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Occhio dominante (Lombardi R.I.P.)

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Occhio dominante (Lombardi R.I.P.) Empty Occhio dominante (Lombardi R.I.P.)

Messaggio Da zaphod il Gio 05 Gen 2012, 13:02

Questo post richiama alla memoria uno dei cavalli di battaglia del dottor Lombardi ovvero la questione della dominanza a livello oculare e della lateràlità in generale. Sono concetti che mi hanno sempre affascinato soprattutto in relazione allo sviluppo tecnico e coordinativo nel tennis (e nello sport in generale). Qualche tempo fa lessi questo e lo trovai molto interessante

http://iltennismoderno.blogspot.com/2009/02/la-lateralita-dal-concetto-generale-al.html

Mi è tornato in mente parlando di spostamenti e della difficoltà di leggere la profondità della palla che nel mio caso avviene sopratutto sul lato sinistro del campo (nel rovescio).
Spesso ho la sensazione di perdere la palla di vista per alcuni brevissimi istanti quando vado per prenderla di rovescio (cosa che non mi accade assolutamente sul dritto) e credo che questio sia all'origini delle maggiori difficoltà sullato sinistro a livello di timing (lettura della profondità).

A livelllo pratico ho occchio dominante sinistro, sono destro di mano e sinistro di piede e non nego che la mia scelta di passare al rovescio bimane è stata anche affrontata pensando a certi concetti.

Voi che ne pensate?
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Messaggio Da MSport il Gio 05 Gen 2012, 16:41

zaphod ha scritto:Questo post richiama alla memoria uno dei cavalli di battaglia del dottor Lombardi ovvero la questione della dominanza a livello oculare e della lateràlità in generale. Sono concetti che mi hanno sempre affascinato soprattutto in relazione allo sviluppo tecnico e coordinativo nel tennis (e nello sport in generale). Qualche tempo fa lessi questo e lo trovai molto interessante

http://iltennismoderno.blogspot.com/2009/02/la-lateralita-dal-concetto-generale-al.html

Mi è tornato in mente parlando di spostamenti e della difficoltà di leggere la profondità della palla che nel mio caso avviene sopratutto sul lato sinistro del campo (nel rovescio).
Spesso ho la sensazione di perdere la palla di vista per alcuni brevissimi istanti quando vado per prenderla di rovescio (cosa che non mi accade assolutamente sul dritto) e credo che questio sia all'origini delle maggiori difficoltà sullato sinistro a livello di timing (lettura della profondità).

A livelllo pratico ho occchio dominante sinistro, sono destro di mano e sinistro di piede e non nego che la mia scelta di passare al rovescio bimane è stata anche affrontata pensando a certi concetti.

Voi che ne pensate?

anche io sono occhio dominante sinistro ma questa "perdita di vista" non la riscontro.
e onestamente mi sembra strano che la dominanza di un occhio (sia esso dx o sx) possa avere come conseguenza, per propria natura intrinseca, i problemi di vista che hai descritto.
io farei un controllo
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Messaggio Da zaphod il Gio 05 Gen 2012, 16:49

probabilmente mi sono spiegato male anche se sinceramente è una sensazione difficile da descrivere (e oltretutto non avviene sempre): in pratica mi capita di non "percepire" la palla al meglio nel suo avvicinarsi, la "guardo ma non la vedo" non so se mi spiego: sul dritto invece la traiettoria fino all'ultimo mi è sempre chiara.
La mia vista è perfetta ho recentemento fatto dei controlli per altro. Credo che la dominanza non influisca sul vedere o meno ma forse nel percepire un oggetto nello spazio e nel tempo in modo leggermente differente...
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Messaggio Da blacktiger90 il Ven 06 Gen 2012, 01:19

Seriamente molto interessante..
Ho letto attentamente tutto l'articolo..
Per la cronaca, occhio dominante sinistro anche io... e zaphod, ho la tua stessa sensazione! Io pero' all'inverso.. cioè "perdo" la percezione della palla sul diritto Rolling Eyes
Tant'è che il mio miglior colpo difensivo è il rovescio tagliato (ps: il rovescio lo gioco ad una mano).
Strana la cosa.. Forse può dipendere dalla dominanza della spalle, bacino, ecc? Occhio dominante (Lombardi R.I.P.) 786556 Perdona se mi viene il sorriso, invece mi intriga davvero questo "studio"... Wink
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Messaggio Da zaphod il Ven 06 Gen 2012, 08:41

Guarda è difficile trarne delle conclusioni precise (almeno lo è per me) però ad occhio (ehm...) mi pare che ci siano delle chiavi di lettura per comprendere delle propensioni naturali coordinative. E in uno sport dannatamente tecnico e di coordinazione come il tennis...
sostanzialmente seguendo il post e facendo i test nel mio caso viene fuori che

OCCHIO DOMINANTE: SINISTRO
MANO DOMINANTE: DESTRA
SPALLE: DESTRA
BACINO: DESTRA
GAMBA DOMINANTE (DINAMICA): DESTRA
PIEDE DOMINANTE: SINISTRO

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Messaggio Da Satrapo il Mer 11 Gen 2012, 15:01

La lettura della profondità di palla non è influenzata dalla dominanza di un occhio rispetto all'altro.

