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Complessità di palla

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Complessità di palla - Pagina 3 Empty Re: Complessità di palla

Messaggio Da Filippo il Ven 12 Mar 2010, 16:27

Comunque vorrei fare una considerazione sugli angoli di entrata-uscita di palla dopo il rimbalzo.
Leggendo quegli studi sulle rotazioni (non la pagina wiki sul topspin che faceva abbastanza ridere, come ha sottolineato anche Sat) ho notato che il risultato era sempre quello:

topspin- minor angolo di uscita
backspin - maggiore angolo di uscita

il che mi ha fatto storcere il naso, poichè è evidente a chiunque abbia messo piede in campo che una pallina carica di topspin rimbalzi molto più alta, mentre una rasoiata in back rimane bella bassa.
Poi ho pensato che i dati, presi così come ci vengono forniti, sono sia giusti che fuorvianti.
In pratica da quelle tabelle non emerge una cosa essenziale: il come la palla arrivi al rimbalzo.
Dopo un colpo in topspin, la palla rimbalzerà sul terreno con un angolo molto elevato tendente per assurdo all'angolo retto, poichè la traiettoria è una curva che tende a diventare "perpendicolare" nei confronti del terreno a causa della rotazione. Perciò poi la palla schizzerà verso l'alto e verso il fondo, sebbene dai risultati delle tabelle sembrerebbe che la palla debba rimanere bassa.
Viceversa, un colpo in backspin arriverà molto "piatto", cioè con un angolo molto piccolo rispetto al terreno, e la pallina rimbalzerà bassa proprio in relazione all'angolo con cui è arrivata, sebbene le tabelle vorrebbero farci intendere il contrario.
Probabilmente i risultati di quell'esperimento sono stati ottenuti basandosi su un angolo di impatto "standard" e non valutando l'angolo con cui arriva una vera pallina carica di topspin (o backspin) in una situazione reale.
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Complessità di palla - Pagina 3 Empty Re: Complessità di palla

Messaggio Da Ospite il Sab 13 Mar 2010, 15:16

Satrapo ha scritto:Ma questo è un forum di ingegnieri! Comunque siccome anche gli ingegnieri qui sono tennisti torniamo in campo..

Cosa si intende per "palla pesante"? Ve lo spiego in poche parole e con la racchetta in mano! Una palla pesante si percepisce sulla racchetta come se pesasse di più nel senso che risulta più faticosa da spingere, più faticosa da rimandare dove voglio, più difficile da gestire, più incline a proseguire per la sua strada mostrando una certa indifferenza nei confronti di ciò che vorrei fargli fare io. (Un po' come una bella donna via! Complessità di palla - Pagina 3 786556 )

A tutti gli effetti una palla pesante è una palla difficile, faticosa, che "pesa" sulla racchetta come un macigno, che risulterà meno direzionabile e meno ri-accelerabile rispetto ad una palla che pesante non è.

Il prototipo della palla pesante è una palla che sia veloce e carica di top-spin, ma prima di proseguire attenti al concetto di velocità di palla nel tennis!!

La velocità pura a tennis conta poco, a scagliare una palla a 200 km/h sul telone di fondo siamo capaci tutti, il problema è farla rimanere in campo.

Gli ingegnieri sanno che la la velocità è uguale a spazio / tempo quindi avrò una velocità maggiore sia se riduco il tempo di percorrenza sullo stesso tragitto sia se aumento lo spazio percorso nella stessa unità di tempo.

Purtroppo però quando si gioca a tennis o quando si osserva uno scambio il tennista o lo spettatore non riesce a valutare-misurare la quantità di strada effettivamente percorsa dalla palla ma pecepisce chiaramente solo l'intervallo degli impatti, ovvero il tempo che passa tra un impatto e il successivo. Più frequenti saranno questi impatti più verrà percepita una maggiore velocità di scambio ma non è così per una miriade di ragioni. (E questo è il principale motivo per il quale guardando il tennis in tv sembra che i giocatori tirino "piano", perchè dalle inquadrature la componente verticale dei colpi non si vede per nulla e si nota solo quanto tempo passa tra due impatti, mentre dal vivo un minimo si riesce ad intuire quanta strada percorra la palla!)

