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Cronaca di una serata di mezza primavera e di mezzo tennis

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Messaggio Da letyoursoul il Ven 19 Apr 2013, 11:59

S.M. è un ragazzo di 29 anni, educato e forte della sua giovinezza (capirete il sottinteso). Ex agonista giovanile, si è fermato per 4/5 anni. Ha ripreso da poco.

Destro, ha una palla pesante, tira forte e lascia andare il braccio: ha un rovescio ad una mano con il quale tira vincenti lungolinea in avanzamento con disarmante semplicità, ma sbaglia molto. Non sta troppo a scambiare e cerca di chiudere in fretta. Serve molto forte. Mi dice che ai tempi la sua prima viaggiava intorno ai 200 km! Adesso è un po' acciaccato, dice, e non spinge più così tanto il servizio perché ha paura di disfarsi la spalla.

Nel riscaldamento mi sento bene e scambio sciolto, ma un germe, quel germe che crescerà durante tutta la partita e si moltiplicherà, incomincia a possedermi: e con una vocina suadente mi dice "vabbè dai lascia andare tutto e giocatela, tanto lui è più forte e non c'è partita".

Iniziamo e capisco subito che il suo gioco senza compromessi è supportato anche da una buona mano (durante la partita mi fa un tweener sotto le gambe che esce di poco e una volée sempre in mezzo alle gambe che gli chiudo in faccia, oltre a un paio di deliziose stop volley), ma sbaglia davvero tanto. "Se riesco a scambiare forse posso fare un po’ di resistenza", mi dico (ecco che la vocina esce di nuovo...). In un men che non si dica, però, lui chiude facile il primo set per 6-1: ma il risultato è, come spesso si dice, bugiardo. Io mi sono lasciato troppo impressionare, mi sono facilmente sciolto durante i miei turni di servizio pur arrivando vicino a chiuderli. Per di più ho avuto ben tre palle break.

Ci metto un po' a capirlo e nel più classico degli isolamenti che i tennisti -uomini profondamenti soli- si creano (asciugamano sulla testa a difendersi dal mondo) mi ripeto che in campo il secondo set me lo gioco con meno paura reverenziale.

Entro e finalmente rispondo alla sua prima, il dritto mi gira e ce la giochiamo a viso aperto. Rimane un problema da risolvere, quando riesco a metterlo in difficoltà, a causa di quella solita fottutissima paura di sbagliare che mi porto dentro da sempre, butto via palle semplicissime facendo le mie più classiche merdate (Chop di dritto in rete, lo so che schifo!, su palle a metà campo che in realtà dovrei disintegrare: ne ho sbagliate 4 di sicuro, ma possono essere di più). Per di più oggi, mezzo scombussolato da una velocità di palla a cui non sono abituato, non chiudo le volée. "Vabbè ci sta dai, ma io ci provo lo stesso" mi dico. In un braccio di ferro continuo arriviamo al 4 pari. Serve lui. Mi posiziono e mi dico "adesso o mai più". Lascio andare via le emozioni e nebulizzo il mio pensiero. In uno stato di trance sfodero qualche scambio da cineteca (ovviamente così sembrava a me, per lui probabilmente ero solo uno che non voleva morire e, agonizzando, cercava di prendere aria...) D'incanto 0 - 30 per me e lui, per la prima volta durante tutta la partita, urla di rabbia... e lì finisce tutto.

Si alza il sipario, grandi applausi e tutti a casa, senza bis. La partita finisce. Nel momento esatto in cui ho avuto la possibilità di mettergli paura, o meglio, ho creduto di averla, spengo la luce... Smetto di essere cattivo, mi accontento e perdo. Come mi capita spesso. Per carità, lui si scuote, sfodera una parte finale del turno di servizio nel quale si ricorda di aver avuto il miglior servizio giovanile della regione (almeno così dice lui, ma c'è da credergli visto che siamo davvero in quattro gatti a giocare a tennis). Ma io proprio non ci ho creduto. Mi sono detto, tra il compiacente e l'arrendevole, che poteva andare bene così e me lo sono detto sottovoce in modo da non sentire bene, in modo che le parole non suonassero così distinte e chiare. Un po’ come quando arrampico "ma si Luca, sei già stato bravo ad arrivare sino a qui, il prossimo chiodo è troppo distante". E così lui diventa troppo più bravo di me e io non posso fare di più.

