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debolezza psicologica e/o fragilità tecnica

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Messaggio Da Federyonex il Gio 08 Mar 2012, 18:39

Ciao. colgo l'occasione per portare il mio caso all'attenzione dello priscologo, offrendomi così come cavia per paragoni con altri utenti del forum.
Da un anno quasi esatto, ho ricominciato a prendere lezioni regolari col maestro, prima solo saltuarie,
Ho iniziato nel maggio 2004, insieme a quella che divenne mia moglie, con 10 lezioni di coppia. Entrambi neofito. Poi mia moglie ha lentamente mollato e io ho continuato con qualche altra decina di ore. Riuscivo a suo tempo ad intervallare la lezione settimanale con qualche ora di gioco con amici.
Dall'anno successivo ho iniziato a giocare un'ora fissa alla settimana, ma lentamente ho interrotto per diversi motivi le lezioni.
Nel 2007 ho preso una lanciapalle e da lì, una volta a settimana, mi allenavo con lei.
Nel frattempo, dal 2008 ho iniziato a partecpare al torneo sociale del mio circolo, e due anni fa ho ripreso qualche lezione saltuaria con una maestra e così arriviamo all'anno scorso, in cui mi sono convinto che avevo la necessità di aggiustare gli appoggi e poi pensare a tutto il resto.
Questa la premessa doverosa per capire la mia situazione.
Il problema è emerso al torneo del circolo di quest'anno e parzialmente in quello dello scorso anno.
Per un errore di valutazione lo scorso anno mi hanno messo nel girone sbagliato e ho purtroppo inflitto ripetuti 6-3 6-0 ai miei avversari, perché di livello evidentemente al di sotto del mio, tanto che ci sono state lamentele per questo. Questo, insieme ai cambiamenti impostimi dal maestro (e da me voluti) mi ha portato ad una sorta di involuzione sul piano del rendimento, prima ai colpi da fondo e poi anche al servizio, perché ogni corretta correzione tecnica proposta dal maestro ha reso insicuri i miei colpi in partita.
Quest'anno è un totale disastro, con il culmine di sabato scorso: 1-1 al primo set, servo per secondo senza fare doppi falli e con prime incoraggianti per efficacia.
Al mio secondo turno di servizio faciio due doppi falli e vado 0-40. Da li perdo sicurezza al servizio e perdo il game, poi perdo sicurezza sui colpi da fondo. Perdo 6-1. Incazzato nero, inanello un'altra serie di errori prevalentemente gratuiti e sullo 0-3 annuncio il mio ritiro all'avversario, che rifiuta e con calma veramente paterna mi convince a continuare, ovviamente senza alcun miglioramento da parte mia: 0-6.
Il mio avversario a fine match mi palesa esattamente il problema tecnico che so di avere, arrivare cioé meglio sulla palla e fermarmi.

So di sbagliare tanto, le mie percentuali di non forzati sono troppo alte, ma possibile che a livello mentale sia così fragile da scoraggiarmi fino al punto di rinunciare al match? Mi sembra di entrare in campo già sconfitto. E l'unica differenza rispetto ai giocatori dello scorso anno è che questi tirano un pò più forte ma sbagliano enormemente di meno.

Mi domando quindi, certo che l'aspetto tecnico da migliorare sia fondamentale: che fare per riguadagnare sicurezza? Mi riaggancio anche al post di Sergio sull'autoconvinzione di efficacia.
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Messaggio Da oedem il Gio 08 Mar 2012, 20:02

imho, le tue insicurezze "mentali" sono frutto delle insicurezze tecniche.

Mi sembra che tu sia in fase ancora "evolutiva" nel senso che devi ancora fare totalmente tue le modifiche nel tuo tennis che sta imponendo il maestro e ciò si riflette in partita.
è ovvio poi che, scoraggiandoti, non riesci a venirne fuori ma semplicemente perché non puoi contare su una solidità che ti trasmetta serenità.

