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Messaggio Da marco61 il Mer 13 Mar 2013, 20:51

Dal momento che in questo periodo sembra manchi un po' l'ispirazione, sono andato a rispolverare vecchi post che molti di voi non avranno letto e che reputo particolarmente interessanti. Meritano di essere rivisitati.
Questo è il primo:

wik ha scritto:Regolaritá, profonditá, forza. Queste sono le tre componenti fondamentali che in ordine devono essere affrontate e risolte.
Tirar forte non serve a nulla se non si é regolari, non serve a nulla la profonditá se ne azzecco due su tre .

Regolaritá, la piú importante, la fondamentale, la legge prima di ogni tennista, ancor prima che un comandamento un titolo, un imperativo.
REGOLARITA’ significa CONSISTENZA e sulla consistenza si basa la costruzione del gioco, e senza costruzione di gioco non esiste vittoria con un pari livello.
Si vince costruendo gioco, non coi bei colpi. Stamparsi bene in testa please codeste parole.
Se vi andate a guardare un po’ di statistiche di giocatori agonisti di medio-basso livello vi accorgerete immediatamente che le vittorie sono di chi fa meno errori, non di chi fa piú vincenti, la onde per cui imperativo é “palla dentro il campo” .

Satrapo ha scritto:Partiamo da qui: la testa non centra nulla, è questione di tecnica.
Sfatiamo questo mito e andiamo in campo a lavorare, la testa a tennis fa la differenza tra il numero 200-300 del mondo e chi resta stabilmente nei top 100 e nel caso di talenti sublimi può fare la differenza tra un top30 e uno che resta più o meno stabilmente topten. Per i primissimi poi è ovvio che la testa ci sia altrimenti in vetta non ci si arriva.

Ma tornando a noi comuni mortali almeno fino ai piani altissimi della seconda categoria la testa conta nulla, per andare in campo a lavorare sulla consistenza e sulla regolarità non vi serve una mentalità vincente, una testa da campione o l'istinto killer dell'agonista puro ma solo consapevolezza dei propri limiti attuali (e quelli ce li avete scritti sulla vostra tessera agonistica alla voce classifica e li li vedrete evolversi anno dopo anno!) e voglia di migliorarsi.

Nel momento io cui mi dico se avessi un'altra testa sarei ben più forte mi precludo ogni possibilità di miglioramento e mi taglio le gambe sa solo. Quando invece arrivo a leggere lucidamente la mia situazione tecnica e riesco a capire che per sbagliare di meno ci vogliono i cesti e gli esercizi e non lo psicologo allora andando in campo a lavorare posso sperare di ottenere qualche miglioramento.

Come detto da Wik la parola chiave del tennis è consistenza, non braccio, testa etc etc ma consistenza.

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Messaggio Da veterano il Mer 13 Mar 2013, 21:28

ave parole sante..........ci manchi sat torna presto.
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Messaggio Da Federyonex il Gio 14 Mar 2013, 14:26

Sul post di Satrapo, ovviamente in assoluto disaccordo sul lato "testa", che conta sempre, a tutti i livelli, perché la testa aiuta l'apprendimento. Anche a tennis. Anche gli NC.
Vedere i posr di Sergio Costa.
Su quello di wik, si, la consistenzza é tutto. Senza, é dura giocare, parole di uno che non è molto consistente e, come dice il buon Satrapo, si ammazza di lezioni.
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Messaggio Da cobrama il Gio 14 Mar 2013, 15:21

Federyonex ha scritto:Sul post di Satrapo, ovviamente in assoluto disaccordo sul lato "testa", che conta sempre, a tutti i livelli, perché la testa aiuta l'apprendimento. Anche a tennis. Anche gli NC.
Vedere i posr di Sergio Costa.
Su quello di wik, si, la consistenzza é tutto. Senza, é dura giocare, parole di uno che non è molto consistente e, come dice il buon Satrapo, si ammazza di lezioni.
Fed forse meno lezioni e piu' lavoro tattico a bocce ferme e di testa?
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Messaggio Da Federyonex il Gio 14 Mar 2013, 15:37

cobrama ha scritto:
Federyonex ha scritto:Sul post di Satrapo, ovviamente in assoluto disaccordo sul lato "testa", che conta sempre, a tutti i livelli, perché la testa aiuta l'apprendimento. Anche a tennis. Anche gli NC.
Vedere i posr di Sergio Costa.
Su quello di wik, si, la consistenzza é tutto. Senza, é dura giocare, parole di uno che non è molto consistente e, come dice il buon Satrapo, si ammazza di lezioni.
Fed forse meno lezioni e piu' lavoro tattico a bocce ferme e di testa?

