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Footwork by Satrapo

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Messaggio Da veterano il Mar Feb 16, 2010 12:57 am

Personalmente non mi preoccuperei tanto di quanti passi si fanno per arrivare alla palla,ovviamente se ne faccio meno e perche' riesco a coprire il campo meglio,diciamo che con tre passi , un buon giocatore dovrebbe riuscire a coprire il campo correttamente,tre passi ma senza contare i baby step che in fase di aggiustamento del corpo e ricerca appoggi sono fondamentali,percio' meglio pensare a muoversi,"prima" e in diagonale che a quanti passi si facciano,come dice Satrapo non c'e una regola fissa e dipende tutto da quanto sono distante dalla palla.Bisogna anche ricordarsi di coprire il campo in base al colpo che si ha giocato perche' il centro del campo non e' sempre il posto giusto per ritornare a coprire.Quello che sottolinea Satrapo e' la base ovvero lo step quando l'avversario colpisce la palla,poi dipende dalla situazione di gioco,se sono in mezzo al campo ed il gioco e' centrale probabilmente dovro' fare un solo passo piu' amplio e magari due baby step,o anche solo uno.come anche il cross over che e' si fondamentale,ma a volte non necessario.Comunque per muoversi corretamente in campo,magari posso utilizzare due passi di aggiustamento laterali, bisogna conoscere tutti i vari passi a disposizione e a seconda della situazione,che varia di volta in volta imparare a muoversi correttamente.
Chiaramente l'esperienza aiuta molto,per ultimo ma non meno importante il discorso di scappare via quando si colpisce la palla per cercare di rientrare a coprire il campo piu' un fretta e' un altro errore da evitare,ci deve sempre essere un momento di stasi ,quello che normalmente chiamiamo sentire gli appoggi e anche dopo aver colpito lo stare fermi almeno qualche secondo tentando di tenere ben in equilibrio il corpo non fa assolutamente male e evita moltissimi errori .
Un saluto e buon tennis
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Footwork by Satrapo - Pagina 2 Empty Re: Footwork by Satrapo

Messaggio Da Satrapo il Mar Feb 16, 2010 2:23 pm

Nel prossimo ed ultimo “lenzuolo” dedicato al footwork proveremo a parlare di cose da tennisti proprio tanto “cattivi” e smaliziati, introducendo concetti come gravity-step, gravity-turn e ragionando un po' sulle famigerate diagonali di avvicinamento alla palla.

Oedem ti sei sbagliato, non hai messo il terzo lenzuolo!! lol!

No dico vogliamo lasciare i nostri amici senza il lenzuolo più tecnico? Ringrazio casa che mi ha mandato la sua raccolta di lenzuoli Satrapeschi e incollo qui la terza puntata, dicendovi fin da subito che gli argomenti trattati sono piuttosto avanzati, nel senso che rappresentano un punto di arrivo nella tecnica del footwork e non un punto di partenza, ovvero occhio a provare gravity-step o gravity-turn senza aver raggiunto un livello di controllo adeguato sugli spostamenti perchè si corre il rischio anche di stramazzare al suolo! Footwork by Satrapo - Pagina 2 786556

PURTROPPO MOLTI LINK AI VIDEO CITATI NON SONO FUNZIONANTI O PERCHE' RIMOSSI O PERCHE' NEI VARI COPIA INCOLLA QUALCHE PARTE DEL LINK E' ANDATA PERDUTA

FOOTWORK PARTE TERZA: L'UNIVERSITA' DEGLI SPOSTAMENTI

Ora che steppiamo su ogni colpo avversario, ora che rientriamo rapidamente in copertura con mirabolanti crossover, ora che i nostri piedi sono diventati agili e reattivi, costantemente alla ricerca della palla o del campo, diamo uno sguardo a cos'altro entra in gioco quando le cose si fanno davvero molto ma molto serie.

GRAVITY STEP, L'EVOLUZIONE DELLO STEP.

