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Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica?

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Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica? Empty Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica?

Messaggio Da Wacos il Mar 02 Set 2014, 12:42

Credo sia arrivato il momento di guardare le cose senza alcun velo di ipocrisia.

Sono sempre stato scostante in questo maledetto sport, che peraltro pratico da soli 3 annetti.
A volte gioco bene, a volte benissimo, ma molte più volte gioco da male a veramente di mer.a (scusate)
E in quei giorni li, ho sistematicamente, ma senza crederci davvero molto, dato la colpa a tutto

Tutta questa ipocrisia si procrastinava inesorabile, perchè ,sfortunatamente per il mio ego, prima o poi arrivava la super prestazione che mi faceva rialzare la testa, anzi la cresta.

Le fette di salame ben grosse davanti agli occhi.

Chiariamoci: non ho mai pensato di saper giocare a tennis, non sono così stupido.Credevo però di "starci dentro", di essere sulla strada giusta.

Poi arriva la peggior dose di autostima: ad inizio anno decido di darmi ai tornei FIT seriamente e inanello una serie di vittorie in torneo rodeo da classificati più alti che mi sparano dal guano degli NC-4.6 direttamente alla soglia del 4.3, con poco meno di 100 punti che sono ancora li a tendermi la mano.

In questo metteteci la mia partita migliore di sempre con un ragazzetto 4.3 che visto da fuori era bellissimo (stilisticamente) e imbattibile e che invece sono riuscito a portare al tie del terzo: ricordo solo tanti applausi e pacche sulle spalle, conoscenti,amici, compagni club e perfino GA che si congratulavano con me.

Figuriamoci, mi sono sentito un gran figo.

I segnali c'erano tutti per capire,anche in quella bellissima partita.

Nessun rovescio in top ma solo in back,nessuna discesa a rete,dritti a tutto braccio... non sono armi "alternative" con cui "cambiare ritmo all'avversario", sono evidenti segnali di mancanza di solidità sui fondamentali.

Ma io non volevo vedere, penso solo a fare quei 100 punti per il 4.3.
Ovviamente ho perso anche da nonno anselmo e quei 100 punti sono ancora li.

Fino a ieri ho chiamato questo periodo "regressione tennistica", così credevo,
Ad oggi mi è rimasto solo la prima di servizio: non mi sento sicuro più in niente, nessun fondamentale.

E così ora ho chiaro davanti a me la realtà: i miei fondamentali non sono solidi, e quindi tutto il mio tennis non è solido.
Posso anche vincere contro un 4.2 perchè gioco meglio quando sono in ritmo, ma questo non vuol dire nulla.

Ho deciso quindi di ricominciare dall'inizio.

Basta tornei.
basta partitine al circolo.

Ora mi metto, come ogni principiante dovrebbe fare, a fare scuola tennis, lezioni e tanti cesti.


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Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica? Empty Re: Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica?

Messaggio Da spalama il Mar 02 Set 2014, 14:08

E' il grande inganno dei tornei con queste classifiche che non contano niente.

Non ti preoccupare è tutto normale, ed è una fase in cui passiamo tutti periodicamente.

Sei già un passo avanti, l'hai capito, ti rimetti in discussione e continuerai a migliorare.

I punti sono ingannatori e non devono essere il tuo obiettivo in questa fase di sviluppo tennistico.

I tuoi obiettivi devono essere quelli di giocare meglio tecnicamente, di migliorare tatticamente la gestione della partita, di giocare mediamente bene sempre evitando i picchi negativi così come i picchi positivi, o meglio limitando le giornate troppo "no" depressive e quelle troppo "si" ingannatrici.

Ma questo non si fa evitando lo scontro agonistico della partita, è un errore.

Se è un periodo che prendi bastonate, la ricetta migliore, oltre che parallelamente quella di lavorare sulla tecnica con un maestro, deve essere quella di continuare a giocare le partite e magari a prendere ancora bastonate, devi ritrovare il tuo gioco, il tuo ego, la voglia ed i punti giocando le partite.

Primo step: per ritrovare fiducia e voglia invita a giocare un tuo amico che batti regolarmente anche in modo facile, lui te ne sarà comunque grato e tu riprenderai l'abitudine a vincere, anche a vincere facile, non c'è problema.
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Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica? Empty Re: Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica?

