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Presupposti o invenzioni nel tennis ?

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Presupposti o invenzioni nel tennis ? - Pagina 5 Empty Re: Presupposti o invenzioni nel tennis ?

Messaggio Da Kingkongy il Ven 08 Feb 2013, 00:59

...ok, allora cosa è più importante della mente? La religione?
Allora per giocare a tennis serve un sacerdote !

Mai avuto bisogno di un Mental Coach...a un prete, invece, ci ho pensato spesso. Sempre ho ritenuto utile un esorcista.
Questo non è per denigrare il lavoro e la professione di Sergio, ci mancherebbe!!!! E' per dire che se si vuole lavorare sul tennista-uomo, tennista-persona e tennista-agonista...lo si può fare eccome. Allenamento, preparazione, rifinitura. Anche con metodo, anche a livello latente o preventivo. Fantastico.
In campo, però, non c'è spazio per il pensiero complesso. Raccogli quello che hai seminato ma non puoi fare innesti o dare spazio all'elaborazione.

Una nota personale. Io odio con tutto me stesso i "tennis-babbi". Sono la peggior disgrazia educativa e sportiva del cucciolo di uomo. Tengo a precisare che mio figlio, di 9 anni, sta imparando da poco e io, con fredda determinazione mi tengo lontano dal rettangolo rosso. Più avanti giocherò con lui; asciugherò le sue lacrime; festeggerò con gioia anche la più miserrima delle vittorie; lo accompagnerò in torneo anche a Katmandù se dovesse esser necessario...ma insegnargli tennis MAI !

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Messaggio Da Federyonex il Ven 08 Feb 2013, 01:10

Kk, ripeto, non voglio fare classifiche perchè è inutile. Tra l'altro penso che non sia nemmeno lo scopo del post. E non si parlava solo di tennis in partita ma in generale, anche in fase di apprendimento.
Nel forum si parla di racchette corde tecnica tattica accessori lubrificanti e profumatori d'ambiente, tutto finalizzato al miglio tennis personale.
Diamo spazio anche al "mental", ci manca nel minestrone
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Messaggio Da Kingkongy il Ven 08 Feb 2013, 02:21

....eh, ma ho capito.
E proprio perché ho compreso, facevo un distinguo, non una classifica.
Per i paperi tennistici, è il mio sogno giocare a tennis - un giorno - con il piccolo fetente... ma chiederò l'eutanasia immediata e spietata qualora dovessi diventare un tennisbabbo !

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Messaggio Da marco61 il Ven 08 Feb 2013, 07:16

Mah, io trovo che la presenza del padre "tennista", nella crescita sportiva ed educativa del pargolo, sia fondamentale. Se il rapporto padre/figlio ha delle buone basi, il bambino ha spesso il padre come punto di riferimento e sentirne la presenza può aiutarlo a produrre maggior energia nel suo diventare uomo/atleta.
Il segreto, come per tutte le cose, è l'equilibrio. E comunque il compito del genitore è mettere il bambino a proprio agio. Non deve sentire la "pressione" che forse noi stessi proviamo quando affronta le sue prime sfide, ma comunque procedano le cose, le rassicurazioni che possono arrivargli anche solo da un sorriso accennato lo aiutano a superare le difficoltà, sia sul campo che fuori.
Ora il lavoro mi aspetta ma riprenderò molto volentieri questa discussione.
Credo possa essere interessante per ogni papà che dovesse trovarsi a leggere queste pagine. Scappo.