La principale di queste ragioni sta nel fatto che i PRO sono costretti ad utilizzare comunque grandi quantità di rotazioni sopra la palla per ottenete margine di sicurezza in spinta, e questo rende le loro traiettorie MOLTO più curve di quelle di qualsiasi giocatore non professionista; allora accade che nella formula della velocità avremo una enorme dilatazione dello spazio percorso (perchè lungo una traittoria molto curva la palla percorre molta più strada tra un impatto e l'altro) e anche a fronte di intervalli di tempo maggiori tra un impatto e l'altro la velocità reale della palla in top (che arriva anche un po' "dopo" quella piatta) risulterà in realtà decisamente maggiore.

Ma come detto l'osservatore, specie se è un amatore che non ha mai dovuto affrontare scambi di pallate copertissime, comprensibilmente percepisce come più veloce uno scambio in cui tra un colpo e l'altro intercorrano intervalli di tempo minori, ma nella realtà non è così: una palla in top che impiega più tempo per arrivare sulle mie corde può benissimo essere molto più veloce di una più piatta che ci arriva si un po', prima ma lungo un percorso molto più corto.

Inoltre i professionisti nel 90 per cento dei casi scambiano lungo le diagonali, questo implica che le loro pallate percorrono tragitti sempre molto ma molto lunghi e se a questo aggiungiamo che una palla in top potente e dal rimbalzo alto costringe i giocatori a scambiare come niente fosse un paio di metri fuori dal campo vedrete che le distanze che compiono i colpi dei pro rispetto a quelle dell'amatore medio sono ENORMI, quindi a fronte di intervalli di tempo sostanzialmente simili tra un pro e un amatore, la palla del pro avrà percorso MOLTISSIMA strada in più.

Immaginate Nadal che normalmente gioca 3-4 metri oltre linea di fondo e che in media fa passare la palla un metro abbondande sopra la rete palleggiare sulla sua diagonale di dritto con l'avversario che tiene remando anche lui un paio di metri almeno oltre la riga di fondo.

Gli ingegnieri calcolino pure la strada percorsa da una palla che parte quattro metri fuori dal campo, segue una traiettoria curva tanto da passare un metro abbondante sopra la rete e percorrendo il campo lungo la diagonale arriva sulle corde di un avversario posto anche lui un paio di metri fuori dal campo e scopriranno che è MOLTO maggiore di quella percorsa dal tipico palleggio piatto dell'amatore che sta con i piedi sulla riga di fondo e scambia dritto per dritto. Queste considerazioni sono importanti perchè normalmente un PRO in partita sulla terra ha un intervallo tra due suoi colpi successivi che si mantiene di media intorno ai 2,8-3 secondi (cioè la palla passa da un giocaotere all'altro in circa un secondo e mezzo, parliamo di media ovviamente i tempi possono dilatarsi o contrarsi in base alle situazioni di gioco) ma se prendessimo i tempi in palleggio a molti amatori scopriremmo che non sono poi così lontani da questa tempistica, e siccome l'osservatore percepisce molto più facilmente l'intervallo di tempo che intercorre tra gli impatti senza considerare traiettorie curve e angolazioni, ecco che se non si hanno presenti questi elementi tecnici si può pensare che in fondo i professionisti poi non è che tirino tanto più forte di un buon quarta, mentre nella realtà un toppone sulla diagonale maggiore di un pro che sembra impiegare una vita per arrivare dall'altra parte al povero quarta gli strappa la racchetta di mano.

Concluso questo panegirico sulla velocità di palla percepita dall'osservatore amatore a bordo campo che è ben diversa da quella che il "povero" professionista sente sulla propria racchetta quando si scambia mazzate con il suo avversario, torniamo al concetto di pesantezza.

Ragazzi wikipedia è tanto bella ma ha il difetto che chiunque può scrivere di qualsiasi cosa, e già leggendo che per generare il topspin bisogna "colpire la palla dal basso verso l'alto con un rapido movimento di polso al momento dell'impatto con la pallina" si capisce che chi ha trattato l'argomento saprà sicuramente tutto sull'effetto magnus, ma di certo non ha mai giocato a tennis a livelli almeno decenti.