Puó andar bene anche questo, dipenda da persona a persona.
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Messaggio Da cobrama il Gio 14 Mar 2013, 15:48

secondo me servirebbe a tutti
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Messaggio Da veterano il Gio 14 Mar 2013, 16:04

Federyonex ha scritto:Sul post di Satrapo, ovviamente in assoluto disaccordo sul lato "testa", che conta sempre, a tutti i livelli, perché la testa aiuta l'apprendimento. Anche a tennis. Anche gli NC.
Vedere i posr di Sergio Costa.
Su quello di wik, si, la consistenzza é tutto. Senza, é dura giocare, parole di uno che non è molto consistente e, come dice il buon Satrapo, si ammazza di lezioni.
Punti di vista differenti,io sto con Satrapo al 100%,Poi ognuno ha la sua testa per decidere sul cosa sia piu' importante o meno,l'importante e' che qualsiasi filosofia si abracci ti porti ad ottenere dei risultati.
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Messaggio Da Kingkongy il Gio 14 Mar 2013, 16:14

Ciao Vet. Mi sa che qui si ricade nel solito equivoco....
"Testa" in che senso?????
Certo che ci vuole "testa" per insegnare bene! Ci vuole testa per capire i punti forti e le debolezze del ragazzino. Si deve far leva, esser dolci ma anche duri. Ci vul "testa" per imparare...ma fa rima con "cuore", con "passione".
Allora "testa" fa anche rima con "talento".
E "testa" è quella che ci vuole per non perdersi d'animo di fronte alle sconfitte. La stessa "testa" per non mollare mai di fronte a un avversario forte o fortunato.
Ci vule "testa" per non spaccare la racchetta in testa al papà dell'avversario che chiama fuori le palle sulla riga o l'arbitro con 7/10 e la congiuntivite.

Ma, la "testa" di cui parla Satrapo (e Vet) non serve per giocare a tennis in Quarta o Terza (o a malapena in Seconda). La testa intesa come visione strategica del campo. E ho scritto "campo" non a fava di segugio.
Saper leggere l'avversario non è "testa"...è "tecnica". Al limite è "talento" quando lo fai con un tale anticipo che anche l'utimo degli asini, si volta, guarda lo scambio e dice: "Minkiaz, se senso dellla posizione!!!".

Le parole son sacchi vuoti: ognuno li riempie del significato che vuole...
Pertanto: "Viva la testa!". Che vuol dire? Quello che uno vuole, ovviamente !!!! hehehheheheheh

Kingkongy

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Messaggio Da veterano il Gio 14 Mar 2013, 16:25

Si king in effetti parlando di testa il famoso sacco che tu citi ognuno lo riempie come vuole.E quando parliamo di testa andiamo a spazziare nei piu vasti e sconfinati spazi del vaneggio totale.
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Messaggio Da Nardac il Gio 14 Mar 2013, 18:32

Secondo me tra i pro e i bassi livelli si parla di due teste diverse.
Per i pro è una testa da vincente , da campione .

Tra noi invece è una testa pensante , che si basa sul fare una partita usando al meglio tutte le variabili tecniche che non esistono a livello pro :
difendere il mio colpo debole , aggredire il colpo debole dell'avversario , far fare cose che all'avversario non riescono bene , fare cose che sono abituato a far bene che danno fastidio all'avversario ...

Unendo i due post di apertura , a basso livello i tornei li vincono sempre i giocatori regolari e/o intelligenti .


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Messaggio Da Ospite il Ven 15 Mar 2013, 09:22

marco61 ha scritto:Dal momento che in questo periodo sembra manchi un po' l'ispirazione, sono andato a rispolverare vecchi post che molti di voi non avranno letto e che reputo particolarmente interessanti. Meritano di essere rivisitati.
Questo è il primo:

wik ha scritto:Regolaritá, profonditá, forza. Queste sono le tre componenti fondamentali che in ordine devono essere affrontate e risolte.
Tirar forte non serve a nulla se non si é regolari, non serve a nulla la profonditá se ne azzecco due su tre .

Regolaritá, la piú importante, la fondamentale, la legge prima di ogni tennista, ancor prima che un comandamento un titolo, un imperativo.
REGOLARITA’ significa CONSISTENZA e sulla consistenza si basa la costruzione del gioco, e senza costruzione di gioco non esiste vittoria con un pari livello.
Si vince costruendo gioco, non coi bei colpi. Stamparsi bene in testa please codeste parole.
Se vi andate a guardare un po’ di statistiche di giocatori agonisti di medio-basso livello vi accorgerete immediatamente che le vittorie sono di chi fa meno errori, non di chi fa piú vincenti, la onde per cui imperativo é “palla dentro il campo” .

Satrapo ha scritto:Partiamo da qui: la testa non centra nulla, è questione di tecnica.
Sfatiamo questo mito e andiamo in campo a lavorare, la testa a tennis fa la differenza tra il numero 200-300 del mondo e chi resta stabilmente nei top 100 e nel caso di talenti sublimi può fare la differenza tra un top30 e uno che resta più o meno stabilmente topten. Per i primissimi poi è ovvio che la testa ci sia altrimenti in vetta non ci si arriva.

Ma tornando a noi comuni mortali almeno fino ai piani altissimi della seconda categoria la testa conta nulla, per andare in campo a lavorare sulla consistenza e sulla regolarità non vi serve una mentalità vincente, una testa da campione o l'istinto killer dell'agonista puro ma solo consapevolezza dei propri limiti attuali (e quelli ce li avete scritti sulla vostra tessera agonistica alla voce classifica e li li vedrete evolversi anno dopo anno!) e voglia di migliorarsi.

