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Messaggio Da veterano il Mar 08 Mar 2011, 20:09

Il tennis è uno sport che ci può dare molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo può essere una delle esperienze più frustranti se non riusciamo a sviluppare una filosofia adeguata verso l'apprendimento e la competizione.
Spero che i seguenti punti vi aiuteranno a godere di più di questo sport straordinario:
Il tennis è un gioco di errori e più rapidamente si capisce questo concetto ,prima si potra' godere pienamente lo spirito del gioco . Gli errori sono parte del gioco e la maggior parte dei punti si vincono o si perdono a causa di errori anche nelle partite tra i migliori giocatori del mondo. Nessuno al mondo si salva dal commettere errori,gli errori fanno parte di un allenamento quotidiano e di tutte le partite.
Il segreto per cercare di ridurre al minimo i nostri errori e gestire la nostra mente in modo che gli erori commessi non influenzino il nostro umore e quindi le nostre prestazioni.
Gli errori fanno parte del processo di apprendimento ed sono assolutamente necessari per ottenere dei miglioramenti.
Una delle cose che ripeto costantemente ai miei alunni che vedo un po frustrati quando cercano di imparare-migliorare qualcosa nel loro gioco,e che devono accettare il fatto che solo attraverso molti errori potranno migliorare. Per esempio, le dico a qualcuno che sta lavorando sul rovescio che il processo di apprendimento richiede un lavoro molto lungo ed e' probabile che colpendo piu di 10000 palle in questa fase se ne sbagli molto piu della meta'.
Una volta capito questo e molto piu facile godersi anche la fase di apprendimento.
Una volta capito il concetto pero' avremmo bisogno di giocare e fallire ancora moltissime palle fino a che non riusciremo a realizzare con successo un cambiamento nel gioco. Capire che bisogna piegare il gomito nel servizio non è sufficiente per servire bene.
Uno degli esempi che uso molto con i giocatori che non vogliono capire questo è il concetto di suonare il pianoforte. Io gli dico che le insegnero'a suonare il pianoforte molto facilmente e le spiego che tutto ciò che è necessario per riprodurre qualsiasi melodia è mettere le mani sulla tastiera e premere il tasto appropriato al momento giusto. Questa è tutta teoria, e se si riesce a mettere in pratica si puo riprodurre qualsiasi melodia immediatamente. Ma in realtà non è difficile capire la teoria, ma metterla in pratica e ci vogliono molti anni di pratica, come nel tennis.
Migliorare e giocare bene, allo stesso tempo non è possibile. Quando stiamo migliorando-imparando qualcosa, la maggior parte delle volte ci sentiremo a disagio e il nostro gioco peggiorera',ma questo fa parte del processo e deve essere accettato. Solo quando riusciremo ad attuare dei cambiamenti nel nostro gioco in forma automatica, senza dover pensare incominceremo a raccogliere i frutti del lavoro che stiamo facendo. Come molte cose nella vita, migliorare costa e si deve pagare il prezzo in anticipo.
La sfida più importante nel tennis è contro se stessi, non contro l'avversario. Il tennis è un gioco di errori, la sfida è trovare un stato mentale in cui riuscire a dare il massimo di se stessi, a prescindere dal nostro avversario. Ciò richiede di concentrarsi sul "momento" per tutta la partita, è quello che si deve fare in questo momento e' bloccare tutti i pensieri futuri e sul passato, tipo "sto giocando male" o "io non posso perdere con questo ", etc etc Solo in questo modo aumenteranno le nostre possibilità di successo. Il fulcro del gioco deve essere assolutamente sulla nostra persona perché questo è il solo aspetto che possiamo controllare. L'avversario e l'ambiente sono parte del gioco
ma purtroppo sono aspetti del gioco fuori dal nostro controllo e preoccupandosi di questo non possiamo altro che farci del male.

Comprendere e applicare tali concetti molto semplici è la chiave per godere e sfruttare al meglio i nostri allenamenti e la partite.Un approccio realistico e positivo nei confronti del tennis sono la chiave per garantire una esperienza positiva per tutta la nostra carriera da tenista.
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Messaggio Da wbtit il Mar 08 Mar 2011, 20:55

Grazie, mi sa che mi hai risparmiato mesi di frustrazioni!