Ok ora cosa sia uno step lo sapete a memoria, ci vorrà tempo ed impegno per renderlo una componente del vostro gioco radicata a tal punto da diventare un vero e proprio atteggiamento che non vi abbandonerà nemmeno nel più “becero” e disinvolto palleggio di riscaldamento, ma sapete cosa vuol dire steppare.

Già, ma non è tutto: se volete diventare “cattivi” davvero c'è dell'altro che forse vi interesserebbe conoscere.

Abbiamo detto che lo step è un “saltino” verticale volto a neutralizzare lo spostamento in corso che si esegue in corrispondenza del colpo avversario, sincronizzando il nostro “ricadere a terra” con l'esatto momento in cui la palla lascia le corde della racchetta del nostro contendente.

Lo step all'interno dello scambio è lo spartiacque tra la ricerca di campo e la ricerca di palla, è come se noi in attesa di capire dove dovremo andare a cercare la prossima palla trasformassimo il nostro moto di rientro in copertura un saltino verticale, in modo da ripartire verso la palla appena ripreso contatto con il terreno. Siamo rimasti in movimento con i piedi e “ricadendo” verticalmente possiamo partire in ogni direzione.

La chiave dello step sta nel prendere il tempo al nostro avversario con precisione assoluta: dobbiamo sincronizzarci in modo che i nostri piedi riprendano contatto con il campo nel momento esatto in cui la palla lascia la sua racchetta. In realtà quindi lo step si “inizia” un istante prima del colpo avversario, e si conclude nel momento esatto in cui la palla parte verso di noi con l'”atterraggio”.

Però a livelli di gioco altissimi in questo istante che intercorre tra il nostro staccarci da terra steppando ed il colpo dell'avversario possono accadere tante cose. Può accadere infatti che mentre siamo in fase aerea ed il nostro avversario è impegnato nella fase iniziale del suo swing ci pervenga qualche informazione “attendibile” su dove ci verrà indirizzata la palla: immaginate di essere impegnati in un solido scambio sulla diagonale di dritto rientrando moderatamente al centro dopo ogni colpo, quasi certi di dover ripartire verso l'esterno per continuare lo scambio incrociato.
Si da il caso però che subito dopo aver steppato riusciate a percepire qualcosa di molto interessante, come ad esempio una posizione del compasso dell'avversario insolitamente chiusa rispetto ai colpi precedenti; praticamente un telegramma che recita. “in arrivo randellata di dritto lungolinea stop si salvi chi può”.

Ma se abbiamo eseguito correttamente lo step il “telegramma” arriverà mentre ci troviamo ancora in fase aerea, con i piedi che non avendo ancora ripreso contatto con il suolo non saranno in grado di farci partire velocemente per fronteggiare la mazzata in arrivo. Però è anche vero che il nostro avversario non ha ancora impattato la palla, quindi siamo comunque in vantaggio: abbiamo letto il colpo in arrivo, ma dobbiamo aspettare di “atterrare” per tradurre questa informazione in un reale beneficio. Siamo in anticipo ma non possiamo ancora muoverci, ed in situazioni simili l'arma segreta è il gravity step: invece di ricadere con tutti e due i piedi a terra contemporaneamente come accade in uno step “normale” si anticipa il contatto dell'appoggio più distante rispetto a dove andrò a colpire la palla, in modo da atterrare decisamente sbilanciato verso la direzione del mio scatto. Se il piede più “distante” tocca terra prima, la gravità sposterà il mio peso verso la direzione opposta, ovvero verrò proiettato nella direzione desiderata: sedendovi su una sedia che ha solo le gambe destre cadrete pesantemente verso sinistra, così come se dopo lo step toccherete terra prima col solo piede destro, riceverete una poderosa spinta per una fulminea partenza verso sinistra.

In questo modo sarò riuscito a trarre vantaggio reale dall'aver letto in anticipo il colpo dell'avversario. Inutile dire che se è già complicato eseguire alla perfezione uno step verticale, riuscire ad eseguire un gravity step è cosa da professionisti, ma lo abbiamo anticipato: siamo all'università del footwork. L'importante è capire che il gravity step non è pratica comune: su 100 step, 95 saranno “normali”, perché le condizioni che portano all'esecuzione di un gravity step sono particolarissime e legate ad una informazione che improvvisamente ci rende nota la direzione del colpo avversario, un istante prima che la palla venga effettivamente da lui colpita.

