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l'attivazione mentale

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Messaggio Da sergiocosta il Ven 24 Ago 2012, 13:22

inizio il post scusandomi con tutti della mia scarsa presenza sul forum, ma purtroppo i vari impegni, lavorivi e di studio, non m'hanno aiutato ad essere così attivo quanto avrei voluto..e di certo questo non ha aiutato neanche voi utenti ad esprimere giudizi, perplessità o difficoltà e quindi ad aprire dibattiti su tematiche mentali..

per riprendere da dove avevamo iniziato ho deciso, in accordo con il moderatore marco, di riproporre una tematica molto interessante e che magari s'è andata persa all'interno dei vari post, e quindi di crearne una specifica, così da poterla semmai appronfondire con i vostri dubbi o domande, ovvero un articolo sull'attivazione mentale..

Se ci pensiamo bene ogni nostra prestazione importante (sia un esame, sia un evento sentimentale) è sempre preceduta da qualche nostra modificazione mentale e fisica: la mente percepisce tensione ed il nostro corpo si prepara aumentando la frequenza cardiaca ed il ritmo del respiro e questo aumenta la nostra adrenalina che sarà utile per reagire con prontezza agli eventi.
Tutto questo stato di allerta serve proprio per prepararsi alla nostra prestazione ed a porre la massima attenzione su quello che dovremo affrontare.
Per questo un pò di ansia prima del match ed anche durante la gara è indispensabile, altrimenti si entrerebbe in campo senza vitalità e grinta.
Chiunque, anche i campioni, prima di una prestazione provano i sintomi dell’ansia: questa è la normalità. La differenza tra l’atleta che conosce i propri mezzi psicologici e l’atleta che non li ha mai esplorati, sta proprio nella capacità di saper sfruttare le situazioni difficili a proprio vantaggio, e nell’imparare a fare dei propri limiti il punto di partenza per diventare ancora più efficace.
Tutto dipende quindi da come si interpretano queste sensazioni e la prima cosa positiva che tu devi fare è di cambiare atteggiamento nei suoi confronti interpretandolo correttamente, perché se tu giudichi negativo uno stato d’ansia normale rischi solamente di aumentare la tua ansia facendo superare il livello di guardia.
Certamente troppa tensione non è produttiva e rovina la prestazione agonistica, ma anche quando è troppo poca è negativa.
Anche se non ce ne rendiamo conto e anche se vorremmo essere persone razionali, le decisioni che prendiamo sono guidate dalle emozioni. E se le nostre emozioni sono sbilanciate, come avviene negli stati di sovra e sotto-eccitazione (il cosiddetto livello di arousal), le nostre decisioni saranno sbagliate, e quindi colpiremo la palla sotto la spinta dell’emozione che guiderà il nostro corpo in modo errato.

Quante volte capita di guardare i giocatori che si lamentano di non saper gestire e controllare l’ansia prima e durante una partita, e soprattutto di vederli scendere in campo terrorizzati, e perdere un incontro che avevano praticamente vinto ? L’aspetto con cui si manifesta questo stress può essere corporeo (rigidità e tensioni muscolari, sudorazioni e tachicardie) o cognitivo (dubbi, paure, incapacità di concentrarsi o di raggiungere il giusto stato di attivazione).
L’allenamento di un atleta deve quindi centrarsi sull’abilità di trovare il giusto livello di ansia per affrontare al meglio la situazione di gioco, e sarà proprio questa capacità a fare la differenza durante una partita. Ad esempio, un aspetto fondamentale, è il cosiddetto riscaldamento pre-partita che riveste un’importanza enorme se viene completato con una vera e propria attivazione, che deve essere appunto psicofisica, e specifica per ogni atleta: infatti ognuno dovrà capire se aumentare o diminuire il proprio livello di attivazione. Ci sono, infatti, atleti che hanno necessità di ripassare mentalmente le strategie di gioco da attuare nel match, o chi invece prima di una partita deve correre e riscaldarsi molto fisicamente per entrare carico nel match.

