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Messaggio Da doppiofallo il Dom 05 Dic 2010, 12:49

Ciao, spero di aver scelto la sezione giusta, nel senso che comunque il S&V è una tattica. Comunque: Mi è capitato (più per vedere come lanciava la palla Edberg nel servizio rispetto ai giocatori moderni,non per altro) di vedere dopo tanto tempo, il massacro a cui sottopose Curier nella finale degli U.S. Open 91. Ora, è vero che lui era "bravino" Serve&volley 786556 nell'applicazione di questo schema, però è vero anche che Curier all'epoca si poteva considerare un pò il prototipo "rozzo" del tennista moderno di oggi. Prima e seconde robuste e liftate, rovescio bimane, pallettoni pesanti e carichi di top, personalmente credo che a sia uno dei giocatori che abbia tirato più forte di tutti sia il dritto che il rovescio, considerando pure quelli di oggi. Oggi però , e lo si sente in tv come lo si vede sui campi, il S&V ..non lo fa più nessuno, perchè..perchè pare che come vieni a rete grazie all'avvento dei nuovi telai, si vienne subito passati. Ok, però questo credo che valga più per i top del mondo ed i seconda categoria ,che per i terza ed i quarta. Oggi voi lo adottereste come schema, o comunque vedete qualcuno che lo fa abitualmente, anche a livello di tornei di terza per esempio ? Secondo voi se fatto bene,può reggere come schema, oppure è il modo di giocare che si vede in TV che contagia il resto dei tennisti a non farlo più?? Noi quà lo facciamo perchè giocando praticamente solo indoor , viene bene più della metà delle volte,sopratutto in doppio, voi come siete messi??
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Messaggio Da janko60 il Dom 05 Dic 2010, 12:56

Bel quesito Doppiofallo.........

Io ovviamente non sono in grado di risponderti............. posso solo dirti che a me piace molto il S&V come gioco.............. ma da qui al farlo e al saperlo fare bene............. secondo me , in quarta e terza puo' essere molto produttivo.............. ma ki sono io per dare giudizi............... aspettiamo i Maestri.............. Smile

Pero' posto come "ripassino" , un mitico "Lenzuolino" di introduzione......................... Smile

SATRAPO : ANDIAMO A RETE … ANZI NO , RESTIAMO A FONDO ?! -------------------------------------------

Dalla conversazione avuta con il mitico Albesca in chat, ho ricavato spunti interessanti per trattare un argomento molto caro ai tennisti di ogni ordine e grado, ovvero il gioco offensivo e la capacità-opportunità di prendere la rete.

Il succo del discorso era più o meno questo, Albe confrontandosi con "scarsoni di suo pari livello" (lo ha detto lui eh, io non mi sarei permesso mai!) prendendo la rete con un buon approccio (sempre sua la fonte relativa alla reale bontà dell'approccio) e posizionandosi bene (..a suo dire anche qui!) veniva regolarmente infilzato come un tordo da passanti mirabolanti equiparabili a sassate a fil di nastro sulle righe che lo lasciavamo immobile come una statua di sale. (e qui io e Wik abbiamo capito che stava giocando contro Florian ma questa è un'altra storia!)

Seriamente, i punti da capire sono due e come sempre tra di loro interconnessi:

1 ( Gli scarsoni da fondo non fanno passanti alla Agassi
2 ( perchè lo scarsone che è appena sceso a rete non ha approcciato alla Edberg, non ha la volè di rovescio dello Svedese nè quella di dritto di Pat Cash, ovvero non avete di fronte il passante di dritto di Sampras e voi non siete Rafter.

Detto questo veniamo al dunque: il tennista di quarta e dintorni (ma in generale il tennista moderno di ogni ordine e grado) dovrebbe scendere a rete?

Un tecnico che volesse farvi scalare le classifiche direbbe si, ma solo per stringere la mano all'avversario e vi ucciderebbe di cesti per farvi capire che un buon colpo è un colpo che entra 95 volte su 100 in un settore di un metro quadrato.