Il gravity step si esegue non solo anticipando il contatto di un piede rispetto all'altro ma anche ad esempio toccando terra contemporaneamente con i due piedi ma arretrando di molto il punto di contatto, ovvero sbilanciandosi pesantemente in avanti favorendo uno scatto in avanzamento. Situazione tipica di questa tipologia di gravity step si ha ad esempio quando durante la fase aerea si percepisce un repentino cambio di impugnatura del nostro avversario, che magari dopo aver preparato il dritto con la consueta western improvvisamente scatta su una continental: in questo caso il telegramma che ci invia recita: “smorzatona in arrivo stop sorridere per foto”. Se però me ne rendessi conto durante la fase aerea del mio step riuscendo ad arretrare sufficientemente il punto di contatto, nel momento del mio atterraggio risulterei sbilanciato in avanti ricevendo così una spinta consistente per partire a tutta velocità verso la rete, andando magari a chiudere la palla corta in fronte al mio avversario in modo da fargli magari anche passare la voglia di fare le “finte”. (Giocando con qualcuno un po' più forte del normale avete mai avuto la sensazione che si metta in moto verso dove state per tirare con un tempismo sconcertane, tanto rapidamente da darvi a volte addirittura il tempo di cambiare idea sulla direzione del vostro colpo con i disastri che ne conseguono? E specialmente sulle vostre palle corte scoprirlo già lì pronto a fare un bel buco in terra? Le palle corte sono rischiosissime e poco utilizzate ad alto livello proprio per questo: sono molto facili da intuire e se un giocatore è sufficientemente smaliziato da saper adottare le “contromisure” adatte arriverà sulla palla senza troppi problemi, e sappiamo tutti come ci siano ben poche situazioni tanto indifendibili quanto una palla corta sulla quale il nostro avversario arriva più o meno comodamente!)

Il gravity step è dunque uno step in cui per un motivo ben preciso il giocatore decide di sbilanciare il suo “atterraggio” per ottenere da questo sbilanciamento uno spinta poderosa nella direzione in cui desidera partire. Si utilizza la gravità tramite un consapevole sbilanciamento degli appoggi.

Incredibile a dirsi vero, sfruttare la gravità per ottenere maggiore velocità di spostamento! Eppure guardate questo meraviglioso esempio di gravity step che ho scovato su youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=1LZyPKaeGlA

E' evidente come il giocatore inizi lo step con un atteggiamento che indica chiaramente l'aspettativa di dover tornare sulla sua sinistra per il colpo successivo, guardate come la linea delle spalle sia inclinata verso la sua sinistra per tutta la prima fase dello step, ma poi proprio un istante prima di atterrare qualcosa gli fa intuire chiaramente che sta per arrivare una bella pallata alla sua destra e lui istantaneamente anticipa il ritorno a terra dell'appoggio sinistro (ovviamente ottiene questo “anticipo” di ritorno in appoggio del sinistro ritraendo il destro) in modo da generare una poderosa accelerazione verso destra.


Mentre guardate questo filmato qui sotto: tutti gli step sono “neutri” e verticali tranne L'ULTIMO, quello in cui il giocatore si trova decisamente molto dietro, nettamente oltre la riga di fondo e che coincide anche con la fine dello scambio. In questo caso però siamo di fronte alla tipologia di gravity step che non prevede un anticipato-ritardato ritorno a terra di uno dei due appoggi rispetto all'altro, ma un deciso arretramento del punto di contatto rispetto al proprio asse, volto ad ottenere un deciso sbilanciamento in avanti.

https://www.youtube.com/watch?v=jGAtiqRq ... re=related

Il giocatore dopo essere finito durante lo scambio decisamente oltre la riga di fondo esegue questo gravity step toccando terra con i piedi contemporaneamente come in uno step normale, ma arretrando decisamente il punto di contatto, sbilanciandosi decisamente in avanti. In casi come questo il giocatore non ha bisogno di informazioni aggiuntive sul colpo in arrivo per eseguire questa tipologia particolare di gravity step perché trovandosi così tanto fuori dal campo può essere certo (giustamente) che comunque il colpo successivo andrà giocato in posizione più avanzata rispetto a quella in cui attualmente si trova, tenendo anche nel dovuto conto la concreta possibilità che l'avversario vedendolo così arretrato possa giocare più corto, magari tentando proprio una palla corta.