Ti faccio il mio caso: ho un servizio fallosissimo e sto in tensione quando mi tocca servire. ciò però è frutto solo di una mia carenza tecnica ed è ovvio che, in condizioni di svantaggio, la mia insicurezza aumenti perché so che non posso contare su un servizio decente.
Se sapessi battere decentemente, allora il mio turno di servizio lo vivrei più serenamente potendo contare su una sorta di "bancomat" di punti sapendo che quel colpo non mi tradirebbe mai.
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Messaggio Da sergiocosta il Gio 08 Mar 2012, 22:01

caro amico, come hai detto tu puoi rifarti tranquillamente alle convizioni di efficacia personale, e all'articolo che ho postato. queste sono fondamentali all'interno dell'attività sportiva, ma non soltanto per il miglioramento della prestazione, coinvolgendo l'atleta nella sua interezza, dall'allenamento al recupero dagli infortuni. il sentirsi poco capace infatti non ti farà impegnare al meglio, ti distrarrà dal compiere in modo corretto il compito e non ti farà rimanere concentrato sul raggiungimento degli obiettivi, ed ancora peggio è effettuare delle valutazioni completamente negative, ovviamente.

per questo tipo di attività, ci sono tutte tecniche di miglioramento e potenzionamento dell'efficacia personale che ovviamente poi andrò a dirvi quando avrò i risultati del test nello specifico, anche se dalla situazione che m'hai descritto è chiaro, come diceva anche oedem, che le carenze tecniche possano influire poi sulla tua concentrazione e scoraggiamento.

quindi, riassumendo, non abbatterti, credo che sia una cosa assolutamente normale, ma allo stesso tempo di fondamentale importanza, ma non soltanto per il miglioramento della tua prestazione, ma soprattutto per cercare di vivere al meglio il proprio tennis.

saluti

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Messaggio Da Gabrilele il Gio 08 Mar 2012, 22:43

abbelli! Fed, come oedem credo che noi 4a chiamiamo solidità mentale la solidità tecnica ... ne parlava anche il sat ... secondo me è IL punto.
2 cose ...
1 tu cacciala in campo: se i tuoi colpi sono sicuri ti trasmetteranno sicurezza soprattutto quando la palla scotta, vedi punti importanti
2 ci manca Serenità ... nel senso dell'atteggiamento positivo che ha in campo Serenona Williams Very Happy
no, non nel senso di insultare i giudici di linea Smile ma nel senso di sottolinearci anche le cose positive (e non è mica necessario urlare come faccio io Very Happy)

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Messaggio Da alain proust il Ven 09 Mar 2012, 08:22

col dovuto rispetto per un tecnico del settore, mi pare che si diano dei consigli del tutto fuorvianti quando si consiglia ad un quarta con profonde lacune tecniche (senza offesa federyonex, sono anche le mie) di concentrarsi sugli aspetti psicologici. si dà l'illusione o la speranza che col dovuto atteggiamento, la dovuta concentrazione e convinzione, si possa migliorare.
preciso che adoro la psicologia e ne leggo anche un po' per diletto e cultura, però a mio avviso i consigli psicologici ad uno che ha seri problemi nei fondamenti di ciascun colpo non servono a niente, ma solo a dare l'illusione che concentrarsi e essere convinti basti a diventare un tennista migliore.
con questo non voglio dire che si debba andare in campo con atteggiamento perdente, senza convinzione, pensando di perdere o pensando a tutto tranne che alla partita. ma qualche ora di allenamento in più fa molto di più di qualunque consiglio psicologico.
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Messaggio Da sergiocosta il Ven 09 Mar 2012, 08:42

beh onestamente non mi pare di aver detto questo, ma anzi, ho tenuto a sottolineare come siano importanti entrambi gli aspetti, sia quelli tecnici che mentali, infatti, non so se hai potuto dare un'occhiata ad esempio al test che ho proposto, ma se l'hai fatto, di sicuro avrai notato come non vengano analizzati solo gli aspetti mentali, ma ci si focalizza anche e sopratutto su quelli tecnico/tattici, perchè ovviamente non si può essere carenti da quel lato e poi eccellere in quello mentale o viceversa.