6-1 6-4

Però sapete che vi dico, che la prossima volta queste cose non le sussurro, ma me le urlo in faccia, in modo tale che una volta che ne capisco la stupidità posso prendermi a calci nel culo, come merito. E se non riesco a farlo io, chiederò a qualcuno di venire a tirarmeli quei calci che merito!

Alla fine pur avendo tredici anni meno di me chissà se al terzo avrebbe di nuovo fatto il tweener...
Non lo saprò mai ed è giusto che sia così: non si entra mai in campo già battuti, mai.

Questo oggi ho imparato...


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Messaggio Da Kingkongy il Ven 19 Apr 2013, 12:15

La domanda e': hai perso o non hai vinto?

Kingkongy

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Messaggio Da letyoursoul il Ven 19 Apr 2013, 12:19

Kingkongy ha scritto:La domanda e': hai perso o non hai vinto?

La risposta è:
ho perso, ma non ho provato a vincere...
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Messaggio Da miguel il Ven 19 Apr 2013, 12:33

bel racconto
capita spesso quando si gioca con uno di classifica più alta o dal "glorioso" passato di avere una certa sudditanza che va molto al di là del valore effettivo del nostro avversario. ci si riscalda e vedendolo giocare sembra avere un livello molto simile al nostro (ma allora perché é 3.1 ed io 3.5 ?). inizia la partita e questa sensazione continua, si arriva 4 pari ed a questo punto ci si sente quasi appagati di aver fatto partita con uno (sulla carta) più forte di noi. attimo di rilassamento e zac .... 6-4
alla fine si perde ma non si é neppure delusi perché visto il divario in classifica il punteggio é stato magnanimo senza capire che con un po' di convinzione quella partita la si portava a casa
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Messaggio Da letyoursoul il Ven 19 Apr 2013, 12:57

miguel ha scritto:bel racconto
capita spesso quando si gioca con uno di classifica più alta o dal "glorioso" passato di avere una certa sudditanza che va molto al di là del valore effettivo del nostro avversario. ci si riscalda e vedendolo giocare sembra avere un livello molto simile al nostro (ma allora perché é 3.1 ed io 3.5 ?). inizia la partita e questa sensazione continua, si arriva 4 pari ed a questo punto ci si sente quasi appagati di aver fatto partita con uno (sulla carta) più forte di noi. attimo di rilassamento e zac .... 6-4
alla fine si perde ma non si é neppure delusi perché visto il divario in classifica il punteggio é stato magnanimo senza capire che con un po' di convinzione quella partita la si portava a casa

Già Miguel, hai ragione.
Nel caso specifico però, sono stato stupido a non capire che lui era forse abbordabile solo in virtù di una serie di eventi particolari:
a) avendo ripreso da poco, non aveva ancora sufficiente solidità;
b) non era preparato fisicamente come in passato;
c) si beava un pò troppo del colpo bello...
A livello tecnico, però, secondo me, lui era molto più bravo e molto più "psico-motoriamente" abituato a velocità di palla che io mi sogno.
Per questo credo che avrei comunque perso, anche se avessi lottato convinto fino alla fine.
Lungi da me il pensare di poter essere all'altezza del suo livello.
Ma a tennis, una cosa l'ho capita in questi pochi anni di pratica.
Si sta in campo fino alla fine.
Si corre fino alla fine.
Si ributta in di là tutto il buttabile: Over 80 e terza categoria che sia.
E non si deve aver paura di colpire la palla, mai
(per quest'ultimo aspetto comincio a credere ci sia dietro una questione complessa e non solo tecnica - con Cobrama ne discutemmo in passato ed io ebbi un opinione diversa, alla Satrapo diciamo, ma comincio a pensare che avesse in parte ragione)
La tecnica in primis, ma togliersi la paura del gesto, se no non si va da nessuna parte.

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Messaggio Da Kingkongy il Ven 19 Apr 2013, 14:04

No, hai perso perché non hai provato a vincere.
Succede a tutti, almeno una volta.
Non è questione di giocare un buon tennis o non avere sufficiente tecnica per un "sedicente" 200km/h... Ti sei semplicemente autocastrato. L'ennesima dimostrazione che a Tennis, nel singolo, in campo ci son 4 giocatori....