In sostanza il giocatore che si trova ormai così indietro sa che sicuramente trarrà giovamento da una “spintarella” in avanzamento ed esegue un gravity step volto a garantirgliela.

P.s: Alcuni tecnici identificano come SPLIT STEP quello che qui abbiamo descritto come gravity step, enfatizzando il concetto di separazione (split) degli appoggi in fase di atterraggio. Altri invece preferiscono il termine GRAVITY STEP mettendo in risalto l'utilizzo consapevole dello sbilanciamento, in modo da comprendere in questa famiglia anche uno step con atterraggio simultaneo a livello di appoggio destro e sinistro ma punto di contatto arretrato, in modo da sfruttare lo stesso la forza di gravità tramite lo sbilanciamento in avanti. La sostanza è la stessa: sbilanciamento consapevole per sfruttare la forza di gravità ottenendo una spinta nella direzione desiderata.

Dopo aver visto come si possa sfruttare la gravità per ottenere vantaggi reali quando la situazione di gioco lo consenta, vediamo come far fronte alla più frequente necessità di reagire ad una improvvisa variazione di gioco del nostro avversario che non ci è stato possibile “prevedere”.

Non abbiamo letto in anticipo la palla corta, il lungolinea, la mazzata incrociata, non ci è pervenuto nessun “telegramma” ed ora dobbiamo partire a tutta velocità per il più disperato dei recuperi.

GRAVITY TURN (o passo contrario di avvicinamento, passo pivot.. i nomi si sprecano ma anche qui la sostanza è la stessa!)

Il problema è il seguente: l'avversario mi ha appena tirato una bella pallata proprio lì dove non me l'aspettavo, la palla corre veloce e io sono lontano. Devo partire il più rapidamente possibile, su questo non c'è dubbio, ma come? Sempre nell'ottica di un destro mettiamo il caso di dover scattare a tutta velocità per tentare un recupero col nostro rovescio: siamo appena stati pizzicati da un bel drittone anomalo del nostro avversario, una micidiale sventagliata che apre alla nostra sinistra, ma non abbiamo ancora voglia di cedere questo 15 perciò decidiamo di provarci e partiamo come delle furie, perché un tennista si distingue da un raccattapalle non per il numero di palle che “recupera”, ma per la tendenza a farne sempre e comunque una questione personale tra lui e quella dannata, maledettissima palla gialla!

Il punto da raggiungere è lontano sulla nostra sinistra, noi siamo appena “atterrati” dopo il nostro step senza aver potuto preparare nulla, e dobbiamo partire “a tutta”. Nel tennis ai fini di un recupero i primi passi sono determinanti perché le distanze da coprire sono sempre relativamente troppo brevi per sviluppare velocità pura: quello che ci occorre è massimizzare l'accelerazione iniziale per bruciare il più rapidamente possibile quanta più distanza tra noi e la palla. La “migliore” accelerazione possibile si ottiene allontanando il piede più vicino alla palla da raggiungere per utilizzarlo come primo appoggio per la partenza del piede più lontano in direzione del punto da raggiungere.

Se devo scattare verso sinistra la mia prima mossa sarà quindi quella di avvicinare il piede sinistro al destro (riducendo il compasso degli appoggi ed allontanandolo “dalla palla in arrivo”) ruotandolo sull'avanpiede in modo da allinearne la punta nella direzione dello scatto (pivot)

Anche in questo caso entra in gioco la gravità, oltre al principio delle leve (ampiezza di appoggi). In una classica situazione di appoggi di tipo tennistico i piedi si trovano paralleli tra di loro, separati da una distanza pari a circa 1 volta e mezzo la larghezza delle spalle. Avvicinare un piede all'altro (che viene tenuto fisso a terra) provoca un evidente sbilanciamento verso il piede spostato, ovvero in direzione contraria alla quale è stato mosso il piede. Ottenuta questa “spinta” il fatto di ritrovarsi con i piedi più vicini consente una accelerazione maggiore, perché passi più piccoli permettono frequenze maggiori: è un po' come partire da fermi in prima anziché in quarta.