nessuno qui vuole far passare che se ti impegni, se ci credi, se sei motivato, diventerai il nuovo federer anche con evidente lacune tecniche, ma soltanto che gli aspetti mentali possono influire sul tuo tennis, sia negativamente che positivamente, poi ripeto tocca vedere gli obiettivi di ogni tennista, perchè come ho detto più volte è sbagliato focalizzarsi sulla prestazione e ritenere che la psicologia serva solo a quello, quando in realtà se ne occupa in minima parte.

saluti

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Messaggio Da sergiocosta il Ven 09 Mar 2012, 09:11

e ci tengo a sottolineare un'altra cosa, ovviamente qui si parla a grandi linee, cercando di dare dei consigli o degli approfondimenti utili, senza però conoscere nello specifico ogni singolo atleta, o avendo letto al massimo qualche riga, tra l'altro autoriferita da parte degli stessi, quindi, questo tipo di confronto va preso come un spunto di riflessione su gli aspetti mentali che influenzano in ogni modo la nostra attività, cercando di cogliere questa sezione come un'opportunità di confronto, e quindi, anche da parte mia, sono ben accette le critiche e le varie discussioni, così da creare insieme delle opinioni comuni e condivise.

saluti
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Messaggio Da Federyonex il Ven 09 Mar 2012, 09:37

Infatti, sergio. Tu hai parlato di entrambi gli aspetti. Non so perche Proust abbia capito che se ci credi puoi vincere anche con grosse lacune tecniche
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Messaggio Da johnnyyo il Ven 09 Mar 2012, 10:39

Ciao Federyonex,
io volevo solo aggiungere che a livello di circolo è abbastanza comune dare e prendere batoste!
Come hai precisato tu, all'interno dello stesso torneo sei passato da una situazione in cui mettevi in fila facilmente molti avversari, ad una nuova in cui sono gli altri a concedere le brisciole a te!
Tutto normale...
A questi liveli basta un piccolo divario per enfatizzare al massimo il punteggio! E non è raro vedere gente che non perde mai, pur sembrando poca cosa dal punto di vista tecnico, ma che magari ha buone gambe, testa e regolarità.

Non scoraggiarti! Questi divari apparentemente grandi, sono in realtà molto più facili da colmare di quanto tu non pensi! Basta accettare qualche sconfitta come parte del gioco e tassello FONDAMENTALE per crescere!

Vista la tua costanza e dedizione per questo sport, sono convinto che non appena riuscirai ad affrontare le difficoltà con più serenità, farai subito il salto di qualità! (ho fatto anche la rima)
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Messaggio Da dropshot II il Ven 09 Mar 2012, 11:28

è un argomento delicato e particolare.
secondo me l'esistenza di un gap psicologico emerge quando si ha la tecnica per affrontare gli avversari del proprio livello e quando si sono giocate molte partite per lo più prendendo bastonate. in questo modo si comincia a capire che la partita è diversa dall'allenamento e che cosa uno può ragionevolmente fare in campo.

detto questo, concetti quali autostima, conoscenza delle proprie capacità, concentrazione, focalizzazione hanno un'utilità a qualsiasi livello. in altri termini , se uno si allena male, non riesce a metabolizzare i miglioramenti tecnici in campo è svagato, non riesce a concentrarsi difficile che la resa sia adeguata alle capacità.

il problema è che una delle risorse limitate è il tempo, e lavorare su aspetti psicologici richiede un certo sforzo. ecco, secondo me al nostro livello un'oretta di cesto rischia di avere un'efficacia maggiore. Se poi uno ha tempo per gestire tutto quanto, ben venga...

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Messaggio Da alain proust il Ven 09 Mar 2012, 11:41

dropshot II ha scritto:ecco, secondo me al nostro livello un'oretta di cesto rischia di avere un'efficacia maggiore.
Il mio pensiero sintetizzato in poche parole. Anche se toglierei l'accento dubitativo. cheers
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Messaggio Da Simoneshake il Sab 10 Mar 2012, 10:45