Vediamo in concreto un paio di cose da fare per tenere sotto controllo l’ansia:
1-Ricorda sempre che quando avverti un pò d’ansia prima del match, tale tensione è normale e addirittura positiva per cui impara ad accettarla. Già l’accettazione dell’emozione ti aiuterà a tenerla sotto controllo e considerarla come un’alleata piuttosto che una nemica;
2-Siccome la tensione aumenta la frequenza cardiaca ed il ritmo del respiro che spesso diventa veloce ed affannato, puoi fare questo semplice esercizio prima e durante le pause dei match per attenuare la tensione: fai respiri lunghi e regolari mantenendo lo stesso tempo di inspirazione e di espirazione (conta mentalmente i secondi).
Così facendo agisco sugli effetti fisiologici dell’ansia ed anche sugli effetti mentali tenendo conto che il fatto di contare mentalmente mi distrae dal pensiero dell’ansia.

Il giusto livelli di ansia prima del match, che individua un’ottima attivazione, viene definito livello di arousal ed è un livello media tra una sotto-attivazione ed una sovra-attivazione, entrambe poco utili alla prestazione.
È evidente che nel caso di bassa attivazione si dovrà intervenire per farla aumentare, accelerando ad esempio il battito cardiaco tramite sforzi muscolari brevi ed intensi, con scatti, skip e balzi. Per un’attivazione psichica si dovrà invece intervenire con visualizzazioni di performance, pensieri che richiamino estasi di vittoria e grande sofferenza, tutti pensieri che muovono un’enorme quantità di energia positiva. Questi metodi sono molto semplici, rapidi ed efficaci per aumentare il proprio grado di attivazione, ed ovviamente possono essere svolti tranquillamente da soli prima di ogni partita.
Per quel che riguarda invece il problema di una sovra-attivazione, derivata anche da stati di ansia o stress non gestiti, sono consigliate tecniche di rilassamento e di visualizzazione di uno stato di calma accompagnati da respirazione diaframmatiche profonde e lente, che richiedono comunque un tempo un po’ più lungo di esercitazione, ma soprattutto necessitano l’aiuto di un esperto che quanto meno istruisca e assista l’atleta a migliorare la propria conoscenza corporea ed il proprio stato di arousal.
Concludendo, quindi, sicuramente tutto quello che è stato detto risulterà essere utile ed efficace quanto più vengono allenate e approfondite tale tematiche, infatti, anche qui, come per i singoli colpi tecnici, a nessuno allenamento corrisponde nessun miglioramento.


PS: Mi piace ancora una volta sottolineare l'importanza della mia ricerca, ed in particolar modo del costrutto che sto analizzando, ovvero le convinzioni di efficacia personale, le quali influenzano positivamente l’autoregolazione e il successo dell’atleta. Elevate convinzioni di autoefficacia infatti favoriscono la scelta di obiettivi stimolanti e sostengono l’impegno e lo sforzo anche quando i successi non si raggiungono facilmente o i fallimenti minacciano pericolosamente le aspettative di riuscita. Gli atleti più sicuri della propria efficacia mostrano una maggiore capacità di concentrazione, soprattutto attraverso il controllo di pensieri intrusivi e una gestione adeguata dei fattori di stress, mostrandosi pronti anche a fronteggiare gli inevitabili momenti di crisi. Elevate convinzioni di autoefficacia, inoltre, favoriscono la tolleranza alla fatica ed il controllo del dolore, così come un più rapido recupero dagli infortuni.
Quindi, per chi non l'avesse ancora fatto, consiglio di andare a rivedere il topic sulla mia ricerca o di fare il questionario al seguente indirizzo https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?pli=1&formkey=dGs0aG50QjlxZlE4MGgzc1ByZWNMQ1E6MQ#gid=0, perchè, a mio avviso, è strettamente collegato con la percezione dell'ansia e con il livello di attivazione ottimale, anche e sopratutto per le tecniche di intervento, con ad esempio la visualizzazione e la simulazione, che permettono all'atleta di gestire al meglio queste situazioni di difficoltà.