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Messaggio Da MARKTATI il Ven 08 Feb 2013, 09:33

Scusate se posso sembrare un un po' arrabbiato ma il paragonare un mental coach ad uno psicologo non sta ne in cielo ne in terra, lo psicologo e' un professionista con basi formate da studi universitari e post universitari un mental coach, conseulor o altra roba del genere no.
Fatta questa premessa come giustamente diceva federyonex la mente conta in tutto, ma sopratutto è parte fondamentale di qualsiasi tipo di apprendimento che sia motorio o non motorio, tutto parte da li ed esistono moltissime metodologie che possono migliorare la ns performance, Questo sia se si parla di sensazioni che di processi di attivazione a livello neuronale.
Concludendo come dicevo in un post precedente se la parte psicologica non fosse fondamentale, come le altre che comunque si voglia o no ,nascono comunque da processi mentali, l unico caso nel quale tutto ciò non fosse valido ci farebbe trovare quasi sicuramente a soggetti che non hanno sviluppato la tom( theory of mind), soggetti che non hanno quella che in psicologia viene definita come metacognizione.
Ora considerato che non penso, anzi sono sicuro che nessuno di noi abbia a che fare con soggetti autistici, se ne deduce che la parte mentale si possa e si debba allenare, chiaramente da professionisti con competenze e non da stregoni, e possa portare a giovamenti sia dal punto di vista sportivo che sopratutto dal punto di vista della crescita personale.
Ps Marco e' difficilissimo mantenere un equilibrio in una situazione come quella che vivi tu, in quanto per fortuna esistono legami più importanti fra di voi del tennis, certamente se riesci a mantenere distaccate fra loro le due cose, il risultato sarà sicuramente ottimale, bisognerebbe però vedere anche come lui vive questo tipo di rapporto ma questo si può appurare solo vedendo la situazione dal vivo.
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Messaggio Da dropshot II il Ven 08 Feb 2013, 11:37

secondo me l'equivoco nasce da tutto il parlare che si è fatto, in modo superficiale, degli aspetti mentali del tennis, ed anche da qualche intervista ai pro in cui enfatizzavano la combattività, la tigna, e la volontà rispetto ad altri aspetti. il tutto poi decontestualizzato in mano ad un quarta categoria ha creato uno scempio Very Happy

prendiamo uno come Ivanisevic che quando scendeva in campo giocava (sue parole) contro se stesso, l'arbitro, le palline, il pubblico ed infine l'avversario. chiaro che avesse da qualche parte un'problema "mentale". ma parliamo di Ivanisevic.

ora, non credo sia possibile mettere in dubbio che affrontare qualsiasi cosa con il corretto atteggiamento mentale produca risultati migliori, sia pure uno sport come il tennis. ci si può lavorare? si.

ma se spostiamo la cosa su un campo di tennis con un tizio di quarta categoria che butta di là una palla su cinque, nasce l'equivoco. già, perchè il tizio di cui sopra spesso prima di capire se ha o non ha atteggiamenti mentali corretti per portare a casa la partita, dovrebbe lavorare sui colpi.
il fatto è che il tempo è una risorsa scarsa, ed ogni investimento deve essere valutato in termini di costi e benefici.

personalmente, io ho un atteggiamento in campo ed in partita che è praticamente un'ancora. se però ho due ore a settimana da destinare a 'sto sport infame, penso, magari sbagliando, che colpire palline mi dia benefici superiori rispetto al lavorare sugli aspetti mentali. ne avessi 8 di ore, probabilmente penserei ad altro, anzi tenetevi liberi in caso di 6 al superenalotto. Very Happy







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Messaggio Da MARKTATI il Ven 08 Feb 2013, 13:13

Su questo siamo perfettamente d accordo Presupposti o invenzioni nel tennis ? - Pagina 5 619881
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Messaggio Da veterano il Ven 08 Feb 2013, 14:02

dropshot II ha scritto:secondo me l'equivoco nasce da tutto il parlare che si è fatto, in modo superficiale, degli aspetti mentali del tennis, ed anche da qualche intervista ai pro in cui enfatizzavano la combattività, la tigna, e la volontà rispetto ad altri aspetti. il tutto poi decontestualizzato in mano ad un quarta categoria ha creato uno scempio Very Happy

prendiamo uno come Ivanisevic che quando scendeva in campo giocava (sue parole) contro se stesso, l'arbitro, le palline, il pubblico ed infine l'avversario. chiaro che avesse da qualche parte un'problema "mentale". ma parliamo di Ivanisevic.