Quando poi (sicuramente già ben messi in terza categoria) vi ritrovaste per le mani un dritto ed un rovescio solidi a fallosità zero, allora e solo allora si potrebbe iniziare a curare il gioco di rete sempre massacrandovi di esercizi per imparare prima come e dove si approccia e poi come si gioca una volè profonda e solo dopo,
se avete un servizio all'altezza e una volè tecnicamente eccezionale, si potrebbe (sul veloce!) pensare di introdurre nelle vostre soluzioni di gioco una certa (moderata) propensione a scendere a rete.

Un tecnico che volesse farvi crescere tecnicamente lasciandovi però il gusto della giocata perchè tanto ormai Wimbledon non lo si vince comunque, vi direbbe: attento, vai a rete quando te lo puoi permettere, ovvero quando sei avanti 40-0 o quando hai aperto talmente il campo e mandato l'avversario talmente in difficoltà da trasformare la successiva volè in una banale formalità, ovvero vai a rete per eseguire una spadellata qualsiasi nelle sconfinate praterie che ti sei guadagnato costruendo il punto con uno scambio ben strutturato da fondo.

In sostanza un tennista di quarta va a rete perchè non sa stare a fondo, non perchè sappia giocare di volo, ovvero sceglie la morte istantanea alla morte lenta, scelta che pur essendo comprensibile dal punto di vista umano, tennisticamente parlando è un controsenso.

Lo schema “approccio il prima possibile e mi gioco il punto a rete alla pari mia volè contro passante avversario” è incompatibile con il tennis moderno perchè con queste racchette, anche un pescatore di frodo se si trova a passare per caso nei pressi del nostro approccio, riesce ad organizzare un passante decente e nella maggior parte dei casi non farà nemmeno toccare la palla al volleatore della domenica.

Sempre dalla chat di ieri, per spiegare al caro Albe che non erano fenomenali i passanti che lo infilzavano, ma era sbagliato il suo modo di presentarsi a rete, ebbi a dire senza saper nulla:

"se per esempio ricevi un lungolinea di dritto corto e innocuo e approcci su quella palla sempre in lungolinea con un perfetto back sei già fottuto, è normale che ti infilzino come un tordo"

La sua risposta fu più o meno:

"Uh, io attacco spesso un lungolinea approcciando sempre in lungolinea in back.." (..più una serie di considerazioni su bisecanti e complanari che vi risparmio, lo conoscete tutti Albe no?)

Ma allora non si può mai attaccare lungolinea in back? Certo che si può, ma non certo su una palla che il nostro avversario ha appena giocato lungolinea, perchè in questo caso offrirei una varietà di angolo per il passante virtualmente assoluta e non saprei dove posizionarmi per chiudere il campo e mi presenterei a rete in posizione di svantaggio.

Teoricamente attacco centrale e posizione centrale (la situazione peggiore che si possa immaginare) è ancora più gestibile di quella che si verifica attaccando in lungolinea un lungolinea, perchè in questo caso si ha avversario nell'angolo sul suo dritto e la mia posizione di partenza in linea con lui.
Non posso escludere o sottovalutare il lungolinea, ma ho 10 metri di rete alla mia destra da coprire. Che faccio? Chiudo al centro e incasso qualsiasi lungolinea o resto più esterno e incasso qualsiasi incrociato?

Se però stessi martellando già da un po' sulla diagonale di rovescio e questo martellamento iniziasse a dare dei frutti spingendo progressivamente il mio avversario fuori dal campo, potrebbero verificarsi le condizioni idonee ad un approccio lungolinea in back, nel caso mi arrivasse una palla più corta sulla quale potermi appoggiare in avanzamento trovando profondità.

A titolo esemplificativo vediamo perchè in questa situazione l'approccio in back lungolinea è potenzialmente vincente mentre nell'altra è perdente, analizzando le fasi tecniche che consentono di scendere a rete massimizzando le possibilità di portare a casa il punto.

Quando attacco devo farlo cercando di creare una situazione che sia di vantaggio per me o se preferite di svantaggio per l'avversario, in nessun ambito si attacca senza essersi prima messi in condizioni di poter sfruttare un qualche vantaggio, no? Il tennis non fa eccezione.