Nel momento io cui mi dico se avessi un'altra testa sarei ben più forte mi precludo ogni possibilità di miglioramento e mi taglio le gambe sa solo. Quando invece arrivo a leggere lucidamente la mia situazione tecnica e riesco a capire che per sbagliare di meno ci vogliono i cesti e gli esercizi e non lo psicologo allora andando in campo a lavorare posso sperare di ottenere qualche miglioramento.

Come detto da Wik la parola chiave del tennis è consistenza, non braccio, testa etc etc ma consistenza.

grande insegnamento

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Messaggio Da veterano il Ven 15 Mar 2013, 13:50

Aggiungo questo splendido post di Satrapo,sempre per rimanere nell ambito della testa.

Satrapo ha scritto:Prendo spunto da questa affermazione per tornare su un argomento sicuramente interessante che sta a cuore a molti rampanti giocatori di quarta, che come ben sapete godono da sempre delle mie simpatie oltre che del mio rispetto perciò non fraintendete il tono scherzoso del titolo di questo intervento: io rispetto e ascolto con attenzione tutti i giocatori che siano NC o prima categoria, semplicemente perchè tutti i tennisti, indipendentemente dal livello che hanno raggiunto, sono partiti da NC con zero punti, zero vittorie e tanta confusione in "testa".

Prendete fiato.. si parte! Ecco l'affermazione alla quale mi riallaccio:
Non capisco perchè possano esserci 2 seconda categoria di pari livello tecnico e tra loro abbia importanza anche il fattore testa, mentre non possano esserci 2 quarta categoria di pari livello tecnico (seppur più basso) di cui uno è più forte di testa dell'altro.

Se ti dicessi che quando ho iniziato io a giocare a tennis la pensavo esattamente come te (e molti quarta) in fatto di testa?

Se ti dicessi che perdevo nei tabelloni NC regolarmente convinto di aver giocato 10 volte peggio che in allenamento per questioni appunto di "testa"?

Mi dicevo e mi ripetevo: impossibile che i colpi mi entrino in allenamento e in torneo no, ho bisogno di uno psicologo per rendere al meglio sotto stress altro che inutili cesti o palleggi durante i quali non sbaglio mai! Nulla di quello che mi dicevano i maestri o i ragazzini più grandi che già giocavano in serie C poteva smuovermi di un millimetro dalle mie posizioni, e se aggiungi che avevo 11 anni quando ho iniziato a giocare i primi tornei capirai come potessi essere soggetto a crisi di ansia e "paura" trovandomi spesso dall'altra parte della rete ragazzoni di 30 anni.

Tutto questo io posso spiegartelo ma ti devo portare come esempio situazioni che tu in campo non hai ancora affrontato, perciò capisco che il tuo punto di vista possa essere e rimanere diverso.

Si è parlato di tensione tale da bloccare qualsiasi capacità tecnica ma quella la conosciamo e l'abbiamo provata tutti. Chi di voi ha mai pianto in campo perchè si vergognava di come stesse giocando di fronte ai propri genitori? A me è capitato, ok avevo 11 anni e il mio avversario era un omone di 35 anni che tirava il servizio a mille sul cemento ridendo di come non riuscissi mai nemmeno a sfiorarla, ma mio padre (discreto ex mezzofondista che conosceva quindi le "sacre" regole dello sport agonistico) batteva le mani quando lui mi faceva ace o mi chiudeva le risposte e a fine match gli fece i complimenti, non gli disse brutto imbecille cosa ti metti a prendere a pallate un ragazzino di 11 anni potevi vincere tranquillamente senza massacrarlo, gli disse proprio bravo, ma sinceramente. E a me disse semplicemente: "Forte quel tale, non c'è stata storia, oggi non potevi proprio fare nulla, troppo più bravo di te. Però pensa a quanto potresti essere forte tu alla sua età se continuerai ad allenarti tutti i giorni". Francamente non penso di avergli creduto, però io quelle lacrime le ho messe da parte e me le sono portate in campo in ogni partita e in ogni allenamento, soprattutto quando i miei maestri continuavano a dirmi che ero troppo falloso mentre passavo ore a palleggiare senza sbagliare mai, o quando mi imponevo di dimezzare la velocità di palla nel match per sentirmi comunque ripetere sempre che tiravo troppo forte senza avere la capacità di controllare i colpi. Sempre fermamente convinto di non avere la mentalità giusta per rendere al meglio in partita continuavo ad allenarmi quasi "a dispetto", come a voler dimostrare loro: "Vedete? Faccio quello che dite voi, tiro giù i birilli che mi indicate e sbaglio poco quanto mi chiedete di fare eppure continuo a perdere." E invece prima di compiere 15 anni avevo la mia bella classifica da serie C in ascesa e non vi sto a dire quanti omoni di 35 anni avevo già rispedito a casa dalle mogli con la coda tra le gambe. Però ancora ero fermamente convinto di non avere la testa per rendere quanto in allenamento, ma le cose andavano effettivamente meglio e l'unica cosa che mi interessava davvero non era capire, ma vincere, perchè se ti segni ad un torneo lo fai solo perchè vuoi vincere, altrimenti palleggi con l'amico.

