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Messaggio Da Wacos il Ven 17 Mag 2013, 14:40

Come da titolo, sarei curioso di capire cosa scatta nella mente di chi, come me, tende purtroppo ad adattarsi al gioco altrui piuttosto che ad imporre il proprio.

Per come la penso io , chi ha il ritmo più alto dovrebbe tentare di imporlo all'avversario in modo da farlo sbiellare... e invece succede sovente il contrario e non solo: ho visto gente ,oltre a me stesso, diventare estremamente passiva quando il gioco richiederebbe l'esatto opposto.
Partite che si risolverebbero con una semplice discesa a rete a benedizione della più blanda delle volee, si perdono in interminabili scambi inutili da fondo campo.
Partite in cui invece sarebbe richiesta un po di pazienza diventano la fiera dei passanti.

Sembrerebbe ci sia una specie di forza psicologica maggiore in chi si difende piuttosto che in chi attacca e non credo sia solo una questione di rischio o di finta solidità.







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Messaggio Da Elric il Ven 17 Mag 2013, 16:26

personalmente tendo ad impigrirmi e poi addormentarmi: senza accorgermi non muovo più le gambe, prima abbasso il ritmo e successivamente arrivo a sbagliare per errori di piazzamento su palle inoffensive. ho notato che giocatori più bravi di me e che fanno tornei ricercano la palla "attivamente" ed allo stesso modo sia che giochino contro bombaroli o regolaristi della palombella
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Messaggio Da Wacos il Ven 17 Mag 2013, 16:46

Elric ha scritto:personalmente tendo ad impigrirmi e poi addormentarmi: senza accorgermi non muovo più le gambe, prima abbasso il ritmo e successivamente arrivo a sbagliare per errori di piazzamento su palle inoffensive. ho notato che giocatori più bravi di me e che fanno tornei ricercano la palla "attivamente" ed allo stesso modo sia che giochino contro bombaroli o regolaristi della palombella

Paro paro uguale a te, è come se le gambe mi diventassero di pietra, due zavorre, ma non sono ancora riuscito a capire se è una questione di ansia da attesa per le palombelle che mai arrivano, che minuto dopo minuto ti raffreddano le gambe fino ad inchiodarti, o se invece è un problema solo ed esclusivamente tecnico di ricerca palla, che in quei casi si manifesta maggiormente perchè ci mettiamo a giocare a ritmi che non sono i nostri.

Quando cerco quella maledetta palla mezza deceduta mi sento come uno che sgasa in folle ma poi parte di seconda...



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Messaggio Da Ursus il Ven 17 Mag 2013, 16:58

Elric ha scritto:
personalmente tendo ad impigrirmi e poi addormentarmi: senza accorgermi non muovo più le gambe, prima abbasso il ritmo e successivamente arrivo a sbagliare per errori di piazzamento su palle inoffensive. ho notato che giocatori più bravi di me e che fanno tornei ricercano la palla "attivamente" ed allo stesso modo sia che giochino contro bombaroli o regolaristi della palombella


Paro paro uguale a te, è come se le gambe mi diventassero di pietra, due zavorre, ma non sono ancora riuscito a capire se è una questione di ansia da attesa per le palombelle che mai arrivano, che minuto dopo minuto ti raffreddano le gambe fino ad inchiodarti, o se invece è un problema solo ed esclusivamente tecnico di ricerca palla, che in quei casi si manifesta maggiormente perchè ci mettiamo a giocare a ritmi che non sono i nostri.

Ehi ragazzi, ma quando mi avete visto giocare....
Tale e quale, se il ritmo si abbassa vado in black-out fisico e arrivo in ritardo su tutto. No
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Messaggio Da Elric il Ven 17 Mag 2013, 17:01

bah! nel mio caso è solo questione di attenzione. a volte arrivo addirittura a fermarmi tra un colpo e l'altro. nell'ultima ora che ho giocato ho pensato esclusivamente a restare in movimento per tutto lo scambio: è faticoso ma le mie percentuali di errore si sono vistosamente abbassate!! bisogna diventare come Ferrer che saltella anche quando va al gabinetto (farò installare water più grandi)
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Messaggio Da Elric il Ven 17 Mag 2013, 17:06

sto cominciando a chiedermi se ha senso cercare di migliorare i miei colpi quando raramente arrivo sulla palla nello stesso modo per 2 volte di seguito.........