ora, non credo sia possibile mettere in dubbio che affrontare qualsiasi cosa con il corretto atteggiamento mentale produca risultati migliori, sia pure uno sport come il tennis. ci si può lavorare? si.

ma se spostiamo la cosa su un campo di tennis con un tizio di quarta categoria che butta di là una palla su cinque, nasce l'equivoco. già, perchè il tizio di cui sopra spesso prima di capire se ha o non ha atteggiamenti mentali corretti per portare a casa la partita, dovrebbe lavorare sui colpi.
il fatto è che il tempo è una risorsa scarsa, ed ogni investimento deve essere valutato in termini di costi e benefici.

personalmente, io ho un atteggiamento in campo ed in partita che è praticamente un'ancora. se però ho due ore a settimana da destinare a 'sto sport infame, penso, magari sbagliando, che colpire palline mi dia benefici superiori rispetto al lavorare sugli aspetti mentali. ne avessi 8 di ore, probabilmente penserei ad altro, anzi tenetevi liberi in caso di 6 al superenalotto. Very Happy






Allora riprendo da questo post che mi sembra un po la sinstesi di quello che cercavo di dire.
Non dico assolutamente che la testa non centri niente,ma come dice dropshot quando vedo gente che tira una palla su cinque dall altra parte oppure si trascina per il campo perche e' fuori forma o non ha la benche' minima idea di come ci si muova in campo,trovare scuse del tipo oggi non avevo la testa in campo, ma questa e solo una delle scuse ehhhhh ce ne sono diverse,in questo caso credo che la testa serva a farci trovare una scusa che niente a che vedere con la realta delle cose,e penso, ma al posto di utilizare la testa per trovare delle scuse senza senso perche' non fai "praticamente" qualcosa per migliorare il tuo tennis .........ora il mio intervento era legato principalmente a questo discorso,poi mi sono perso nei mie vaneggi,ma visto che purtroppo di questi personaggi ne vedo tutti i giorni permettimi di dire che rispetto alla prestazione sul campo in questi casi la mente ci puo' fare ben poco.Che poi lo psicologo possa aiutare nell apprendere a chi magari ha delle difficolta,oppure a rompere certi blocchi mentali che da soli non si riesce a rompere,sicuramente si.
Purtroppo e dico purtroppo la televisione in questo caso ha fatto molti danni,si si Nadal mentalmente sara' anche una bestia,ma fisicamente e tecnicamente ha lavorato sul campo per anni per costruirsi il giocatore che e'.Perche la fiducia e la consapevolezza di quello che sei sul campo da tennis si costruisce con il lavoro sul campo giorno dopo giorno con sudore e fatica,se di base mancano queste componenti mi rifiuto di parlare di tennis e di forza mentale.......almeno che non ci siano dei casi particolari,opure quando rispettando un certo percorso tecnico e fisico intervengano delle problematiche che un aiuto esterno tipo aapunto il lavoro di Sergio, possano servire a pasare un determinato ostacolo.Non parlo del braccino o di saper gestire le emozioni in partita, o di gestire l'attenzione,il mio discorso si ferma molto prima di arrivare a questo.......
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Messaggio Da sergiocosta il Ven 08 Feb 2013, 14:35

prvo a rispondere un po a tutti..

mi dispiace, ma lo swing o il colpo si consolida prima nella nostra testa e poi attraverso le sensazioni..che poi incosciamente sembri il contrario è fuori discussione, ma c'è prima una cognizione, poi un emozione/sentimento ed infine il comportamento..

..purtroppo non capisco cosa dica KK sul ruolo dell'istinto, ma i colpi diventano aumatizzati, soltanto dopo che vengono appressi, e per quel che mi riguarda l'apprendimento può essere migliorato anche attraverso l'utilizzo di un altra figura, quella appunto dello psicologo dello sport, e non del mental coach o del mentakl power, ve ne prego, almeno questa differenza cercate di notarla..

