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Debolezza mentale...

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Messaggio Da tennisteamgbav il Gio 15 Mar 2012, 17:31

Io ho un problema con i giocatori + forti, tendo anche se gioco bene a "fermarmi" quando posso arrivare vicino alla vittoria, un grande classico è che dal 3-3 perdo 3-6, questo in particolare con i giocatori che conosco bene e che quindi so essermi superiori o anche solo alla pari.

Proprio in ultima settimana ho perso 3 partite di fila con identici o quasi punteggi, sempre con un break, e pensare che gioco anche bene, nella prima mi hanno fatto anche complimenti, ma dal 3-0 ho perso 4-6, l'avversario ha cambiato gioco, variandomi molto il ritmo e io sono andato in palla.

Per isolarmi e concentrarmi tendo a pensare di giocare per divertirmi e pensare sempre di essere sullo 0-0 ma non basta, dato che faccio poche partite, meglio insistere con partite o lavorare su tecnica?
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Messaggio Da alain proust il Gio 15 Mar 2012, 18:03

boh, io continuo ad essere un pochino scettico su queste interpretazioni psicologiche di risultati tennistici. tu stesso dici che sono "superiori o anche solo alla pari", il che giustifica perfettamente che tu ci possa perdere sempre (con quelli pià forti) o spesso (con quelli che giudichi alla pari con te).
anche il fatto che hai perso quando l'avversario ha variato molto il ritmo ci sta, ti ha mandato in palla e lui è stato bravo non solo a decidere di farlo (strategia), ma anche a saperlo fare (tecnica).

qualche giorno fa ho giocato in un torneo non fit una partita con un 4.2. non c'era partita, ho perso 63 62, ma non perchè non fossi concentrato o non avessi "letto" la partita o avessi sbagliato strategia. semplicemente era più solido di me.
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Messaggio Da Federyonex il Gio 15 Mar 2012, 22:20

Alain, è chiaro che se becchi uno più forte di te perdi, a meno che lui non aumenti le percentuali di errori non forzati suoi.
Qui si sta dicendo che l'aspetto psicologico completa il gioco di un tennista a qualsiasi livello.
E parliamo solo di tennis, ma il concetto vale in tutti gli sport, ma anche in molti ambiti della vita.
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Messaggio Da dropshot II il Gio 15 Mar 2012, 23:29

se il tuo avversario è più forte, ci sta che ti faccia arrivare al 3-3 o magari ti mandi avanti un paio di game. Poi cambia marcia o comincia a giocare una palla più fastidiosa per te, e finisce la festa.
Con quelli forti mi capita sempre, ci si prende allegramente a pallate per 5/6 game e ci sta anche che vada sopra perchè con quella palla vado a nozze. i game successivi però comincia ad arrivare di tutto ed il discorso cambia.

L'hai detto anche tu, il tuo avversario ha cambiato gioco. Il problema non è mentale è solo che quell'altro è più forte.




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Messaggio Da tennisteamgbav il Ven 16 Mar 2012, 08:57

MI sono spiegato male, i problemi sono due e solo il secondo è tecnico, quello del cambio di palla e della difficoltà di adattarsi, ma il primo è mentale, perche' sul 3-3- una vocina mi sussurra, dai che sei arrivato fino a qui, l'hai tenuto, visto che bravo che sei, ottimo lavoro... il calo nei giochi miei potrebbe anche non esserci (se sono bravo a non ascoltarla), ma sicuramente mi siedo, per cui al minimo cambio di livello (che di solito arriva nei giochi decisivi) entro in una spirale da cui non esco.

Ho fatto poche partite in questo periodo, per cui spero sia questo, spero anche che con l'abitudine arrivi il controllo.

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Messaggio Da dropshot II il Ven 16 Mar 2012, 12:56

non so quanto il tuo avversario sia più forte. Se è effettivamente più forte o più solido di te, è difficile stabilire se quando sul 3-3 si spegne la luce dipenda da un'problema di "testa" o dal fatto che l'avversario abbia deciso che Ti sei divertito abbastanza.

secondo me si tende a sopravvalutare l'importanza della testa al medio-basso livello. Con questo non intendo dire che la testa non conti ma che si danno colpe alla tenuta mentale o psicologica che probabilmente stanno da un'altra parte.

se due giocatori sono dello stesso livello e uno vince sempre può essere che ci sia un problema di tenuta. se uno è più forte dell'altro, quest'ultimo magari con una tenuta mentale da n.1 perde 63 invece che 61 ma le prende comunque Smile.
se il tuo avversario è in grado di premere l'interruttore e cambiare livello o ritmo, c'è poco da fare e non lo vedo come una questione di concentrazione ma come un gap tecnico.