PPS: MI SCUSO ANCORA CON TUTTI

saluti

sergio

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Messaggio Da Lupo65 il Mar 28 Ago 2012, 16:35

Sergio, scritto interessante, sopratutto per quanto mi riguarda il cambio di "lettura" dell'ansia da sintomo negativo a positivo.
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Messaggio Da sergiocosta il Mar 04 Set 2012, 08:45

beh ti ringrazio, infatti molto spesso si crede che così come l'ansia, anche lo stess, siano fattori negativi, quando in realtà è il modo in cui viene percepito, ma soprattutto, reagito che determina la qualità di tale stimolo. e quindi bisognerebbe lavorare molto sulla nostra percezione e ripsosta, così da poter reagire nel miglior modo possibili ai mille stimoli esterni.
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Messaggio Da Federyonex il Mar 04 Set 2012, 11:40

Sembra chiaro che un atleta per ricercare una prestazione massimale debba gestire tutti e tre gli aspetti di preparazione :

-tecnica
-fisica
-mentale

Probabilmente, in ogni disciplina sportiva, chi ha un adeguato mix di questi tre aspetti avrà prestazioni migliori. Peró mi sembra di capire anche che il fattore testa possa essere quello piú condizionante ad alto livello, dove a livello tecnico e fisico i professionisti hanno poco da migliorare, a volte, oppure pur non in condizioni massimali riescono gestendo o caricando al massimo la motivazione e la convizione mentale a superare l'avversario che magari a livello fisico e/o tecnico gli é superiore in quel momento.

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Messaggio Da sergiocosta il Mar 04 Set 2012, 12:56

è l'allenamento la chiave di tutto, infatti così come si allenano i muscoli, gli schemi, i colpi, allo stesso modo si puà allenare la testa a reagire a particolari stimoli..ed è assolutamente corretto quello che dici tu, soprattutto ad alti livelli, dove la differenza tecnica è veramente minima, la testa colta molto di più di tutto il resto..
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Messaggio Da cobrama il Mar 04 Set 2012, 23:49

sergiocosta ha scritto:è l'allenamento la chiave di tutto, infatti così come si allenano i muscoli, gli schemi, i colpi, allo stesso modo si puà allenare la testa a reagire a particolari stimoli..ed è assolutamente corretto quello che dici tu, soprattutto ad alti livelli, dove la differenza tecnica è veramente minima, la testa colta molto di più di tutto il resto..
Mah, allo stesso tempo si potrebbe dire che, soprattutto dove la tecnica manca ai bassi livelli, la testa puo' fare la differenza.
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Messaggio Da sergiocosta il Mar 04 Set 2012, 23:51

beh si, anche tu hai ragione, forse allora possiamo dire che a pari livello, sia dal punto di vista tecnico che fisico, è l'aspetto mentale che conta più di tutti..e quindi, perchè non allenarlo ? perchè non riflettere su queste tematiche ?
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Messaggio Da cobrama il Mar 04 Set 2012, 23:53

sempre pensato che la testa a tutti i livelli conta piu' di tutto il resto.
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Messaggio Da veterano il Mer 05 Set 2012, 15:56

MI spiace ma non sono daccordo che la testa a tutti i livelli conti piu di tutto.
Certo che la testa e' sempre importante,ma per certe cose non e' determinante.Mi spiego meglio ,si da troppa importanza alla testa nel tennis di basso livello quando invece da quello che vedo,gli errori che si fanno sono spesso dovuti ad una scarsa preparazione tecnica o fisica,di testa ce ben poco.La testa nel giocatore che non ha ancora una tecnica sicura influisce nel peggiorare le cose,sicuramente,ma non e' determinante.Quando si comincia a fare sul serio ci sono degli esercizi chiamati di disturbo dove si costringe a palleggiare, ad una velocita di crociera sostenibile,facendo domande ai giocatori e tenendo un dialogo con loro,bene se il giocatore ha una buona tecnica di base non ha nessun problema a tenere un palleggio in queste condizioni,senza commettere errori forzati,se invece deve pensare a cosa deve fare per giocare questo colpo ehhhh allora si che incominciano i dolori.Poi per carita' non dico che la testa non influisca,anzi influisce e molto,ma non diamo colpe alla testa quando invece le colpe da ricercare sono da tutt' altra parte.
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Messaggio Da Lupo65 il Mer 05 Set 2012, 18:07