Mentre per la direzione laterale dei colpi la lettura è pressochè automatica anche per i principianti, per la profondità si deve effettuare una stima che dovrà considerare elementi di non facile lettura quali la traiettoria del colpo, la velocità della palla e soprattutto la tipologia dell'effetto.

Ci vuole molta pratica e molta esperienza ma il punto chiave è la stima dell'apice del rimbalzo della palla in arrivo, ovvero quando dove e con che traiettoria la palla, dopo aver rimbalzato nel mio campo, raggiungerà l'apice del rimbalzo stesso.

L'invito a cercare l'apice del rimbalzo è uno dei "comandamenti" che agli agonisti viene ripetuto fino alla nausea.

Quanto prima riuscirò a rendermi conto di dove la palla in arrivo raggiungerà questo apice tanto prima avrò una stima corretta di dove sarà il mio punto di impatto ottimale e potrò decidere se arretrare per trovare la palla ad un altezza più comoda o avanzare per anticiparla prima che salga troppo. Attenzione la palla non va necessariamente colpita al suo apice perchè in alcuni casi questo potrebbe trovarsi ampiamente oltre la zona di impatto ottimale, ma bisogna leggere questo momento chiave della traiettoria del colpo in arrivo per avere una idea chiara sulla profondità.

Inutile dire che poi la riuscita del tutto è delegata al footwork, perchè una volta stimata correttamente la profondità del colpo in arrivo dovrò far girare i piedini a mille per arrivare in anticipo all'appuntamento con l'impatto.
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Messaggio Da zaphod il Mer 11 Gen 2012, 15:12

grazie sat!
ma secondo te che ruolo puó avere la questione della lateralità (oculare o non solo) a livello di didattico/tennistico?
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Messaggio Da wbtit il Gio 12 Gen 2012, 11:28

zaphod ha scritto:
Spesso ho la sensazione di perdere la palla di vista per alcuni brevissimi istanti quando vado per prenderla di rovescio (cosa che non mi accade assolutamente sul dritto) e credo che questio sia all'origini delle maggiori difficoltà sullato sinistro a livello di timing (lettura della profondità).

Voi che ne pensate?

A me succede di "perdere di vista"/"vedere offuscata" la pallina quando non la colpisco "avanti" ma lascio che mi arrivi lateralmente, purtroppo. Un po' come quando una macchina viene verso di me ad alta velocità, fino ad una certa distanza la vedo nitida, poi a pochi metri è una scia. Unica soluzione per me è colpire davanti.

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Messaggio Da janko60 il Gio 12 Gen 2012, 12:36

Satrapo ha scritto:

Ci vuole molta pratica e molta esperienza ma il punto chiave è la stima dell'apice del rimbalzo della palla in arrivo, ovvero quando dove e con che traiettoria la palla, dopo aver rimbalzato nel mio campo, raggiungerà l'apice del rimbalzo stesso.

Quanto prima riuscirò a rendermi conto di dove la palla in arrivo raggiungerà questo apice, tanto prima avrò una stima corretta di dove sarà il mio punto di impatto ottimale

Sat

Pratica e esperienza indubbie, ma nella tua competenza sul campo, hai messo a punto qualche esercizio specifico che aiuti a migliorare questo importantissimo aspetto ?

J
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Messaggio Da Satrapo il Gio 12 Gen 2012, 14:18

Allora il drill che utilizzo per "costringere" un allievo a concentrarsi sulla stima della profondità di palla è il seguente.

(Giocatore destrorso, senza racchetta)

Gomito destro poggiato sul fianco destro, braccio sinistro che passa dietro la schiena e mano sinistra che tiene fermo il gomito destro in posizione, afferrando il braccio destro nella parte interna dell'articolazione del gomito (tra bicipite ed avambraccio per capirci).

Il braccio destro è così assolutamente immobilizzato e tenuto prossimo al fianco destro, tra braccio e avambraccio si mantiene un angolo a 90 gradi e la mano destra punta verso l'esterno.

La descrizione è complessa ma in realtà la posizione per quanto leggermente scomoda è semplice da mantenere.

Si danno palline dal cesto e l'allievo le deve afferrare con la mano destra dopo il primo rimbalzo, non avendo possibilità di allungo essendo il braccio destro praticamente immobile l'unica possibilità di riuscire ad afferrare la palla è quella di valutarne bene la profondità, altrimenti non potrà proprio arrivarci.