Mi riferirò alla situazione di attacco in back lungolinea dopo un martellamento sulla diagonale di rovescio definendola [situazione ottimale] mentre con [da evitare] farò riferimento alla situazione prima descritta in cui mi trovo ad attaccare un dritto lungolinea approcciando a mia volta lungolinea in back.

1) Creare un vantaggio di posizione per me.

[situazione ottimale]

L'avversario è inchiodato sulla diagonale di rovescio, per raggiungere il mio approccio lungolinea dovrà fare tutto il campo arrivando in corsa su una palla ormai bassissima (il back è già basso se ci arrivi da lontano quindi con un certo ritardo trovi la palla bassissima). Sto rendendo la sua posizione svantaggiosa nei confronti del colpo che dovrà tirare, quindi ho un reale vantaggio di posizione su di lui.

[da evitare]

L'avversario ha appena tirato un lungolinea di dritto e riceve un mio approccio lungolinea, quindi più o meno nel punto da dove ha appena colpito.
Se non è scappato verso il centro alla cieca (e non avrebbe motivo di farlo),
si troverà al massimo a un paio di metri dal mio approccio che essendo in back (lento) gli darà tutto il tempo di arrivare comodamente sulla palla con il dritto senza che questa sia ormai diventata eccessivamente bassa.
Ho reso la sua posizione di partenza vantaggiosa per giocare il colpo che gli sto proponendo, ho regalato un vantaggio di posizione al mio avversario.

2) Creare un vantaggio tecnico.

[ottimale]

Sto martellando sulla diagonale di rovescio da un po', il mio avversario sta perdendo campo e ha tirato ormai già 4-5-6 rovesci di fila muovendosi in un fazzoletto. Improvvisamente lo costringo a farsi una sgambata per tutto il campo per andare a colpire un dritto; deve correre, deve passare da una gestione degli appoggi quasi statica (si palleggiava su una diagonale) ad una da colpo in corsa e deve tirare un dritto secco dopo aver fatto 5-6-7 rovesci di fila senza quindi nessun riferimento fresco. Inoltre arrivando in corsa, non potrà caricare-scaricare il busto adeguatamente e quindi perderà potenza essendo costretto a giocare quasi solo di braccio. Gli sto proponendo un colpo nettamente più difficile di quelli che ha eseguito durante lo scambio, lo sto mettendo in condizione di non poter spingere al massimo: sto proponendo al mio avversario una difficoltà tecnica rilevante.

[da evitare]

Lo rimando a colpire nella zona dove ha appena colpito con lo stesso colpo che ha appena portato, ha riferimenti freschi sia sul colpo che sul campo, è il secondo dritto che tira dalla medesima zona di campo ed è sostanzialmente della medesima tipologia e se per esempio il precedente fosse finito a mezzo metro dalla riga ora saprebbe anche che ha mezzo metro di margine per la successiva esecuzione. Trovandosi lì in zona, arriverà per tempo sulla palla e potrà caricare il colpo al meglio utilizzando busto e gambe in maniera ottimale per produrre potenza.
Sto mettendo il mio avversario in condizioni quasi ideali per colpire di dritto,
non ottengo quindi nessun vantaggio tecnico.

3) Chiudere l'angolo, ovvero giocarsi il punto a rete.

[ottimale]

L'avversario arriva in corsa dalla diagonale opposta e per questo troverà il mio approccio ormai quasi rasoterra. Dove può piazzare il passante? Può sparare lungolinea, ma dovrà farlo su una palla molto bassa e soprattutto arrivando in corsa quindi i rischi sono altissimi per due motivi: dovrà alzare di molto la palla perchè dovrà superare la rete che sul lungolinea è alla massima altezza, ma una palla già bassa si può alzare molto solo utilizzando molto topspin, altrimenti se colpisco piatto una traiettoria rettilinea con un accentuato angolo verso l'alto, finirebbe sul telone di fondo.