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Messaggio Da veterano il Ven 19 Apr 2013, 14:17

Ho sempre creduto che la testa sia molto importante in qualsiasi cosa si faccia,ma purtroppo nel tennis si da un errata importanza alla testa.Non parlo dell' apprendimento perche' ci sono dei casi dove l'insicurezza caratteriale o magari una certa difficolta nel apprendimento nel ambito tennistico e non ,possono fare la differenza.Ma alla prestazione sul campo.
In campo non si puo pensare al gesto tecnico, o avere dei dubbi sulla propria tecnica.Se quel determinato colpo che in partita ti da problemi,se lo alleni per bene,ti riuscira' in allenamento in torneo e sotto la doccia,perche' quel colpo e' diventato sicuro e lo hai automatizzato sufficentemente da non doverci pensare.La testa ti serve per pensare a dove giocare tatticamente e a concentrarti a giocare,non a se sbagli o fai bene il colpo.
Poi ci saranno sempre dei casi dove ci saranno persone che hanno problemi a mantenere la concentrazione per tutta la partita,ma senza una tecnica sicura e' normale che l'attenzione che si deve mettere nel concentrarsi sul gioco sia spostata su altri fattori come il gesto tecnico se non ancora sicuro.
Ora purtroppo se non dedico il tempo necessario per allenarmi come si deve il mio problema di testa ci sara ' sempre,perche' questa insicurezza tecnica non mi fa usare la testa dove mi serve e mi sposta l'attenzione dove non mi serve.
Una volta che ho delle sicurezze tecniche il discorso testa diventa piu' importante,ma la sicurezza mentale cresce con il giocatore,piu sto bene fisicamente e piu sono fresco mentalmente,piu sono sicuro tecnicamente e piu' riesco a giocare tranquillamente.
Ora avendo aquisito questi elementi,solidita tecnica e preparazione fisica decente,si puo incominciare a parlare di testa applicata alla prestazione sul campo.e li si che puo essere importante il carattere di una persona,ma sino a che non si raggiunge un certo livello la testa applicata alla prestazione non e' poi cosi' importante.Se ci metti poi l'ego del tennista si fa presto a fare i conti,piu' umilta' e piu' lavoro sul campo,altro che testa.
Poi chiaramente come tu dici bisogna crederci sempre anche nella peggiore delle condizioni,ma che men e frega see quello e' stato il numero uno del mondo junior,io vado in campo e faccio il meglio che posso e lotto fino all ultimo punto.Non date troppa importanza la palmares dei vostri avversari,andate e giocate la vostra partita,si puo vincere o si puo perdere ma si deve giocare.....anzi direi di piu' le mie migliori prestazioni a prescindere dal risultato le ho sempre avute con avversari sulla carta molto piu forti,perche' sapevo che non potevo permettermi di regalare niente e dovevo tenere alto il livello di concentrazione......mi ha sempre stimolato giocare contro uno sulla carta molto piu' forte che contro uno che sapevo di battere facilmente.Ahhhh la testa......
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Messaggio Da letyoursoul il Ven 19 Apr 2013, 15:22

Kingkongy ha scritto:No, hai perso perché non hai provato a vincere.
............. L'ennesima dimostrazione che a Tennis, nel singolo, in campo ci son 4 giocatori....

Si: io, lui, lei e l'altra... scherzo!

Ma, non lo so, credo sia un discorso complesso.
Veterano dice cose tutte giuste (Satrapo evidenti, potrei dire), nelle quali ho sempre fermamente creduto.
La testa non conta una fava senza allenamento, tecnica, automatismo, sicurezza, crescita, fiducia, allenamento ecc...
Ne sono straconvinto.
Ciò che mi perplime sempre più però è "l'ingiustizia genetica" con la quale il buon Lui si è divertito a distribuire il talento.
Quello che a me serve per automatizzare un colpo, in termini di tempo, allenamento ecc..., è pari ad un decimo rispetto a quello che serve al mio socio compagno di allenamento, ad esempio.
Oltre a ciò, aspetto peraltro su cui si potrebbero riversare fiumi di concetti e di idee, vorrei spendere due parole sull'altra testa, quella "dell'insicurezza genetica". Anche qui Lui si è divertito a distribuirne a iosa e in maniera arbitraria.
Infatti, se io ci metto tanto a far mio un colpo, quanto ci metto perderlo?
Un niente, ovviamente: è la legge della "proporzionalità inversa del talento"

Vi faccio un esempio concreto: io servo discretamente per essere una quarta basso e spesso mi avvantaggio sullo scambio da subito se non trovo un buon incontrista che risponde. Bene. Se il "rispostista" non è forte mi rimanda in qua una palla di rimessa e io sono bravo a fare certe cose:
1) volée, se ho deciso in anticipo di salire, con tutti i rischi che comporta una scelta del genere a priori;
2) approccio abbastanza sicuro in back, sul quale l'avversario deve comunque provare a tirare un passante;
3) dritto di chiusura, che so tirare;
4) chop di dritto, che piazzo relativamente dove voglio.