Le palle dal cesto vanno date in modo opportuno variando di molto la traiettoria passando dai classici moonball a traiettorie più tese.

Evoluzione di questo esercizio è il pretendere che l'allievo fissi con gli occhi il momento in cui la mano destra afferra e trattiene la pallina, io richiedo uno still e pretendo che il giocatore si immobilizzi nel momento esatto in cui la mano afferra la pallina, e voglio che sia evidente che il suo sguardo risulti fisso sulla mano che trattiene la palla.
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Messaggio Da benest il Gio 12 Gen 2012, 14:22

Satrapo ha scritto:Allora il drill che utilizzo per "costringere" un allievo a concentrarsi sulla stima della profondità di palla è il seguente.

(Giocatore destrorso, senza racchetta)

Gomito destro poggiato sul fianco destro, braccio sinistro che passa dietro la schiena e mano sinistra che tiene fermo il gomito destro in posizione, afferrando il braccio destro nella parte interna dell'articolazione del gomito (tra bicipite ed avambraccio per capirci).

Il braccio destro è così assolutamente immobilizzato e tenuto prossimo al fianco destro, tra braccio e avambraccio si mantiene un angolo a 90 gradi e la mano destra punta verso l'esterno.

La descrizione è complessa ma in realtà la posizione per quanto leggermente scomoda è semplice da mantenere.

Si danno palline dal cesto e l'allievo le deve afferrare con la mano destra dopo il primo rimbalzo, non avendo possibilità di allungo essendo il braccio destro praticamente immobile l'unica possibilità di riuscire ad afferrare la palla è quella di valutarne bene la profondità, altrimenti non potrà proprio arrivarci.

Le palle dal cesto vanno date in modo opportuno variando di molto la traiettoria passando dai classici moonball a traiettorie più tese.

Evoluzione di questo esercizio è il pretendere che l'allievo fissi con gli occhi il momento in cui la mano destra afferra e trattiene la pallina, io richiedo uno still e pretendo che il giocatore si immobilizzi nel momento esatto in cui la mano afferra la pallina, e voglio che sia evidente che il suo sguardo risulti fisso sulla mano che trattiene la palla.

molto interessante...vorrei avere più tempo e molti anni meno per poter partire da questi "semplici" ma fondamentali esercizi... Wink

e qualcosa sempre di molto pratico, ma un pochino meno specialistico da eseguire nei semplici palleggi delle nostre orette? Io mi trovo in difficoltà sia sulla distanza "in avanti" che laterale, spesso ho la pallina addosso e non riesco a swingare a dovere (passatemi il bruttissimo termine italianizzato in stile consulente). Spesso mettere bene avanti il braccio mi aiuta...purtroppo però temo non basti...
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Messaggio Da Satrapo il Gio 12 Gen 2012, 14:39

zaphod ha scritto:grazie sat!
ma secondo te che ruolo puó avere la questione della lateralità (oculare o non solo) a livello di didattico/tennistico?

E' un fattore noto, tutti abbiamo un occhio dominante ed è perfettamente logico che questo in qualche modo influenzi l'esecuzione tecnica di una abilità aperta quale è il tennis. Ma un discorso più ampio in genere vale un po' per tutti gli sport tecnici, in ogni atleta si riscontra una lateralità che lo porta a preferire "un lato", ad esempio chi scia sa bene che anche gli atleti professionisti hanno la loro "curva preferita" etc. etc.

Ora il grande Lello Lombardi (che ha sempre goduto della mia stima più profonda) era un vero fan di queste "chicche" di tecnica, e la sua credibilità non è in discussione, essendo tra l'altro stato anche un ottimo giocatore. Insomma "Il Professore" era uno che amava un approccio molto "analitico-scientifico" ma che aveva anche dimostrato IN CAMPO di saper trattare la palla alla grande, per questo ho sempre prestato molta attenzione a tutte le sue teorie, essendo lui tra l'altro anche un amabilissimo conversatore.

Personalmente però ritengo la questione dell'occhio dominante marginale in un percorso didattico di apprendimento tecnico, nel senso che sicuramente influisce nella percezione delle distanze e nel farci in qualche modo preferire la ricerca di palla da un lato piuttosto che dall'altro, ma in definitiva di certo non si può lavorare sulla dominanza oculare per "adattarla" alle nostre esigenze.

Allora sapere che essendo un occhio dominante destro faticherò di più nel ricercare la palla dal tale lato piuttosto che dall'altro alla fine quali benefici porta al mio tennis? A mio modesto avviso pochi, c'è sempre un lato debole e va curato con maggiore attenzion e poichè la lateralità di un giocatore risulta evidente anche senza conoscere il suo occhio dominante io preferisco eliminare variabili sulle quali comunque non si può intervenire ed affrontare gli elementi concreti.