Quindi per passarmi lungolinea dovrà essere in grado di frustare in top arrivando in corsa su una palla che ormai è a pochi centimetri da terra, ovvero dovrà eseguire un colpo MOLTO difficile che MOLTO difficilmente riuscirà bene, oppure se vuole tirare piatto dovrà farlo relativamente piano altrimenti la palla finirà sul telone di fondo.

Per la soluzione incrociata, restano validi tutti i discorsi sulla difficoltà di gestire un colpo in corsa arrivando con un discreto ritardo su una palla ormai molto bassa, cosa che di per sè limita di molto la possibilità di trovare angoli stretti. So che il mio avversario non potrà stringere più di tanto l'angolo dell'incrociato, so che se decidesse per il lungolinea si troverebbe a dover eseguire un colpo di difficoltà tecniche inaudite, mi resta da coprire una zona di rete che va dalla linea di sinsitra a non più di 3/4 campo verso la mia destra, perchè se sono rapido a posizionarmi sufficientemente avanti e non mi dovrò preoccupare di angoli più stretti.

Inoltre so che il lungolinea verrà tirato meno di frequente proprio per la sua difficoltà e che comunque anche quando verrà tentato riuscirà bene molto raramente.. ..e che comunque, visto che non mi sarò spostato troppo verso il centro perchè non dovrò coprire tutta la rete ma al massimo un ¾, lascerò davvero poco spazio per infilare il passante conservando sempre la possibilità di allungarmi e tentare di mettere giù una volè incrociando ovunque nei dieci metri di campo che ho a disposizione alla mia destra.

Per l'incrociato beh, è il colpo che mi aspetto quindi se non altro dovrei essere preparato a fronteggiarlo, so che il passante non avrà angoli o potenze assurde e so che il mio avversario dopo aver colpito in corsa non sarà in grado di rigiocare qualsiasi mia volè moderatamente profonda a meno che io non abbia la malsana idea di tirargliela addosso o di tentare la stoppata di Halley (che prende il nome dalla famosa cometa perchè riesce una volta ogni 75 anni), che come niente si trasforma in un campanile sul quale il mio avversario ha il tempo di avventarsi stampandomi, come è giusto che sia, la palla in fronte.

[da evitare]

Gli faccio giocare un passante di dritto da fermo e dall'angolo, quindi può bastonare in lungolinea utilizzando busto, gambe e appoggi al meglio oppure può stringere l'angolo fin quanto ne è capace senza nessuna limitazione tecnica imposta dalla situazione. Anzi è nelle condizioni migliori possibili per trovare un angolo stretto perchè sta colpendo dall'angolo opposto.
Mi ritrovo a dover coprire tutta la rete perciò sono costretto a posizionarmi al centro, lasciando tutto lo spazio possibile alla mia sinistra per un lungolinea (che a questo punto potendo contare anche su una esecuzione di potenza non è necessario che faccia il pelo alla riga) e alla mia destra per un incrociato.
La cosa più probabile è che venga infilzato senza nemmeno toccare la palla.

Per concludere, aggiungo che questo è solo un esempio per altro molto semplificato di come sia complicato prendere la rete ottenendo una posizione di vantaggio rispetto al passante avversario, ed è per questo che il gioco di rete va scomparendo dagli schemi: anche solo ottenere un minimo vantaggio di posizone con gli atleti velocissimi di oggi, risulta impresa molto ardua, inoltre i materiali, l'evoluzione tecnica etc. etc. hanno sbilanciato il confronto tra volè e passante facendo pendere la bilancia nettamente in favore del passante.

L'estinzione dei volleatori non dipende tanto dal fatto che oggi le volè non le sa giocare più nessuno (come si sente dire nei bar tennis) ma dalla ben più rilevante considerazione tecnica che oggi è decisamente molto più facile passare che chiudere una volè e allora o si hanno doti di volo davvero eccezionali (Llodra, Stepanek e pochi altri che però hanno caratteristiche davvero fuori dal comune e che nonostante tutto non vediamo stabilmente tra le prime posizioni del ranking),
oppure si scende a rete solo a punto praticamente fatto per la più sicura delle benedizioni o per variare il gioco sfruttando più l'effetto sorpresa che un reale vantaggio tecnico nell'eseguire una discesa a rete o un serve and volley.