veterano ha scritto:MI spiace ma non sono daccordo che la testa a tutti i livelli conti piu di tutto.
Certo che la testa e' sempre importante,ma per certe cose non e' determinante.Mi spiego meglio ,si da troppa importanza alla testa nel tennis di basso livello quando invece da quello che vedo,gli errori che si fanno sono spesso dovuti ad una scarsa preparazione tecnica o fisica,di testa ce ben poco.La testa nel giocatore che non ha ancora una tecnica sicura influisce nel peggiorare le cose,sicuramente,ma non e' determinante.Quando si comincia a fare sul serio ci sono degli esercizi chiamati di disturbo dove si costringe a palleggiare, ad una velocita di crociera sostenibile,facendo domande ai giocatori e tenendo un dialogo con loro,bene se il giocatore ha una buona tecnica di base non ha nessun problema a tenere un palleggio in queste condizioni,senza commettere errori forzati,se invece deve pensare a cosa deve fare per giocare questo colpo ehhhh allora si che incominciano i dolori.Poi per carita' non dico che la testa non influisca,anzi influisce e molto,ma non diamo colpe alla testa quando invece le colpe da ricercare sono da tutt' altra parte.

lol! ?...so true.
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Messaggio Da sergiocosta il Mer 05 Set 2012, 19:32

mi dispiace ma non posso darti ragione..infatti, purtroppo o per fortuna, ogni nostra attività è condizionata dalla nostra mente, sia in modo volontario che non, e con questo non voglio dire che sia la parte più importante, anzi, ho tenuto a sottolineare più volte come soltanto l'allenamento tecnico, fisico e mentale possa portare un miglioramento nell'atleta. Ma è la mente che di solito fa la differenza tra giocatori di paro livello sia dal punto di vista tecnico che fisico.

inoltre, e per concludere, anche a livello basso la testa, la mente, l'aspetto psicologico ( o come lo volete chiamare) può influenzare ed anche molto, infatti, riprendendo il tuo discorso, un ragazzo che sbaglia molto ed è carente tecnicamente, può avere non soltanto delle lacune tecniche che condinzionano il suo gioco, nel senso che può non volere o riuscire ad allenarsi con continuità perchè pigro, perchè poco attento e concentrato, o perchè si demoralizza subito, e avrà delle difficoltà di miglioramento rispetto invece ad un'atleta che è più forte mentalmente. quindi, la fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, del tennis è che qualcuno vince sempre, e quindi per qualche motivo si è più o meno forti dell'avversario, l'importante è capire dove, e cercare di lavorarci, sempre !
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Messaggio Da cobrama il Mer 05 Set 2012, 21:18

sergiocosta ha scritto:mi dispiace ma non posso darti ragione..infatti, purtroppo o per fortuna, ogni nostra attività è condizionata dalla nostra mente, sia in modo volontario che non, e con questo non voglio dire che sia la parte più importante, anzi, ho tenuto a sottolineare più volte come soltanto l'allenamento tecnico, fisico e mentale possa portare un miglioramento nell'atleta. Ma è la mente che di solito fa la differenza tra giocatori di paro livello sia dal punto di vista tecnico che fisico.

inoltre, e per concludere, anche a livello basso la testa, la mente, l'aspetto psicologico ( o come lo volete chiamare) può influenzare ed anche molto, infatti, riprendendo il tuo discorso, un ragazzo che sbaglia molto ed è carente tecnicamente, può avere non soltanto delle lacune tecniche che condinzionano il suo gioco, nel senso che può non volere o riuscire ad allenarsi con continuità perchè pigro, perchè poco attento e concentrato, o perchè si demoralizza subito, e avrà delle difficoltà di miglioramento rispetto invece ad un'atleta che è più forte mentalmente. quindi, la fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, del tennis è che qualcuno vince sempre, e quindi per qualche motivo si è più o meno forti dell'avversario, l'importante è capire dove, e cercare di lavorarci, sempre !
quoto ed aggiungo: quelle tecniche di disturbo di cui parli (Vet) dimostrano l'esatto contrario di quello che intendevi dire. Cioe' E' quando uno acquisisce una tecnica automatizzata e valida che puo' permettersi, nell'eseguire i singoli colpi, di non pensare cosa non permessa da uno che ha una tecnica inferiore(il quale oltre a tutte le altre cose deve pure riservare parte della 'testa' all'esecuzione di singoli colpi).
in realta' le tecniche di disturbo non sono altro in (e qui lo dico e ridico) realta'non metodi di allenamento ma metodi di verifica dei gesti automatizzati consolidati.
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Messaggio Da veterano il Mer 05 Set 2012, 21:28