Questa tecnica decisamente raffinata viene utilizzata esclusivamente per far fronte a situazioni estreme, per le quali una normale dinamica di avvicinamento non consentirebbe di raggiungere in tempo la palla. La spinta iniziale che si ottiene è micidiale, viene però compromesso il generale equilibrio dell'atleta che avrà si maggiori probabilità di raggiungere palle altrimenti “intoccabili” ma pagherà questa possibilità di intercettare il colpo avversario con un equilibrio assolutamente precario in fase di impatto. In questa ottica si comprende ancora meglio il mostruoso dinamismo in campo di Nadal, poiché il ragazzo oltre ad avere una reattività ed una forza esplosiva disumana, padroneggia perfettamente queste raffinate tecniche di spostamento ed associa a eccellenti doti di mobilità una sensibilità di braccio non comune per la tipologia di giocatore a cui appartiene. (Perché Nadal la palla la sente ragazzi, con lui lo stereotipo del “toppettaro” rema e corri non è applicabile, Nadal è uno che dopo aver raggiunto palle letteralmente impossibili arrivando “a cannone” e totalmente sbilanciato, colpisce da 3 metri fuori dal campo piazzando il passante sulla riga. Non sono un “Nadaliano” ma in fatto di tecnica bisogna essere obiettivi: il ragazzo ha gambe ma anche braccio, i miei unici dubbi riguardano la tenuta nel lungo periodo a livello di carriera perché il suo gioco è davvero troppo dispendioso)

Togliete l'audio (che a me ha fatto innervosire ) e guardate ancora una volta Federer nel primo minuto di questo video che essendo al rallentatore consente di apprezzare in tutto e per tutto la situazione in cui viene eseguito un gravity turn.

https://www.youtube.com/watch?v=BWGQNyvR ... h_response

Dopo il servizio il giocatore si trova ben dentro il campo ed in controllo, tanto da colpire con sicurezza il dritto successivo e mostrare la chiara intenzione di attaccare ma viene letteralmente “sorpreso” dalla palla che l'avversario gli rispedisce nell'angolo alla sua sinistra.

Guardate come il giocatore dopo il dritto si proietti chiaramente avanti ma sia costretto ad arrestarsi bruscamente dopo aver constatato che l'avversario è riuscito a sorprenderlo sul suo lato sinistro con una mazzata non indifferente.

Stoppate il video al secondo 44, prendete fiato perché il ragazzo ci sta per stupire: partito con il proposito di attaccare Federer è stato letteralmente “freddato” da una pallata angolata e violenta sul suo rovescio. In una simile situazione o rimani fermo e batti le mani al tuo avversario, oppure non ci stai e tenti il tutto per tutto partendo come un fulmine: gravity turn!

Il suo piede sinistro, il più vicino alla palla, viene allontanato dal punto da raggiungere e ruotato per portare la punta in linea con la direzione dello scatto (pivot).

L'atleta in questo modo ruota e si sbilancia ottenendo dalla forza di gravità una poderosa spinta (gravity turn) ed innesta una “marcia” più bassa riducendo l'ampiezza di passo per generare la maggiore accelerazione possibile.

Guardate come già al secondo 46 l'atleta sia marcatamente inclinato verso la palla da raggiungere ed immaginate quanta spinta si possa ricavare da un tale sbilanciamento.

Poi vabè, la palla non la prende lo stesso, ma non possiamo certo dire che non ci abbia provato come meglio non si poteva fare! (A volte nemmeno le cose fatte alla perfezione garantiscono il punto figuriamoci quando sono fatte approssimativamente!)

