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Albe, sei lento !

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Messaggio Da albesca il Ven 12 Feb 2010, 11:37

Stamattina, mentre caricavo la moka … sentivo rimbombare nella mia mente una voce tonante “.. sei leeeentooooo … albeeeeee ….. apri tardiiiiii … “, e continuavo a pormi una domanda che a molti di voi puo’ sembrare banale ( incomprensibile per wik … Wink ) : ma se sulla palla ci arrivo e riesco pure a tenerla in campo profonda … ma allora che cosa significa essere in ritardo ? Ci metto un bel po’ a capire … non mi accontento di una comprensione superficiale, devo convincermi fino in fondo.

Arrivare in ritardo è un concetto soltanto apparentemente semplice e scontato ma non lo è affatto amici miei, specialmente per quelli che come me .. non hanno ancora ben compreso l’intera meccanica esecutiva di un colpo e che quindi come me, si lamentano di non saper produrre “palle di qualita’”. Un paio di osservazioni prettamente tecniche della necessita’ di arrivare presto in zona appoggi le scrivo di seguito perché mi sembrano particolarmente interessanti.

Partiamo dalla constatazione che uno dei motivi per cui gli amatori hanno scarsa qualita’ di palla, è una errata gestione dell’equilibrio. Noi “maldestri”, usiamo troppo spesso ed inconsapevolmente i muscoli addominali e lombari per gestire l’equilibrio .. e non ci accorgiamo di sprecare cosi’ una fonte di energia di primissima qualita’, con il risultato di una esecuzione rigida e contratta evidenziata da una rotazione parziale e lenta del tronco. Per ottenere invece un caricamento “profondo e fluido” del tronco, fonte incredibile di potenza che il giocatore della domenica snobba quasi del tutto, bisognerebbe rilassare tutta la fascia addominale e lombare affinchè si allunghi, la respirazione deve essere controllata e non deve disturbare il movimento e già questo, cioè il compiere una escursione piu’ ampia del tronco in rotazione sia all’andata che al ritorno, ci dovrebbe far intuire che servira’ piu’ tempo di quello che comunemente usiamo.

Inoltre, piu' l’appoggio è forte e stabile, piu’ potremmo fidarci nel rilassare ed allungare la fascia addominale/lombare, cosicchè prende ancora piu’ senso l’affermazione che “la potenza viene dalle gambe” . In effetti le gambe di per se’ non spingono la palla piu’ forte …ma la loro forza e la loro capacita' di stabizzare il bacino fanno la differenza , in quanto abilitano il cervello a dare il comando per mollare, allungare e poi contrarre tutta la cintura muscolare intorno a noi al di sotto dell'ombellico, zona corporea tanto utile quanto disprezzata, specie quando al primo giorno di vacanze al mare viene sottoposta alla pubblica gogna. Smile

Questa fascia di gruppi muscolari, finalmente libera da gravosi compiti di gestione di equilibrio, ci consentira’ piu’ ampiezza , piu’ velocita’ e piu’ precisione di rotazione del tronco con logiche positive ripercussioni su quella tanto agognata …“qualita’ di palla”.

L’altra faccia della medaglia è che un appoggio forte e stabile non ci consentirà grandi “aggiustamenti” … specie in open-stance dove praticamente si usa un solo appoggio sia per “avvitare” che per “svitare” il tronco: da cio’ la necessita’ di aggiustarsi prima e ancora una volta, ci servirà piu’ tempo.

Ciao
Alberto
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Messaggio Da sergio1467 il Ven 12 Feb 2010, 11:46

haaaa meno male dopo una giornata di stand -bye non sei arrivato neanche a fare il caffe mattutino prima di torvare un quesito da sottoporre - si vede che ieri era solo un ''malessere'' passeggero Albe, sei lento ! Icon_twisted
ciao albe'- Albe, sei lento ! Icon_lol
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Messaggio Da albesca il Ven 12 Feb 2010, 12:13

sergio1467 ha scritto:haaaa meno male dopo una giornata di stand -bye non sei arrivato neanche a fare il caffe mattutino prima di torvare un quesito da sottoporre - si vede che ieri era solo un ''malessere'' passeggero Albe, sei lento ! Icon_twisted
ciao albe'- Albe, sei lento ! Icon_lol

e si ..io le domande mica le pongo ... le partorisco !!! Smile
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Messaggio Da Satrapo il Ven 12 Feb 2010, 12:28

Ora si che ti riconosco, mi stavo preoccupando sai.. Albe, sei lento ! 786556
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Messaggio Da Filippo il Ven 12 Feb 2010, 12:53

Bravo Albe questo post mi è piaciuto.
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Messaggio Da Ospite il Ven 12 Feb 2010, 14:23

Guarda albe, non ho la piú pallda idea se quello che dici é giusto o meno,
ma si fa tutto prima per avere il tempo di fare tutto bene, piú tempo hai meglio le cose riescono,
ma l'importante é che cominci a pedalare come una formica, saltare come un grillo e scattare come il morso di un coccodrillo.
Se ci riesci tutto il resto assume aspetto importante, ma secondario, ovvero sei a 3/4 dell'opera.