Se un allievo dal lato destro resta troppo distante dalla palla (o ci schiaccha contro) io posso farlo lavorare per mesi fin quando non "aggiusterà" la ricerca senza domandarmi quale sia il suo occhio dominante, semplicemente perchè questa informazione tecnicamente non mi aiuta a risolvere il problema.
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Messaggio Da Satrapo il Gio 12 Gen 2012, 14:44

benest ha scritto:e qualcosa sempre di molto pratico, ma un pochino meno specialistico da eseguire nei semplici palleggi delle nostre orette? Io mi trovo in difficoltà sia sulla distanza "in avanti" che laterale, spesso ho la pallina addosso e non riesco a swingare a dovere (passatemi il bruttissimo termine italianizzato in stile consulente). Spesso mettere bene avanti il braccio mi aiuta...purtroppo però temo non basti...

Rifletti un istante sulla tua posizione di guardia, molto spesso gli amatori hanno l'ossessione di giocare con i piedi a ridosso della linea di fondo, cosa che costituisce errore tecnico di posizione GRAVE.

Una posizione di copertura campo neutra accettabile è circa poco meno di un metro oltre la riga di fondo, da qui si parte in ricerca e qui si torna dopo aver colpito. Chiaramente a seconda delle fasi di gioco si potrà assumere una posizione più avanzata (in caso si stia davvero comandando lo scambio in maniera evidente) o più arretrata (i PRO raramente si trovano a meno di un metro e mezzo dalla riga di fondo).

Sforzarsi di tenere e tornare ad una posizione di copertura corretta dopo ogni colpo, senza trovarsi costantemente ad attendere la palla con i piedi dentro il campo, può aiutare a limitare la tendenza a schiacciarsi contro la palla in arrivo.
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Messaggio Da miguel il Gio 12 Gen 2012, 16:10

Satrapo ha scritto: Rifletti un istante sulla tua posizione di guardia, molto spesso gli amatori hanno l'ossessione di giocare con i piedi a ridosso della linea di fondo, cosa che costituisce errore tecnico di posizione GRAVE.
Una posizione di copertura campo neutra accettabile è circa poco meno di un metro oltre la riga di fondo.

quotissimo, in questo modo si evita di giocare troppe palle controbalzo ed oltretutto in questo modo il campo ti risulta anche un metro più lungo
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Messaggio Da dag il Sab 14 Gen 2012, 10:11

Ho letto con attenzione questi post e trovo alcune elementi discordanti con quelli che quotidianamente riscontro sui campi. In primis esercizi con l'utilizzo della concentrazione. Se chiedete cos'è la concentrazione a 10 persone avrete 10 risposte diverse. E' più facile parlare di attenzione!!! La concentrazione in psicologia è la fase più elevata dell'attenzione dura qualche secondo e può essere allenata.
Per quanto riguarda la dominanza oculare in un allievo è fondamentale tenerla in considerazione. Pensate cosa succederebbe ad un atleta destrorso con lateralità oculare destra che viene obbligato ad eseguire un dritto in posizione close!!! Non ci riuscirà mai....Poi ognuno può dire la sua e non essere d'accordo, ma le mie sono semplici osservazioni raccolte anche attraverso la video analisi fatta a giocatori di più livelli. La perseveranza di una tecnica unica allontana gli allievi dal risultato.L'utilizzo di più tecniche e la sperimentazione al posto della correzione permette di acquisire i concetti di tecnica stessa più velocemente perchè privilegiano la biomeccanica di ogni individuo. Tecnicamente di educa, e quindi si tira fuori quello che è già dentro in ogni atleta.
Il problema della distanza dalla palle è comune a molti giocatori, sopratutto a quelli che provengono dal calcio, che per anni sono stati abituati ad andare incontro alla palla. Per ovviare a questa difficoltà tennistica dove la palla deve rimanere ad una distanza adeguata vi propongo alcune tipologie di esercizi abbastanza semplici ed immediate. Il primo si basa semplicemente sull'afferrare la palla a mani nude privilegiando sopratutto il lato non dominate e tenendo presente tutti i canali d'accesso utilizzati da un giocatore di tennis (uditivo, visivo e cenestetico). Il secondo ci posizioniamo dietro il nostro allievo e lanciamo la palla in avanti. Lui dovrà cercarla e buttarla al di la della rete andando in avanti. Successivamente si potrà palleggiare utilizzando il controllo e il rimando offrendo al giocatore la possibilità di valutare meglio la distanza e il timing sulla palla. Mi rendo conto che poche righe sono riduttive per spiegare esercizi o argomenti profondi come dominanza, attenzione concentrazione o biomeccanica però provengo dalla scuole delle mille domande e non delle mille risposte, ogni giorno mi domando e mi confronto se sto facendo la cosa giusta, accettando umilmente il confronto con tutti senza mai avere la certezza che sto facendo la cosa giusta.
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Messaggio Da benest il Sab 14 Gen 2012, 10:25

caro Dag è un piacere rileggerti...spero vada tutto bene...