Se pensate che tra la percezione del colpo e la reazione che si traduce in un perfetto ed istantaneo gravity turn passa meno di un secondo capirete quale sia il grado di attenzione e concentrazione che un tennista moderno deve raggiungere per essere competitivo a questi livelli: semplicemente mostruoso.

Come mostruoso è il lavoro necessario per padroneggiare tecniche di spostamento così raffinate raggiungendo contemporaneamente questa immediatezza di reazione allo stimolo visivo.

Bisogna studiare e provare i “passi” come un ballerino, scattare come un centometrista ed arrivati sulla palla picchiare come un fabbro.

Perché il miracolo del tennis moderno non è tirare così forte, per quello buona parte del merito va ai nuovi materiali: il miracolo è coprire il campo a queste velocità di palla impressionante, e per questo non ci sono materiali che possano aiutare più di tanto, ci vogliono solo ore ed ore di allenamento passate a limare dettagli apparentemente insignificanti che poi però in partita possono fare la differenza.

Ora è chiaro che non potete andare domani in campo e riuscire a fare gravity step e gravity turn perché sono cose che richiedono anni di perfezionamento ad alti livelli. (Si cade che è una bellezza le prime volte! )

Ma conoscere questi “dettagli” che la maggior parte delle volte non superano i cancelli di una agonistica vi sarà utile per entrare nella giusta ottica che un tennista in fase di crescita deve avere, a qualsiasi livello.

Il tennis non è solo sbracciate, ace, passantoni, stop volley da urlo, mazzate sulle righe e soluzioni tecniche divine: il tennis è prima di questo gioco di gambe, reattività, tecniche di spostamento..

Pensavate che fosse difficile tirare un lungolinea a fil di nastro spazzolando la riga? No no, quello si può pure fare, anzi di tanto in tanto il “Vincentone di Capodanno” salta fuori anche dal cilindro del principiante, ma per giudicare un giocatore dovete guardare prima i piedi, perché personalmente la cannonata sulla riga non mi impressiona più di tanto, ma la ricerca di palla di un top100, un gravity step ed un gravity turn come quelli di questi video invece mi mettono letteralmente paura: e come glielo fai il punto a gente che si muove così?

Bene, mancano le diagonali di avvicinamento, ne parlerò presto lo giuro, ma intanto beccatevi sto lenzuolo che giaceva incompleto da ormai troppi giorni!
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Messaggio Da oedem il Mar Feb 16, 2010 4:15 pm

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Satrapo ha scritto:Oedem ti sei sbagliato, non hai messo il terzo lenzuolo!! lol!
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Messaggio Da cristiano75 il Mar Feb 16, 2010 9:37 pm

Ringrazio satrapo e wik, per tutto ciò che ho letto!

Una domanda semplice, che però (credo) di nn aver letto nei vari lenzuoli, che chiaramente rileggerò ancora per assimilare mentalmente...

Quando parto per andare a prendere la palla, parto sempre con la gamba più lontana giusto!?

Però se penso al gravity step, parto con la gamba vicina, xchè quella lontana è quella carica...

Boh... mi sto confondendo!
E' rischioso leggere tutte queste belel cose, mi sa che appena rientro in campo nn riesco più a colpire la pallona da tante cose che devo pensare!!! Footwork by Satrapo - Pagina 2 776930
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Messaggio Da Satrapo il Mer Feb 17, 2010 2:04 am

cristiano75 ha scritto:Ringrazio satrapo e wik, per tutto ciò che ho letto!

Una domanda semplice, che però (credo) di nn aver letto nei vari lenzuoli, che chiaramente rileggerò ancora per assimilare mentalmente...

Quando parto per andare a prendere la palla, parto sempre con la gamba più lontana giusto!?

Però se penso al gravity step, parto con la gamba vicina, xchè quella lontana è quella carica...

