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Messaggio Da albesca il Dom 09 Mag 2010, 14:37

Condivido con voi le impressioni raccolte durante i miei tentativi di applicare gli insegnamenti fin qui ricevuti. Purtroppo l'amico con cui ho giocato oggi ha voluto fare partitella ... ( comunque s'è beccato un 6-0 6-1 )

1 -Problema palle nuove risolto: ottimo controllo rilassando l'articolazione a livello del polso, acquisita la capacita' di acconsentire una fluida rotazione dell'avambraccio.

2 - Pulizia del contatto : non risolta. E' dovuta sopratutto, ma non solo, ad un vecchio automatismo che faccio fatica a cancellare, che mi porta a trattenere il polso a 90 fin dalla ricerca palla, anzichè usare la piu' comoda e sciolta posizione insegnatami dal Satrapo nella parte prima della "saga" intorno al minuto 8:00. La soluzione adesso la conosco, devo sforzarmi di accorgermi subito e correggere ... oggi me ne sono accorto solo dopo aver rivisto il video della partita.

3 - trottola : non ho risolto ancora. La torsione del tronco "persistente e continuata" per troppo tempo continua a mandarmi in trottola ... sono vecchi automatismi che è molto difficile cancellare senza uno dall'altra parte che ti urla in continuazione la correzione... quanto è importante filmarsi ...

4 - servizio : bene la seconda ... prima poco incisiva. Il servizio con la eastern di rovescio mi permette una seconda di servizio decisamente piu' pesante e molto arrotata ... considerate che non mi sono allenato, quindi va bene cosi' per ora.

5 - footwork, step : male ..altalenante, a volte lo faccio altre no, sopratutto non trovo il giusto ritmo dei passi .. a volte mi fermo perchè mi sento "fuori tempo" ..altre volte faccio fin troppi saltelli ... devo trovare il mio ritmo (chi cerca trova ):

Ciauz..
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Messaggio Da Filippo il Dom 09 Mag 2010, 16:46

Per il punto 5 un consiglio che posso darti è (sul cemento, sulla terra è più difficile) di abituarti a sentire il sottofondo sonoro delle scarpe che "pigolano" sul terreno, come fanno i giocatori di basket sul parquet, e a farlo diventare un qualcosa di ritmato e accordato con il palleggio.
Io se mi accorgo di non sentire niente mi rendo conto di non fare lavorare correttamente piedi e gambe, per cui nella testa deve entrare l'equazione silenzio=non sto facendo footwork.
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Messaggio Da albesca il Dom 09 Mag 2010, 17:19

Filippo ha scritto:Per il punto 5 un consiglio che posso darti è (sul cemento, sulla terra è più difficile) di abituarti a sentire il sottofondo sonoro delle scarpe che "pigolano" sul terreno, come fanno i giocatori di basket sul parquet, e a farlo diventare un qualcosa di ritmato e accordato con il palleggio.
Io se mi accorgo di non sentire niente mi rendo conto di non fare lavorare correttamente piedi e gambe, per cui nella testa deve entrare l'equazione silenzio=non sto facendo footwork.

grazie, molto utile, pensa che a mio figlio gliel'ho insegnato io a sentire lo stridio delle scarpe !!! ... Anche nel tennis, probabilmente, ogni colpo ha i suo " suono tipico di piedi "....
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Messaggio Da albesca il Lun 10 Mag 2010, 10:19

Ecco come risolvero' il problema "trottola" che mi rende impossibile creare consistenza nel dritto.

La chiave è capire che c'è un momento in cui si arresta l'azione attiva di gambe , anche e tronco ed inizia una fase ... "di braccio". Io colpisco senza separazione tra le fasi e mantengo attive tutte le spinte anche sul e oltre il contatto.

Qui di seguito la fase dove sono prevalenti le spinte di gambe, anche e tronco. Partendo dall'apertura, cioè in allineamento delle spalle con la traettoria della palla in arrivo, si spinge e si ruota fino ad un certo punto, poi cambiano le spinte prevalenti.