oltre alle interessanti osservazioni del Sat sulla distanza "avanti"...mi interesserebbe qualche altro tip&trick per la distanza laterale..come detto che si può fare magari anche nella classica oretta di palleggio...classico braccio avanti quasi parallelo alla rete a prendere la pallina??

ciao coach!!!!!!! Occhio dominante (Lombardi R.I.P.) 925962
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Messaggio Da dag il Sab 14 Gen 2012, 10:32

benest ha scritto:caro Dag è un piacere rileggerti...spero vada tutto bene...

oltre alle interessanti osservazioni del Sat sulla distanza "avanti"...mi interesserebbe qualche altro tip&trick per la distanza laterale..come detto che si può fare magari anche nella classica oretta di palleggio...classico braccio avanti quasi parallelo alla rete a prendere la pallina??

ciao coach!!!!!!! Occhio dominante (Lombardi R.I.P.) 925962

Ciao mitico...assaggiata la grappa?
Direi per te più efficace l'esercitazione sul controllo e il rimando cercando durante la fase di controllo, anche doppia, di portarti la palla lateralmente sul punto ideale d'impatto.
Prossima volta racchette in macchina e lavoriamo insieme!
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Messaggio Da zaphod il Sab 14 Gen 2012, 11:09

@dag intanto ciao! sotto natale ho incrociato nuovamente le racchette con Nicola Smile poi volevo chiederti se nella tua esperienza oltre alla dominanza oculare tieni in considerazione anche altri tipi di lateralità (spalla anche gamba)
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Messaggio Da dag il Sab 14 Gen 2012, 12:12

zaphod ha scritto:@dag intanto ciao! sotto natale ho incrociato nuovamente le racchette con Nicola Smile poi volevo chiederti se nella tua esperienza oltre alla dominanza oculare tieni in considerazione anche altri tipi di lateralità (spalla anche gamba)

Ciao, la risposta è si.... anche se quella oculare è prioritaria. Per esempio quella dei piedi mi serve ad ottimizzare il primo passo verso la palla e di conseguenza verifico come tutta la catena cinetica si attiva dalla preparazione al finale. Per essere più preciso quella oculare la verifico in tutti i miei allievi, le altre le tengo in considerazione a seconda dei livelli e dell'esperienza motoria di ogni atleta.
Come hai visto Nicola?? Caterina promette molto bene!!!
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Messaggio Da zaphod il Sab 14 Gen 2012, 12:22

nicola l'ho visto bene, mi aveva chiesto di fare qualche ora in preparazione di un torneo sul rapido a cordenons dove ha fatto poi finale.
Gioca davvero molto bene, si appoggia alla grande solo che qualche volta non ha sufficiente pazienza per costruirsi il punto e va fuori giri. Naturalmente vista l'età pecca anche di potenza sul servizio ma quest'anno secondo me farà ottime cose e mano mano che passa il tempo sarà durissima tenergli botta Smile

senti un po che ne diresti di farmi un'oretta di lezione/analisi quando hai del tempo? Occhio dominante (Lombardi R.I.P.) 786556
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Messaggio Da veterano il Sab 14 Gen 2012, 20:47