Dal mio punto di vista la debolezza psicologica è un freno per i giocatori di qualsiasi livello. Senz'altro per i quarta le lacune tecniche sono una componente fondamentale del "cattivo" gioco ma quando si incorre nella giornata no o in alcuni passaggi a vuoto causati dagli "inganni del cervello", solo chi ha dimestichezza o abitudine a gestirli può uscirne usando al massimo la tecnica che possiede.
Ieri sera mi è successo un fatto curioso. Premessa: togliendo le partite diputate con un mio amico in questo anno e mezzo da quando ho ripreso a giocare (con alti e bassi dovuti alla mia tecnica), nell'ultimo anno ho potuto giocare con nuovi amici di bassa quarta dove inizialmente ho cercato di capire se arrivavo al loro livello; in un torneo ad eliminazione e in una serie di incontri diretti ho collezionato la bellezza di: tutte sconfitte (trend in miglioramento con una media di 6/4 6/3 fino a poter strappare due volte 1 set) e una sola vittoria al terzo set. Tornando a ieri, ho giocato con l'unico che avevo sconfitto. Era ovvio che avrei dovuto vincere (già al torneo ad eliminazione avrei dovuto chiudere in due set per oggettive capacità - di poco - superiori) ed era ovvio che questo mi avrebbe messo pressione. Ho iniziato cercando di imporre il mio gioco (cosa che di solito non posso fare) ma mi sono trovato sotto 3/0 con una sensazione di stanchezza alle gambe fino al 6/3 affraid . Qui è successo quello che non mi aspettavo e vorrei poter replicare all'occorrenza: invece che sentirmi a pezzi mi sono sentito leggero e con più forze confused : risultato secondo set vinto da me 6/0 !!!. Tie-breakkone di chiusura per proclamare il vincitore dell'incontro: ho risentito un po' di pressione ma ho cercato di replicare le sensazioni del secondo set: risultato 9/4 per me.
Secondo me non si può dire che è solo un fatto di tecnica, perché tra quasi pari (sia forti che quarta come noi) basta poco per far sballare gli equilibri; vero però che la tecnica è importante: da quando ho fatto un po' di lezioni sto giocando molto meglio (avevo perso completamente la sicurezza nel dritto) e i risultati (di gioco non di punteggio) si vedono.
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Messaggio Da Bertu il Sab 10 Mar 2012, 12:02

Io ribadisco quanto giá detto in altro post.

IMHO la psiche conta molto a tutti i livelli ma solo in senso negativo.
(parlo per esperienza diretta tra scarsoni)

Se non ci sei con la testa peggiori le tue prestazioni, a qualunque livello tu sia.

È chiaro che un potenziale seconda categoria con problemi di emotivitá sconfiggerá sempre anche il piú solido dei quarta categoria per evidente gap tecnico.
Cio nonostante il suo rendimento non sará mai all'altezza delle sue possibilitá fintanto che non costruirá anche una solida base emotiva perché nelle partite che contano non riuscirá ad esprimere tutto il suo potenziale o quantomeno, lo riuscirebbe a fare solo a tratti.

Per un quarta é ovvio che si debba pensare soprattutto al miglioramento tecnico perché le lacune sono ancora molte peró, un'occhiatina all'aspetto psicologico non fa mai male ed una buona soliditá mentale puó garantire un piccolo vantaggio sull'avversario.



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Messaggio Da marco61 il Sab 10 Mar 2012, 14:04

Io la butto lì: in allenamento gioco molto spesso con un mio amico con passato da terza alta e perdo con una certa regolarità. Ci siamo incontrati in torneo 4 volte, le prime 3 ho vinto io, l'ultima ha vinto lui perchè mi sono ritirato per stiramento.
E abbiamo la stessa classifica. Ora qualcuno mi spieghi perchè, quando conta, io vinco pur essendo tecnicamente inferiore a lui.