..io non voglio ridurre il tutto ad una classifica, ma vorrei che venisse presa in considerazione anche quella parte, magari minima per alcuni e più grande per altri, che va ad influenzare la nostra prestazione (che è composta da allenamento, pre-gara, gara, e post gara, a tutti i santissimi livelli)..

KK parla di religione, purtroppo o per fortuna non credo molto, e quindi il paragone credo sia sbagliato, visto che la psicologia prova a diventare una scienza, ma lavorando con ogni volta mille e mille variabili differenti ci riesce poco..poi però quando parli di allenamento, beh li siamo sulla stessa lunghezza d'onda, ogni cosa può essere allenata, ma ci vuole tempo, fatica e dedizione, e sarà la centesima volta che lo ripeto, io non ho ne bacchetta magica ne pozione segreta..

poi, parliamo dei genitori/allenatori, alcuni libri lo sconsigliano, soprattutto se non si è in grado di tenere distinti i due ruoli..

per concludere, riprendo veterano in cui parla delle scuse, beh più delle scuse che una persona mette in campo e fuori perchè perde di mentale che cosa c'è ? il penserare che quella persona, magari, abbia problemi anche ad ammetere i propri errori nella vita, può essere utile approfondirlo ? potrebbe arrivare a capire che si giustifica trppo, e quindi ad allenarsi di più e meglio no ? spero di aver fatto un esempio concreto e di rapida comprensione..e così ve ne potrei fare di altri, ed è per questo che nascevaano le mie domande e provocazioni..non per tirare l'acqua al mio mulino, ma per informarvi delle svariate attività che potrebbero aiutare a migliorare la prestazione..

..infine, altro errore secondo me, lo psicologo non aiuta soltanto le persone in difficoltà o con problemi, può aiutare tutti..ed il suo lavoro, così come per il maestro, è quello di far rendere al meglio l'atleta/persona..

parli di nadal, concordo appieno che il suo successo sia dovuto a tanto allenamento massacrante, ma quanti ragazzi si allenerebbero, dico un numero a caso, 10 ore al giorno, quanti avrebbero una testa, una forza, una caparbietà come ce l'ha lui ? per ha influezato tanto anchq questo nel suo successo..

mi è stato chiesto di approfondire alcuni aspetti, e magari per il poco tempo non riuscirei comunque a farlo, ma di certo a me interessa prima di tutto partire da questi pressupposti, ovvero che il tennis sia anche un sport mentale e che ci possa allenare anche in questo campo, e condividerli..perchè sennò onestamente non ha senso come approfondimento, se poi non lo si ritiene parte integrante del tennis..
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Messaggio Da Federyonex il Ven 08 Feb 2013, 15:02

Vet, bentornato. Spero che la brutta notizia sia rientrata almeno in una certa misura. Cmq, in bocca al lupo.

In merito al post, tutte le posizioni sono chiare. Si è capito che
- non serve fare una classifica di importanza delle componenti (tecnica, mentale e atletica) perchè a seconda dei diversi momenti dell'attività tennistica (apprendimento, match, post match, età, precedenre esperienza da autodidatta o inizio attività da subito con maestro ecc ecc) le tre possono essere necessarie in misura diversa.
- l'approccio dello psicologi sportivi deve tenere conto anche di tutto ció che sta attorno al soggetto (famiglia, ambiente, amicizie ecc) per poter aiutare il tennista.

Adesso sarà molto interessante vedere dove Sergio porterà il discorso e a me interessa molto proprio perchè quello psicologico è un aspetto poco noto e un pó trascurato, o messo in secondo piano.