dag ha scritto:Ho letto con attenzione questi post e trovo alcune elementi discordanti con quelli che quotidianamente riscontro sui campi. In primis esercizi con l'utilizzo della concentrazione. Se chiedete cos'è la concentrazione a 10 persone avrete 10 risposte diverse. E' più facile parlare di attenzione!!! La concentrazione in psicologia è la fase più elevata dell'attenzione dura qualche secondo e può essere allenata.
Per quanto riguarda la dominanza oculare in un allievo è fondamentale tenerla in considerazione. Pensate cosa succederebbe ad un atleta destrorso con lateralità oculare destra che viene obbligato ad eseguire un dritto in posizione close!!! Non ci riuscirà mai....Poi ognuno può dire la sua e non essere d'accordo, ma le mie sono semplici osservazioni raccolte anche attraverso la video analisi fatta a giocatori di più livelli. La perseveranza di una tecnica unica allontana gli allievi dal risultato.L'utilizzo di più tecniche e la sperimentazione al posto della correzione permette di acquisire i concetti di tecnica stessa più velocemente perchè privilegiano la biomeccanica di ogni individuo. Tecnicamente di educa, e quindi si tira fuori quello che è già dentro in ogni atleta.
Il problema della distanza dalla palle è comune a molti giocatori, sopratutto a quelli che provengono dal calcio, che per anni sono stati abituati ad andare incontro alla palla. Per ovviare a questa difficoltà tennistica dove la palla deve rimanere ad una distanza adeguata vi propongo alcune tipologie di esercizi abbastanza semplici ed immediate. Il primo si basa semplicemente sull'afferrare la palla a mani nude privilegiando sopratutto il lato non dominate e tenendo presente tutti i canali d'accesso utilizzati da un giocatore di tennis (uditivo, visivo e cenestetico). Il secondo ci posizioniamo dietro il nostro allievo e lanciamo la palla in avanti. Lui dovrà cercarla e buttarla al di la della rete andando in avanti. Successivamente si potrà palleggiare utilizzando il controllo e il rimando offrendo al giocatore la possibilità di valutare meglio la distanza e il timing sulla palla. Mi rendo conto che poche righe sono riduttive per spiegare esercizi o argomenti profondi come dominanza, attenzione concentrazione o biomeccanica però provengo dalla scuole delle mille domande e non delle mille risposte, ogni giorno mi domando e mi confronto se sto facendo la cosa giusta, accettando umilmente il confronto con tutti senza mai avere la certezza che sto facendo la cosa giusta.
Ciao dag,interessante argomento,ma opinabile come de resto tu stesso confermi nel tuo scritto.
Ho sempre stimato Il grande Lombardi che e' stao uno dei portavoce di questa teoria dell' occhio dominante,ma sinceramente non ho mai dato molto peso a livello di crescimento tecnico a questo aspetto.Il dioscorso della concentrazione sull'esercizio citato da Satrapo credo che si riferisca,o almeno io lo inteso cosi',a mettere l'attenzione sul lavoro che stiamo facendo,cioe' di ricerca dell' apice e conseguente ricerca palla e posizionamento,se vogliamo poteva dire anche focalizzazione,alla fine cambiano i termini ma lasostanza sempre quella e'.
Se parliamo poi di attenzione come giusto che sia mi trovi daccordo sul fato che ci siano diversi livelli di atenzione nella fase di gioco,e che il massimo livello di attenzione e quando si colpisce la palla,dopo di che credo che nemmeno Nadal possa umanamente stare concentrato sulla palla con la stessa intensita' di quando va ad impatare per tutta la partita,perche' e praticamente impossibile anche per un campione come lui,semplicemete sa, e gli e' stato insegnato come gestire l'atenzione a seconda della fase di gioco in cui si trova.
Bene torniamo al discorso della lateralita',premettendo che questo mio post non e' un post di guerra nei tuoi confronti,ci mancherebbe altro,ma solo un pacifico confronto su cose che per me non sono mai state di grande im portanza per un crescimento tecnico.
Allora non ricordo quale utente da i sui dati in base a dei test fatti ,tipo,occhi dominante,piede dominante,mano dominante etc etc etc.
La domanda che mi pongo e che no conoscendo il giocatore in questione e senza fare nessun test del genere,il solo vederlo in campo mi da delle indicazioni sul lato piu' debole e sugli aspetti su dove si debba lavorare,almeno per me funziona cosi......che poi partendo da zero avendo in mano questi dati i lavoro diventa da subito piu facile sia per il maestro che per l'alunno,ci puo anche stare,ma onestamente preferisco sempre la risposta sul campo per trarre delle conclusioni efficaci,che per ognuno possono essere diverse.
Ritorniamo alla domanda,sapendo queti dati in partenza come li usi,sempre partendo con un giocatore da zero.........ossia che vantaggi hai e come programmi un allenamento con un soggetto del genere.Dico partendo da zero perche' e quello che mi interessa sapere,quando si incomincia a giocare i problemi del giocatore ad un occhio attento, specialmente per quello che riguarda un principiante sono abbastanza chiari.......
Se parliamo di biomeccanica, come influisce l'occhio dominante sulla biomeccanica di un giocatore,dato che il corpo umano funziona in un determinato modo e nel tennis lo studio della bio mecanica ci ha permesso di approfondire come funziona nel tennis e come trarne i massimi vantaggi da questo,non capisco in che modo si possa stravolgere un gesto che sia biomeccanicamente diverso per tutti.
Se poi parliamo di personalizzasione del colpo chiaramente ci sono dei parametri che si possono andare a toccare,ma a livello tecnico non riesco a capire come si possa intervenire e dove si possa intervenire sapendo se uno a un occhio dominante invece che un altro,senza stravolgere i parametri di una tecnica base ormai consolidata da anni di studi.
Poi come dico per mia ignoranza non ho mai approfondito il discorso e l'importanza dell 'occhio dominante ma lavorato di conseguenza a quello che vedevo sul campo.
Visto che da quello che scrivi in materia mi sembri molto competente,mi piacerebbe capirne di piu¡ e magari imparare qualcosa in piu' che mi possa servire in futuro.
Ciao e benventuto nel forum da parte mia visto che e' la prima volta che interagisco con te.