ho come la sensazione di voler arrivare al traguardo saltando le tappe intermedie
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Messaggio Da cobrama il Ven 17 Mag 2013, 17:49

il trucco è abbassarsi sotto il livello dell'avversario per poi vincere da sfavorito.
In pratica portare il pallettarone a tirare i vincenti perché si sente piu' forte tecnicamente ecco il cobra pensiero
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Messaggio Da oedem il Ven 17 Mag 2013, 18:14

cobra, a carte sapresti bluffare ottimamente Abbassarsi al livello e ritmo dell'avversario 786556
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Messaggio Da sixers85 il Ven 17 Mag 2013, 22:53

eheh
mi ricorda un match vinto 60-64 con un signore che: il primo set bastava solo tirarla dall'altra parte e voilà...quando però cominciò a gettarne piu di una dentro il campo, io son rimasto quello che la buttava dall'altra patte come nel primo set...
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Messaggio Da MSport il Gio 30 Mag 2013, 15:49

Wacos ha scritto:Come da titolo, sarei curioso di capire cosa scatta nella mente di chi, come me, tende purtroppo ad adattarsi al gioco altrui piuttosto che ad imporre il proprio.

Per come la penso io , chi ha il ritmo più alto dovrebbe tentare di imporlo all'avversario in modo da farlo sbiellare... e invece succede sovente il contrario e non solo: ho visto gente ,oltre a me stesso, diventare estremamente passiva quando il gioco richiederebbe l'esatto opposto.
Partite che si risolverebbero con una semplice discesa a rete a benedizione della più blanda delle volee, si perdono in interminabili scambi inutili da fondo campo.
Partite in cui invece sarebbe richiesta un po di pazienza diventano la fiera dei passanti.

Sembrerebbe ci sia una specie di forza psicologica maggiore in chi si difende piuttosto che in chi attacca e non credo sia solo una questione di rischio o di finta solidità.








Mah
direi che da piu' persone tiè già stata data risposta quando hai tirato fuori la questione del pallettaro, o meglio candolettaro vile che gioca per farti perdere....
La solfa è più o meno lo stessa.
Finchè il gioco del giocatore A non è sufficentemente solido e strutturato, finirà spesso per essere influenzato o peggio ancora subire il gioco del giocatore B, pur se questi è meno evoluto tecnicamente.
Il fatto è che il giocatore B con la sua palla molle e poco spinta, rende difficile il compito al giocatore A, che non potendo appoggiarsi, capisce di rischiare e quindi diventa passivo, cadendo nel tranello del B.
Ed è perfettamente logico che piuttosto che rischiare per spingere, il giocatore A preferisca la soluzione della meno rischiosa passività, che però non è la sua cifra tennistica.
Ancora più enfasi sul gioco a rete, che ho idea sia tua croce e delizia.
Tale fase di gioco non si improvvisa ma va preparata, poichè difficile rispetto al palleggio fondo campo. Implica scelta di tempo, della palla da attaccare, del modo con cui attaccare, posizione a rete e chiusura del colpo affidandosi poco al braccio è più alle corrette stances, soprattutto se si devono affrontare palle poco spinte o molli.
Tieni presente che i giocatori più evoluti, già dal colpo precedente hanno in mente sia che attaccheranno che come (lungolinea o incrociato) perchè la palla che hanno appena giocato, se eseguita bene, dovrebbe offrirgli occasione di attacco.

non so se ho reso l'idea.....
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Messaggio Da dag il Gio 30 Mag 2013, 23:13

Ciao a tutti, vorrei dire la mia a proposito di situazioni dove spesso il livello di gioco scende adattandosi a quello dell'avversario. Premessa ......."nel tennis vince il giocatore che riesce a imporre il proprio ritmo"! Okkio, perchè non necessariamente deve essere un ritmo più alto. In questi casi sarebbe opportuno ancorarsi ad una tattica di gioco possibilmente forte e mantenendola fino alla fine della partita per avere dei punti fermi e non perdere la bussola. Cosi facendo anche se il ritmo subisse delle variazioni a ribasso, si manterrebbe l'efficacia di gioco. Il semplice mantenimento della diagonale e il successivo cambio di direzione dopo 2 o 3 colpi faciliterebbe sicuramente Il vostro gioco.Tirare al centro senza senso o comunque a caso non aiuta. La partita comincia quando avete appreso il nome del vostro avversario e finisce dopo la doccia .......a freddo. Pensateci e fatemi sapere.
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Messaggio Da MSport il Ven 31 Mag 2013, 08:14