Una palla in top ha una sua traiettoria curva, picchia verso il terreno con decisione e rimbalza molto alta, si impenna. Tralasciampo pure il discorso tra angolo di entrata e di uscita dal rimbalzo perchè al tennista interessa quanto in alto salirà la palla dopo il rimbalzo e potranno studiare qualsiasi cosa vogliono, resta il fatto che se il mio avversario è Nadal la sua palla carica di top dopo aver sorvolato la rete ad altezze importanti picchierà verso il basso e si impennerà dopo il rimbalzo sbattendomi metri fuori dal campo. Quando io tennista riceverò sulla racchetta questa palla impazzità dovro invertire il moto di una sorta di biscia inferocità che farà di tutto per continuare la sua traiettoria ascendete (o discendente) e parte della mia energià si disperderà per contrastare questa "volontà" della palla di proseguire lungo quella sorta di binario curvo che l'ha portata sulle mie corde. Ovviamente poi una tale palla impazzita (come ricordato anche da Wik) sulle mie corde tenderà a camminare ovunque, e questo renderà in generale la mia racchetta molto più instabile costringendomi ad un ulteriore sforzo per mantenere la racchetta in assetto. (per questo i pro utilizzano attrezzi in media più pesanti, perchè dovendo governare simili sassate hanno assoluto bisogno di stabilità e un attrezzo più pesante è sicuamente più stabile in fase di impatto). E' chiaro che questo dover domare una palla che di per se vorrebbe salire-scendere-camminare sulle corde, dover mantenere in assetto una racchetta violentata da un impatto così "infido".. insomma tutto questo assorbirà molta energia e quindi la percezione del tennista sarà quella di uno sforzo-impegno maggiore per ottenere lo stesso risultato. Se mi arriva una palla piatta a 100km/h per rimandarla al mittente a 100km/h faticherò tot, per ottenere lo stesso risultato con una palla di uguale velocità ma carica di top faticherò il doppio. Va da se che se per tirare una palla rossa a 20 metri a velocità X fatico il doppio di quanto fatico per tirare una palla nera sempre a 20 metri e sempre a velocità X, il mio "ingenuo" corpo percepirà la palla rossa come decisamente più "pesante".

Poi il discorso sulla pesantezza di palla va molto oltre, perchè una palla carica dalla traiettoria molto curva ha una finestra utile di impatto limitatissima rispetto ad una piatta e quindi richiede una ricerca di palla molto più attiva (e faticosa!) perciò in generale difficilmente riuscirò a colpire in zona ideale al 100% e questo contribuirà ad aumentare lo sforzo percepito (altra cosa che l'osservatore non può percepire, per questo il tennis visto dal divano è un'altro sport!). Il "povero" amatore sulla cannonata piatta dell'amico ci arriva e in qualche modo magari la rimanda indietro, mentre sulla biscia del PRO non riesce nemmeno ad entrare e non perchè arrivi sulle sue corde tanto prima del piattone del socio, ma perchè gli concederà solo una limitatissima finestra di impatto che l'amatore non sarà in grado nè di leggere nè tanto meno di raggiungere in tempo. Una palla pesante è una palla FATICOSA, odiosa, difficile da gestire e da spingere che viene percepita sulle corde come una sassata indipendentemente dal tempo che impiega per percorre il tragitto tra i due impatti.

Una ulteriore divagazione su velocità-pesantezza: alcune donne ormai stanno iniziando a servire anche a 180km/h (Williams and Co.) ma vi assicuro che l'amatore medio un servizio di una Williams a 180km/h può sperare di ributtarlo in campo di tanto in tanto, mentre su una prima di Nadal a 170km/h rischia al più di darsi una racchettata in faccia perchè anche qui la Williams raggiunge i 180 con una pallata piatta, mentre Nadal vi recapita sulle corde un COCOMERO carico di ogni ben di Dio che praticamente andrà dove gli pare a lui indipendentemente da quello che gli faremo con la nostra povera racchettina.