Sergio... Di la tua!!!
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Messaggio Da Federyonex il Ven 08 Feb 2013, 15:02

Opss, sono stato anticipato.., sorry
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Messaggio Da MARKTATI il Ven 08 Feb 2013, 15:06

Chiaramente sono d accordo con la parte riguardante il 6 al superenalotto Very Happy Very Happy Very Happy
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Messaggio Da Kingkongy il Ven 08 Feb 2013, 17:34

È una lotta impari! Se anche la battuta sull'esorcista passa per la ghigliottina illuminista...come faccio a spiegare il concetto di "istinto tennistico"?
Se sia una percezione extrasensoriale, una rimembranza antropologica dell'essere animale o di un gioco di specchi...non me lo son mai posto come problema. Se gioco a tennis, se ho imparato e se imparerò dalla comparazione tra memoria e fatto...di certo e' una questione "mentale".
Se qualcuno vuole convincermi che serve "assertività laterale" per una stop volley...io non so rispondere. L'unica cosa che so e' che lo si fa e basta. Con istinto. Definire "istinto"? Certo Sergio, prima definisci "amore", poi comincio a scrivere la mia definizione di istinto.... Hehehe

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Messaggio Da Lupo65 il Ven 08 Feb 2013, 17:39

Seguivo, ma ora mi son perso. Ora manca solo la supercazzola prematurata con scappellamento a destra lol!
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Messaggio Da veterano il Ven 08 Feb 2013, 18:36

Kingkongy ha scritto:È una lotta impari! Se anche la battuta sull'esorcista passa per la ghigliottina illuminista...come faccio a spiegare il concetto di "istinto tennistico"?
Se sia una percezione extrasensoriale, una rimembranza antropologica dell'essere animale o di un gioco di specchi...non me lo son mai posto come problema. Se gioco a tennis, se ho imparato e se imparerò dalla comparazione tra memoria e fatto...di certo e' una questione "mentale".
Se qualcuno vuole convincermi che serve "assertività laterale" per una stop volley...io non so rispondere. L'unica cosa che so e' che lo si fa e basta. Con istinto. Definire "istinto"? Certo Sergio, prima definisci "amore", poi comincio a scrivere la mia definizione di istinto.... Hehehe
Guarda proprio sulla stop volley o tenuto una chiacchera interesante con Sergio Casal pochi giorni fa e lui e uno che la vole' e la stop la sanno fare eccome.Ora alla mia domanda di sai darmi qualche conssiglio per insegnare la stop volley sorridendo mi ha detto non ci sono dei consigli validi ci va tanta pratica e istinto,in genere chi ti chiede di insegnare questo colpo e gente che non sa tirare quattro palle dall altra parte dela rete,e' un colpo isitintivo e naturale ma non ce un metodo di insegnamento preciso o specifico,credo che la sensibilita' o istinto per giocare questo colpo sia il frutto di tante e tante ore di pratica sul campo e anche cosi non e' detto che ti riesca.....
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Messaggio Da veterano il Ven 08 Feb 2013, 18:44

Federyonex ha scritto:Vet, bentornato. Spero che la brutta notizia sia rientrata almeno in una certa misura. Cmq, in bocca al lupo.

In merito al post, tutte le posizioni sono chiare. Si è capito che
- non serve fare una classifica di importanza delle componenti (tecnica, mentale e atletica) perchè a seconda dei diversi momenti dell'attività tennistica (apprendimento, match, post match, età, precedenre esperienza da autodidatta o inizio attività da subito con maestro ecc ecc) le tre possono essere necessarie in misura diversa.
- l'approccio dello psicologi sportivi deve tenere conto anche di tutto ció che sta attorno al soggetto (famiglia, ambiente, amicizie ecc) per poter aiutare il tennista.

Adesso sarà molto interessante vedere dove Sergio porterà il discorso e a me interessa molto proprio perchè quello psicologico è un aspetto poco noto e un pó trascurato, o messo in secondo piano.

Sergio... Di la tua!!!
Grazie per l'interesse Fed,purtroppo in pochi giorni ho ricevuto due bruttisime notizie,una la perdita di un carissimo amico,e l'atra un grave problema ad un parente a me molto vicino.Ieri non era prorpio giornata,oggi diciamo che incomincio a mettere insieme un po di parole sensate senza distrarmi troppo....
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Messaggio Da Federyonex il Ven 08 Feb 2013, 19:01

Davvero spiacente, Vet. Purtroppo non si può a parole essere molto vicini, ma spero che tu mi creda se ti dico che mi spiace e ti capisco. Ci sono passato a maggio col suocero (ictus, purtroppo, e ha 62 ani).