Perchè cavolo quando ho di fronte uno forte faccio sempre il 4) quando sono insicuro in partita?
E perchè viene fuori quasi sempre una schifezza (il chop è di per se una schifezza, lo so), quando non muore già subito a rete.
Voi mi direte, perchè gli altri colpi sono tutti più insicuri sotto stress.
Io vi dico, invece, che il problema sta nel fatto che il colpo giusto da tirare in quella situazione è quasi sempre il dritto di chiusura e/o di piazzamento, ma deciso. E qui nasce il problema della "insicurezza genetica". Mi sono allenato tanto a farlo quel dritto, lo so tirare, lo faccio in allenamento e lo faccio anche in partita, quando sono tranquillo. Ma il dritto, tirato su di una palla di rimessa a metà campo, presuppone un atteggiamento psicologico di matura sicurezza. E io, giocatore acerbo con solo 4 anni di attività pseudo seria agonistica/amatoriale, questa maturità non ce l'ho ancora anche se dovrei averla. Non filosofeggio, ma se vi dico che credo che il tennis sia un atto di volontà dell'io, prima di tutto, cosciente, razionale e determinato, forse riesco a farvi capire qual'è il mio cruccio.
Io penso troppo e sono poco dotato...
Sconfortatemi.



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Messaggio Da Kingkongy il Ven 19 Apr 2013, 17:26

Il colpo stra difficile per se stessi o stra facile per l'avversario sono fratelli siamesi della stessa "sindrome": quella di Calimero.
Il tuo ultimo intervento ne è la confessione... Dentro di te brucia il demone del rimpianto: "io che potrei...", "la classe e' con me..." E via dicendo.
È amore per questo sport ma è il tuo "compagno di singolo" che non ti lascia in pace! È un amore molesto.
Prova allora ad amare quello che sei e che sai fare...perché, sotto-sotto, ti stai bellamente sulle palle!!!
Ama i TUOI colpi, godi delle sensazioni positive che ti danno. Allenali, rendili rocciosi, un porto sicuro.
Il tuo altro TU ha fatto di tutto per farti perdere: ti rendi conto che casino gestirti se tu avessi vinto?? Uno come te?? No! Bisognava fare ordine: sei uno sfigato di talentoooo! Muori! Gioca il chop!
Minkia! Ma proprio il chop di dritto???????!!!!!
Diciamo che l'altro TU voleva andare a colpo sicuro....
Very Happy Very Happy

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Messaggio Da veterano il Ven 19 Apr 2013, 18:00

Vedy letyoursoul la tua ultima frase mi da molto da pensare.
Io penso troppo.........e sono poco dotato........
Ho letto tutto il tuo post e per consolarti ti posso dire che non sei l'unico a dover lavorare piu degli altri per mantenere un certo livello,comque la cura ce.........vediamo se riesco a buttare giu' qualcosa stassera.......ora devo scappare in campo a tirare palline.........
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Messaggio Da Gabrilele il Ven 19 Apr 2013, 22:38

ciao LET!!!
perchè il chop è uno schifo?
forse perchè non hai visto quelli che piazza Dag, o stone cutter! (è un over delle mie parti ... 3.4!!! Shocked )
tu dagli e non ti preoccupare!!! hai perso una partita, mica ti hanno chiesto di mangiarti la tessera! la prossima volta sarai più duro: stai SERENO, nel senso di SERENA WILLIAMS!!!! positivo e carico (che ci provo anch'io!).

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Messaggio Da Kingkongy il Ven 19 Apr 2013, 22:49

Io non ho avuto la fortuna di vedere questi colpacci...ma attaccare con un dritto in chop (in chop!) presuppone: 1) che il tuo avversario ha tirato una tale pera marcia che si merita di tutto; 2) che il tuo avversario ha voglia di scherzare e di prenderti un po' per il maragnao; 3) che ormai la partita e' finita; 4) che il tuo avversario ha appena finito il corso Radio Elettra di "Perito tennista"; 5) che il Bombardino si prende in montagna con -15 C• non in pianura con + 37...