Boh... mi sto confondendo!
E' rischioso leggere tutte queste belel cose, mi sa che appena rientro in campo nn riesco più a colpire la pallona da tante cose che devo pensare!!! Footwork by Satrapo - Pagina 2 776930
Allora la questione è delicata perchè andiamo a parlare del movimento tecnicamente più complesso del footwork, ovvero quello che viene chiamato "passo contrario di avvicinamento". Ripeto si tratta di un movimento tecnicamente complesso, che pertanto può essere eseguito con profitto solo da giocatori che hanno già raggiunto un livello eccellente di footwork. Per dirla breve il passo contrario è l'ultimo dei problemi da affrontare, comunque vediamo di cosa si tratta.

Quando dopo lo step si rende necessaria una partenza fulminea perchè magari l'avversario ha trovato una buona accelerazione o un buon angolo, insomma quando ci rendiamo conto che dobbiamo partire veramente a tutta il modo migliore per farlo è ricorrere al pivot, o passo contrario di avvicinamento. (Badate bene non è una situazione normale, di solito si ricorre al gravity turn (o passo contrario, o pivot.. ..ognuno lo chiama in modo diverso!) in condizioni estreme quando è necessaria una partenza davvero fulminea.

Diciamo di dover partire a tutta verso destra per arrivare su una gran bella pallata del nostro avversario: per prima cosa muoverò l'appoggio "più vicino" alla palla da raggiungere (il destro appunto) MA ALLONTANANDOLO DALLA PALLA STESSA (da qui il nome di "passo contrario di avvicinamento"); in pratica chiuderò il compasso degli appoggi e lo farò allontanando dalla palla l'appoggio ad essa più vicino. Facendo questo contemporaneamente ruoterò la punta del piede destro (quello che sto muovendo) in modo da puntarla "verso la palla" (da qui il nome PIVOT); così facendo mi ritroverò con il piede di spinta già rivolto nella direzione verso la quale voglio partire.

A questo punto spingendo sull'appoggio destro appena messo a terra e già ruotato nella direzione dello spostamento potrò partire molto più rapidamente verso la palla, vediamo perchè.

Allontanando l'appoggio più vicino avrò diminuito il compasso e questo mi consentirà di partire con un primo passo più breve accelerando quindi molto più rapidamente (è proprio come se avessi scalato marcia passando ad un rapporto inferiore che mi consentirà una accelerazione più pronta!) e inoltre avendo contemporaneamente ruotato il piede il mio appogio di carico sarà già rivolto nella direzione dello spostamento. Ma perchè per ridurre il compasso si preferisce allontanare dalla palla l'appoggio più vicino ad essa? non avrebbe più senso farlo avvicinando l'appoggio più lontano? Qui entra in gioco la forza di gravità (ecco perchè lo chiamano anche gravity turn) perchè scegliendo di chiudere il compasso allontanando dalla palla l'appoggio ad essa più vicino avrò creato un naturale sbilanciamento rivolto proprio verso la palla da raggiungere: anche la forza di gravità mi spingerà nella direzione voluta. (Se sto in appoggio su entrambi i piedi a gambe divaricate e alzo la gamba destra subirò un naturale sbilanciamento verso destra)

In pratica questo movimento sfrutta al meglio la tecnica (riduzione del compasso = maggiore capacità di accelerazione , rotazione della punta del piede di carico verso la direzione dello spostamento = migliore attitudine allo scatto in quella direzione) e la gravità (sbilanciamento controllato proprio nella direzione dello spostamento)

Guardate l'inizio di questo video:



Federer serve e al secondo 38' tira un dritto con l'intenzione di segurilo ma subito dopo si rende conto di non aver fatto male e infatti viene punito dal suo avversario che gli rimanda una bella pallata alla sua sinistra. Situazione "disperata" che richiede il ricorso alla massima espressione tecnica del footwork, e infatti Roger imposta un passo cotrario da università del tennis.

(Dal secondo 44') Per prima cosa allontana l'appoggio più vicino alla palla e lo sposta verso quello più arretrato riducendo il compasso (innesta la marcia più bassa per scattare più rapidamente sfruttando anche lo sbilanciamento del peso che ne consegue) ruotando opportunamente la punta del piede (in modo da avere il piede di spinta nella direzione dello spostamento). Una esecuzione tecnica MERAVIGLIOSA, in questo caso inutile perchè la palla è effettivamente irraggiungibile.