E non pensiate che il giovane Satrapino fosse un assiduo "lavoratore" che ben digeriva lunghe sessioni di allenamento eh, come tutti i ragazzini andavo governato ad urla e improperi!! (Si mi capitava a volte di restare spontaneamente ben oltre la sessione a servire in piedi su una sedia per provare le sensazioni che si hanno battendo da "alti", ma quello penso dipenda dal fatto che rimasi effettivamente traumatizzato da quel famoso match mattanza in cui non riuscii a rispondere ad un solo dannato servizio. In effetti non c'era limite al tempo che da ragazzino potevo dedicare alla pratica del servizio, tanto da trasformarlo in un paio di anni in un'arma micidiale: scendevo in campo convinto che mi avrebbe potuto tradire prima mia madre che il mio servizio )

E a proposito di urla avevo un maestro che ci ripeteva sempre con la potenza della "sgrammatica" esattamente questo: "Somari, cosa esultate! I colpi del secolo sempre un punto vi valgono, ma due errori del *cavolo* valgono doppio! Due punti per l'avversario! Questa non è una agonistica, è un circo! Tutti pagliacci siete! Pagliacci! Mettetevi il naso rosso quando giocate in torneo così vi riconoscono prima che cominciate a fare lo spettacolo! Braccia rubate all'agricoltura!"

La verità è che certe cose non le puoi capire finchè non le superi: finchè sei coinvolto emotivamente non riesci a comprenderle. Per me quando vincevo ero forte e quando perdevo con un pari-classifica era colpa di un mio rendimento non all'altezza imputabile alla distrazione, alla testa: a volte dicevo di aver perso perchè quel giorno "non avevo voglia di giocare", ma se mentre lo dicevo potevo anche crederci, un'ora dopo lo capivo che erano solo scuse, perchè la verità era che mi sarei fatto tagliare un braccio piuttosto che vedere un altro nome al posto del mio avanzare in tabellone.

E se oggi dopo 26 anni passati sul campo da tennis sono sempre io a dirti che la testa non conta nulla tra due NC o quarta di pari livello (ma anche per buona parte dei terza eh) mentre può fare la differenza tra due seconda categoria che cosa può essere cambiato nel mio modo di vedere le cose? (ok ok io ho cominciato a giocare a tennis ad 8 anni ed ho fatto un percorso tecnico molto intenso, è un enorme vantaggio e lo so, ed è chiaro che sono stato fortunato a poter accumulare tanta esperienza ma se ti parlo non è per dimostrarti che hai torto, perchè io ti sto dicendo che la pensavo esattamente come te e quindi, forse, se ci fossi tu al mio posto diresti esattamente le stesse cose che dico io)

Tu giustamente ora non capisci come mettendo di fronte due giocatori di pari livello la testa possa essere ininfluente in quarta e decisiva in seconda, e mi sembra normale che tu la pensi così dato il tuo punto di vista attuale, tanto da arrivare a dire in altri contesti "puoi fare tutti i cesti che vuoi.." perchè tu "tutti i cesti che vuoi" purtroppo finora non li hai ancora potuti fare, e non sai cosa vuol dire tirare palle su palle per ore ogni santo giorno a livello di percezione dei colpi.

Ho giocatori oggi che possono palleggiare senza sbagliare parlando al cellulare, e mentre si scaldano a volte lo fanno davvero, solo per farti capire cosa vuol dire avere il controllo di un colpo.

E se ti dicessi ancora che al cesto si fanno allenamenti definiti con "distrattore" proprio per fare in modo che la "testa" non venga utilizzata nel processo di esecuzione di un colpo sicuro? E si fa proprio per sradicare dalle percezioni del giocatore che la "testa" possa influenzare la resa del colpo in partita, perchè non è una condizione solo tua: tutti i giocatori in torneo si agitano e tendono ad attribuire il proprio rendimento scadente rispetto all'allenamento ad un generico problema di testa. E dire loro semplicemente che la testa non c'entra con i loro errori banali non li smuove di un millimetro dalle loro convinzioni. Dimostrare loro che possono giocare colpi su colpi senza sbagliare pensando ad altro invece li rende consapevoli di quanto una solida tecnica possa garantirgli un rendimento adeguato in situazioni di grosso stress psicologico. Puoi essere in preda alla più terribile ansia da torneo e riuscire ancora a giocare colpi con un rendimento accettabile, perchè una tecnica realmente solida non teme nessun livello di ansia.

E allora appunto si danno palle dal cesto a ripetizione chiedendo fallosità ZERO e contemporaneamente si fanno al giocatore semplici domande aritmetiche.

Si si hai capito bene, ti do una miriade di palle che non devi sbagliare MAI e contemporaneamente ti chiedo su ognua cose tipo quanto fa 12-7+3 e tu devi rispondere e mandare la palla in campo in maniera decente.