Chiaramente essendo nel tennis moderno percentualmente svantaggiosa una tattica sistematicamente offensiva, ci sta che nelle agonistiche alla fine si trascuri un po' il gioco di volo (però ragazzi le volè si insegnano eccome, non date retta a chi dice che ormai non si insegnano proprio più, restereste sorpresi nel vedere come gioca bene le volè in allenamento anche il PRO più fondocampista del circuito!).

Tornando a noi il gioco di rete è tecnicamente molto più difficile del gioco da fondo; se non ho già guadagnato un reale vantaggio non dovrei avventurarmi a rete solo perchè tanto da fondo perdo, ma dovrei invece costruirmi con l'allenamento quella solidità da fondo che mi consenta di poter dominare uno scambio per poi se necessario, venirmi a prendere il punto a rete con una facile volè.
Perchè le uniche volè che ci possono far vincere una partita sono quelle giocate in posizione di grande vantaggio, ovvero le banali benedizioni che formalizzano un punto già praticamente conquistato durante lo scambio che tutto sommato sarebbe più rischioso da chiudere col vincente diretto.

L'unica volè che può risultare alla lunga vincente è la volè facile.

Antaniserse wrote:

Solo un piccolo appunto:
un altro motivo assai frequente, per cui il tennista di quarta va a rete, è che spesso e volentieri il tennista di quarta dall'altra parte della rete gli ha fatto pervenire una palla moscia e bassa, sulla quale o ti rischi il vincente, oppure non puoi fare a meno di approcciare e scendere perchè altrimenti resti nel bel mezzo della terra di nessuno.
A quel punto, avere un gioco di rete dignitoso e in particolare uno smash decente, ti dà quantomeno gli strumenti per ricavarne qualcosa.
Giusto stamattina, per esempio, ho fatto la parte del tordo, ma appunto perchè ho attaccato corto e centrale, non perchè non dovevo essere lì; vi potessi far vedere le palle in questione, sfido chiunque a dire che non dovevano essere seguite a rete...

Il concetto di avere prima fondamentali sicuri da fondo e poi preoccuparsi del gioco al volo è sacrosanto, ma all'atto pratico non è così banale la faccenda,
perchè il tipico scambio "di quarta" ti ci porta tuo malgrado, anche prima del previsto... prima ancora di poter imbastire uno scambio su "lo martello per un po' di là, poi quando accorcia attacco".
Stai tranquillo che finisce che uno dei due accorcia anche su una palla interlocutoria e lunga e a quel punto che ci devi fare con quella palla in mezzo al campo e sulla riga del servizio… vorremmo mica scappare indietro?!

Satrapo
R:) Ma io non ho mai detto che andare a rete sia di per sè sbagliato, ho detto che è sbagliato andare a rete se prima non si è guadagnata una posizione di vantaggio tale da rendere la successiva volè un pro-forma, niente di più che una banale benedizione.
Quinsi se prima non si è solidi da fondo, andare a rete è un suicidio.

Se tu come hai detto, approcci male palle comodissime e ti fai infilare come un tordo (tue parole, "ho attaccato corto e centrale") il problema sono le volè? OVVIAMENTE NO!
Il problema è che non hai fondamentali all'altezza, che ti consentano di fare un approccio vincente sulla più banale delle palle che il nostro avversario ci possa proporre, ovvero la mozzarella in mezzo al campo.

Quindi converrai con me che il problema non è la volè, perchè la mozzarella in mezzo al campo con un dritto appena decente, se non si chiude in scioltezza, manda l'avversario talmente fuori dal campo che al massimo ci manda una cartolina.

Se attacchi corto e centrale una mozzarella, non ti servirebbero nemmeno le volè di Edberg. Un quarta può passare anche un seconda se questi si presenta a rete corto e centrale, ma il seconda sulla mozzarella in mezzo al campo non ha bisogno di fare nessuna volè, chiude ad occhi chiusi..