Questa escursione del tronco vista sopra, dura pochissimo e puo' essere percepita come un impulso muscolare, non sono quindi molti gradi di rotazione attiva . Qui termina l'azione prevalente di queste spinte, ed inizia una fase con prevalenza di azione di braccio mostrata nel video qui sotto. Notate come in questa fase, il prevalere dell'azione di braccio determini una "rottura" della linea delle spalle, con la spalla destra che si chiude internamente sul finale.


Questo "passaggio di consegne" da corpo a braccio nel mio dritto non avviene ma è cruciale, ci sto lavorando ma non è facilissimo avendo automatizzato in maniera errata la sequenza.

Spero possa esservi utile.
Bai
Smile


Ultima modifica di albesca il Mar 11 Mag 2010, 13:57, modificato 1 volta
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Messaggio Da Ospite il Lun 10 Mag 2010, 11:37

Sinceramente non só nemmeno se quello che dici é giusto o no,
probabilmente esiste un momento in cui la spinta di gambe finisce e inizia solo spinta di braccio, forse si o forse no, ma la cosa non mi interessa, perché affrontando il problema in questo modo non credo si risolva la cosa, ma solo si cerca un punto dove iniza e dove finisce all'interno dello swing che crea solo una gran confusione. E' una mia opinione sai, possibile che a te funzioni, ma io affronto il problema in maniera differente, ovvero....
....il centro del problema é l'indipendenza della spinta di gambe e la spinta di busto, questo serve a non far trascinare le gambe dal busto in rotazione e la conseguente caduta verso sinistra dei pesi, poi dove iniza una spinta e ne finsce un'altra non mi interessa.
Ci sono degli esercizi per far questo, ma la semplice concentrazione degli sforzi di correzione sul fatto specifico di non disperdere verso sinistra la spinta di gambe é giá di per se stesso l'esercizio piú utile.

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Messaggio Da albesca il Lun 10 Mag 2010, 12:17

Io per non disperdere energia verso sinistra mi sto trovando bene a concentrare l'attenzione sul braccio, nell'esatto momento in cui, a seguito della spinta di gambe e della rotazione del tronco, lascio aprire il polso con il famoso tappo che punta avanti ( ed il braccio sinistro che si ritrae). Se da quel momento in poi "mi concentro" solo sull'azione di braccio ... "non volendo" smetto di continuare a tirare con il tronco tutto verso sinistra come dici tu. Un'altra cosa che aiuta è lasciare lo sguardo sul punto di contatto ... ed in questo caso si evidenzia ancora di piu' come sia fastidioso e scomodo mantenere lo sguardo sul contatto se continuiamo a lavorare di tronco. E' molto probabile che otteniamo lo stesso risultato, prendendo riferimenti diversi (almeno spero...). Comunque, se puo' essere utile, posso fare il video del movimento cosi' corretto e vedere insieme come cambia almeno a livello di "forma".
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Messaggio Da Becker il Lun 10 Mag 2010, 13:15

Per correggere il difetto il buon Satrapo ti stava appunto facendo colpire da fermo mettendoti la pallina con le mani.....

...a me il maestro me lo faceva fare per "sentire" la differenza della stabilità degli appoggi,io lo facevo con i piedi incollati a terra....incredibilmente sentivo tutta la forza venire su dal terreno e tiravo più forte che in palleggio anche quando credevo di aver tenuto bene gli appoggi!!

Prova a fare l'esercizio senza staccare i piedi da terra....
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Messaggio Da albesca il Mar 11 Mag 2010, 22:36

Ad ogni modo, i nostri guru ci insegnano che il piu' delle volte si va in trottola se non si ha sufficiente indipendenza gambe - tronco. Chi ha letto e studiato i post di Satrapo e Wik, conosce il famoso esercizio del bastone e torsione di 90 gradi andata e ritorno saltando di 30 cm in avanti, per sviluppare questa indipendenza.

Il motivo della mia trottola pero', la mia testaccia dura lo individua altrove: trottolo perche' continuo a spingere in rotazione volontariamente con le gambe, le anche e l'addome troppo a lungo .. insomma fino al contatto io sto ancora usando tutti i muscoli che mi fanno ruotare (quindi finisco spostato a sinistra...) !!! Perchè lo faccio ? Semplice : perchè sono scarso .. !!