Perchè la "testa" non deve intervenire nella dinamica tecnica del colpo per renderlo più o meno affidabile, deve pensare alle strategie, alle geometrie, a riconoscere e giocare correttamente i punti importanti, a individuare e sfruttare le lacune dell'avversario, a capire quando spingere e quando "remare".. ..ma MAI deve pensare banalmente a sbagliare meno.

La "testa" serve a sfruttare al meglio le poche occasioni che ad esempio un match tirato tra giocatori forti (i due seconda di pari livello) propone, serve a decidere dove e come piazzare la palla: un cross potente e profondo? una traiettoria stretta? è il momento e la palla giusta per aprire in lungolinea? sto guadagnando il controllo dello scambio o lo sto perdendo? è il momento di forzare o di lasciar giocare?

In quarta ti giochi ogni punto indipendentemente dalle scelte tattiche perchè non esistono giocatori che ti soffocano con pressione continua e ritmo di palla pesantissimo. Non c'è gente che quando serve ti strapazza e al massimo ti concede 3-4 palle in tutta la partita.

In seconda ci sono match che si decidono sul 2 pari nel primo quando magari non "brekki" da 0-40 sul servizio avversario. Fai cilecca su quelle tre palle e perdi 76 - 64 perchè il tuo avversario, che serve e spinge alla grande come ogni buon seconda non ti lascia più spiragli, e dopo aver vinto il tieB converte l'unica palla break che gli concedi nel secondo.

Qui si che puoi dire di aver perso per "testa" se non hai giocato al meglio quelle 3 palle. Ma può anche accadere che le palle break te le annulli l'avversario giocando meglio di te quindi vali quanto lui, hai giocato bene e hai perso lo stesso perchè lui è stato più bravo nello sfruttare le sue occasioni. La testa ha fatto la differenza.

Ma situazioni del genere si possono verificare solo a livelli già abbastanza alti perchè l'inconfutabile verità è che in quarta (e in buona parte della terza) vince chi sbaglia di meno e corre di più, e le occasioni per fare break o contro-break si presenteranno numerose per tutto il match perchè nessuno ha il servizio blindato. Fare il break a Villa o al "vecio" non è una "mission impossible" perchè non hanno servizi cattivi che vi mettono in affanno dal primo scambio. Tenere un ritmo alto inchiodandoli sulle diagonali non è una necessità tecnico-tattica perchè se respirate un po' limitandovi a ributtarla dillà un paio di volte non è che vi entrano in campo a chiudervi in fronte la prima palla morbida che gli proponete. (come farebbe un buon seconda) Sprecare 15 palle break contro i pallettarini non è un dramma, presumibilmente ne avrete altre 15 nel resto del match.

Contro il "vecio" non hai bisogno di astute strategie, non ti serve macinare gioco sulle diagonali maggiori, non è necessario essere implacabile sulla prima palla break che ti concede perchè non sai se ne avrai altre: lui tira a 2 all'ora e non sbaglia mai, per vincere ti basta tirare a 3 sbagliando poco, e per riuscire a fare questo la "testa" proprio non può aiutarti, ma il cesto che tanto odi ( anche io lo odiavo da giocatore tranquillo ) è stato inventato proprio per farti tirare sempre più forte sbagliando sempre meno, per darti appunto gli strumenti per tritare il "vecio" da circolo. (Per cesto intendo l'allenamento tecnico che comprende tante altre pratiche eh, non voglio ridurre tutta la preparazione a fare cesti )

Quando arriverai in seconda invece ti garantisco che la palla viaggerà veloce e pesante su ogni scambio. A quel livello nessuno regala i punti, e non li puoi fare nè tirando più forte (perchè non si ha margine per tirare di più) nè aspettando l'errore gratuito del tuo avversario che non arriverà: ecco che per vincere entra in gioco la personalità del giocatore e la sua testa. Se non sei in grado di capire con la "testa" che uno scambio a quella velocità si tiene solo impostando correttamente le diagonali maggiori anche degli ottimi colpi non ti basteranno. Puoi tirare forte e sbagliare poco quanto vuoi ma non spaventerai mai un seconda solo con la tua potenza: se non utilizzi le corrette geometrie, per quanto potenti e buoni siano i tuoi colpi lui ti butterà fuori dal campo sfruttando gli angoli che gli lascerai aperti. Un seconda deve avere colpi tecnicamente maturi, potenti e regolari ma anche una "testa" pensante in grado di gestire lo scambio ed il match.

Ma se quel seconda così dotato tatticamente e mentalmente lo mandi in campo con i colpi traballanti del tipico quarta contro il solido Villa, perderà anche sapendo esattamente cosa dovrebbe fare semplicemente perchè non ha i colpi per farlo.