Però di contro una palla pesante è anche faticosa da produrre perchè più rotazione imprimo alla palla più potenza sottrarrò al mio colpo, ma il punto da capire è che un PRO non ha mai problemi di potenza perchè la sua tecnica gli consente di spingere adeguatamente con le gambe, il busto, con il peso, quindi non essendo la spinta un problema si preoccuperà solo di generare rotazione per aumentare il controllo e la pesantezza dei suoi colpi. Per questo un amatore difficilmente riuscirà a dare pesantezza ai suoi colpi perchè non si tratta solo di arrotare, ma di produrre un colpo di per se molto potente (utilizzando gambe, tronco, peso per spingere) e carico di rotazione: infatti come detto all'inizio la curva di un PRO arriva a destinazione in tempi simili alla pallata piatta dell'amatore ma facendo molta più strada, se invece l'amatore si mette a raspare col braccio cercando rotazione senza però riuscire ad imprimere potenza al colpo non otterrà una palla pesante ma una "trottolina amorosa" senza peso sulla quale un mediocre giocatore dotato di decente timing farà un buco per terra senza sforzo.

Quindi la chiave della pesantezza di palla è tecnica, e sta nella capacità di imprimere alla palla grande potenza (utilizzando le grandi masse muscolari di gambe e tronco) abbinandola ad elevate quantità di spin che ne curveranno la traittoria aumentando sia la percentuale di riuscita del colpo sia la pesantezza percepita dall'avversario in fase di ribattuta.

Direi che è tutto, meno divano, meno formule fisiche e più ore in campo eh! Complessità di palla - Pagina 3 786556



QUALCUN'ALTRO di questi LENZUOLI, e ho completato il CORREDO!!!!!!!

Altro che suppli', SAT, questi sono da ANTOLOGIA Complessità di palla - Pagina 3 542746

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Complessità di palla - Pagina 3 Empty Re: Complessità di palla

Messaggio Da marco61 il Sab 13 Mar 2010, 17:04

Satrapo ha scritto:Ma questo è un forum di ingegnieri! Comunque siccome anche gli ingegnieri qui sono tennisti torniamo in campo..

Cosa si intende per "palla pesante"? Ve lo spiego in poche parole e con la racchetta in mano! Una palla pesante si percepisce sulla racchetta come se pesasse di più nel senso che risulta più faticosa da spingere, più faticosa da rimandare dove voglio, più difficile da gestire, più incline a proseguire per la sua strada mostrando una certa indifferenza nei confronti di ciò che vorrei fargli fare io. (Un po' come una bella donna via! Complessità di palla - Pagina 3 786556 )

A tutti gli effetti una palla pesante è una palla difficile, faticosa, che "pesa" sulla racchetta come un macigno, che risulterà meno direzionabile e meno ri-accelerabile rispetto ad una palla che pesante non è.

Il prototipo della palla pesante è una palla che sia veloce e carica di top-spin, ma prima di proseguire attenti al concetto di velocità di palla nel tennis!!

La velocità pura a tennis conta poco, a scagliare una palla a 200 km/h sul telone di fondo siamo capaci tutti, il problema è farla rimanere in campo.

Gli ingegnieri sanno che la la velocità è uguale a spazio / tempo quindi avrò una velocità maggiore sia se riduco il tempo di percorrenza sullo stesso tragitto sia se aumento lo spazio percorso nella stessa unità di tempo.

Purtroppo però quando si gioca a tennis o quando si osserva uno scambio il tennista o lo spettatore non riesce a valutare-misurare la quantità di strada effettivamente percorsa dalla palla ma pecepisce chiaramente solo l'intervallo degli impatti, ovvero il tempo che passa tra un impatto e il successivo. Più frequenti saranno questi impatti più verrà percepita una maggiore velocità di scambio ma non è così per una miriade di ragioni. (E questo è il principale motivo per il quale guardando il tennis in tv sembra che i giocatori tirino "piano", perchè dalle inquadrature la componente verticale dei colpi non si vede per nulla e si nota solo quanto tempo passa tra due impatti, mentre dal vivo un minimo si riesce ad intuire quanta strada percorra la palla!)