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Messaggio Da tennisteamgbav il Ven 16 Mar 2012, 15:49

puo' essere, puo' essere, ma su una cosa mi rimangono dubbi, io inizio a perdere contatto quando (e se) ho gia' pensato al tragitto percorso, mi spiego meglio, se riesco a pensare per tutto il set come sullo 0-0 questo problema non arriva o arriva per una componente solo tecnica (vivaddio se e' piu' forte vince, ci mancherebbe).

Per questo io provo sempre a giocare il primo colpo come l'ultimo, ma non sempre ci riesco (e qui la tecnica non c'entra molto, di fiato ne ho parecchio e di gamba pure)
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Messaggio Da sergiocosta il Mar 20 Mar 2012, 08:39

eccomi, scusami per il rtardo, ma non avevo visto che c'era un topic nuovo.

allora, da quanto hai scritto credo onestamente che il tuo problema sia più tecnico che mentale, anche se è presente una parte psicologica, come tu stesso sottolinei, infatti, il sentirsi già arrivato, puà incidere molto sul tuo atteggiamento e comportamento in campo, anche in maniera incoscia.

se ti può consolare, anche io soffrivo di queste "problematiche", ma mi capitava molto spesso con giocatori più scarsi di me, in cui staccavo completamente la spina e mi facevo recuparare, se non battere, cosa invece che non succedeva con quelli più forti di me, in cui erano loro a volte ad andare nel pallone (ed ecco qui che rientra il fattore mentale).

di certo un allenamento specifico può essere utile, e con specifico intendo orientato alla partita, con simulazioni di gioco, di punteggio o cose simili, ma credo tu debba anche riuscire a lavorare sulla tua tecnica/tattica di saper gestire l'ncontro e cambiare il tuo gioco prima del tuo avversario,che magari con maggiore esperienza riesce a fare prima e meglio.

infatti, se stai sul 3-3 o simili, ogni punto diventa fondamentale, e quindi magari un giocatore più forte capisce che è il momento di spingere e di chiudere il set, quando magari tu ancora non sei pronto, sia tecnicamente che mentalmente, anche se da quanto hai scritto non ti abbatti al primo punto perso, ma anzi, cerchi di convicerti che stia andando tutto bene e che ce la puoi fare; forse però ti manca il passo successivo, ovvero l'andare a vincere.

saluti
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Messaggio Da tennisteamgbav il Mar 20 Mar 2012, 09:34

Grazie Sergio,
hai ovviamente ragione in generale, maggior padronanza tecnica significa maggior tranqullità emotiva e superamento della pressione (non a caso oggi gioco meglio con gli avversari molto + forti, con i quali non sento la pressione di dover vincere data la sproporzione tecnica).

Mi interessa il tuo caso, come hai superato la situazione in cui perdevi con avversari piu' deboli? hai fatto qualcosa in particolare?

Grazie
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Messaggio Da sergiocosta il Mer 21 Mar 2012, 00:32

come l'ho superato ?? beh facile, ho smesso di giocare..eheh..oramai sono quasi 6 anni che mi sono "ritirato" dal tennis agonistico, purtroppo infatti non riuscivo più a trovare gli stimoli giusti e a divertirmi, non soltanto quando perdevo con quelli più scarsi di me, ma sopratutto per i limiti mentali e tecnici che non riuscivo a superare, e quindi dopo un lungo pensare ho deciso di mettere la racchetta da parte.

di certo mi sarebbe servita una figura durante il mio percorso, chiamatela psicologo, chiamatela maestro attento, ma purtroppo così non è stato, e da solo non avevo ancora i mezzi necessari per superare queste difficoltà che molti ragazzi si trovano ad affrontare, e quindi decisi di smettere e di tornare a giocare a calcio.

con il senno di poi, forse, ho fatto la scelta giusta, evidentemente ero saturo di giocare a tennis e non mi divertivo più, e proprio per questo credo che sia fondamentale una figura che ti sostenga nei momenti di difficoltà, e che ti aiuti a capire quale tipo di percorso o strategie mettere in atto, perchè a volte si corre il rischio di identificare lo psicologo, in questo caso, come la persona che ha come obiettivo trasformare i giocatori in futuri federer, e che quindi non serve a livelli più bassi. a mio avviso, questo, è un grande errore, perchè magari a volte il lavoro da fare può essere anche soltanto quello di sostenere un ragazzo, capire le sue reali motivazioni e aiutarlo a prendere la scelta migliore, che lo possa portare ad essere felice e a divertirsi praticando sport, perchè molte spesso, i ragazzi più piccoli, dopo aver incontrato queste difficoltà, rimangono delusi dall'attività sportiva, e quindi l'abbandonano, e questo di certo è un male per il ragazzo, che smette di praticare attività sportiva.

spero di essere stato più o meno chiaro, sopratutto sul ruolo che a mio avviso deve avere lo psicologo dello sport

ps: ora di certo mi direi di lavorare molto su alcuni aspetti mentali, che palesavo drammaticamente in ogni singola partita, ma anche su quelli tecnici, che ovviamente andavano poi ad incidere sulla partita stessa

saluti

sergiocosta
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