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Messaggio Da oedem il Mar 08 Mar 2011, 21:23

lenzuolo spettacolare, vet ave
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Messaggio Da Maurizio il Mer 09 Mar 2011, 09:16

un libro stampato
sembra giusto il discorso che stavo facendo ieri a mio figlio, che pur di cercare di vincere le partite di allenamento rinuncia a fare quello che deve per migliorare i suoi colpi
adesso lo stampo e glielo porto: se lo sente da un altro magari ci crede di più
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Messaggio Da marco61 il Mer 09 Mar 2011, 20:44

Mi piace l'accostamento tra l'arte e il tennis. Effettivamente imparare a suonare uno strumento, per quanto semplice possa sembrare, richiede anni e anni di studio e di esercitazione. Stessa cosa nello sport, quando l'uomo è chiamato ad esibirsi non solo con il proprio corpo, ma in connubio con un attrezzo, nel nostro caso la racchetta da tennis.
Perchè il calcio è lo sport più diffuso al mondo? Perchè arrivare a divertirsi tirando calci ad un pallone è poco impegnativo e molto appagante, in quanto anche senza troppo esercizio anche un bimbo di 5 anni può già muoversi su un campetto da calcio con discrete movenze.
Ricordo gli anni del collegio, in prima elementare. Al suono della campanella, alle 16.30, la partitella nel cortile era l'avvenimento clou della giornata.
Ovviamente nessuno mi aveva mai insegnato nulla, ma ricordo perfettamente i dribbling che mi riuscivano, i colpi di tacco, tutte cose che il mio corpo sapeva già fare naturalmente, e questo succede per milioni di bambini in tutto il mondo.
Prendete però lo stesso bambino e mettetegli in mano una racchetta da tennis.
Ecco che tutto cambia, impensabile che due bambini in prima elementare possano improvvisamente prendere una racchetta in mano e si mettano a palleggiare.
Senza l'aiuto di una persona adulta, quei bambini butterebbero a terra le racchette e riprenderebbero immediatamente a prendere a calci un pallone.
E' proprio questo che rende così affascinante il nostro sport, ma allo stesso tempo fa sì che molti ragazzi, entrando nell'età adulta, smettano di giocare a tennis. Come scritto da veterano, migliorare il proprio tennis non può prescindere da una quantità di errori sempre superiore alle cose fatte bene. Molti ragazzi che iniziano da bambini, raggiunto un discreto livello oltre il quale è ancor più difficile migliorare, preferiscono abbandonare piuttosto che impegnarsi veramente a fondo al fine di trovare nuovi stimoli per continuare a giocare.
Per fortuna ci siamo anche noi, i veri appassionati. Pur con tutti i nostri limiti, la sfida perenne con la nostra racchetta ci affascina e ci coinvolge, permettendo ad un mercato di continuare a progredire alla ricerca di innovazioni che possano illuderci di migliorare il proprio tennis. Perchè è così, sperare che il nostro tennis migliori perchè quel telaio ci permette di fare quel colpo che con un'altra racchetta non riusciamo a fare, è pura e semplice illusione. Ci può sembrare di far meglio un rovescio con un midplus piuttosto che con un mid, per il semplice motivo che stiamo usando un telaio più facile.
Ma se vogliamo che il nostro tennis migliori veramente, dobbiamo essere disposti ad anni ed anni di esercizi, e solo se accetteremo (come scritto da veterano) una situazione che ci costringerà a sbagliare tanto allo sopo di migliorarci, troveremo divertimento in ciò che stiamo facendo e pian piano riusciremo nel nostro intento.

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Messaggio Da correnelvento il Gio 10 Mar 2011, 11:40

Un bel post da condividere in pieno.

Alla fine tutte queste considerazioni, portano verso il traguardo che tutti noi ci prefissiamo: migliorare.

Questo traguardo è posto in un sentiero in salita e dissestato. Percorrerlo non è facile.

Molti di noi cercano delle scorciatoie, strade larghe ed in piano. Tali scorciatoie sono rappresentate da cambi continui di telai (alla ricerca di una racchetta che insegni il rovescio)... oppure dalla scusante che, in fondo non ci interessa vincere.... altri trovano scuse fisiche o lavorative.

Mi viene da accostare questo comportamento a quello di molti appassionati di palestra (visto che mi alleno da molto tempo). Molti di loro cercano sempre forme di allenamento innovative con macchine fantasiose, integratori miracolosi... o diete da astronauta....

Ma nulla sostituirà il DURO sforzo a sollevare carichi pesanti, il rumore dei dischi di ghisa che sbattono uno contro l'altro..

In altre parole, niente può sostituire la fatica (ossia l'allenamento).

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Messaggio Da Maurizio il Gio 10 Mar 2011, 12:00

correnelvento ha scritto:In altre parole, niente può sostituire la fatica

in perfetto stile Hartmann, direi Imparare divertendosi. 786556

condivido
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Messaggio Da miguel il Gio 10 Mar 2011, 12:15

bisognerebbe distinguere pero' la parte tecnica dal resto.
io penso di giocare a tennis meglio adesso che 15 anni fa, se pero' guardo i risultati allora vincevo di più pur giocando peggio perché ero più tignoso, più concentrato e naturalmente anche più giovane Imparare divertendosi. 106988
il fatto che sia uno sprt cosi' tecnico da un lato lo rende difficile dall'altro pero' se si assimila bene la tecnica ci permette di competere a buoni livelli per molto più tempo rispetto a molti altri sport (calcio in primis)
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Messaggio Da Satrapo il Lun 14 Mar 2011, 14:38

Grande Vet, questo intervento spiega molto bene quella che nelle agonistiche di alto livello viene denominata "teoria dell'errore", e che sta alla base della formazione dei giocatori agonisti.