La principale di queste ragioni sta nel fatto che i PRO sono costretti ad utilizzare comunque grandi quantità di rotazioni sopra la palla per ottenete margine di sicurezza in spinta, e questo rende le loro traiettorie MOLTO più curve di quelle di qualsiasi giocatore non professionista; allora accade che nella formula della velocità avremo una enorme dilatazione dello spazio percorso (perchè lungo una traittoria molto curva la palla percorre molta più strada tra un impatto e l'altro) e anche a fronte di intervalli di tempo maggiori tra un impatto e l'altro la velocità reale della palla in top (che arriva anche un po' "dopo" quella piatta) risulterà in realtà decisamente maggiore.

Ma come detto l'osservatore, specie se è un amatore che non ha mai dovuto affrontare scambi di pallate copertissime, comprensibilmente percepisce come più veloce uno scambio in cui tra un colpo e l'altro intercorrano intervalli di tempo minori, ma nella realtà non è così: una palla in top che impiega più tempo per arrivare sulle mie corde può benissimo essere molto più veloce di una più piatta che ci arriva si un po', prima ma lungo un percorso molto più corto.

Inoltre i professionisti nel 90 per cento dei casi scambiano lungo le diagonali, questo implica che le loro pallate percorrono tragitti sempre molto ma molto lunghi e se a questo aggiungiamo che una palla in top potente e dal rimbalzo alto costringe i giocatori a scambiare come niente fosse un paio di metri fuori dal campo vedrete che le distanze che compiono i colpi dei pro rispetto a quelle dell'amatore medio sono ENORMI, quindi a fronte di intervalli di tempo sostanzialmente simili tra un pro e un amatore, la palla del pro avrà percorso MOLTISSIMA strada in più.

Immaginate Nadal che normalmente gioca 3-4 metri oltre linea di fondo e che in media fa passare la palla un metro abbondande sopra la rete palleggiare sulla sua diagonale di dritto con l'avversario che tiene remando anche lui un paio di metri almeno oltre la riga di fondo.

Gli ingegnieri calcolino pure la strada percorsa da una palla che parte quattro metri fuori dal campo, segue una traiettoria curva tanto da passare un metro abbondante sopra la rete e percorrendo il campo lungo la diagonale arriva sulle corde di un avversario posto anche lui un paio di metri fuori dal campo e scopriranno che è MOLTO maggiore di quella percorsa dal tipico palleggio piatto dell'amatore che sta con i piedi sulla riga di fondo e scambia dritto per dritto. Queste considerazioni sono importanti perchè normalmente un PRO in partita sulla terra ha un intervallo tra due suoi colpi successivi che si mantiene di media intorno ai 2,8-3 secondi (cioè la palla passa da un giocaotere all'altro in circa un secondo e mezzo, parliamo di media ovviamente i tempi possono dilatarsi o contrarsi in base alle situazioni di gioco) ma se prendessimo i tempi in palleggio a molti amatori scopriremmo che non sono poi così lontani da questa tempistica, e siccome l'osservatore percepisce molto più facilmente l'intervallo di tempo che intercorre tra gli impatti senza considerare traiettorie curve e angolazioni, ecco che se non si hanno presenti questi elementi tecnici si può pensare che in fondo i professionisti poi non è che tirino tanto più forte di un buon quarta, mentre nella realtà un toppone sulla diagonale maggiore di un pro che sembra impiegare una vita per arrivare dall'altra parte al povero quarta gli strappa la racchetta di mano.

Concluso questo panegirico sulla velocità di palla percepita dall'osservatore amatore a bordo campo che è ben diversa da quella che il "povero" professionista sente sulla propria racchetta quando si scambia mazzate con il suo avversario, torniamo al concetto di pesantezza.

Ragazzi wikipedia è tanto bella ma ha il difetto che chiunque può scrivere di qualsiasi cosa, e già leggendo che per generare il topspin bisogna "colpire la palla dal basso verso l'alto con un rapido movimento di polso al momento dell'impatto con la pallina" si capisce che chi ha trattato l'argomento saprà sicuramente tutto sull'effetto magnus, ma di certo non ha mai giocato a tennis a livelli almeno decenti.