Detto ciò, non ho capito se tu e KK ritenete utile o no parlare di aspetto psicologico, del ruolo che lo psicologo sportivo può avere o pensate che sia irrilevante, o fuorviante o da lasciare ai margini in quanto poco determinante.

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Messaggio Da veterano il Ven 08 Feb 2013, 19:22

Ma vedi il mio pensiero non e' di non parlarne,pero' parlando di certi argomenti bisogna cecare di chiarire un po le cose.Ora con questo dire non e' che voglia imporre il mio pensiero,pero' da li al farmi credere che per riuscire ad andare a pisciare da solo bisogna per forza andare dallo psicologo bisogna proprio trovare degli argomenti ben convincenti,anche se tutto incomincia dalla mente,quando cammino e corro e sono anni che lo faccio ehhh non penso al gesto o al movimento che faccio,anche se tutto dipende dalla testa.Ora visto che l'argomento psicologico nel tennis e' stato inquinato dalla telvisione e dai vari mental trainer e coach e visto che qua ce Sergio cerchiamo un po di chiarire le cose confrontando idee ed esperienze.
Poi il mio pensiero ormai sembra chiaro in certi casi puo essere importanti in altri meno,bisogna un po vedere di analiizare le situazioni dove l'intervento di uno psicologo sia determinante o meno.Poi che farsi una bella chiaccerata con qualcuno che abbia studizto come funziona la nostra psiche e conosca una maniera per facilitarci le cose ben venga,pero' come ripeto attenzione a valutare bene i casi.Il classico esempio del tennista che non ne caccia una di la e trova le scuse piu incredibilie e' una.E mi sembra che qui ci siano pochi dubbi in merito,il lavoro di sergio puo servire in questo caso fuori dal campo da tennis per motivare il tizio ad allenarsi di piu e a trovare meno balle,ma non puo influire sulla prestazione sul campo immediata.Perche' il tennis come tutte le cose parte dalla mente ma se non ce un percorso pratico adeguato sul campo non possiamo parlare di "Tennis e Capacita' Mentali" qui il discorso va fatto fuori dal campo da tennis.
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Messaggio Da marco61 il Ven 08 Feb 2013, 19:57

Mo' chiamiamo Satrapo, KK e Vet, li chiudiamo in una stanza con Sergio e stiamo a vedere chi ne esce vivo. Presupposti o invenzioni nel tennis ? - Pagina 5 786556
Su una cosa mi sento di dissentire da Sergio:
lo swing o il colpo si consolida prima nella nostra testa e poi attraverso le sensazioni.
Guarda Sergio, ti posso garantire che quando "ripasso" mentalmente un colpo, Federer al mio confronto mi sembra un bambino, quando però cerco di ripetere la stessa cosa sul campo cambia tutto.
Nell'esecuzione del gesto, la testa c'entra proprio poco.
Forse è su questo punto che non riuscite a trovarvi. E' chiaro che la testa, nel tennis ma in tutte le cose quotidiane, ha la sua importanza. Resta da capire quanta ne possa avere.
Tanti anni fa ricordo una scena a casa mia: era mattino presto, stavo facendo colazione mentre arriva mio fratello che si era appena svegliato. Con assoluta naturalezza, apre lo sportello del secchio dell'immondizia, solleva il coperchio e ci fa pipì dentro. Poi tranquillo e beato torna in camera e inizia a vestirsi. Io son rimasto a bocca aperta senza parole, quando gli ho fatto vedere cosa aveva fatto mi ha risposto che non c'era con la testa. Guarda, in quel momento ci fosse stato lo psicologo gli avrebbe pisciato sulle scarpe. Presupposti o invenzioni nel tennis ? - Pagina 5 786556
A parte questo aneddoto, per diventare un giocatore occorre predisposizione e tanto allenamento. La testa devi mettercela per trovare la volontà a fare tutto ciò che ti farà migliorare, ma se nasci scarpone puoi allenarti quanto vuoi che scarpone rimani.
Poi come ho già scritto, a parità di forze il giocatore che "avrà più testa" uscirà dal campo vincitore, ma se l'altro è più forte allora conviene usare la propria testa per capire come poterlo uguagliare, poi penseremo a come poterlo battere.