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Messaggio Da Federyonex il Sab 10 Mar 2012, 14:17

Appunto, la "testa" conta sempre
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Messaggio Da Simoneshake il Sab 10 Mar 2012, 15:09

marco61 ha scritto:Io la butto lì: in allenamento gioco molto spesso con un mio amico con passato da terza alta e perdo con una certa regolarità. Ci siamo incontrati in torneo 4 volte, le prime 3 ho vinto io, l'ultima ha vinto lui perchè mi sono ritirato per stiramento.
E abbiamo la stessa classifica. Ora qualcuno mi spieghi perchè, quando conta, io vinco pur essendo tecnicamente inferiore a lui.
..beh bisogna considerare pure la sagacia tattica...
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Messaggio Da alain proust il Sab 10 Mar 2012, 15:40

marco61 ha scritto:Io la butto lì: in allenamento gioco molto spesso con un mio amico con passato da terza alta e perdo con una certa regolarità. Ci siamo incontrati in torneo 4 volte, le prime 3 ho vinto io, l'ultima ha vinto lui perchè mi sono ritirato per stiramento.
E abbiamo la stessa classifica. Ora qualcuno mi spieghi perchè, quando conta, io vinco pur essendo tecnicamente inferiore a lui.
be', un esempio specifico non fa cadere un'intera teoria, secondo me. intanto tu stesso dici che ha un passato da terza alta. un passato. ora avete la stessa classifica, quindi un motivo deve esserci. e già il fatto che siate pari classifica spiega che uno dei due possa vincere spesso o sempre. ci sono anche stili di gioco che faticano di fronte ad altri e, quando la differenza tecnica non è abissale, ci può stare che uno soffra particolarmente un certo tipo di giocatore.
che tu perda in allenamento e vinca in torneo può anche essere motivato dal fatto che in allenamento "la prendi bassa", più o meno consciamente, e in torneo dai il tuo 100%. lui magari il suo 100% lo dà anche in allenamento. chissà.
però non voglio essere il fautore della teoria "stacca il cervello e colpisci" perchè sarebbe contro ogni evidenza. un giocatore sanguigno e lottatore a parità di tecnica vincerà contro uno arrendevole. ma qui più che testa e psicologia è capacità di dare il massimo della propria tecnica del momento.
io sostengo, parafrasando qualche post sopra, che qualche cesto in più e qualche ora in più di allenamento alla settimana sono miracolosi e adombrano ogni psicologia. come ho scritto in altre occasioni in cui ne abbiamo discusso, io posso avere tutta la tenuta mentale del mondo, essere solido come una roccia, col carattere di un gladiatore e la voglia di vincere di un top ten in finale di slam, ma se alla quinta palla che mi arriva vado lungo, ho un problema tecnico di regolarità. non è l'altro ad avere più testa di me. sono io che non sono al suo livello tecnico, di lui che magari tiene regolarmente 10 palleggi e io ne tengo regolarmente 5.
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Messaggio Da sergiocosta il Sab 10 Mar 2012, 17:50

tutto vero quello che dite, da ambo le parti, la tecnica è fondamentale, e sicuramente deve essere allenata di più se sei una categoria bassa, e allo stesso tempo, più il livello sale e di conseguenza diventa importante anche il proprio apporto mentale.

tuttavia, da psicologo, vorrei continuare a sottolineare come l'aspetto psicologico, e quindi il poter lavorare su questo, non è direttamente collegato ad i risultati o alla prestazione, o meglio non deve essere finalizzato solo a questo, perchè sennl si confonde e a volte non si capisce il vero ruolo dello psicologo all'interno del contesto sportivo, visto che l'obiettivo primario di un tennista e di conseguenza di un psicologo ch elo segue non deve essere quello di focalizzarsi esclusamente su i risultati e vincere tutte le partite, ma l'importante, a mio avviso, è che inzialmente si prenda consapevolezza che i fattori mentali incidano anche ad i livelli più bassi, poi, puntare degli obiettivi, e tramite il lavoro insieme al maestro di base, cercare di raggiungerli il prima possibile, evitando quindi che limiti tecnici o mentali li possano ostacolare, a mio avviso questo fa un psicologo dello sport, e su questo bisognerebbe focalizzarsi.

saluti
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Messaggio Da sergiocosta il Sab 10 Mar 2012, 17:54

[quote="alain proust"]
marco61 ha scritto:più che testa e psicologia è capacità di dare il massimo della propria tecnica del momento.