Una palla in top ha una sua traiettoria curva, picchia verso il terreno con decisione e rimbalza molto alta, si impenna. Tralasciampo pure il discorso tra angolo di entrata e di uscita dal rimbalzo perchè al tennista interessa quanto in alto salirà la palla dopo il rimbalzo e potranno studiare qualsiasi cosa vogliono, resta il fatto che se il mio avversario è Nadal la sua palla carica di top dopo aver sorvolato la rete ad altezze importanti picchierà verso il basso e si impennerà dopo il rimbalzo sbattendomi metri fuori dal campo. Quando io tennista riceverò sulla racchetta questa palla impazzità dovro invertire il moto di una sorta di biscia inferocità che farà di tutto per continuare la sua traiettoria ascendete (o discendente) e parte della mia energià si disperderà per contrastare questa "volontà" della palla di proseguire lungo quella sorta di binario curvo che l'ha portata sulle mie corde. Ovviamente poi una tale palla impazzita (come ricordato anche da Wik) sulle mie corde tenderà a camminare ovunque, e questo renderà in generale la mia racchetta molto più instabile costringendomi ad un ulteriore sforzo per mantenere la racchetta in assetto. (per questo i pro utilizzano attrezzi in media più pesanti, perchè dovendo governare simili sassate hanno assoluto bisogno di stabilità e un attrezzo più pesante è sicuamente più stabile in fase di impatto). E' chiaro che questo dover domare una palla che di per se vorrebbe salire-scendere-camminare sulle corde, dover mantenere in assetto una racchetta violentata da un impatto così "infido".. insomma tutto questo assorbirà molta energia e quindi la percezione del tennista sarà quella di uno sforzo-impegno maggiore per ottenere lo stesso risultato. Se mi arriva una palla piatta a 100km/h per rimandarla al mittente a 100km/h faticherò tot, per ottenere lo stesso risultato con una palla di uguale velocità ma carica di top faticherò il doppio. Va da se che se per tirare una palla rossa a 20 metri a velocità X fatico il doppio di quanto fatico per tirare una palla nera sempre a 20 metri e sempre a velocità X, il mio "ingenuo" corpo percepirà la palla rossa come decisamente più "pesante".

Poi il discorso sulla pesantezza di palla va molto oltre, perchè una palla carica dalla traiettoria molto curva ha una finestra utile di impatto limitatissima rispetto ad una piatta e quindi richiede una ricerca di palla molto più attiva (e faticosa!) perciò in generale difficilmente riuscirò a colpire in zona ideale al 100% e questo contribuirà ad aumentare lo sforzo percepito (altra cosa che l'osservatore non può percepire, per questo il tennis visto dal divano è un'altro sport!). Il "povero" amatore sulla cannonata piatta dell'amico ci arriva e in qualche modo magari la rimanda indietro, mentre sulla biscia del PRO non riesce nemmeno ad entrare e non perchè arrivi sulle sue corde tanto prima del piattone del socio, ma perchè gli concederà solo una limitatissima finestra di impatto che l'amatore non sarà in grado nè di leggere nè tanto meno di raggiungere in tempo. Una palla pesante è una palla FATICOSA, odiosa, difficile da gestire e da spingere che viene percepita sulle corde come una sassata indipendentemente dal tempo che impiega per percorre il tragitto tra i due impatti.

Una ulteriore divagazione su velocità-pesantezza: alcune donne ormai stanno iniziando a servire anche a 180km/h (Williams and Co.) ma vi assicuro che l'amatore medio un servizio di una Williams a 180km/h può sperare di ributtarlo in campo di tanto in tanto, mentre su una prima di Nadal a 170km/h rischia al più di darsi una racchettata in faccia perchè anche qui la Williams raggiunge i 180 con una pallata piatta, mentre Nadal vi recapita sulle corde un COCOMERO carico di ogni ben di Dio che praticamente andrà dove gli pare a lui indipendentemente da quello che gli faremo con la nostra povera racchettina.