dag ha scritto:Ciao a tutti, vorrei dire la mia a proposito di situazioni dove spesso il livello di gioco scende adattandosi a quello dell'avversario. Premessa ......."nel tennis vince il giocatore che riesce a imporre il proprio ritmo"! Okkio, perchè non necessariamente deve essere un ritmo più alto. In questi casi sarebbe opportuno ancorarsi ad una tattica di gioco possibilmente forte e mantenendola fino alla fine della partita per avere dei punti fermi e non perdere la bussola. Cosi facendo anche se il ritmo subisse delle variazioni a ribasso, si manterrebbe l'efficacia di gioco. Il semplice mantenimento della diagonale e il successivo cambio di direzione dopo 2 o 3 colpi faciliterebbe sicuramente Il vostro gioco.Tirare al centro senza senso o comunque a caso non aiuta. La partita comincia quando avete appreso il nome del vostro avversario e finisce dopo la doccia .......a freddo. Pensateci e fatemi sapere.

Dag
sorry ma faccio fatica a contestualizzare.
Io a livello di quarta ne vedo ben poche di diagonali.
Chi non può tira quasi a caso un pò di qua e di la, una lunga e una corta perchè non ha ancora controllo dei colpi e degli appoggi.
Chi può va subito sul suo schema preferito per chiudere oppure palletta solido lungo e profondo a prendere campo e opportunità.
Forse ci sono le diagonali ma non le vedo io?
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Messaggio Da dag il Ven 31 Mag 2013, 09:07

Il concetto che volevo esprimere era più ampio e le diagonali un esempio. Desideravo evidenziare che con un gioco più organizzato, quindi con un senso tattico presente siamo più efficaci che con un gioco casuale. Il giocate a caso generalmente genera un appiattimento del gioco e quindi quasi un accettazione e un appiattimento del gioco all'avversario che abbiamo di fronte. Spero di essermi fatto capire.....
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Messaggio Da MSport il Ven 31 Mag 2013, 10:10

chiarissimo
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Messaggio Da Wacos il Ven 31 Mag 2013, 12:15

dag ha scritto:Il concetto che volevo esprimere era più ampio e le diagonali un esempio. Desideravo evidenziare che con un gioco più organizzato, quindi con un senso tattico presente siamo più efficaci che con un gioco casuale. Il giocate a caso generalmente genera un appiattimento del gioco e quindi quasi un accettazione e un appiattimento del gioco all'avversario che abbiamo di fronte. Spero di essermi fatto capire.....

Sono daccordo.
Ma bisogna vedere se l'avversario te lo fa fare: è inutile che io investa sulla diagonale di dritto se l'altro mi apre sempre il lungolinea perchè arriva in ritardo o alza perchè sotto pressione.

Ne fai uno di scambio sulla diagonale di solito.

Se trovi quello che te ne fa fare più di uno spesso vinci di contropiede, solo per il fatto che in quarta bassa spesso tutti ritornano al centro di istinto(me compreso, bisogna che mi imponga di tenere una posizione geometricamente sensata)



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Messaggio Da veterano il Ven 31 Mag 2013, 14:38

Be le diagonali specialmente in terra sono le basi del gioco,che poi in quarta non si facciano perche' i giocatori sono ancora tecnicamente scarsi e' un altro discorso.E questo che sottolinea Dag e' un aspetto molto importante per poter crescere e interpretqare il gioco come va interpretato,il solo tirare su punto debole del avversario o dove non ce nessuno lascia il tempo che trova,si puo dare risultati a basso livello ma se si pensa ad una possibile cerescita per un tennis giocato a livelli piu alti,serve a poco e non fa crescere.IL punto e' imparo le geometrie del gioco e sviluppo una tecnica che mi permetta di realizzare a dovere queste geometrie,o se no mi accontento di correre dietro alla palla e di adattarmi a seconda dell avversario che ho davanti,senza pero' costruire un mio di gioco seguendo delle logiche sbagliate come principio.Basta guardare una partita di alto livello per capire quanto siano importantio le diagonali quando si incomincia a fare sul serio.Che poi la diagonale non si tiene solo perche' si puo fare piu' pressione ma e' proprio una logica di gioco e di copertura campo,se cambio lato tanto per cambiare dovro' di consegunza muovermi molto di piu' per coprire il campo e magari se non lo faccio al momento oppurtono al posto di mettere in difficolta' l'avversario le propongo un angolo da poter sfruttare che da solo non sarebbe in grado di trovare,Bueno la base per incominciare a costruirsi un gioco e quella.
IL punto wakos per cercare di costruirsi un tennis decente specialmente a questi livelli,dove la tecnica e' ancora ballerina e dove le logiche di gioco lasciano il tempo che trovano, e prorpio di cercare di dare una logica a quello che sto facendo,non e' cosa ti permette di fare il tuo avversario,ma cosa permetti tu di fare a lui........piu solidita tecnica e geometrie di gioco......
altra cosa se giochi incorociato per corpire il campo non devi andare al centro,ma ti devi fermare in prossimita' del centro,come quando cambi direzione sul lungo linea devi andare a coprire sul lato del rovescio,lacentro si copre solo se giochi centrale.Si chiama copertura a settori,ne abbiamo parlato molto tempo fa sul forum,se trovo il post di metto il link cosi anche se non losai ancora fare incominci ad entrare un po nelle logiche del gioco.
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Messaggio Da Wacos il Ven 31 Mag 2013, 15:37