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Messaggio Da correnelvento il Dom 05 Dic 2010, 13:25

JanKo... Shocked

Non pensavo si potesse fare un lenzuolo più lungo di Satrapo! Sleep
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Messaggio Da doppiofallo il Dom 05 Dic 2010, 13:33

Grazie Janko Wink In effetti non fa una grinza, ci mancherebbe altro, sia per la bontà degli schemi che Satrapo ha elencato, sia quelli da evitare... parto però dal fatto chè come detto da lui, bisogna saper attaccare a maggior ragione propio perchè le racche di oggi ti permettono di colpire in sicurezza anche in situazioni precarie e quindi di organizzare il passante. MA il rovescio della medaglia è indubbiamente che :Con i telai odierni, anche noi possiamo servire palle robuste e molto liftate da seguire a rete, sia sulla prima che sulla seconda, ovvio però che il S&V segue schemi un pò pi complicati di un attacco a rete normale, ossia il sapersi coordinare eseguendo poi lo stop al centro del campo prima della volè di approccio , ma lo si può fare seguendo una prima che almeno dal lato destro (per i destri) se servita decentemente esterna, praticamente ci apre tutto il campo. Servendo dal lato sinistro si può fare uguale anche se un pò meno,inoltre se servita bene la mazzata centrale in alternativa da poco tempo e angolo alla risposta dell'avversario ed a rete si potrebbe rifinire la volè. Da qui poi la mia curiosità, ossia : è obbiettivamente complicato eseguirlo dal 4.3 in su? Oppure è uso e costume non insegnarlo perchè ci vuole tempo per assimilarlo, o perchè tra i primi 100 del mondo ce ne saranno un paio che lo fanno e non sappiamo nemmeno come si chiamano Serve&volley 786556 e quindi la tv...fa la sua??
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Messaggio Da janko60 il Dom 05 Dic 2010, 14:15

correnelvento ha scritto:JanKo... Shocked

Non pensavo si potesse fare un lenzuolo più lungo di Satrapo! Sleep

Hola Corre ............

Quello e' l'originale Satrapo impacchettato con le varie domande e risposte................... Smile

Sempre tratto dalla ormai famosa Raccolta di Sat & Wik

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Messaggio Da correnelvento il Dom 05 Dic 2010, 14:29

Ovviamente scherzo.

OTTIMO LAVORO! cheers
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Messaggio Da janko60 il Dom 05 Dic 2010, 14:43

correnelvento ha scritto:Ovviamente scherzo.

OTTIMO LAVORO! cheers

Si' Si' lo so ke sei un mattacchione.............. per fortuna.......... avercene.......... Smile

l'ho precisato non per te , ma per tutti coloro che non sanno .......... in rispetto a Sat e Wik............

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Messaggio Da veterano il Dom 05 Dic 2010, 16:40

Lenzuolo di Satrapo a parte,che come sempre ha centrato in pieno le varie sfaccettature dei pro e dei contro del serve and volley,credo che innanzi tutto per fare sistematicamente serve and volley devi veramente avere le caratteristiche tecnico- fisiche per farlo,un giocatore serve and volley non si improvvisa ma si costruisce con il tempo ed in base alle caratteristiche fisiche-tecniche che ci si trova davanti,piu che la vole' che io personalmente considero come esecuzione tecnica il colpo piu facile del tennis,bisogna avere un servizio veramente efficace e un buon tempismo e posizione sula palla specialmente nella prima vole',il difficile non e la vole' e riuscire a costruirsi il vantaggio per giocare la vole' il piu facilmente possibile,si ci si puo allenare,e anche se separatamente si hanno un bel servizio e una buona vole' non e detto che si riesca ad essere un giocatore di serve and volley,la posizione del dove si deve andare in base a come si serve si puo imparare ma trovare il tempo giusto ed io conseguente buon posizionamento sempre,non e cosa da tutti............comunque il serve and voley puro non e piu praticabile per i vari fattori che tutti sappiamo,ma puo essere una buona variante per sorprendere,vedi Federer nel ultimo Master,ma per le condizioni tecniche attuali,materiali di gioco, la filosofia e' che il serve and volley e troppo rischioso e non vedo un possibile cambio,almeno per il momento.
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Messaggio Da doppiofallo il Dom 05 Dic 2010, 17:19