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Messaggio Da Kingkongy il Ven 19 Apr 2013, 22:52

La "pera" era, ovviamente, una williams...

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Messaggio Da Gabrilele il Ven 19 Apr 2013, 23:12

king! hai perso una possibilità: che il sacro spirito di Adrianone Panatta ti stia possedendo!!! attacco in chop e possibilmente veronica di rovescio Very Happy
nessun colpo è una ciofeca se la palla va di là!

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Messaggio Da Kingkongy il Ven 19 Apr 2013, 23:18

seeeeee....Panettone attaccava in chop ma di rovescio.... e la sua palla si alzava di due o tre cm... A volte in chop e a volte in chip ma sempre molto profonda.

Ed essendo uno di quella generazione....avrò tirato una vasca olimpionica di palline per imitare quel movimento e ottenere quella "foglia morta"... hehehehhehehehehhe
Per la veronica, neanche a dirlo! Chi non veronica in compagnia o è un ladro o una spia !!!!
Very Happy

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Messaggio Da veterano il Ven 19 Apr 2013, 23:31

Hombre il chop di dritto ha sempre un suo perche'.Pero' ormai in prospettiva futura di giocare un tennis di alto livello il chop non serve quasi piu a niente,si puo ancora dare dei frutti fino ad un certo livello,ma da li in avanti prova a fare un attacco in chop a un buon seconda e vedi cosa ti arriva tra i denti,e la prossima volta stai sicuro che tra tutte le opzioni possibili il chop sara' l'ultima che penserai di fare.
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Messaggio Da Kingkongy il Ven 19 Apr 2013, 23:39

E io che ho detto?
hehehehehhe

Vet...guarda che ti sei sbagliato: mi stai dando ragione!
Così non va bene!
hahahahahhahahahahaha

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Messaggio Da veterano il Ven 19 Apr 2013, 23:53

Hai ragione dovevo specificare che il messaggio non era rivolto a te........oh ma prova te a stare otto ore sotto il sole e specialmente quando arrivi a fine settimana avere la lucidita' necessaria per considerare tutto........be comunque vedi che sono daccordo con te........anzi il tuo post mi ha fatto pensare alla veronica.............non sai quanto tempo ci abbia perso ad allenarmi, era ed e' un colpo che mi affascianva troppo,ma che anche se mi sono allenato parecchio non sono mai riuscito a giocare come si deve,anzi piu ci provavo e piu faceva pena, infatti in partita anche se potevo giocarla la evitavo come la peste,le uniche volte che mi e' riuscita come si deve sono state situazioni disperate con salto disperato e colpo alla spero in dio,ma quando ci riprovavo in situazioni normali riusicvo solo ad appoggiare la palla e se forzavo la mandavo tre metri fuori dal campo,mahhhh misteri del tennis.
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Messaggio Da Kingkongy il Sab 20 Apr 2013, 00:21

Mitico Vet!
La veronica era come un regalo al buio: dovevi aspettare di spalle i commenti del pubblico (se c'era) per capire se era dentro...
Una volta ho sentito un boato e credevo nel capolavoro...in realtà (di rimbalzo) avevo preso uno a bordo campo... Hihihihi

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Messaggio Da Kingkongy il Sab 20 Apr 2013, 04:49

Hihihihi "boato" ...perché c'erano si' e no 6 persone ... Pensa che mira.... Very Happy

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Messaggio Da letyoursoul il Sab 20 Apr 2013, 09:24


Grazie King e Vet,
in fondo mi avete confermato quello che cercavo di spiegare.
Se a tennis voglio provare a giocare, il chop me lo devo dimenticare...
Faccio pubblica promessa: ad ogni chop che provo a giocare prossimamente avete una birra offerta.
Ma dovete venire qui, così mi insegnate la veronica... uno di quei colpi rifugio che proprio mi piacerebbe avere nel mio bagaglio!

Gab: grazie, sto sereno e vedrai che la prossima entro più convinto
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Messaggio Da MSport il Sab 20 Apr 2013, 11:14

letyoursoul ha scritto:
Grazie King e Vet,
in fondo mi avete confermato quello che cercavo di spiegare.
Se a tennis voglio provare a giocare, il chop me lo devo dimenticare...
Faccio pubblica promessa: ad ogni chop che provo a giocare prossimamente avete una birra offerta.
Ma dovete venire qui, così mi insegnate la veronica... uno di quei colpi rifugio che proprio mi piacerebbe avere nel mio bagaglio!