Altro genio del footwork all'opera qui:



Guardate per ripartire dopo il primo dritto come Nadal esegua addirittura DUE passi contrari in sequenza, una sorta di doppia scalata di marcia perchè la situazione era davvero complicata con tutto il campo da recuperare!!

Anche qui esecuzione tecnicamente MOSTRUOSA, un doppio gravity turn: roba da funamboli.

Ora guardate, anzi ammirate ma non vi venga in mente di provare ad introdurre il gravity turn nelle vostre dinamiche di rientro almeno fin quando non avrete raggiunto un footwork davvero eccellente perchè altrimenti potreste ritrovarvi faccia a terra dopo esservi brillantemente sgambettati da soli.
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Messaggio Da cristiano75 il Mer Feb 17, 2010 8:53 pm

Tutto molto chiaro...
Solo una cosa mi sfugge (che sia ottuso!?)... in condizioni normali, tralasciando gravity step et similari... con che gamba parto per andare verso la zona d'impatto palla?!
Domanda banale... ma ho dei dubbi...
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Messaggio Da albesca il Gio Feb 18, 2010 12:28 am

Definendo piede esterno quello che, dalla posizione "ready" si trova dal lato dove dobbiamo spostarci, ti riassumo quello che ho capito in parole piu' complicate .. Smile . In base a come prendi il tempo per steppare:

1 - Capisci la direzione che sei gia' atterrato: ruoti le spalle e parti allungando con la gamba esterna e spingendo con quella interna

2- Capisci la direzione prima di atterrare : poggi prima il piede interno a spingere e allunghi la gamba esterna che cosi' parte in falcata prima ancora di atterrare

2super - Come sopra ma con palla molto distante e angolata, si poggia prima il piede esterno sotto il corpo a sbilanciarsi nella direzione di spostamento e si incrocia con l'altra gamba "di potenza" a mo' di "start dei 100 metri" ...

Domani rientro in campo finalmente, dopo lo stop per la contrattura al polpaccio ... ho voglia di "ballare" !!
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Messaggio Da oedem il Mar Mar 02, 2010 3:47 pm

una curiosità: è normale che le mie gambe "ballano" di più se il ritmo dello scambio è sostenuto?

cioè, se palleggio con uno "moscio" sono alquanto statico mentre se il mio avversario sale di livello, molto naturalmente le mie gambe iniziano a steppare.

quando faccio i cesti per esempio steppo sempre
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Messaggio Da Ospite il Mar Mar 02, 2010 4:06 pm

si è normale perchè alzi il tuo livello di attenzione,
anche se non bisognerebbe far così ! Bisognerebbe integrare la giusta attività di gambe indipendentemente dalla situazione specifica.

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Messaggio Da Filippo il Mer Lug 28, 2010 5:36 pm

https://www.youtube.com/watch?v=R5CWAwtijVI&feature=player_embedded

Un nuovo video di FYB sul footwork.
Da quanto dicono è la migliore cosa che abbiano mai registrato su quel sito, giudicate voi stessi Wink
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Messaggio Da smokingbs il Gio Lug 29, 2010 10:04 pm

adesso visto il video spiegatemi come fa sto tizio a portare avanti il piede sinistro in una posizione open mentre sta facendo un dritto sul lato destro del campo.. io nn ci riesco mi viene naturalemuovere il piede destro...
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Messaggio Da Filippo il Ven Lug 30, 2010 1:25 pm

Devo ancora provare a farlo in campo, ma non mi convince il cross step uscendo dallo split step per andare a cercare la palla.
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Messaggio Da oedem il Ven Lug 30, 2010 1:31 pm

smokingbs ha scritto:adesso visto il video spiegatemi come fa sto tizio a portare avanti il piede sinistro in una posizione open mentre sta facendo un dritto sul lato destro del campo.. io nn ci riesco mi viene naturalemuovere il piede destro...
infatti....sinceramente questi walking step mi sembrano un qualcosa di fattibile se si fa il colpo in avanzamento.....boh

qua ci vorrebbe l'opinione di uno dei maestri

wik, Sat.....a rapporto!
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