Però di contro una palla pesante è anche faticosa da produrre perchè più rotazione imprimo alla palla più potenza sottrarrò al mio colpo, ma il punto da capire è che un PRO non ha mai problemi di potenza perchè la sua tecnica gli consente di spingere adeguatamente con le gambe, il busto, con il peso, quindi non essendo la spinta un problema si preoccuperà solo di generare rotazione per aumentare il controllo e la pesantezza dei suoi colpi. Per questo un amatore difficilmente riuscirà a dare pesantezza ai suoi colpi perchè non si tratta solo di arrotare, ma di produrre un colpo di per se molto potente (utilizzando gambe, tronco, peso per spingere) e carico di rotazione: infatti come detto all'inizio la curva di un PRO arriva a destinazione in tempi simili alla pallata piatta dell'amatore ma facendo molta più strada, se invece l'amatore si mette a raspare col braccio cercando rotazione senza però riuscire ad imprimere potenza al colpo non otterrà una palla pesante ma una "trottolina amorosa" senza peso sulla quale un mediocre giocatore dotato di decente timing farà un buco per terra senza sforzo.

Quindi la chiave della pesantezza di palla è tecnica, e sta nella capacità di imprimere alla palla grande potenza (utilizzando le grandi masse muscolari di gambe e tronco) abbinandola ad elevate quantità di spin che ne curveranno la traittoria aumentando sia la percentuale di riuscita del colpo sia la pesantezza percepita dall'avversario in fase di ribattuta.

Direi che è tutto, meno divano, meno formule fisiche e più ore in campo eh! Complessità di palla - Pagina 3 786556

wik ha scritto:A parte che fra terra rossa e cemento c'é molta differenza, e qui stiamo parlando di terra rossa immagino.

Lasciamo perdere velocitá per un momento, vi é mai capitato di giocare con uno scarsotto che vi tira palle a destra e sinistra e andate fuori giri ? come no, sicuramente, ma quando invece vi trovate a palleggiare con un buon giocatore che tiene la palla ben rapida entrate bene in palla, rendete di piú, giocate meglio.
Nel primo caso citato dovete fare un movimento completo in cui la potenza la mettete voi, dovete posizionarvi bene, nel secondo caso potete appoggiarvi e tutto é molto piú semplice. Provate a giocare contro uno che tira solo ed esclusivaente pallonetti, andate in tilt.
Il principio di un giocatore di seconda sul rosso é mescolare le due cose, ed é difficile, perché farlo con dovuta costanza é difficile, molto difficile.
Per cui palla alta e sporca come il piú scarso dei dilettanti a costringervi ad un movimento perfetto, ma volutamente cosí, non casualmente cosí, ci aggiungiamo velocitá e profonditá, ci aggiungiamo costanza e siete fritti.
Quando qui ci alleniamo in semplice palleggio, nel campo dopo 5 mt circa c'é la rete, bene la palla la consideriamo buona quando una volta che ha rimbalzato colpisce la rete dietro. E questo non lo ottieni con una palla bassa e rapida da quarta, lo ottieni con una palla alta e rapida che é piena di effetto.
Se voi prendete in considerazione la palla di un quarta normale ho una lunga serie di punti dove posso colpirla sia in ascesa che in discesa, la palla ha una certa velocita piatta per cui ho dei bei riferimenti per appoggirmici, sfruttare la sua pesantezza.
Nella palla del seconda ho due punti soli dove colpirla in ascesa e in discesa, due punti piuttosto piccoli come range e con poche alternative. Ci mettiamo pure che é carica di effetto, per cui non ho una reazione piatta sulla racchetta, ho una reazione impazzita che dovró controllare in base a quanto é sporca, perché ovviamente non é sporca sempre uguale.
La onde per cui a paritá di velocitá fra un quarta e un seconda, voi non entrerete mai in palla, lui si, ma non solo, ti mette un piede n campo e ti ha giá fulminato. Voi non sapete bene dove andarla a colpire, 4 metri dietro ormai scarica ? e da lí cosa fate ? nulla non avete possibilitá di proporre gioco da metterlo in difficoltá. Anticipate ? Bene, ma avrete a che fare con una palla impazzita e non sapete quanto perché ogni volta é diverso, che quando colpite non riuscirete se non raramente a sfruttarne la velocitá, per cui vi obbliga a quei movimenti perfetti quando giocate contro il superscarso di turno a cui facevo riferimento all'inizio. Movimenti perfetti sia per trovare il punto di dove andarla a impattare, sia come movimeto tecnico del colpo vero e proprio.
Questa é la differenza, e in pratica si risolve che dopo due palleggi accorciate, il seconda entra in campo e anche senza tirare particolarmente forte ti piazza la palla dove non la prenderai mai, in tutta sicurezza perché é abituato a sbagliare poco.
Sulla terra si gioca cosí perché ? Perché con la prparazione attuale dei giocatori, racchette, allenamenti, tecniche, footwork potete tirare forte quanto volete, ma se non avete i piedi ben dentro il campo un giocatore di livello ci arriva sempre e ve la manda sempre indietro, per cui voi siete lí a tirare come dei dannati e rischiare sempre e di continuo e lui ti rimanda indietro palle sporche e profonde. Indovinate chi vince.