Grazie Vet, colgo l'occasione per farti una domanda a te che sei magister:

come posso spingere il mio maestro di tennis ad aiutarmi a cementificare i fondamentali come si fa con i principianti?

Mi spiego: non ho fatto grandi corsiin passato ma me la cavicchio in qualche modo. Diciamo che vivo molto di rendita delle partitelle fatte con mio padre da giovane e delle capacità atletiche sviluppate con il mio precedente sport.

Il problema è che nel mio cervello, ho assolutamente bisogno di punti di riferimento precisi per poter ripetere il gesto atletico in modo corretto.

Mi serve cioè scomporre il gesto in modo da trovare dei momenti in cui poter effettuare un check, per capire se sto facendo giusto o meno.
Non è un problema poi mettere tutte le fasi insieme in modo fluido, l'ho fatto per vent'anni.

Purtroppo ho notato che invece i maestri di tennis,quelli diciamo caserecci, tendono a dare per scontati tutti questi riferimenti e si limitano solamente a correggerti, volta per volta, le imperfezioni: apri di più, piega di qua, piega di la ecc ecc.

In soldoni non ti insegnano davvero il gesto, si limitano semplicemente a darti delle indicazioni di massima molto ampie, che ovviamente vengono dimenticate il giorno seguente.

Il risultato è che io faccio i fondamentali ogni volta in modo diverso: un giorno apro in un modo un giorno in un altro, cambio impugnatura, cambio stance, cambio il modo di servire, cambio tutto, perchè fondamentalmente vado a tentoni, a filmati sul tubo,a post sul forum o a pdf di satrapo.

Non ho un movimento MIO,un movimento che a partire dallo "standard" sia stato assimilato in tutte le sue fasi.

Se da un lato questa dinamicità che ho mi aiuta dal punto di vista della flessibilità, dall'altro questo mi costa una fatica non indifferente, perchè non riesco ad automatizzare niente, e tendo ad avere continue perdite di swing e crisi esistenziali.

Nelle arti marziali , lo sport che praticavo, è la prassi scomporre il movimento completo in tanti piccolo blocchi, nulla si prova dall'inizio alla fine.
Nel tennis invece spesso si fa tutto in modo troppo dinamico: apri , gira ,pianta i piedi, piega le ginocchia colpisci chiudi et voilà, il dritto è servito.




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Messaggio Da Lupo65 il Ven 31 Mag 2013, 16:24

Wacos, stai descrivendo le caratteristiche del tennis e di altri sport (golf, ma specialmente hockey) dove si colpisce una palla.

A fronte di una tecnica generale (ruota il busto, racchetta indietro ecc ecc) nel tennis conta molto il lato individuale; se tu guardi che ne so, come i professionisti servono, vedrai che a parte tratti generali ognuno ha il suo di movimento. Questo perche' il tennis non e' come fare kata in una gara di karate, dove si cerca di replicare esattamente i movimenti insegnati.

Nel tennis i concetti generali di preparazione del colpo, bilanciamento ecc vengono imparati dall'allievo e personalizzati a seconda delle caratteristiche fisiche dello stesso.

Piu'che un lavoro di impostazione di movimento, e' un lavoro di aggiustamento continuo, e la progressione non e' quasi mai lineare. Non so se e' una cosa che ho notato solo io, ma sia come allievo e come insegnante vedo che si impara, si migliora, poi di colpo si peggiora, si capisce una cosa nuova, si migliora di nuovo e ci si ritrova un gradino piu' in alto e via cosi'.

Ovvio che se giochi ogni giorno 3 ore al giorno il processo sara' piu' veloce; in generale si dice che un gesto tecnico si impara a dovere dopo 10,000 ripetizioni,che nel tennis vorrebbe dire 3 ore al giorno per 10 anni....

Quindi forse il tuo maestro non sbaglia nell'aggiustarti un po alla volta, ne tu a sperimentare; alla fin fine si tratta di ricavare il piu' possibile da cio' che ci e' piu' naturale e di correggere errori. Pazienza, tenacita' e umilta'.