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Messaggio Da dag il Sab 14 Gen 2012, 21:26

grazie...allora ritengo le tue argomentazioni chiare e lecite!
Punto 1 la concentrazione. Per anni girando sui campi da tennis ho sempre sentito dire" stai concentrato".Conoscendo molto bene per studi fatti in psicopedagogia nonchè gli studi fatti per conseguire il livello di maestro UISP, sto molto attento alla terminologia usata con i miei interlocutori e i miei allievi per semplificare la comunicazione e evitare di alzare il livello di apprendimento.
Punto 2 la dominanza oculare. Dopo anni di esperienza è proprio dai primi colpi, quando il giocatore ancora non sa niente di tecnica e prova a colpire le sue prime palle da solo, riesco a valutare come ricerca la palla come utilizza gli appoggi. A questo punto evito di fargli fare cose che so che lui farà difficoltà ad eseguire. Ho citato l'esempio più lampante quello della posizione close per un giocatore dominate destro: innaturale.
Punto 3 la tecnica. Non credo in una tecnica sola, uguale per tutti. Non credo nella tecnica come l'applicazione di un modello unico e solo. L'evoluzione del tennis moderno ci mette di fronte a diverse tecniche.Un esempio potrebbe essere questo: Se Berasategui fosse stato corretto dal suo maestro sarebbe mai diventato Berasategui????? Per questo che dai miei atleti tiro fuori quello che c'è dentro evitando di essere io a buttar dentro nozionismo inutile o imposizioni di appoggi, impugnature e altro.
punto 4 la biomeccanica dei colpi. Se non rispetto l'atleta che ho di fronte attraverso le sue predisposizioni naturali, e quindi le sue lateralità potrei modificare la perfetta biomeccanica del colpo allontanando l'atleta dal risultato e mi rifaccio a tutti quelli atleti che stilisticamente non sono ROGER FEDERER ma giocano a tennis efficacemente.
Spero di essere stato all'altezza delle tue osservazioni.
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Messaggio Da veterano il Sab 14 Gen 2012, 21:59

Grazie dag,ohhhhh finalmente qualcuno con cui si possa discutere senza che si impermalosisca.........a volte su internet succedono cose strane,ma vedo con piacere che hai capito il senso del mio intervento.
Dunque sul fatto della concentrazione mi sembra che non ci fossero problemi ma solo terminologie diverse,giusto precisare.
Come dicevo precedentemente bisogna chiarirsi a volte si uasno termini differenti ma in sostanza si dicono le stesse cose.
Per il discorso di Berasategui e se vogliamo anche di Nadal perche' il dritto di Nadal no e' che sia il massimo dei canoni tecnici ehhhhh e credo che solo lui visto le sue doti fisiche e naturali riesca a tirare un dritto a quel modo con efficacia e precisione per tutta una partita.Pero' diciamo che sono casi estremi e non di facile valutazione,chiaro che vedendo uno tizio che mi impugna come Berasategui la pirma cosa sarebbe quella di correggerlo,ma lo stare a gurdare a volte premia di piu' che corregere,su questo fattore pero¡ come ripeto e' molto difficile intervenire,e bisogna essere molto bravi nel farlo.Se l'alunno in questione continuasse con dei risultati soddisfacenti lo si lascia fare,ma in generale la tendenza e quella di usare una presa che sia piu natulare all 'inizio ma che poi si rivela disastrosa col passare del tempo.E' un po come quando nel servizio il bambino impara a servire con una presa estern di dritto e si aggiusta a tirarla di la,ma quando si deve cambiare l'impugantura i problemi sono molti e spesso poco digeribili.A qyesto punto io preferisco essere un rompipalle e far usare da subito una continental che seguire con una presa sbagliata anche se da risultati immediati ma che poi in fase di crescita possono rilvelarsi difficili da digerire e correggere.
Se poi parliamo di aggiustare il giocatore che dopo anni di tennis no riesce a giocare un dritto decente o qualche colpo in particolare,qualche concessione la si puo fare,tanto wimbledon non lo giochera' mai,ma sempre di aggiustamenti si tratta che a volte no sono prorpio il massimo della tecnica.ma che si cerca di riuscire a tirare fuori il massimo da quello che offre la casa.Se parliamo pero' di tecnica e fare sul serio le cose diventano diverse,anche perche' senza certe imposizioni tecniche nel tennis non si va lontano,poi per carita' cerchaimo assolutamente di tirare fuori il massimo da ognuno,nel limite del possibile.
Se poi parliamo di efficacia visto i limiti dell alunno che abiamo davanti,a volte non superabili per diversi fattori,si tenta di aggiustare un po dove si puo' e rendere piu' efficace il tennis del nostro alunno,ma questa efficacia sara' solo e sempre legata alla massima espressione di quel giocatore che non riuscendo per diversi motivi ad esprimersi diciamo al meglio devono un po adattarsi,mi spiego meglio una tecnica di quarta categoria,e non me ne vogliano i nostri amici quarta ehhhhhh puo essere efficace a quel livello,ma facendo sul serio e giocando in categorie piu' impegnative puo essere inefficace e non corretta.Anche perche' in quarta se ne vedono di tutto i colori e ci sono giocatori che hanno dei colpi non molto ortodossi ma efficaci,ma che restano efficaci per quel livello e non per un eventuale possibilita' di crescita.Percio' distinguerei un po le cose........
Bueno gracias y hasta la proxima
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Messaggio Da zaphod il Sab 14 Gen 2012, 22:09