Messaggio Da correnelvento il Mar 02 Set 2014, 14:35

spalama ha scritto:E' il grande inganno dei tornei con queste classifiche che non contano niente.

Non ti preoccupare è tutto normale, ed è una fase in cui passiamo tutti periodicamente.

Sei già un passo avanti, l'hai capito, ti rimetti in discussione e continuerai a migliorare.

I punti sono ingannatori e non devono essere il tuo obiettivo in questa fase di sviluppo tennistico.

I tuoi obiettivi devono essere quelli di giocare meglio tecnicamente, di migliorare tatticamente la gestione della partita, di giocare mediamente bene sempre evitando i picchi negativi così come i picchi positivi, o meglio limitando le giornate troppo "no" depressive e quelle troppo "si" ingannatrici.

Ma questo non si fa evitando lo scontro agonistico della partita, è un errore.

Se è un periodo che prendi bastonate, la ricetta migliore, oltre che parallelamente quella di lavorare sulla tecnica con un maestro, deve essere quella di continuare a giocare le partite e magari a prendere ancora bastonate, devi ritrovare il tuo gioco, il tuo ego, la voglia ed i punti giocando le partite.

Primo step: per ritrovare fiducia e voglia invita a giocare un tuo amico che batti regolarmente anche in modo facile, lui te ne sarà comunque grato e tu riprenderai l'abitudine a vincere, anche a vincere facile, non c'è problema.


GRANDE SIMONE!
cheers
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Messaggio Da correnelvento il Mar 02 Set 2014, 14:56


Fraaaaaaankkkk!

Sono in crisi di risultati: ho bisogno di fare morale!

Chi, meglio di te, come vittima sacrificale per fare ovetti?

DOVE SEI? Very Happy
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Messaggio Da Ospite il Mar 02 Set 2014, 14:59

La verità è che nessuno palleggia più nei circoli, vedo solo gente che fa partite. Che poi cos'è un'ora col maestro se non un'ora di palleggi in cui quello dall'altra parte ti parla dei tuoi difetti?

Fai ore di soli palleggi e concentrati sui colpi. Migliorerai la tecnica e l'ora te la godi di più perchè ci sono meno interruzioni.

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Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica? Empty Re: Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica?

Messaggio Da Wacos il Mar 02 Set 2014, 15:01

spalama ha scritto:E' il grande inganno dei tornei con queste classifiche che non contano niente.

Non ti preoccupare è tutto normale, ed è una fase in cui passiamo tutti periodicamente.

Sei già un passo avanti, l'hai capito, ti rimetti in discussione e continuerai a migliorare.

I punti sono ingannatori e non devono essere il tuo obiettivo in questa fase di sviluppo tennistico.

I tuoi obiettivi devono essere quelli di giocare meglio tecnicamente, di migliorare tatticamente la gestione della partita, di giocare mediamente bene sempre evitando i picchi negativi così come i picchi positivi, o meglio limitando le giornate troppo "no" depressive e quelle troppo "si" ingannatrici.

Ma questo non si fa evitando lo scontro agonistico della partita, è un errore.

Se è un periodo che prendi bastonate, la ricetta migliore, oltre che parallelamente quella di lavorare sulla tecnica con un maestro, deve essere quella di continuare a giocare le partite e magari a prendere ancora bastonate, devi ritrovare il tuo gioco, il tuo ego, la voglia ed i punti giocando le partite.

Primo step: per ritrovare fiducia e voglia invita a giocare un tuo amico che batti regolarmente anche in modo facile, lui te ne sarà comunque grato e tu riprenderai l'abitudine a vincere, anche a vincere facile, non c'è problema.

Non potrò mai ritrovare fiducia vincendo partite, perchè per me ora non contano nulla, senza delle basi solide.

L'unica cosa di cui mi voglio fidare sono i miei colpi: voglio entrare in campo ed avere come unico dubbio il lato tattico /strategico della partita o al massimo la forma fisica.

E' frustrante entrare in campo e non sapere se i tuoi fondamentali sono li a sorreggerti o meno.