Ciao Segio sia ben chiaro che io no mi voglio sostituire allo psicologo.
Semplicemente dico che per la maggior parte dei casi a basso livello il problema e' tecncico non mentale.Che poi a pari livello la testa possa fare la differenza,mi pare ovvio.Il difficile e' riusicre a capire dove ci sia questo pari livello,anche nei top player,ci sara' sempre chi sara' piu forte sul piano fisico,chi su quello tecnico, e chi su quello mentale,ma trovare due giocatori che siano pari come caratteristiche e' veramente difficile.Comunque per ritornare al discorso,anche la mente va allenata,e su questo sono daccordo,specialmente per gestire lo stress e trasformarlo da negativo in positivo,e allenarla a gestire le varie fasi di attenzione che puo essere piu o meno alta o bassa a seconda dei casi.
Sono daccordo che il ragazzo che non riesce si demotivi, e perda fiducia con le conseguenza che magari non si riesca ad allenare bene e non faccia progressi,pero' alla fin fine credo che questo ragazzo avrebbe le stesse difficolta' in un altro sport........ora il mio intervento era solo per sottolineare che da quello che vedo per la maggiorparte dei casi e dovuto a problemi che di testa ne hanno ben poco a che vedere,ce chi da la colpa alla racchetta,ce' chi da la colpa alla preparazione fisica,ce chi ehh ma se fumassi di meno,pero' in realta' se li guardi dal punto di vista tecnico ed atletico,si vede chiaramente che sono tutte chiacchere e distintivo.
Alla fin fine io sono copncorde con quello che si dice,ma andiamo a vedere bene le cose sul campo prima di pensare di trovare un adeguato approccio mentale,per curare il problema.Purtroppo il tennis se fatto agonisticamente,e' uno sport duro,per basso che sia il livello,e se caratterialmente ci si abbatte alle prime difficolta' difficilmente si puo diventare dei buoni giocatori,si ci si puo lavorare sopra e migliorare,ma il giocatore di base deve avere un carattere forte,e tanta voglia di spaccarsi il mazzo sputando sangue in campo.Purtroppo vedo molti lamentarsi e trovare le scuse piu' assurde ,ma faticare poco sul campo.
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Messaggio Da veterano il Mer 05 Set 2012, 21:40

cobrama ha scritto:
sergiocosta ha scritto:mi dispiace ma non posso darti ragione..infatti, purtroppo o per fortuna, ogni nostra attività è condizionata dalla nostra mente, sia in modo volontario che non, e con questo non voglio dire che sia la parte più importante, anzi, ho tenuto a sottolineare più volte come soltanto l'allenamento tecnico, fisico e mentale possa portare un miglioramento nell'atleta. Ma è la mente che di solito fa la differenza tra giocatori di paro livello sia dal punto di vista tecnico che fisico.

inoltre, e per concludere, anche a livello basso la testa, la mente, l'aspetto psicologico ( o come lo volete chiamare) può influenzare ed anche molto, infatti, riprendendo il tuo discorso, un ragazzo che sbaglia molto ed è carente tecnicamente, può avere non soltanto delle lacune tecniche che condinzionano il suo gioco, nel senso che può non volere o riuscire ad allenarsi con continuità perchè pigro, perchè poco attento e concentrato, o perchè si demoralizza subito, e avrà delle difficoltà di miglioramento rispetto invece ad un'atleta che è più forte mentalmente. quindi, la fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, del tennis è che qualcuno vince sempre, e quindi per qualche motivo si è più o meno forti dell'avversario, l'importante è capire dove, e cercare di lavorarci, sempre !
quoto ed aggiungo: quelle tecniche di disturbo di cui parli (Vet) dimostrano l'esatto contrario di quello che intendevi dire. Cioe' E' quando uno acquisisce una tecnica automatizzata e valida che puo' permettersi, nell'eseguire i singoli colpi, di non pensare cosa non permessa da uno che ha una tecnica inferiore(il quale oltre a tutte le altre cose deve pure riservare parte della 'testa' all'esecuzione di singoli colpi).
in realta' le tecniche di disturbo non sono altro in (e qui lo dico e ridico) realta'non metodi di allenamento ma metodi di verifica dei gesti automatizzati consolidati.
Scusa cobra ma non ti seguo,il gesto automatico e' frutto di una serie di ripetizioni che mi portera' ad automatizzare un gesto rendendolo tale,ma tu credi veramente che sia un lavoro di testa,io purtroppo ho i miei dubbi,chiaro che da qualche parte della testa ci sara' immagazzinato tutto il mio bel movimento,ma e' solo la ripetizione continua del gesto che mi portera' a farlo automaticamente.
IL discorso per me e' un altro,forse mi spiego male..............se vedo che dopo tre o quatro palle un po dificili me la cacci fuori,ti muovi male,insomma hai dei vizi o carenze fiscihe e tecniche che si vedono,ma che cachio di problemi di testa vai cercando...........metti li e suda come hanno fatto tutti quelli che sanno giocare senza farti tante pippe mentali..............poi per carita' sara' che sbaglio io..........
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Messaggio Da sergiocosta il Mer 05 Set 2012, 23:25