Giusto..però ...visto che come hai detto tu, la volè è un colpo relativamente facile rispetto agli altri colpi da fondo, essendo anche meno dispendiosa fisicamente, io noto che oggi, nei circoli il gioco a rete ed il S&V non vengono propio presi in considerazione, tantè che poi i doppi che ne escono , quando sono gli alievi a farli, hanno un che di fantoziano....addirittura certe volte si vedono coppie che giocano tutte e due da fondo.. Shocked ..
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Messaggio Da zaphod il Dom 05 Dic 2010, 18:47

Nel mio piccolo (ma proprio piccolo) utilizzo il s&v come variazione tattica e così (al mio infimo livello) funziona all volte decentemente perchè l'effetto sorpresa (se) assieme ad un prima efficace fa si che i miei avversari (scarsi più o meno come me) si trovino in difficoltà e non riescano ad organizzare un buon paasante. Peró le volte che ho cercato di utilizzare lo schema con più frequenza o con gente più brava i risultati scemavano vertiginosamente.

Io la volee non la gioco nemmeoi malissimo ma approccio efficace e posizionamento quasi sempre lasciano a desiderare...

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Messaggio Da zaphod il Dom 05 Dic 2010, 18:56

Peró secondo me venire a rete paga al nostro livello almeno nel mio caso credo sia un elemento importante. Ecco forse non facendo s&v sistematico... ma lavorando un po' di più durante lo scambio sì... perchè comunque molti hanno grossi problemi a tirare fuori un buon passante di rovescio su una palla bella lunga indipendentemnte dai nuovi telai o dalla superficie.

E soprattutto molti hanno più problema ad organizzarsi e chiudere su unap palletta a metà campo piuttosto che approcciare ulteriormente o accorciare per chiudere al volo.

Io infatti per variare gioco spessissimo un back basso lento corto e centrale e credo che statisticamente sia la cosa che mi garantisce più punti in assoluto perche molti lì non sabno cosa fare, o la sotterrano o cercano la botta ssbagliando molto spesso
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Messaggio Da doppiofallo il Dom 05 Dic 2010, 19:11

Ti ho capito, è una variante, molte volte dal fondo ci capita di tirare benissimo un lungolinea o un incrociato, però quadno l'avversario sta a rete le cose cambiano...mette pressione ed il passantino non esce più come prima...
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Messaggio Da Feliciano il Dom 05 Dic 2010, 19:41

Mi piace andare a rete, ma Satrapo ha ragione. Se l'approccio non è fatto bene ti esponi troppo al passante/lob avversario, anche ai nostri infimi livelli.
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Messaggio Da stetennis il Gio 16 Giu 2011, 11:15

Riprendo il topic perche' ho una curiosita'. Quando si serve e si scende a rete,
qual'e' il punto ottimale per fare lo split al momento della risposta dell'avversario?

Guardando i filmati di Rafter & Co. su Wimbledon, ho notato che
spesso non riescono ad arrivare alla T del servizio. Probabilmente perche' la loro palla di servizio viaggia velocissima. La cosa sorprendente e' pero' la velocita' di ricerca della palla dopo la risposta dell'avversario. Si muovono in diagonale, avvicinadosi alla rete e lasciando la pericolosa zona morta ad una velocita' sorprendente. Per un intero turno di battute ho volutamente ignorato la palla e mi sono concentrato soltano sui piedi di chi serve. Impressionante!

Ritornando alla domanda, il punto ottimale e' tra le T e la rete?