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Messaggio Da Incompetennis il Mar 02 Set 2014, 15:22

E se ci prendessimo meno sul serio?
Nessuno di noi avrà di che vivere con i proventi del tennis. Sappiamo fare quel che sappiamo fare e il desiderio di migliorare é legittimo ma ai nostri (miei) livelli una partita, anche "importante" é solo una partita.
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Messaggio Da spalama il Mar 02 Set 2014, 15:27

Il tennis è partita, il palleggio è un altro sport.

L'ho già scritto tante volte, c'è gente che a vederla palleggiare sembra Federer ed in partita non ne caccia una dentro.

............"Non potrò mai ritrovare fiducia vincendo partite, perchè per me ora non contano nulla, senza delle basi solide"................

Fidati almeno di chi ha molta più esperienza di te, l'aspetto mentale conta tantissimo in questi casi, molto di più dell'aspetto tecnico, e l'aspetto mentale lo devi recuperare da subito altrimenti rimani imprigionato nel vortice depressivo dove sei entrato.

I dubbi sul campo da tennis ce li abbiamo tutti, il primo tra tutti è sempre "ma chi me lo fa fare, non potevo rimanere a casa steso sul divano a guardare la tv?"....poi però appena inzia il match si azzera tutto ed inizia il divertimento, perchè deve essere sempre un divertimento, anche quando perdi una partitaccia e vorresti spaccare la racchetta.

In campo devi fidarti prima di te stesso, poi dei colpi, e di tutto il resto.

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Messaggio Da correnelvento il Mar 02 Set 2014, 15:38

spalama ha scritto:Il tennis è partita, il palleggio è un altro sport.

Tanto è vero che, per solito, i "grandi palleggiatori" da circolo difficilmente vincono una partita.

Andando avanti, eviteranno sempre più la partita... e li verdrai limitarsi solo a palleggiare con tutti.

Evitando, come la peste, il confronto.
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Messaggio Da Ospite il Mar 02 Set 2014, 15:49

spalama ha scritto: l'aspetto mentale conta tantissimo in questi casi, molto di più dell'aspetto tecnico, e l'aspetto mentale lo devi recuperare da subito altrimenti rimani imprigionato nel vortice depressivo dove sei entrato.

Dissento. Le partite, se quello è lo sport che vuoi veramente fare, non le vinci spostando le palline con la mente.
La fiducia in te stesso la costruisci allenandoti sui colpi, non fosse così vedresti i pro allenarsi facendo continuamente partite.
IMHO.

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Messaggio Da Wacos il Mar 02 Set 2014, 17:00

spalama ha scritto:Il tennis è partita, il palleggio è un altro sport.

L'ho già scritto tante volte, c'è gente che a vederla palleggiare sembra Federer ed in partita non ne caccia una dentro.

............"Non potrò mai ritrovare fiducia vincendo partite, perchè per me ora non contano nulla, senza delle basi solide"................

Fidati almeno di chi ha molta più esperienza di te, l'aspetto mentale conta tantissimo in questi casi, molto di più dell'aspetto tecnico, e l'aspetto mentale lo devi recuperare da subito altrimenti rimani imprigionato nel vortice depressivo dove sei entrato.

I dubbi sul campo da tennis ce li abbiamo tutti, il primo tra tutti è sempre "ma chi me lo fa fare, non potevo rimanere a casa steso sul divano a guardare la tv?"....poi però appena inzia il match si azzera tutto ed inizia il divertimento, perchè deve essere sempre un divertimento, anche quando perdi una partitaccia e vorresti spaccare la racchetta.

In campo devi fidarti prima di te stesso, poi dei colpi, e di tutto il resto.


La fiducia si conquista.
Su cosa dovrei basare la fiducia in me stesso oltre al fatto che ci metto un sacco di impegno?

Me stesso,al momento, non è affidabile perchè non dispone di strumenti affidabili.
La mia prestazione sul campo da tennis non è prevedibile: è un mistero legato a "come gira oggi".

Che senso ha gareggiare in queste condizioni? Sia che vinca o che perda è sempre una questione di "giornata".
Non conosco la mia prestazione tipo, perchè basta cambiare avversario e sono capace di giocare mille volte meglio(o peggio) da un ora all'altra.

L'unica cosa che mi sento in grado di fare è provare ad osservare con occhi esterni la situazione e trarre le conclusioni più ovvie ,che portano a questa mancanza di sicurezza.

