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perché i tennisti non si rendono conto?

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Messaggio Da correnelvento il Ven 10 Ott 2014, 13:37

Dopo tanti anni che "ruspo" i campi da tennis, non sono ancora riuscito a capire una cosa...
Perché i tennisti non si rendono conto di quello che succede in campo?
Perché pensano che tutto dipenda da loro?
Perché, di fronte ad una giornata di merda dell'avversario persano di essere stati loro, dei fenomeni?
Mi spiego meglio...
Ho giocato tante volte con Simone (Spalama), un amico, ottimo quarta e grande conoscitore di attrezzi e gioco.
Ci ho vinto, e ci ho perso.
Abbiamo fatto gran partite partite, ed altre dove uno dei due ha giocato di merda.
A quel punto, l'altro, a fine partita, diceva:
"Oggi non ho fatto nulla, tu non hai giocato!"
Cosa vera...

Ecco: ho notato che manca questa "picture" alla maggior parte di noi pippe da circolo.
Mi capita di uscire dal campo, avendo fatto schifo, e sentire l'avversario uscirsene con frasi del tipo :" oggi sono stato ingiocabile!"
È vero che, se unobuno gioca bene bene, l'altro soffre...
Ma è così difficile capire quando un avversario (ben conosciuto) ha fatto cagare?
È così difficile ammettere di aver avuto poco merito nella vittoria?
Personalmente, sono abituato a riconoscere la giornata palesemente negativa del mio avversario, piuttosto che "gonfiare" un mio risultato senza sforzo.
Ma qui si tratta di carattere e personalità.
Sarà che ho sempre chiaro quello che succede in campo...
Voi come la pensate?
Vi è mai capitato?
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Messaggio Da miguel il Ven 10 Ott 2014, 13:49

certo che capita.... e capita soprattutto nelle partite al circolo. conosco persone che con me perdono 49 set su 50 ma misurano la loro prestazione esclusivamente dal punteggio. invece ci sono volte in cui giocano bene e prendono l'ovetto ed altre in cui fanno schifo ma magari arrivano a 3 games nel set ed allora si autoconvincono di aver giocato bene.
e poi questo genere di tennista ha spesso la memoria iperselettiva: tende a ricordare l'unico set vinto in vita loro e non le decine che han perso e quindi se magari parlano con un altro socio son capaci di dire "con tizio me la gioco". senza contare il fatto che molte sfide di club spesso si giocano su un set quindi sono partite che assomigliano molto lontanamente al vero tennis
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Messaggio Da Bertu il Ven 10 Ott 2014, 14:14

I tennisti sono esseri umani e come tali amano l'essere gratificati, dagli altri o da se stessi.

Se sei il numero 1 normalmente non ne hai bisogno ma se sei uno degli altri a volte puó, per mille motivi, essere utile.

A volte ci si attacca a quel piccolo aspetto positivo per trovare gratificazione e nuove motivazioni.
Essere obbiettivi non é difficile ma non é nemmeno gratificante e sognare non costa nulla.
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Messaggio Da MSport il Ven 10 Ott 2014, 15:17

Giovanni, fai delle domande davvero inaspettate .....
Io almeno da te non me le aspetto.

Il limite principale del tennista da circolo è che non si vede, e tendenzialmente tende a sopravvalutarsi
Si facesse una bella ripresa con lo smartphone .......
Secondariamente è poco propenso a contestualizzare
Infatti trova inconcepibile di essere incapace di controllare la palla di pezza del pallettaro, visto che il giorno prima aveva fatto faville col maestro......
E potrei proseguire .......
Di fronte a cotanta conclamata, chiara e innegabile miopia ed esercizio dell'ego , tu vorresti inserire anche la variabile della sfida agonistica e delle tensioni che la governano ?
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Messaggio Da correnelvento il Ven 10 Ott 2014, 15:33

Ma non sto parlando solo di principianti da circolo...
Anche di terza categoria!
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Messaggio Da spalama il Ven 10 Ott 2014, 16:08

La questione posta è molto ampia.

Diciamo che per essere obiettivi ci vuole anche confidenza ed aver giocato diverse volte insieme, in modo che si sa riconsocere quando uno dei due ha giocato male.

Poi chiaro che ci vuole sportività ed obiettività.

Quindi eliminando dal discorso gli accecati cronici, ricordiamoci che i circoli sono pieni di esibizionisti che non vedono l'ora di andare in segreteria e sbandierare a destra ed a manca, se non attaccando dei folgiettini in bacheca, che oggi hanno battuto quello, stracciato quell'altro etc.... eliminando ogni condizione al contorno che ha provocato quel risultato.

E questo capita a tutti i livelli.

Ultimamente sto giocando con giocatori di un altro livello.

Gioco con un 3.2 che non tira un colpo, che ti fa giocare male, che tira (tirare è forse troppo per lui) il back sia di dritto che di rovescio, pallecorte millimetriche, come attacchi ti fa un pallonetto sulla riga e sembra mr. Fantastic dei Fantanstici 4, perchè riprende qualsiasi palla....

Bene usciamo dal campo e mi fa: oggi hai giocato benissimo, mi sono divertito tanto, hai fatto un sacco di punti e per fare un punto a me è come averlo fatto 4 volte ad uno normale, etc..etc....punteggio 6-2 6-0 la prima volta, 6-1 6-0 la seconda, 6-1 6-2 la terza volta....ed ogni volta mi dice che gioco sempre meglio.....ed è vero tra l'altro.