tranquillo, non mi sento attaccato, ma anzi stimolato..ebbene si, stimolato per farvi capire quanto ci sia di mentale e psicologico nelle vostre parole, anche in maniera incosapevole..infatti molto spesso si ritiene che lo psicologo, o curi i malati, oppure nell'ambito sportivo curi i vincenti o li motivi a vincere, mentre quelle sono soltanto le piccole parti di cui si occupa una psicologo..

..riprendendo i vostrì post si parla sempre, e dico sempre, ti attività che riguardano l'aspetto mentale, come ad esempio l'apprendimento, la memoria,l'allenamento..ma andiamo ad analizzarle in dettaglio..

l'apprendimento quello per tentativi ed errori, è solo un modo per allenare, ma anche li il soggetto capisce qual'è il colpo giusto da fare e quale da non fare, e badate bene che non è l'unico modo di apprendere, come infatti scritto nei vari articoli è possibile apprendere per imitazione oppure tramite la pratica..poi, la memoria, beh che dire quale processo è più mentale della memoria ? che tra l'altro risulta essere influenzata dall'attenzione, dalla concentrazione e dalla motivazione, tra l'altro tutti aspetti che riguardano anche l'apprendimento, e pensate un po, anche l'allenamento, e per allenamento intendo quello fisico e tecnico, perchè non mi stancherò mai di ripetere quanto questo sia fondamentale..ma allo stesso tempo, in quanto psicologo e quindi scusatemi se tiro l'acqua al mio mulino, reputo necessario se non un allenamento, quanto meno un sostegno psicologico..perchè molto spesso le problematiche per chi gioca a tennis sono relative al non raggiungere il proprio massimo potenziale, e se fosse così facile saremmo tutti campioni no ? invece è solo graze all'allenamento, al sacrificio, al sudore, che si potrà migliorare sotto tutti questi aspetti..e quindi, il ruolo di uno psicologo deve essere proprio quello di sostenere, magari fin da piccolo il ragazzo, fornendo gli strumenti utili per allenarsi nel miglior modo possibile, e per quegli atleti che magari non sono così in grado, di evitare la dispersione sportiva, altra grossa piaga da evitare..

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Messaggio Da sergiocosta il Mer 05 Set 2012, 23:27

concludendo, quindi, l'allenamento tecnico, fisico e mentale è alla base di tutto..quindi non si ammettono carenze in nessuno di essi..e dipende dal giocatore e dall'allenatore lavorare su i propri punti di forza e su quelli deboli..
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Messaggio Da cobrama il Gio 06 Set 2012, 01:40

veterano ha scritto:
cobrama ha scritto:
sergiocosta ha scritto:mi dispiace ma non posso darti ragione..infatti, purtroppo o per fortuna, ogni nostra attività è condizionata dalla nostra mente, sia in modo volontario che non, e con questo non voglio dire che sia la parte più importante, anzi, ho tenuto a sottolineare più volte come soltanto l'allenamento tecnico, fisico e mentale possa portare un miglioramento nell'atleta. Ma è la mente che di solito fa la differenza tra giocatori di paro livello sia dal punto di vista tecnico che fisico.