In partita difficilmente accetto lo scambio a alla terza quarta palla prendo dei rischi che non potrei permettermi.
Questo atteggiamento è figlio della poca solidità dei fondamentali, perchè se mi fidassi maggiormente dei miei colpi costruirei il punto con più pazienza e prendendo meno rischi possibili.

L'unica cosa certa è che perdo sempre a causa dei miei errori gratuiti.

Non è mai capitato che la maggioranza dei punti sia venuta per merito del mio avversario, sia per avermi indotto all'errore o per vincenti.

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Messaggio Da Wacos il Mar 02 Set 2014, 17:09

Incompetennis ha scritto:E se ci prendessimo meno sul serio?
Nessuno di noi avrà di che vivere con i proventi del tennis. Sappiamo fare quel che sappiamo fare e il desiderio di migliorare é legittimo ma ai nostri (miei) livelli una partita, anche "importante" é solo una partita.  

Impossibile, almeno per me.
Se devo fare una cosa tanto per.... non la faccio.

Se gioco a tennis io esigo dei passi in avanti e dei miglioramenti tangibili, soprattutto se ci ho investito tempo e denaro.
Se dopo 3 anni sono ancora a perdere sempre con le stesse persone e sempre per gli stesis motivi c'è qualcosa che non va nel mio percorso di apprendimento.

Soprattutto considerando che fino a marzo, in periodo di totale fiducia dopo le vincite dei tornei, queste persone facevano a malapena 2 giochi con me, e ora sono io che a malapena riesco a vincere un set con loro.



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Messaggio Da spalama il Mar 02 Set 2014, 17:10

I pro, dopo aver palleggiato e fatto i loro esercizi specifici, fanno sempre match alla fine, i punti li giocano sempre, perchè il tennis è un gioco in cui si contano i punti.

Inoltre i pro giocano 3-4 ore al giorno tutti i giorni, noi poveri disperati che viviamo di altro e nno di tennis, quando va bene riusciamo a giocare 3-4 ore a settimana, non in un giorno, e dedicarle solo ed esclusivamente al palleggio è più deleterio se il tuo obiettivo è cimentarti nei tornei.

E' proprio quando stai peggio e stai soffrendo che devi rimanere in campo e cercare in te stesso tutte le motivazioni possibili per portarti a casa la partita.
Le sposti eccome con la mente le palline, soprattutto nei giorni in cui non funziona niente nel tuo gioco, quando hai il braccio incagliato alla spalla.


Scappare dal campo ed evitare il confronto è sbagliato.

Sei sempre il peggior avversario di te stesso e quindi devi imparare a vincere prima le tue paure ed i tuoi dubbi e poi il tuo avversario.

Ma fidati è sempre una questione prima mentale che tecnica.

Hai il problema della fretta nel concludere lo scambio e pensi che sia perchè non ti fidi dei tuoi colpi?

Bene trova questa fiducia.

Come?

Fai delle partite a tema.

Cioè mettiti d'accordo con un tuo amico, palleggiate con i punti (senza giocare il servizio) e con la regola che non può tirare un vincente, nè colpire al volo, nè scendere a rete prima di aver giocato dieci, quindici scambi.

Chi commette un gratuito prima dei 10 o quindici scambi viene penalizzato di un punto.

Cioè non lo guadagna il tuo avversario ma lo perdi tu che sbagli.

Giocatevi anche una bella e sana bevuta al bar per rendere la cosa più agonistica.

Chi arriva prima a 21 vince.

Sai come migliori???
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Messaggio Da spalama il Mar 02 Set 2014, 17:18

Hai dei problemi con i colpi di transizione ed a rete, bene fai una partitella a tema.

Tu puoi solo giocare servizio e volè, oppure colpire solo al volo dopo il servizio.

Quando rispondi puoi solo attaccare dopo la risposta.

Tu alleni i colpi di approccio ed al volo, ed il tuo amico allenerà il passante.

Sempre con i punti però e con qualcosa in palio.

Come vedi di soluzioni se ne trovano tante, sempre giocando, è solo così che ritrovi la fiducia, legando i colpi ai punti.

Quando non funziona niente invece, rimanete in campo, fisico e testa, fottetevene dei colpi e dell'estetica, della tecnica etc...non ci potete fare niente, capita, ma pure col manico, mandatela di là.