Ora è chiaro che non hai tempo per prepararti adeguatamente a livello tecnico, lo so, ma ciò non cambia le cose. E il fatto che ci sia gente in quarta che senza fare preparazione tecnica specifica riesca a sbagliare pochissimo (Villa o il "vecio") non vuol dire che abbia buona testa e tu no, ma solo che alcuni hanno bisogno di lavorare di più ed altri di meno per raggiungere un dato livello di regolarità e di equilibrio nei colpi. Ma ti assicuro che tali eccezioni si verificano solo nelle categorie iniziali, a livello di seconda ci arriva solo chi, avendo di suo un ottimo braccio, ha potuto lavorare molto sulla sua tecnica.

Però di queste problematiche non puoi discuterne solo con dei quarta, perchè un quarta ti potrà dire solamente cosa acccade in una partita appunto di quarta e finirete con l'essere d'accordo nel compiangere la vostra presunta "testa matta", mentre un seconda, che comunque in quarta c'è passato, potrà dirti cosa contava davvero quando giocava in quarta, e cosa conta ora che gioca in seconda.

Perciò è giusto essere in disaccordo, è giusto avere opinioni diverse e guai se così non fosse, ed è chiaro che il tuo maestro possa dirti vedendoti giocare in allenamento che tu valga più di quanto rendi in partita perchè è vero, ma questo vale per tutti. Nessuno si porta in torneo il 100% di quello che riesce a fare in allenamento, nemmeno Federer, figuriamoci gli altri ma non è un problema di testa.

Un atleta che deve correre i 1500 alle olimpiadi in allenamento tirerà per 3000 m, proprio perchè l'allenamento si basa sul concetto di sovraccarico. Se faccio 100 in allenamento posso aspettarmi di fare 50 in gara, è assurdo lamentarsi di non rendere in gara tanto quanto in allenamento perchè la gara è più difficile, è un'altra storia. Il sovraccarico è il concetto sul quale si basa ogni progresso sportivo: se alzi ogni giorno un peso di 100 kg non diventerai mai più forte fin quando non proverai ad alzarne uno più pesante. Puoi concentrarti e crederci quanto vuoi, ma il peso non salirà fin quando non sarai sufficientemente allenato per alzarlo.

Così a tennis non puoi sperare di diventare più forte in torneo solo giocando meravigliose partite di allenamento, perchè le partite di allenamento sono più facili di quelle in torneo, quindi è normale che se ti alleni facendo solo cose più facili di quelle che incontrerai in partita, non renderai mai al meglio.

E la testa non peserà sulle sorti di un match fin quando le cose non diventeranno OGGETTIVAMENTE complesse, la percezione relativa delle difficoltà è fuorviante e ti allontana dalla reale causa dei tuoi problemi di rendimento. Man mano che si sale di livello allora si la "testa" diventerà sempre più uno dei fattori chiave nel rendimento e nei risultati di un giocatore.

La testa pensa a dove e come giocare la palla, il fatto che la palla poi vada effettivamente lì dove la si vuole piazzare è solo una questione di tecnica e pratica. Se nella testa trovano spazio solo le preoccupazioni relative alla riuscita del colpo il problema è squisitamente tecnico.

Liberate la testa da compiti che non le competono migliorando il vostro livello tecnico, se la vostra testa fosse impegnata a ricordarvi di "impostare le diagonali" a velocità di sicurezza quando invece sparacchiate a mille lungolinea sui teloni di fondo pensando "cavolo ma perchè in allenamento ci riesco!", il vostro tennis sarebbe migliore.

Poi oltre a "pensarle" le diagonali bisogna anche saperle tenere, ma per quello c'è l'allenamento, una belle serie di 100 cross di fila belli profondi e un metro sulla rete prima dei pasti e poi vedrete come la "testa" sparirà dai vostri incubi, batterete in scioltezza il pallettarino di quarta sorridendo e "cinguettando" con la ragazza carina a bordo campo, altro che scarsa mentalità da torneo.
P.s.: Ripeto, lo so che non avete tempo da dedicare all'allenamento tecnico e che c'è gente in quarta che vi massacra senza allenarsi più di voi, ma bisogna anche accettare che a parità di pratica c'è gente OGGETTIVAMENTE più forte di altra, senza dover necessariamente tirare in ballo la testa. Io ad esempio avevo difficoltà a trovare "a freddo" la palla col rovescio e avevo bisogno di palleggiare almeno mezz'ora nel giorno del match sulla diagonale per riuscire ad entrare in confidenza dal primo quindici, mentre c'era gente che tirava fuori le racchette dal fodero dopo due giorni di stop e "randellava" dai primi palleggi. E soprattuto non voglio banalizzare la categoria, non ho mai detto che vincere in quarta sia facile, tutt'altro: le mie più cocenti sconfitte risalgono proprio a quando ero NC! Sto solo cercando di farvi capire che il problema non è la testa, in quarta (e in buona parte della terza) la testa non è un fattore in grado di far girare un match. Le gambe e la tecnica assolutamente si.
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Messaggio Da fab9000 il Ven 15 Mar 2013, 14:35

che bella lettura
grazie cheers
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Messaggio Da malcolmx82 il Ven 15 Mar 2013, 14:40

questo signor Satrapo ha una parlantina di un certo livello..
ed è pure convincente...
e poi ha anche quel giusto grado di umorismo che non guasta mai...