da puro ignorante per quello che ho letto sull'argomento individuare le
lateralità di un tennista non risolve d'incanto nulla, ovviamente. Ma credo possa essere una sorta di "mappa" importante per comprendere meglio e più rapidamente alcune difficoltà e propensioni coordinativo/motorie e quindi poter lavorare in modo piu efficace rapido (e meno frustrante per l'allievo) sulla sua tecnica e sui suoi spostamenti
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Messaggio Da Satrapo il Mar 17 Gen 2012, 22:49

Ciao dag, molto interessanti i tuoi contributi, in particolare vorrei soffermarmi su questi due punti.

dag ha scritto:Punto 2 la dominanza oculare. Dopo anni di esperienza è proprio dai primi colpi, quando il giocatore ancora non sa niente di tecnica e prova a colpire le sue prime palle da solo, riesco a valutare come ricerca la palla come utilizza gli appoggi. A questo punto evito di fargli fare cose che so che lui farà difficoltà ad eseguire. Ho citato l'esempio più lampante quello della posizione close per un giocatore dominate destro: innaturale.
Punto 3 la tecnica. Non credo in una tecnica sola, uguale per tutti. Non credo nella tecnica come l'applicazione di un modello unico e solo. L'evoluzione del tennis moderno ci mette di fronte a diverse tecniche.Un esempio potrebbe essere questo: Se Berasategui fosse stato corretto dal suo maestro sarebbe mai diventato Berasategui????? Per questo che dai miei atleti tiro fuori quello che c'è dentro evitando di essere io a buttar dentro nozionismo inutile o imposizioni di appoggi, impugnature e altro.
La dominanza oculare è un dato di fatto e non è modificabile. Detto questo però non si può prescindere da alcuni punti tecnici essenziali, mi riallaccio al tuo esempio del dritto in stance chiusa. Una palla tre metri dentro il campo che va colpita a seguire in avanzamento OBBLIGA ad una esecuzione in posizione più chiusa a livello di appoggi, e su questo non si può trattare se si sta impostando un agonista. Quindi sapere che avrà maggiori difficoltà a meccanizzare questa tipologia di esecuzione per via della sua dominanza oculare, per quanto possa essere interessante, non mi aiuta come tecnico a risolvere il problema, e non aiuta il mio giocatore a progredire. Mi fornisce una chiave di lettura interessante ma non mi d'a una opzione per risolvere questo "problema tecnico": in qualche modo il giocatore dovrà imparare a colpire in closed altrimenti la sua crescita tecnica sarà incompleta. Ovviamente se sto lavorando con amatori che non puntano certo alla seconda categoria il discorso è molto più soft, ma comunque di certo non si può rinunciare a insegnare o quanto meno spiegare una esecuzione più chiusa per i colpi a seguire perchè resa più complicata dalla dominanza oculare dell'allievo.

Per quanto riguarda il punto 3 invece siamo in perfetta sintonia fin quando affermiamo che nessun tecnico al mondo correggerebbe mai un qualcosa che funziona alla grande. Berasategui con il suo dritto con presa Hawaiana valeva i primi 20 del mondo sulla terra, solo un pazzo lo avrebbe corretto. Se mi arriva un allievo che impugnando la racchetta dalla testa e colpendo con il manico mi vale i primi 10 del mondo di certo non sto li a cambiargli impostazione, ma se mi arriva il giocatore di club che servendo a padella si lamenta per la inefficacia del servizio allora lo si inchioda ad usare impugnature corrette fin quando non riesca a tirare un servizio decente. Poi è chiaro il tutto si gioca tra l'abilità del tecnico e le potenzialità dell'allievo, se parliamo di agonisti di livello sconti non se ne faranno mai, se parliamo di amatori si cercherà ovviamente il miglior compromesso tra l'impostazione ideale e quella realmente sostenibile dall'allievo, in modo che il suo tennis migliori senza però imporre soluzioni difficilmente sostenibili che risulterebbero solo frustranti per tale tipologia di praticanti.
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