Poi finita la partita vi fate un'oretta col maestro a sciogliere il braccio ed a rivedere qualcosa.

Non è vietato, anzi, ma il palleggio fine a se stesso serve a poco o a niente, se non ad incancrenire i tuoi errori tecnici.
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Messaggio Da Chiros il Mar 02 Set 2014, 17:25

Belli i discordi di Spalama e bella la partita-allenamento.

Wacos, io aggiungerei solo che ci vorrebbe un bel video, per vedere se effettivamente ci sono problemi gravi, risolvibili solo con tante lezioni.

Però contemporaneamente devi continuare a fare partite. Te lo dico io che ho fatto molte lezioni. Esiste un gradino da superare tra lezioni e partite.
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Messaggio Da Antaniserse il Mar 02 Set 2014, 17:28

Wacos ha scritto:
La fiducia si conquista.
Su cosa dovrei basare la fiducia in me stesso oltre al fatto che ci metto un sacco di impegno?

Me stesso,al momento, non è affidabile perchè non dispone di strumenti affidabili.
La mia prestazione sul campo da tennis non è prevedibile: è un mistero legato a "come gira oggi".

Che senso ha gareggiare in queste condizioni? Sia che vinca o che perda è sempre una questione di "giornata".
Non conosco la mia prestazione tipo, perchè basta cambiare avversario e sono capace di giocare mille volte meglio(o peggio) da un ora all'altra.
Ha senso perchè non ti disabitua al tennis "reale" intanto che ti dedichi a migliorare i fondamentali, e soprattutto ti mette in condizione di rodare e testare sul serio le cose nuove che stai imparando (indipendentemente dal risultato)

Fai bene a volerti dedicare al miglioramento, a fare lezioni e quant'altro, ma non abbandonare troppo a lungo il tennis giocato... rischi un rientro ancora più traumatico di adesso, dove dopo tot mesi di allenamento in cui ti sembra (ed è pure vero) di aver fatto passi da gigante, pensi di essere di nuovo sulla cresta, e poi vieni smontato pezzo per pezzo nel marasma dell'agonismo dal primo spingipalle che passa.

E' nel "casino" della partita che capisci davvero se un fondamentale è diventato un fondamentale, o se invece è solo una cosa che riesci a fare quando sei in ambiente controllato... quindi alterna sempre, esercizi e partita, partita ed esercizi; in particolare come ti ha appena suggerito, trova il modo di giocare sempre punti, il più seriamente possibile, ma con qualche regoletta ad hoc per concentrarsi su poche cose fatte bene.

Fare una mezza stagione filata di solo allenamento, e poi arrivare a quella dei tornei "verginello", rischia di darti una delusione pure peggiore, o di farti tornare alle brutte abitudini pur di non perdere.

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Messaggio Da MSport il Mar 02 Set 2014, 17:54

Wacos

da come (poco) ti conosco giocoforza via forum, non mi sembri tipo da consigli .....

ti sei sfogato e ti auguro di trovare il bandolo della matassa nel tuo rapporto col tennis e annessi e connessi (racchette e avversari)

in bocca al lupo
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Messaggio Da correnelvento il Mar 02 Set 2014, 20:19

Posso portare il mio caso personale.
Autodidatta
Mai fatto una lezione
Mai palleggiato
SOLO PARTITE

Rendimento di gioco: (in torneo) 4.1 (niente di che, sia chiaro)...

Ma dignitosissimo!

Se avessi avuto più tempo per giocare, avrei fatto magari lezioni...
Ma, con 2-3 ore massime a sett, ho deciso di giocare solo partite
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Messaggio Da squalo714 il Mar 02 Set 2014, 20:24

Se davvero vuoi continuare a giocare a tennis divertendoti
devi allenarti bene anche fisicamente oltre che tecnicamente, vedrai che quando ti sentirai in forma fisica tutto verrà di conseguenza.
Va benissimo l' ora di palleggio ( lo faccio anch'io spesso con un mio amico che non fa tornei e vuole solo palleggiare) ma ci vuole anche la partita perché il tennis è soprattutto confronto.