alle prossime politiche voterò lui! Smile
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Messaggio Da lagunare il Mar 18 Giu 2013, 16:55

Ho riletto con sommo interesse questi interventi. Vi pongo una domanda... ma la 'concentrazione' non fa parte dell'avere testa?
Ad esempio mi capita parecchie volte (soprattutto nelle annate che faccio solo 3-4 tornei all'anno) in cui nei match vinco il primo set facilmente (attuando la buona tattica sia chiaro, non sparando colpi brillantissimi e potenti perché sono lontano anni luce da quella tipologia di giocatore) e poi chissà perché qualcosa si 'spezza' e nel secondo mi faccio rimontare, o mi complico la partita da solo inanellando errori.
Io mi chiedo, ma quello non é colpa della testa? Fino a 10 minuti prima giocavo bene.... e ora?non penso di aver disimparato la TECNICA che fino a poco prima conoscevo!
Non so se son riuscito a spiegarmi....
Questo per dirvi che secondo me la TESTA, ha un ruolo molto importante a qualsiasi livello...

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Messaggio Da oedem il Mer 19 Giu 2013, 09:39

ricordo che Satrapo raccontava che, in allenamento, facevano palleggiare gli allievi mentre gli facevano fare dei conti.
alla fine il gesto tecnico deve essere così automatizzato e naturale che non ci possono essere fattori esterni a farci sbagliare.

per me invece basta che mi deconcentro un po' che perdo di vista la palla.

alla fine è sempre un problema di solidità tecnica.

un paragone potrebbe essere con il fare delle semplici operazioni matematiche, tipo 3+5: da bambini ci si mette li al massimo della concentrazione a contare sulle dita mentre da adulti automaticamente possiamo pensare ad altro e dare il risultato esatto (16, ovvio Rewind n° 1 786556)
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Messaggio Da lagunare il Mer 19 Giu 2013, 09:47

Oedem,
grazie per l'intervento. capisco quello che voleva dire Satrapo, ma non credete che prima di arrivare ad avere un gesto così automatizzato bisogna veramente avere una quantità di allenamento allucinante alle spalle?? E io non so quanti quarta e forse anche terza possano PERMETTERSI tutto sto allenamento o abbiano potuto permettersi tutto sto allenamento in età giovanile.

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Messaggio Da Adolfo_ il Mer 19 Giu 2013, 10:00

mah... o sono io a non aver capito il significato di quello che dice satapro oppure mi sembra che non abbia ne capo ne coda Shocked

Lui afferma che la testa non è importante ai bassi livelli perchè li ci sono lacune tecniche così grandi da non la far contare nulla... mentre è importante in seconda dove invece c'è una tecnica di base... bene ma allora parliamo di testa o di tecnica?

La "Testa" è la capacità di esprimere il proprio bagaglio tecnico (alto o basso che sia) tanto meglio quanto più alto è il livello di stress del momento.
Se io sono una pippa di quarta e gioco con un altra pippa di quarta la "testa" (che io intendo principalmente come la capacità di focalizzare la propria attenzione su quello che si sta facendo schermandosi dai fattori esterni) servirà a far venire fuori il meglio del mio livello pippesco... così come se sono Nadal e gioco contro Djokovic servirà ad aumentare il mio livello di gioco quando molti altri avrebbero le gambe tremanti...

In conclusione è vero che, se io sono un quarta medio e gioco con un 3.4 posso avere anche la testa di un monaco zen ma non farò mai nemmeno un game (ma questo è come scoprire l'acqua calda), ma è altrettanto vero che se gioco con un mio "pari grado" con cui non ci sono differenze tecniche enormi, la capacità di mantenere alto il livello di attenzione e di calma nei momenti clou fa la differenza tra vincere e perdere, e su questo non temo smentite, anche perchè mi è successo non poche volte  Cool
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Messaggio Da lagunare il Mer 19 Giu 2013, 10:08

Adolfo, sono piuttosto d'accordo con te. Per tutti coloro che non hanno una tecnica CRISTALLINA che gli permetta di giocare bei colpi anche mentre si curano il naso (per estremizzare), trovo che LA TESTA sia l'unica possibilità che ci rimane.

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Messaggio Da oedem il Mer 19 Giu 2013, 10:14

Adolfo, è ovvio che a parità di livello tecnica saranno gli altri fattori (condizione atletica e capacità di mantenere la concentrazione) a decidere chi possa prevalere.