inoltre, e per concludere, anche a livello basso la testa, la mente, l'aspetto psicologico ( o come lo volete chiamare) può influenzare ed anche molto, infatti, riprendendo il tuo discorso, un ragazzo che sbaglia molto ed è carente tecnicamente, può avere non soltanto delle lacune tecniche che condinzionano il suo gioco, nel senso che può non volere o riuscire ad allenarsi con continuità perchè pigro, perchè poco attento e concentrato, o perchè si demoralizza subito, e avrà delle difficoltà di miglioramento rispetto invece ad un'atleta che è più forte mentalmente. quindi, la fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, del tennis è che qualcuno vince sempre, e quindi per qualche motivo si è più o meno forti dell'avversario, l'importante è capire dove, e cercare di lavorarci, sempre !
quoto ed aggiungo: quelle tecniche di disturbo di cui parli (Vet) dimostrano l'esatto contrario di quello che intendevi dire. Cioe' E' quando uno acquisisce una tecnica automatizzata e valida che puo' permettersi, nell'eseguire i singoli colpi, di non pensare cosa non permessa da uno che ha una tecnica inferiore(il quale oltre a tutte le altre cose deve pure riservare parte della 'testa' all'esecuzione di singoli colpi).
in realta' le tecniche di disturbo non sono altro in (e qui lo dico e ridico) realta'non metodi di allenamento ma metodi di verifica dei gesti automatizzati consolidati.
Scusa cobra ma non ti seguo,il gesto automatico e' frutto di una serie di ripetizioni che mi portera' ad automatizzare un gesto rendendolo tale,ma tu credi veramente che sia un lavoro di testa,io purtroppo ho i miei dubbi,chiaro che da qualche parte della testa ci sara' immagazzinato tutto il mio bel movimento,ma e' solo la ripetizione continua del gesto che mi portera' a farlo automaticamente.
IL discorso per me e' un altro,forse mi spiego male..............se vedo che dopo tre o quatro palle un po dificili me la cacci fuori,ti muovi male,insomma hai dei vizi o carenze fiscihe e tecniche che si vedono,ma che cachio di problemi di testa vai cercando...........metti li e suda come hanno fatto tutti quelli che sanno giocare senza farti tante pippe mentali..............poi per carita' sara' che sbaglio io..........
scusa Vet non mi stavi seguendo, quello che volevo dire è che : quando uno acquisisce una tecnica automatizzata e valida che puo' permettersi, nell'eseguire i singoli colpi, di non pensare punto.
la deduzione che fai seguire al ma e che ho messo in rosso non l'ho mai scritta e neanche pensata, ti giuro.
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Messaggio Da cobrama il Gio 06 Set 2012, 01:52

anche se pensadoci bene potrebbe esserci un fondo di verita' nella tua deduzione.
cmq per gli afecionados:

Il corpo è una grande ragione, una pluralità con un senso unitario, guerra e pace, gregge e pastore.
Strumento del tuo corpo è anche la tua piccola ragione, o fratello, che tu chiami 'spirito', piccolo strumento e gioco della tua grande ragione.
'Io', tu dici, e vai fiero di questa parola. Ma la cosa più grandiosa è - anche se non vuoi crederlo - il tuo corpo e la tua grande ragione: questa non dice Io, ma è Io.
Ciò che il senso percepisce, ciò che lo spirito intende, non ha mai fine in se stesso. Ma senso e spirito desidererebbero convincerti di essere il fine di ogni cosa: così sciocchi essi sono.
Strumenti e giocattoli sono senso e spirito: dietro di loro è nascosto il vero Sé. Il Sé ricerca anche con gli occhi del senso,ascolta anche con le orecchie dello spirito.
È sempre il Sé che ascolta e ricerca: conforta, costringe, conquista, distrugge. Comanda ed è anche il signore dell'Io.
Dietro ai tuoi pensieri e sentimenti, fratello mio, sta un forte dominatore, un saggio sconosciuto: è il Sé.
Nel tuo corpo dimora, è il tuo stesso corpo.
C'è più senno nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza. E perché mai il tuo corpo avrebbe dunque bisogno della tua migliore saggezza?
Il tuo Sé ride del tuo Io e dei suoi orgogliosi sobbalzi. 'Che cosa mai sono per me questi salti e voli del pensiero?' dice fra sé. 'Un circolo vizioso per giungere al mio scopo. Io sono la briglia dell'io e il suggeritore dei suoi pensieri.'
Il Sé dice all'Io: 'Ecco, avverti il dolore!' E quello soffre e pensa come riuscire a liberarsi dal dolore; e proprio per ciò deve pensare.
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Messaggio Da Federyonex il Gio 06 Set 2012, 12:10