A me allieta il sonno ripensare a qualche bel punto giocato...voi no?
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Messaggio Da marco61 il Mar 02 Set 2014, 20:26

Wacos, a breve la stagione agonistica terminerà e il periodo che precede la prossima per te è fondamentale.
Non ti conosco, non so come giochi ma devo basarmi su ciò che scrivi.
Nei prossimi mesi devi individuare i punti su cui lavorare, e nel periodo invernale devi concentrarti su quelli. Inizierai la prossima stagione con un piglio nuovo e più fiducia in te stesso.
Considera anche che giochi da 3 anni e per il tennis, iniziato in età adultà, non è che sia un lasso di tempo così lungo.
Conosco gente che gioca da molto più tempo e non batterebbe un 4.3 nemmeno alla play station.

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Messaggio Da Wacos il Mer 03 Set 2014, 09:52

Grazie degli incoraggiamenti.

Intanto oggi oretta con nuovo maestro, molto meticoloso.
Chissà che riesca a capire dove lavorare, ma sono abbastanza fiducioso (di lui)

Capisco il vostro punto di vista, ma comunque non riesco a vivere le partite da circolo come vivo quelle da torneo.

Mediamente gioco meglio in torneo, sento di più la partita(anche troppo a volte)
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Messaggio Da ace59 il Mer 03 Set 2014, 11:58

come ti capisco !!!!

come nel tuo caso anche io sono arrivato abbastanza semplicemente ad essere un 4.2 , ma da li sono cominciati i dolori !!

praticamente in ogni torneo di quest'anno non ho visto palla !!
ho perso tuto il perdibile

come enunciato dal princio di Peter " Ognuno , in ogni campo, si posiziona al limite del proprio livello di incompetenza"

ho capito che affrontare i 4.2 veri e tosti in torneo non fa per me

quanto al fatto che dici che di solito quando perdi perdi per i tuoi sbagli , hai però almeno già individuato l'area sulla quale lavorare , no ?

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Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica? Empty Re: Fare i conti con se stesso: è davvero una regressione tennistica?

Messaggio Da MSport il Mer 03 Set 2014, 14:11

ace59 ha scritto:come ti capisco !!!!

come nel tuo caso anche io sono arrivato abbastanza semplicemente ad essere un 4.2 , ma da li sono cominciati i dolori !!

praticamente in ogni torneo di quest'anno non ho visto palla !!
ho perso tuto il perdibile

come enunciato dal princio di Peter " Ognuno , in ogni campo, si posiziona al limite del proprio livello di incompetenza"

ho capito che affrontare i 4.2 veri e tosti in torneo non fa per me

quanto al fatto che dici che di solito quando perdi perdi per i tuoi sbagli , hai però almeno già individuato l'area sulla quale lavorare , no ?


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In questa tua situazione tennistica , peraltro ottima, una curiosità .
Che ruolo ha giocato il passaggio dalle pt57 alla radical graphene pro?
Sorry per l'ot che magari qualche spunto può darlo
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Messaggio Da Wacos il Mer 03 Set 2014, 14:47

MSport ha scritto:
ace59 ha scritto:come ti capisco !!!!

come nel tuo caso anche io sono arrivato abbastanza semplicemente ad essere un 4.2 , ma da li sono cominciati i dolori !!

praticamente in ogni torneo di quest'anno non ho visto palla !!
ho perso tuto il perdibile

come enunciato dal princio di Peter " Ognuno , in ogni campo, si posiziona al limite del proprio livello di incompetenza"

ho capito che affrontare i 4.2 veri e tosti in torneo non fa per me

quanto al fatto che dici che di solito quando perdi perdi per i tuoi sbagli , hai però almeno già individuato l'area sulla quale lavorare , no ?


Ace

In questa tua situazione tennistica , peraltro ottima, una curiosità .
Che ruolo ha  giocato il passaggio dalle pt57 alla radical graphene pro?
Sorry per l'ot che magari qualche spunto può darlo

... dillo che vuoi farmi cambiare racchetta... e c'avresti un pò ragione....

non sono mica tanto soddisfatto di queste ltd, non pechè non siano belle racchette, ma sono TROPPO morbide, sto tribolando con il setup e le corde: le uniche che mi sono piaciute sono state le firestorm, ma solo per 3 ore poi hanno smollato di brutto.

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Messaggio Da Wacos il Mer 03 Set 2014, 14:52

Guardo con una certa cupidigia la 6.1 del mio maestro...

Care e dolci racche pesanti...
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