Però so che lui è 10 volte più forte di me e mi diverto anche io, ma quando mi dice: non guardare il punteggio, oggi sei stato davvero forte in campo.....gli spaccherei la mia AereoPro in testa di taglio con gli steli a triangolo....

Si può scindere il punteggio dal gioco????

Secondo me no, il punteggio è una conseguenza del gioco, e se il livello è questo, il giorno che gli riuscirò mai a strappare un set, sarà perchè lui ha giocato male.

Domenica ho giocato con un altro ragazzo che vale un buon seconda categoria, ecco pensate che al 3.2 di prima di solito gli fa fare due games tirandogli un vincente su ogni palla...

Con lui ho già giocato tante volte e più spesso ho raccattato le palline che lui saetta da ogni lato del campo.

Ma domenica, dopo avermi rifilato un bel 6-0 al primo set, dicendomi che era merito delle mie palline nuove (tecnifibre) che gli paicevano tanto, e che non tirerò mai più furoi contro di lui, al secondo set ha un pò rallentato, più del solito, ed io giocando bene sono arrivato 5-1 15-40 per me....cioè ad un passo da fargli 6-1....!!!!

Sul 15-40, serve in sicurezza, io gioco una risposta in sicurezza e lui mi tira un missile....30-40.

Sul 30-40 lo aggredisco di nuovo, scendo a rete, lo costringo ad alzare un buon pallonetto ma smashabile, schiaccio angolato ma non fortissimo, lui ci arriva, tira un dritto di merda da fuori campo, ed io faccio una stop-volley di dritto che si ferma sul nastro, dopo averci passeggiato sopra dieci minuti....40-40.

E' finita 7-5 per lui...!!!

Ora se avessi vinto 6-1 non è che lo andavo a sbandierare ai 4 venti....l'avrei preso un pò in giro in amicizia, ma so benissimo che lui ha rallentato vistosamente, e come ha riaccelerato mi ha rotto il sederino di nuovo.

Purtroppo c'è gente che non capisce le differenze....tutto qui.

Giocare bene e giocare male non è la stessa cosa e non sempre è frutto del gioco del tuo avversario, uno quel giorno può anche avere i suoi pensieri, i suoi cavoli, più o meno gravi per la testa, e quindi offrire all'avversario delle chance.

Succede a tutti i livelli, ed a tutti i livelli ci sono personaggi di tutti i tipi.

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Messaggio Da miguel il Ven 10 Ott 2014, 16:31

concordo a metà, sicuramente per racimolare qualche game più del solito contro giocatori più forti si deve giocar bene, ma non é automatico che giocando bene si ottenga tale risultato. magari un giorno col primo arriverai a 3 o 4 games giocando uguale.
certo se uno ha la tipologia di gioco del primo normalmente ha un rendimento molto regolare e quindi sei tu a dover vincere la partita. con chi gioca brillante invece c'é qualche speranza in più perché magari ogni tanto tendono a regalare oppure abbassano il ritmo (magari neanche volutamente) ed allora c'é più lotta.
il "problema" che ha tirato fuori corre é di gente che arriva una volta su 20 a 4 in un set e pensa che il suo livello sia quello.
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Messaggio Da spalama il Ven 10 Ott 2014, 16:43

Ed è esattamente quello che ho scritto io, pur giocando bene, e seppur dovessi mai vincere un set con uno dei due avversari che ho descritto prima, non mi sognerei mai di pensare che il mio livello sia lo stesso del 3.2 o del seconda categoria.

Penserei che la sera prima la moglie lo ha devastato e basta.
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Messaggio Da marco61 il Ven 10 Ott 2014, 17:14

Personalmente credo di essere sempre piuttosto obbiettivo.
Conosco molto bene i miei limiti e per me giocar bene significa essenzialmente servire bene, essere aggressivo col back di rovescio, sbagliare poco col dritto.
Con i giocatori con cui mi misuro spesso, piuttosto che al risultato guardo a come ho saputo giocare.
Con uno in particolare, giocando entrambi al 100%, perdo regolarmente ma non è raro trovarlo magari al 60/70 e in quei casi ce la giochiamo. A volte vinco ma riesco sempre a capire quanto sia mia il merito e quanto lui mi abbia aiutato.
In torneo cambia tutto: se il match è duro bisogna portarlo a casa, e vale tutto. Però anche in questo caso so sempre quando ho svolto bene il compitino e quanto l'altro c'abbia messo del suo.

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Messaggio Da RenaTheWiz il Ven 10 Ott 2014, 17:58

Da qualche mese ho l'abitudine di piazzare sempre la mia GoPro sulla rete di fondo a 2 mt e filmare le mie partite. Mi ha aiutato molto a capire gli errori di posizionamento o anche a vedere quanto giocassi profonto o "cattivo" con questa o quella racchetta.

Il mio compagno di allenamento abituale vede i filmati e mi fa: "guarda, deve esserci un problema con la camera, forse il framerate...sembra tutto rallentato". "Ehm no" gli rispondo..."siamo proprio così lenti nella realtà" Very Happy

Tutti dovrebbero vedersi giocare, specialmente su un bel TV 40" FUll HD dove pochi minuti prima hanno visto lo US Open Laughing
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Messaggio Da Wacos il Ven 10 Ott 2014, 23:48

Il problema è che alla fine conta il risultato. Se hai avuto una brutta giornata non c'è modo di misurarlo.molti nn riconoscono un gratuito da un forzato figuriamoci giudicare un match intero. Io so solo che mi sono rotto i maroni, e che da qualche tempo go deciso di fare il pelo a chiunque mi proponga " facciamo due games." se per loro conta solo il risultato... e sia.
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