Giampà, mettici insieme anche 'sto copriletto che ne vien fuori un completino che è un bijoux.

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Messaggio Da Ospite il Sab 13 Mar 2010, 17:30

AZZ, E CHE SBADATO!!!!

mi era sfuggito.

Tra un po' divento piazzista porta a porta di biancheria Complessità di palla - Pagina 3 416200

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Messaggio Da sergio1467 il Dom 14 Mar 2010, 01:25

Wik e Satrapo se non ci foste bisognerebbe inventarvi Complessità di palla - Pagina 3 925962 -( la spiegazione del perchè di questi ringraziamenti ve la potete leggere nel mio post -prima vittoria ''vera''del 2010'')- Complessità di palla - Pagina 3 Icon_lol -
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Messaggio Da patillo il Dom 14 Mar 2010, 08:17

osti.....cappotto, controcappotto e sciarpone di saggezza!!!.....sentite il calore prodotto da sapere???
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Complessità di palla - Pagina 3 Empty Re: Complessità di palla

Messaggio Da oedem il Ven 19 Mar 2010, 17:17

sarà inutile dopo le spiegazioni di wik e satrapo ma sono debitore nei confronti di casa sul proseguo del mio piccolo trattato sulla resistenza

Per rendersi conto dell'insorgere della resistenza di scia, prendiamo una lastra piana normale alla direzione della corrente
Complessità di palla - Pagina 3 Figura12

si nota chiaramente come a monte ci sarà una pressione maggiore di quella a valle. la differenza tra tali pressioni moltiplicata per l'area della lastra darà una forza di resistenza (di scia, appunto)

Lo stesso accadrà per un cilindro immerso in una corrente con velocità V.
Complessità di palla - Pagina 3 Image010

su tale cilindro (anche in base ad altri fattori che tralascio) si svilupperà uno strato limite come questo
Complessità di palla - Pagina 3 Figura13
la variazione della velocità che si raggiunge localmente al limite
della zona dove si manifestano i fenomeni viscosi (strato limite) comporta, a partire da un certo punto (A), il distacco della vena fluida, ossia la separazione di tale strato limite a causa di un rapido aumento della zona interessata daifenomeni viscosi accompagnati dalla compasa di vortici e quindi si avrà la scia vorticosa (quella che si vede ondulata a valle del cilindro).

that's all Complessità di palla - Pagina 3 Icon_wink
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Complessità di palla - Pagina 3 Empty Re: Complessità di palla

Messaggio Da nanobabbo8672 il Ven 19 Mar 2010, 18:06

oh ragazzuoli... anche io sono ingegnere... ma ho appena letto tutto il post in un fiato e mi è venuto mal di testa... ripeto che il futuro è la dama (sempre che qualcuno non dia rotazioni ai damini spostandoli!) Complessità di palla - Pagina 3 106988
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