questo come lo vuoi chiamare se non un aspetto mentale ?? il dare il massimo comprende quella sfera li eh, a mio avviso vanno allenati allo stesso livello, e ti parlo da ex giocatore e psicologo, quindi non voglio tutelare la mia categoria o cos'altro. ma purtroppo il continuare a credere che soltanto il cesto sia il mezzo per poter arrivare al successo, non è la cosa più giusta da fare, visto che c'è un lato mentale che non viene MAI allenato !
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Messaggio Da Simoneshake il Sab 10 Mar 2012, 18:13

per quanto mi riguarda ho provato a limitare l'ansia paralizzante da prestazione e ho ottenuto calma (ma mancanza di "agonismo"); poi ho cercato di capire se ero al livelli dei quarta bassa giocando con loro e ho acquistato la consapevolezza di esserci vicino e di dovermi allenare di più con il maestro (ma, non tenendo conto primariamente del risultato, di nuovo giocavo con poco "agonismo"). L'analisi dei risultati e del modo di giocare mi fa pensare di essere temporaneamente privo dell'istinto del killer (interessante a questo punto l'approccio caratteriale).
Parlerò anche di questo con il maestro che mi sembra ricettivo da questo punto di vista.
Federyonex ha scritto:...
So di sbagliare tanto, le mie percentuali di non forzati sono troppo alte, ma possibile che a livello mentale sia così fragile da scoraggiarmi fino al punto di rinunciare al match? Mi sembra di entrare in campo già sconfitto. E l'unica differenza rispetto ai giocatori dello scorso anno è che questi tirano un pò più forte ma sbagliano enormemente di meno.

Mi domando quindi, certo che l'aspetto tecnico da migliorare sia fondamentale: che fare per riguadagnare sicurezza? Mi riaggancio anche al post di Sergio sull'autoconvinzione di efficacia.
...ecco il fatto di accorgersi che l'avversario sbagli di meno ci mette in crisi...e mi sembra normale sia così; in questo caso ci vogliono gli esercizi con il maestro per acquisire sicurezza E la calma in partita per rimandare tutto di là anche noi...
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Messaggio Da marco61 il Sab 10 Mar 2012, 23:23

Sergio, entrando un pò più nel concreto, da psicologo quali consigli daresti ad un giocatore che in gara non riesce a rendere come in allenamento?
Certo che la tecnica è importante, ma conosco più di un giocatore che durante il match non riesce ad esprimersi secondo i propri mezzi.
Tensione, ansia, stress, insicurezza...cosa bisogna fare per sconfiggerle?

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Messaggio Da Federyonex il Dom 11 Mar 2012, 00:49

Vi do una buona nuova: oggi, nonostante una decina di DF, ho vinto 7-5 6-1, ma stavolta la testa l'ha persa il mio avversario.
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Messaggio Da Bertu il Dom 11 Mar 2012, 11:34

Federyonex ha scritto:Vi do una buona nuova: oggi, nonostante una decina di DF, ho vinto 7-5 6-1, ma stavolta la testa l'ha persa il mio avversario.

Cos'é cambiato in te rispetto alle altra volte?

Ti sentivi "diverso"


A.
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Messaggio Da cobrama il Dom 11 Mar 2012, 11:44

marco61 ha scritto:Sergio, entrando un pò più nel concreto, da psicologo quali consigli daresti ad un giocatore che in gara non riesce a rendere come in allenamento?
Certo che la tecnica è importante, ma conosco più di un giocatore che durante il match non riesce ad esprimersi secondo i propri mezzi.
Tensione, ansia, stress, insicurezza...cosa bisogna fare per sconfiggerle?

Difficile soluzione, psicologo bravo e non è detto che basti. Io penso che in questi casi l'unica soluzione sia il trasformare il giocatore in una sorta di robot che deve eseguire solamente i compiti assegnati(per il match) dal coach, una sorta di lobotomizzazione virtuale, una sorta di burattino nelle mani del coach.
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Messaggio Da marco61 il Dom 11 Mar 2012, 14:04

Cobra, abbiamo appena assunto uno psicologo che ci costa mille grazie al mese. debolezza psicologica e/o fragilità tecnica 786556
Deve meritarsi la pagnotta. asd
Voglio sapere da lui, concretamente, cosa si può fare dal punto di vista mentale per trasformare un agnello in una tigre.

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