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Messaggio Da Federyonex il Ven 08 Feb 2013, 21:53

[quote="marco61"
Su una cosa mi sento di dissentire da Sergio:
lo swing o il colpo si consolida prima nella nostra testa e poi attraverso le sensazioni.
Guarda Sergio, ti posso garantire che quando "ripasso" mentalmente un colpo, Federer al mio confronto mi sembra un bambino, quando però cerco di ripetere la stessa cosa sul campo cambia tutto.
Nell'esecuzione del gesto, la testa c'entra proprio poco.
[/quote]

No, Marco. Sbagli. Dal punto di vista neurologico le cose funzionano così, sono acquisizioni di neuroscienze, non opinioni di uno psicologo.
Se vogliamo discutere dell'opportunità e dell'utilità dello psicologo è un conto, ma negare il funzionamento del cervello mi pare esagerato.
Non confondiamo la psicologia con la fisiologia umana. Almeno questo concedetemelo.

Poi il discorso di Veterano lo posso capire, ma è una caso. Non limiterei la discussione solo a qualche caso specifico.
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Messaggio Da veterano il Ven 08 Feb 2013, 22:05

Si pero Fed anche sapendo questo al lato pratico cosa cambia ???? se sto benedetto colpo non lo alleni sul campo......Oppure devo pensare quando lo tiro che tutto dipende da un fattore neurologico.alla fine come si apprenda poco mi importa,sara' dovuto al funzionamento del cervello sicuramente ma si mi metto a pensare per ogni cosa a come funziona la testa e come agisce sul colpo le gambine e le bracine non le muovo piu¡.Dai non esageriamo cerchiamo di fare le cose piu facili invece di renderele ancora piu' difficili.
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Messaggio Da Kingkongy il Ven 08 Feb 2013, 22:13

Mmmm mi sembra un punto interessante su cui confrontarci. Però è semantica, non psicologia. Hehehehe "lo swing si consolida prima nella nostra testa e poi attraverso le sensazioni". Beh, dal mio punto di vista, e' una affermazione che non ha molto senso... perché è tautologica. Quindi, se arriviamo a intenderci sul "processo" forse scopriamo più punti d'incontro di quanti se ne riscontrino ora.
Vet! Ti ritengo responsabile di tutto ciò !!!! Hihihihi

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Messaggio Da veterano il Ven 08 Feb 2013, 22:16

Dopo questo post mi rivolgero' a te solamente dandoti del lei lol!
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Messaggio Da marco61 il Ven 08 Feb 2013, 22:17

veterano ha scritto:Si pero Fed anche sapendo questo al lato pratico cosa cambia ???? se sto benedetto colpo non lo alleni sul campo......Oppure devo pensare quando lo tiro che tutto dipende da un fattore neurologico.alla fine come si apprenda poco mi importa,sara' dovuto al funzionamento del cervello sicuramente ma si mi metto a pensare per ogni cosa a come funziona la testa e come agisce sul colpo le gambine e le bracine non le muovo piu¡.Dai non esageriamo cerchiamo di fare le cose piu facili invece di renderele ancora piu' difficili.
Infatti intendevo dire proprio questo. E' chiaro che il nostro corpo si muove in base ad ordini che provengono dal cervello, e ci mancherebbe che non fosse così. Nessuno ha mai detto questo. Però è un processo che avviene naturalmente, che noi possiamo influenzare solo attraverso il miglioramento tecnico.
Anzie, in questo caso possiamo forse dire che è il lavoro sul campo ad influenzare il nostro cervello, piuttosto che il contrario.

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Messaggio Da veterano il Ven 08 Feb 2013, 22:19

Oh quando sta discussione sara' terminata Sergio ci devi rimettere tutti a posto gratuitamente ehhhhhh lol!
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