P.S. Satrapo: e' solo una curiosita', io sto ancora cercando di seguire i tuoi suggerimenti e costruire solidita' da fondo. Smile
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Serve&volley Empty Re: Serve&volley

Messaggio Da FiloX il Gio 16 Giu 2011, 12:26

stetennis ha scritto:Ritornando alla domanda, il punto ottimale e' tra le T e la rete?
la prima voleè di solito non si gioca mai vicino alla rete... a meno che la velocità del servizio e della risposta non siano proprio basse

quindi uno split prima della T, e poi in avanzamento
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Messaggio Da Satrapo il Gio 16 Giu 2011, 12:32

stetennis ha scritto:Riprendo il topic perche' ho una curiosita'. Quando si serve e si scende a rete,
qual'e' il punto ottimale per fare lo split al momento della risposta dell'avversario?

Guardando i filmati di Rafter & Co. su Wimbledon, ho notato che
spesso non riescono ad arrivare alla T del servizio. Probabilmente perche' la loro palla di servizio viaggia velocissima. La cosa sorprendente e' pero' la velocita' di ricerca della palla dopo la risposta dell'avversario. Si muovono in diagonale, avvicinadosi alla rete e lasciando la pericolosa zona morta ad una velocita' sorprendente. Per un intero turno di battute ho volutamente ignorato la palla e mi sono concentrato soltano sui piedi di chi serve. Impressionante!

Ritornando alla domanda, il punto ottimale e' tra le T e la rete?

P.S. Satrapo: e' solo una curiosita', io sto ancora cercando di seguire i tuoi suggerimenti e costruire solidita' da fondo. Smile

Ovviamente si steppa quando l'avversario impatta quindi non si possono definire punti ottimali per steppare nel senso che si steppa QUANDO SI DEVE STEPPARE (ovvero sull'impatto avversario) ovunque ci si trovi.

Nel caso del S&V e in generale per qualsiasi attacco più avanti si riesce ad arrivare è meglio è, ma difficilmente uscendo dalla battuta si riuscirà a superare la T del servizio prima che l'avversario impatti la palla, da qui nasce anche la grande difficoltà di esecuzione della prima volè dopo il servizio che spesso viene giocata a notevole distanza dalla rete.
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Messaggio Da stetennis il Ven 17 Giu 2011, 11:38

Grazie Sat!
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Messaggio Da b52_ste il Ven 17 Giu 2011, 12:42

Ammazza che lenzuolone!!! Very Happy comunque è stato moooolto istruttivo! in ogni caso, spesso io ricorro al serve&volley, anzi forse sarebbe meglio dire "serve&smash" perchè spesso i miei avversari vanno in difficoltà sulla mia prima da bombardiere piatta ... Smile

Comunque spesso in caso di scambio accorciato, non essendo un fenomeno a rete, preferisco una bella smorzatona... magari fintando un attacco! Smile
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Messaggio Da Smanetto il Ven 17 Giu 2011, 14:09

Mi inchino alla sapienza degli esperti, ma mi non condivido il fatto che un passante lo sappia tirare chiunque (pescatore di frodo) il primo istinto dello scarsone (tra cui io) di solito è quello di tirare un pallonetto che è la cosa più semplice per chi ha carenze tecniche, per altro lo scarsone è anche abituato a far passare la palla alta sulla rete per non correre rischi quindi o mette in bocca la palla a chi è sceso rete o la tira sulla rete per paura di alzarla troppo. Certo è sempre decisivo l'approccio dell'uomo a rete ma si sa chi sa approcciare poi ne gode le conseguenze.


Ultima modifica di Smanetto il Ven 17 Giu 2011, 14:12, modificato 3 volte (Motivazione : errato invio doppio)
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Messaggio Da garadel il Sab 18 Giu 2011, 15:59

La regola su cui non si può transigere è .. bisogna avere un servizio in rapporto migliore alle risposte avversarie e riuscire ad attaccare/angolare le palle che rimbalzano a metà campo.

Allo stesso modo se il nostro avversario ha un servizio in rapporto peggiore alle nostre risposte, sulle seconde si può fare un bel lungo linea [anche un chip in back] e conquistarsi la rete. Smile

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Messaggio Da Chiros il Gio 30 Giu 2011, 10:49


Così, tanto per passare qualche minuto in bellezza.
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