Il fatto che si vedano i pro svolazzare con escursioni di tronco di 200 gradi .. purtroppo ha indotto un inesperto osservatore come me, a credere che per fare quella gran giravolta, ci fosse voluto chissa' quale fatica d'ercole, trazioni addominali, spinte dorsali, alabarde spaziali e quant'altro ... fesserie. Lo sforzo per ruotare c'è , le anche e l'addome agiscono eccome in partenza ... ma è un impulso breve ed intenso, che ben prima del contatto, si tace.

Tutto il resto è noia... cioè conseguenza, torsione passiva poichè l'addome a quel punto va rilassato ..... e poi il braccio, che nel frattempo si è scagliato avanti finalmente libero da gravosi fardelli, va seguito e assecondato, nel suo dolce e avvolgente, abbraccio finale. Smile
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Messaggio Da Becker il Mer 12 Mag 2010, 00:50

Hai tutto quello che ti serve nelle riprese fatte a Roma!!

Secondo me è tutto molto più semplice,come ti ha detto Satrapo,tu perdi l'appoggio del destro perchè spesso salti e tante altre volte lo stacchi da terra...
....cmq nel secondo video già lo facevi meglio!!
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Messaggio Da Satrapo il Mer 12 Mag 2010, 02:43

albesca ha scritto:è un impulso breve ed intenso, che ben prima del contatto, si tace.

Tutto il resto è noia... cioè conseguenza, torsione passiva poichè l'addome a quel punto va rilassato ..... e poi il braccio, che nel frattempo si è scagliato avanti finalmente libero da gravosi fardelli, va seguito e assecondato, nel suo dolce e avvolgente, abbraccio finale.

L'ho sempre saputo che in ogni tennista batte un cuore di poeta. Certo quando la palla dell'avversario danza sul nastro per ricadere beffarda nel nostro campo sul set point (che sia set point a favore o contro è uguale) prende il sopravvento l'anima del camionista bestemmiatore, ma sono solo attimi, momenti.. ..cos'è un nastro se non una volgare imprecazione tra le parole SET - POINT ?

Detto questo Albe vista l'ora tarda mi limito a precisare impulso beve e intenso ok, ma non strappato in partenza e non frenato in arresto, per quanto breve ed energico anche nell'anticipo d'anca il concetto-dogma della fluidità non va mai disatteso.

Notte tennisti! Albesca's notes 768460
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Messaggio Da albesca il Mer 12 Mag 2010, 08:12

Satrapo ha scritto: ...cut..... Albe vista l'ora tarda mi limito a precisare impulso beve e intenso ok, ma non strappato in partenza e non frenato in arresto, per quanto breve ed energico anche nell'anticipo d'anca il concetto-dogma della fluidità non va mai disatteso. Notte tennisti! Albesca's notes 768460

Certo Satrapo, al momento ho solo messo insieme i cocci e sto ricomponendo il tutto finalmente per il verso giusto, la fase seguente sara' perfezionare il lavoro affinchè non si notino piu' le linee di frattura di questo benedetto vaso che cerco di incollare da anni.
L'esercizio del bastone che tu suggerisci insegna anche a coordinare l'anticipo d'anca con le gambe e rendere cosi' "plastica" questa azione. Ci si accorge eseguendolo ( anche in soggiorno.. Wink ), come "sintonizzando" il molleggio sugli avampiedi con la torsione del tronco, possiamo "avvitarci e svitarci" dinamicamente con grande rapidita' e leggerezza, spostando al contempo dove vogliamo tutto il corpo, attraverso una semplice gestione del baricentro.

Il manico di scopa va tenuto in questa posizione, ma a gambe leggermente flesse e piedi un po' piu' larghi delle spalle ......

Albesca's notes Lada.17

si effettua una torsione del tronco di 90 gradi, tipo questa sotto, mantenendo pero' la postura delle gambe e del bastone come detto sopra..

Albesca's notes TwistAjpg_00000005988

Da questa posizione si salta una trentina di centimetri in avanti senza staccarsi troppo da terra, lavorando di avampiedi e riportando il tronco in posizione di partenza... e cosi' via prima da un lato, poi dall'altro.
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