Gab: grazie, sto sereno e vedrai che la prossima entro più convinto

complimenti

magari come tennista sei incerto, ma come narratore, tanto di cappello.
cheers
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Messaggio Da pacianka il Lun 22 Apr 2013, 11:24

Si il commento precedente sembra il mio.. ma in virtù dell'amicizia che ci lega avrei sicuramente sprecato qualche parola in più, difatti..

Il tuo problema affligge qualsiasi sportivo, in qualsiasi disciplina e soprattutto a qualsiasi livello, quindi siam tutti lì.
Detto questo, più grande, molesto e invadente è il nostro Ego, più diventa difficile prevaricare la sua natura, non deludere le sue aspettative.. Evidentemente il tuo è bello grosso e prepotente, per cui fagli capire chi comanda, oppure asseconda qualche suo capriccio senza dannarti l'anima. Come dire.. devi “accettarvi” così come siete.

Indubbiamente c'è chi se la vive in maniera più leggera ed istintiva e magari quell'insito "chissenefregaaa!!" che caratterizza la sua esistenza, lo aiuta a lasciar andare il braccio in partita come nella vita. Ed a volte guarda un po’, sti tipi sono quelli che siccome si buttano nelle cose non avendo paura di nulla, figurati di di sfigurare.. imparano prima e meglio, perché la testa sta tutta li a pensare al “gesto”e non ad altro.

Però sta storia del talento te l’ho già sentita dire e l’hai spesso accomunata a qualsiasi altra persona tranne che a te stesso. Come teoria non sta in piedi: “io non ce l’ho perché raggiungo i risultati solo con l’impegno e la dedizione”. Tu non ce l’hai perché probabilmente al nostro livello non ce l’ha nessuno, altrimenti ce lo abbiamo tutti almeno per l’impegno e la passione che ci mettiamo nel cercare nel nostro piccolo di migliorare, ma soprattutto divertirci. Decidiamolo a votazione chi è che non ce l’ha, chi invece si.. dai??!!

Infine scendendo puramente sul piano tecnico, ti confesso che quando gioco con te, non ho mai la sensazione di avere il controllo della situazione e guarda che questo è un complimento.. è merito del tuo atteggiamento offensivo, tatticamente sfrontato e coraggioso, Chop di dritto compreso, un pazzo invasato per il campo, che non sai mai quello che combinerà!!
Guarda un po’, l’impressione che dai è ben diversa dalla proiezione che hai di te stesso, forse allora è solamente un problema di vista??!!

Poi come ha detto già qualche altro saggio del forum, con l’allenamento e la preparazione, cioè con la consapevolezza di se stessi, si rafforza anche la mente.. ma cazzo pretendi, giocare con uno che batte a 200 Km/h, rasenta l’autolesionismo..!!

Un saluto Let. ci vediamo presto!!

pacianka

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Cronaca di una serata di mezza primavera e di mezzo tennis Empty Re: Cronaca di una serata di mezza primavera e di mezzo tennis

Messaggio Da letyoursoul il Lun 22 Apr 2013, 14:34

pacianka ha scritto:Si il commento precedente sembra il mio.. ma in virtù dell'amicizia che ci lega avrei sicuramente sprecato qualche parola in più, difatti...
Un saluto Let. ci vediamo presto!!

Belle parole, Pacianka, grazie!
Però non valgono perchè tu sei un amico,
di quelli veri...

A presto.

PS: ieri terza vittoria in tre settimane sul mio socio, sto diventando la sua bestia nera, hihihihi, preparati che quanto arrivo non piagnucolo!
letyoursoul
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Messaggio Da letyoursoul il Mar 23 Apr 2013, 14:36

veterano ha scritto:Vedy letyoursoul la tua ultima frase mi da molto da pensare.
Io penso troppo.........e sono poco dotato........
Ho letto tutto il tuo post e per consolarti ti posso dire che non sei l'unico a dover lavorare piu degli altri per mantenere un certo livello,comque la cura ce.........vediamo se riesco a buttare giu' qualcosa stassera.......ora devo scappare in campo a tirare palline.........

Vet, sto aspettando la cura...
Non voglio metterti fretta, ma potresti avere sulla coscienza un abbandono Exclamation
Scherzo ovviamente, ma se hai qualche indicazione da darmi sono qui.
Grazie
letyoursoul
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