Aiuta a volte cambiare maestro giusto perche' a volte il nuovo maestro ha un angolo di lettura diverso che magari si adatta alla tua maniera di imparare.
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Messaggio Da oedem il Ven 31 Mag 2013, 17:06

a parte tutto ciò che già ha detto giustamente Lupo, posso solo riportare la mia modesta esperienza di scarsone.

quando vedevo troppi video e cercavo di controllare il gesto secondo puntigliosissimi canoni, mi sono sempre incartocciato tutto.

Alla fine nel tennis ci sono determinati vincoli ma si da comunque spazio a personalizzazioni perché, soprattutto ai nostri livelli ed in età adulta conta più l'efficacia che l'estetica.

la cosa fondamentale che secondo me si dovrebbe cercare nel tennis è la scioltezza alias decontrazione
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Messaggio Da veterano il Ven 31 Mag 2013, 17:15

Bueno wacos oltre che a quello che ha detto Lupo e quello che ha aggiunto oedem,mi permetterei di dirti di scegliere un impugnatura che ti sia piu' congeniale e continuare con quella,stessa cosa per la stance,in genere meglio cominciare con stance piu chiuse prima di passare alla open.
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Messaggio Da MSport il Ven 31 Mag 2013, 18:52

Wacos

aggiungo anche io la mia.
il tennis è uno sport meno facile di quello che sembra perchè ogni palla che ti arriva è diversa dall'altra.
anche quella che tiri contro un muro
ad ogni modo un maestro bravo è in grado di scomporre la catena cinetica e trovare l'elemento o gli elementi che mal si abbinano tra loro.
poi dipende anche dalla tua capacità di apprendimento....
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Messaggio Da Wacos il Ven 31 Mag 2013, 21:06

guardate che anche le arti marziali sono dinamiche, non è che l'altro è li fermo a farsi menare Abbassarsi al livello e ritmo dell'avversario 420441

comunque: dei punti saldi io li devo trovare, non posso fare tutto a sentore, altrimenti imparo una cosa e ne dimentico due.

Dai non potete dirmi che non si possa mettere giù dei diciamo punti di arrivo imprescindibili;magari cuciti intorno ad una persona, ma uno deve sapere come deve fare una cosa.

Io mi accontenterei di una roba del genere: mettiamo che col maestro si decide che la presa giusta per me è la semiw, e che lo swing che mi si adatta è tipo quello di Nole.(esempio)

Bon, si scompone lo swing e si decide che: l'apertura deve terminare con il gomito messo qui e la mano messa la rivolta verso li.perfetto. Ci siamo.

Se io so che devo arrivare messo in quel modo, anche se ogni volta sarà una situazione diversa, io cercherò di fare sempre la medesima apertura e casomai adatterò l'adattabile alla situazione contingente, senza però stravolgere la base.

Il mio gioco è invece attualmente schizofrenico: tolte alcune cose che fanno parte di me,di solito difetti, non faccio un movimento che sia uguale al precedente.

Prendiamo il servizio, esempio lampante:un periodo servo in kick, poi magari mi stufo e decido di andare di piattone, poi magari slice.
però non essendo un esperto in nessuno dei tre, e non avendo mai fatto degli esercizi appositi al perfezionamento del movimento, mi esce una roba mista che fa defecare.
A quel punto tutto dipende dalla forma fisica,dopo è ovvio che uno fa ventordici doppi falli se non è concentrato a mille, perchè devi continuamente riadattare quel movimento mezzo giusto e mezzo sbagliato "on the fly"

Sto dicendo na marea di stupidaggini?
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Messaggio Da veterano il Ven 31 Mag 2013, 21:47

Una volta che hai ben chiaro il discorso degli angoli da rispettare e come si deve trovare la racchetta e l'angolo della mano al punto d'impatto,tutto il resto e' variabile e purtroppo come ti hanno gia' detto devi lavorarci tu sopra per trovare tu i tuoi riferimenti.Ora il tuo maestro puo darti sicuramente lumi in merito, e se cerchi bene qu nel forum ci sono moltissimi 3d che parlano degli angoli che devono essere dei punti di riferimento .
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Messaggio Da Lupo65 il Sab 01 Giu 2013, 08:36

Wacos, ne hai parlato con il maestro? Se no, ti consiglierei di farlo, alla fine sei tu che paghi a lui che ti fornisce un servizio. Se ne hai parlato, ma le cose continuano nel solito modo e la cosa non ti soddisfa allora perche' non provi a cambiare maestro?
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