Satrapo dice molto semplicemente che, al nostro livello, c'è ancora tanto da poter migliorare tecnicamente per cui l'importanza della testa va in secondo piano perché sarebbe prioritario consolidare e migliorare la propria solidità mentre, agli altri livelli quindi con tecnica ben definita, li contano i minimi dettagli (e quindi anche la testa) per prevalere su un avversario.

direi molto semplicemente, pensiamo prima ad arrivare sulla palla bene e buttarla di la!

lagunare ha scritto:Adolfo, sono piuttosto d'accordo con te. Per tutti coloro che non hanno una tecnica CRISTALLINA che gli permetta di giocare bei colpi anche mentre si curano il naso (per estremizzare), trovo che LA TESTA sia l'unica possibilità che ci rimane.
lagunare, proprio perché la tecnica ha lacune, perché non impegnarsi a migliorare questa piuttosto che dare priorità alla testa?

non si può imparare a correre se non si sa stare in piedi e camminare

p.s.: sia chiaro: anche per me la testa (alias capacità di mantenere la concentrazione) conta ed è importante ma non posso pensare di vincere le partite basandomi solo su questa
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Messaggio Da lagunare il Mer 19 Giu 2013, 10:19

detta così effettivamente ha un senso... ed é vero... migliorare la tecnica per molti sarebbe il primo passo da fare... ma ripeto, in quanti casi é veramente FATTIBILE? per aumentare la tecnica a tal punto ci vogliono veramente una grande quantità di ore di allenamento e purtroppo non tutti si possono permettere una tal cosa, soprattutto in termini di TEMPO a disposizione.

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Messaggio Da Adolfo_ il Mer 19 Giu 2013, 10:21

oedem il punto è proprio questo, tu dici "pensiamo prima ad arrivare sulla palla bene e buttarla di la" e io ti rispondo: per pensare di arrivare bene sulla palla e a buttarla di la anche quando stai giocando il match point per l'avversario, non ci vuole la tecnica (perchè magari questa è una cosa che hai fatto ore e ore durante i cesti col maestro tirando secondo le tue possibilità ma non sbagliando quasi mai) ma ci vogliono quintali di testa Wink
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Messaggio Da oedem il Mer 19 Giu 2013, 10:23

@lagunare: il fatto è che anche per migliorare la capacità di mantenere la concentrazione e gestirla serve allenarsi, alias tempo da dedicarci con l'aiuto di qualcuno.

a tal punto, perché non usare quello stesso tempo per migliorare la tecnica? Wink

@Adolfo: secondo me li conta l'esperienza cioé la capacità di capire quali sono i punti importanti e gestirli al meglio e non farli scorrere velocemente
a furia di giocarli (quindi fare tornei) si impara a gestirli.


Ultima modifica di oedem il Mer 19 Giu 2013, 10:27, modificato 1 volta
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Messaggio Da alain proust il Mer 19 Giu 2013, 10:25

A proposito di amarcord o rewind che dir si voglia, ma che fine ha fatto il nostro santone?! Question
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Messaggio Da correnelvento il Mer 19 Giu 2013, 10:28

Adolfo_ ha scritto:
Lui afferma che la testa non è importante ai bassi livelli perchè li ci sono lacune tecniche così grandi da non la far contare nulla... mentre è importante in seconda dove invece c'è una tecnica di base... bene ma allora parliamo di testa o di tecnica?

La "Testa" è la capacità di esprimere il proprio bagaglio tecnico (alto o basso che sia) tanto meglio quanto più alto è il livello di stress del momento.
Se io sono una pippa di quarta e gioco con un altra pippa di quarta la "testa" (che io intendo principalmente come la capacità di focalizzare la propria attenzione su quello che si sta facendo schermandosi dai fattori esterni) servirà a far venire fuori il meglio del mio livello pippesco...


Adolfo: io la penso ESATTAMENTE come te.

Fermo restando il massimo rispetto per Satrapo, io conosco FIOR di allenatori/giocatori che la pensano diversamente da lui. Anzi: dichiarano che PIU' si abbassa il livello, PIU' la testa è importante.

Chiarisco subito (al fine di non creare fraintendimenti) che la TECNICA è più importante della TESTA.
E questo è fuori discussione.

Con TESTA, ai bassi livelli (ma anche agli alti) noi parliamo di EMOTIVITA'.

Semplicemente, ci sono persone EMOTIVE che, sotto stress (un esame, una gara, una conferenza pubblica, un approccio sentimentale)... semplicemente "se la fanno sotto" (passatemi il Francesismo).

La tecnica NON C'ENTRA.

L'EMOTIVO, a qualsiasi livello sia la sua tecnica, avrà sotto stress un rendimento PEGGIORE.

Non avete mai conosciuto persone che, in torneo AUMENTANO il loro livello di gioco... ed altro che, a parità di tecnica... in torneo NON RIESCONO A GIOCARE?

Io ne ho conosciuto a decine.

Io sono l'istruttore/esaminatore in altri ambiti, e ho una esperienza ventennale in questo.

Ebbene: ho toccato con mano CENTINAIA di queste situazioni... persone assolutamente preparate che, sotto stress... semplicemente non riuscivano a raggiungere lo standard previsto.

Altre, al contrario, partendo dalle stesse capicità, avevano un rendimento ottimale.

Aggiungo che tutto questo era motivo di selezione.

La TESTA, e non solo nel tennis, conta.

E conta TANTISSIMO anche nel tennis di basso livello.

Ribadisco che la testa più "forte" del mondo non potrà in NESSUN CASO supplire alla mancanza di tecnica, ma a parità di livello (specie se basso) la testa farà SEMPRE la differenza.
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