Bella, Cobra. Chi l'ha scritta, il maestro Joda? Very Happy
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Messaggio Da Lupo65 il Gio 06 Set 2012, 13:54

Credo sia Nietzsche....
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Messaggio Da veterano il Gio 06 Set 2012, 14:43

Vedi Cobra ripeto magari sono io che sbaglio,ma un po di esperienza diretta sia come giocatore che come allenatore di buon livello mi fanno arrivare a certe conclusioni.
Se non hai ancora una tecnica automatica vuol dire che non sei ancora pronto tecnicamente,ma per essere pronto devi solo metterti li a colpire palline,fin quando il tutto ti verra automatico.Chiaro che poi la testa influisca,ma fin quando,non vedo almeno un movimento in campo decente,seguito da una preparazione fisica decente,ed un giocatore che abbia un gesto tecnicamente decente,onestamente mi rifiuto di parlare di testa........non parlo di gesto da pro o di menare botte da orbi,ho dei bambini che pensano poco ma colpiscono tanto e hanno una tecnica che le permette di giocare un tennis decente per il loro livello.........bueno detto questo rispetto tutti i punti di visti,e che la testa possa fare l differenza in certi casi si,il problema anche a livello pro e che e' veramente difficile sapere,se il vincere ed essre un top player sia dovuto in primis alla testa.o siano piu importanti gli altri fattori.
Ripeto ma gari sbaglio ma dalla mia esperienza da giocatore,ho visto che la testa segue il corpo,nel senso che,se vai in affanno perche' gli altri ne hanno di piu tecnicamente o fisicamente,hai voglia a metterci la testa,anzi la testa segue il corpo in affannio con le conseguenze che ben potete immaginare,.Poi che in una determinata partita dove gli equilibri in campo sono sullo stesso livello,si, la testa puo fare la differenza.
Ma per la maggior parte dei casi,sono le gambe e la tecnica che fanno la differenza.........poi ripeto e' un mio punto di vista.
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Messaggio Da Federyonex il Gio 06 Set 2012, 17:11

Veterano, a me sembra non che tu non abbia ben capito, ma che parli d'altro.
Intendo dire che non è in discussione la necessità di una corretta tecnica e di un'adeguata preparazione, ma solo la necessità per avere un'ottica completa del tennis (ma non solo, è così in moltissimi aspetti della vita) di considerare e allenare altrettanto attentamente la componente mentale.

Non è una questione di punti di vista, non è certo perché tu insegni tennis che mi aspetto tu svilisca i cardini dell'insegnamento del tennis, ma prova a considerare questo: non ti è mai capitato di avere allievi giovani in cui magari uno pur apparendo meno dotato è molto attento e costante e diligente nell'applicare gli insegnamenti che gli dai e fa tutto bene ma senza risultati appariscenti mentre un altro magari a sprazzi sa fare tutto bene, ma spesso si deconcentra o la prende sotto gamba o si impegna meno di quello che potrebbe? anche questa è una differenza di attitudine mentale: non è che uno è più bravo o meglio dell'altro, solo che magari il secondo va educato meglio ad essere concentrato, a stare più attento durante tutto un esercizio e non solo i primi due minuti.

Ribadisco: non si prescinde da tecnica e preparazione fisica, non penso nessuno possa negarlo, solo che la componente mentale se trascurata può rallentare o a volte anche annullare le possibilità di miglioramento di un allievo o di una persona.

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Messaggio Da veterano il Gio 06 Set 2012, 17:35

Caro Fed ,se ben leggi cosa scrivo,dico anche che la componente mentale o il sapere gestire l'attenzione si allenano come i colpi da fondo..........
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Messaggio Da Federyonex il Gio 06 Set 2012, 18:31



Ho capito, ma tu dai una priorità ben chiara: tecnica. atletismo, mente, cosa che invece non è così scontata. Le tre cose vanno molto assieme, è questo che Sergio intende dire e io lo seguo su questo. E secondo me gli aspetti mentali influiscono molto anche sulla velocità e capacità di apprendimento di tecnica e preparazione atletica.
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Messaggio Da swing il Ven 07 Set 2012, 16:41

è basilare partire dal soggetto in quanto individuo unico, solo fatto questo si puo' parlare di migliorameti relativi alla tecnica, all' atletica o alla mente.
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