavoro certo (cosa sempre più difficile, visto che tutti oggi siamo costretti a fare estenuanti straordinari, spesso non pagati), può giocare a tennis tutti i giorni. Io posso farlo solo un paio di volte la settimana.


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Messaggio Da correnelvento il Mar 28 Set 2010, 14:39

paxmax75 ha scritto:
correnelvento ha scritto:Ci puoi contare! Very Happy

Ero sicuro che fosse il grande Corre ad avertelo detto!!!!
Lui si che sa riconoscere i talenti veri....... Very Happy Very Happy Very Happy

Pax... Frank non crede alla mia previsione...

Ma gli ho spiegato che, quando migliorerai la regolarità... non ci sarà più partita (a tuo favore).

Lietissimo di essere smentito.
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Messaggio Da LaRana il Mar 28 Set 2010, 14:50

Dummy da come me li ricordo io un 4.1 poteva essere un discreto C3. Tempo fa scrissi un "elogio" della IV categoria, che e' diventata una specie di videogame per noi giocatori di club.
Un gioco per l'appunto che ci da il giusto contributo di agonismo, ma che non bisogna prendere troppo sul serio.
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Messaggio Da miguel il Mar 28 Set 2010, 14:55

LaRana ha scritto:Dummy da come me li ricordo io un 4.1 poteva essere un discreto C3. Tempo fa scrissi un "elogio" della IV categoria, che e' diventata una specie di videogame per noi giocatori di club.
Un gioco per l'appunto che ci da il giusto contributo di agonismo, ma che non bisogna prendere troppo sul serio.

un 4.1 medio qui in piemonte non vale un buon nc (per dire uno che faceva massimo ottavi/quarti in un torneo) di una volta.
io quando passai da nc a c3 vinsi più o meno 50 incontri e ne persi non più di 7-8 e solo con gente che l'anno dopo si classificava come me.
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Messaggio Da LaRana il Mar 28 Set 2010, 15:02

Boh forse Roma ha sempre fatto discorso un po' a parte per il tennis. Io mi classificai (c3 se non ricordo male) da U16 ma giocando molte meno partite di 60.
Gli amici ex C3 se la giocano fra 4.1 e terza bassa. I giovani 4.1 di adesso mi sembrano giocare meglio di quanto non facessi io alla loro eta'


Ultima modifica di LaRana il Mar 28 Set 2010, 15:08, modificato 1 volta
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Messaggio Da Filippo il Mar 28 Set 2010, 15:05

Più che il numero di ore spese sul campo, a mio avviso conta la qualità di queste.

E' necessario prima di tutto una preparazione fisica di base (che si può fare anche a casa, in giardino o per strada), in modo che l'ora di tennis al circolo sia sfruttata al massimo dall'inizio alla fine. Se dopo 10 minuti di diagonale di diritto le gambe sono diventate paletti di legno e una palla a due passi da noi diventa irraggiungibile, è il caso di prendere provvedimenti Wink

Altro punto essenziale, la concentrazione e l'impegno: bisogna porsi degli obiettivi, sia in palleggio che in partita, e cercare di raggiungerli.
Giocare a caso, senza uno scopo, non può portare grossi miglioramenti.

Inoltre è opportuno affidarsi ad un buon maestro (e/o avere la capacità di apprendere leggendo quanto scritto da chi di tennis ne sa qualcosa, osservando chi il tennis lo sa giocare) ed avere la fortuna di trovare dei compagni di gioco che abbiano il nostro stesso interesse nel migliorarsi.
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