Per farvi un esempio la prima cosa che viene "imposta" ai piccoli agonisti che puntano in alto è l'assoluta assenza di manifestazioni di contrarietà a seguito di un proprio errore; chi sbagliando un colpo si lascia sfuggire anche solo un "NOOO!" viene subito mandato a raccogliere a volte anche per tutta la lezione, proprio per abituare l'allievo ad accettare da subito ogni suo errore come parte integrante del gioco. Sbagliare e la cosa più normale che vi possa capitare su un campo da tennis.

Anche il più innocuo "NOOO!" in seguito ad un errore commesso viene bollato come rifiuto dell'errore che invece è il principale strumento didattico che abbiamo a disposizione. Quando sbagliamo stiamo "toccando con mano" il risultato di un nostro difetto tecnico, ovvero l'errore ci sta spiegando cosa non va e ce lo sta spiegando in maniera evidente, senza giri di parole ma con un bell'out, o una palla in rete etc.etc. L'errore è l'unica occasione che abbiamo di toccare con mano il risultato di una nostra mancanza.

L'errore è il nostro primo maestro, e come non diremmo mai "NOOOO!" al maestro che ci da una indicazione così non dovremmo mai commentare con un "NOOOO!" una palla sbagliata: dobbiamo prestare ai nostri errori la stessa attenzione e lo stesso rispetto che riserviamo alle indicazioni del nostro maestro.
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Messaggio Da correnelvento il Lun 14 Mar 2011, 16:53

Tutto assolutamente corretto e condivisibile.

Per quanto mi riguarda, spesso mi arrabbio se faccio un errore, ma con me stesso!

Nel senso che, quasi sempre, capisco la causa dell'errore (spesso pigrizia di piedi, con conseguente errata posizione).... e mi fa arrabbiare perchè ODIO sbagliare una palla per pigrizia.

Tirare un urlo (per me) in alcuni casi è liberatorio.... se non esterno il disappunto finisco per giocare peggio.

Sia chiaro che non faccio sceneggiate...



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Messaggio Da miguel il Lun 14 Mar 2011, 17:00

con quella foto sotto il nome vorrei ancora vedere che non tiri un urlo Very Happy
quello che scrive satrapo é vero ma nella realtà credo che il tennis sia uno degli sport in cui si esterna di più.
per dire a volte vedo partite di biliardo o golfisti (parlo di pro) che sbagliano cose incredibili e sono li' compassati come se non fosse successo nulla.... come fanno ?
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Messaggio Da Stebroc il Mar 15 Mar 2011, 00:32

oedem ha scritto:lenzuolo spettacolare, vet ave
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Messaggio Da dropshot II il Mar 15 Mar 2011, 09:56

miguel ha scritto:
per dire a volte vedo partite di biliardo o golfisti (parlo di pro) che sbagliano cose incredibili e sono li' compassati come se non fosse successo nulla.... come fanno ?

il bilardo ancora ancora ma i golfisti amatoriali sono quasi peggio dei tennisti, santi che cadono, mazze che volano, qualcuno le spezza pure.
forse è l'unico altro sport che è capace di tirare fuori dai gangheri come il tennis. quella fottuta pallina è lì ferma solo da colpire, ti prepari, swing, ti sembra di aver fatto tutto come al solito e BAM quella fetente va dove vuole lei. già perchè ti sembrava di aver fatto tutto come al solito. esattamente come nel tennis.
quello che ti manda ai matti del tennis è l'effetto memoria. dopo un colpo sei convinto di aver fatto tutto con i crismi dovuti ma il risultato è una palla affossata. ok vado sulla palla, dai il movimento è quello, racchetta alta, piegato sulle gambe, è il solito movimento BAM telone e ti imbufalisci. la difficoltà sta nel superare questi pensieri, accettare che ogni colpo è diverso ed analizzare il perchè quella maledetta spugna gialla è finita dovunque tranne dove doveva. in questa piccola cosa sta la differenza tra la racchetta che vola verso il paletto a produrre un poco simpatico suono sordo e la racchetta riposta con cura nella sacca. praticamente devi diventare buddista e introdurre "relatività" in ogni pensiero per riuscire in 'sto fottuto sport Very Happy

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Messaggio Da Elric il Mar 15 Mar 2011, 10:06

praticamente devi diventare buddista e introdurre "relatività" in ogni pensiero per riuscire in 'sto fottuto sport Very Happy [/quote]

tutto vero!! con mia vergogna io bestemmio SOLO sul campo da tennis ed ogni tanto mi viene persino voglia di piangere. però non rompo più le racchette!! Smile
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Messaggio Da miguel il Mar 15 Mar 2011, 10:07

no io parlavo di professionisti so che a livello dilettanti se ne vedono di cotte e di crude.
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