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Messaggio Da albesca il Ven 12 Feb 2010, 14:42

wik ha scritto:
Guarda albe, non ho la piú pallda idea se quello che dici é giusto o meno.

La verità è che ti sei stufato di me ...

... certo...i primi tempi ti saresti messo in piedi a provare il movimento davanti al picci' .... adesso sei diventatao pantofolaio ... ma non dare tutto per scontato sai ???!!! Smile
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Messaggio Da Satrapo il Sab 13 Feb 2010, 16:15

Allora Albe facciamo un minimo di chiarezza sul footwork cercando di venire incontro alla tua sete di "perchè".

Prima cosa, quando l'avversario impatta e la sua palla lascia le corde tu devi immediatamente compiere una stima il più precisa possibile NON di dove stia andando effettivamente la palla (quello lo capisce anche il principiante alla prima ora sul campo) ma di DOVE TU la colpirai, ovvero devi stimare quale sarà il punto del campo dove la plla si troverà nella zona di impatto ottimale, facendo attenzione però perchè oltre che ottimale questa zona dovrà essere anche "possibile".

Spieghiamo meglio questo concetto di zona "OTTIMALE-POSSIBILE".

Il punto di impatto ottimale è banalmente quel punto nello spazio in cui la palla si troverà all'altezza giusta affinchè il nostro swing possa massimizzare l'efficacia del colpo minimizzandone la difficoltà. Prima che tu ti faccia 300 domande su quale sia l'altezza ideale per colpire la palla ti dico subito che varia da colpo a colpo e da giocatore a giocatore in base al suo stile di gioco ma anche in base alla sua altezza (più si è alti e più la zona di impatto sarà spostata verso l'alto e viceversa), ma anche in base a come voglio eseguire il colpo. In casi particolari infatti può aver senso colpire la palla un po' più bassa o un po' più alta rispetto al nostro punto di impatto ottimale.

E siccome so che tu ti starai già domandano ok, ma come faccio ad imparare quale è per ogni mio colpo e nelle varie situazioni il MIO punto di impatto ideale? Ecco, da solo non lo puoi imparare perchè non ci sono regole fisse valide universalmente. Devi necessariamente passare per un percorso di apprendistato in cui un maestro-tecnico-insegnante vedendoti eseguire il colpo possa con la sua esperienza dedurre se stai colpendo fuori dalla tua zona ottimale dandoti le indicazioni opportune, indicazioni che con il tempo e con l'esperienza ti consentiranno di stimare correttamente la zona di impatto ottimale.

Ora che sappiamo cosa vuol dire zona di impatto ottimale vediamo perchè questa zona debba essere anche possibile.

[FINE PRIMA PARTE - DEVO SCAPPARE!!]
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Messaggio Da Satrapo il Lun 15 Feb 2010, 13:45

Il concetto di zona di impatto OTTIMALE - POSSIBILE è piuttosto avanzato, tanto avanzato che potrebbe risultare fuorviante per gli amatori ma ormai l'ho introdotto e ne parleremo.

La palla quando parte dalle corde del nostro avversario ci da un appuntamento: ci vediamo nella tua zona di impatto ottimale nell'istante X. Questo perchè un appuntamento per sua natura è definito da due variabili ovvero dal DOVE e dal QUANDO. Per sua natura la palla non aspetta, se non ci facciamo trovare pronti a colpirla nel luogo e nell'istante stabilito continuerà la sua corsa uscendo rapidamente dalla zona di impatto ottimale andando dove gli pare.

Quindi dopo aver individuato correttamente quale sia il punto di impatto ottimale il giocatore deve anche valutare se, in base alla sua posizione in campo, si trovi in condizioni tali da poter effettivamente raggiungere quel punto prima che la palla lo abbia oltrepassato. In pratica dobbiamo valutare SE siamo in grado di arrivare in tempo all'appuntamento con la palla, ovvero se ci è POSSILE raggiungere in tempo la zona di impatto OTTIMALE.

Nel caso ci rendessimo conto che non possiamo arrivare in tempo a questo appuntamento dovremmo immediatamente ricalcolare un appuntamento di ripiego, ovvero stimare dove potremo incontrare la palla dopo che questa avrà oltrepassato il punto di impatto ottimale dirigendoci direttamente li. Ovviamente questo è un compromesso che ci porta a colpire in posizione di svantaggio perchè ci troveremo a colpire la palla fuori zona; eseguiremo quindi colpi più difficili e meno efficaci, e poichè il tennis è uno sport percentuale chi colpisce più spesso in posizione di svantaggio finirà inesorabilmente col perdere. (E questo è un altro punto tanto fondamentale quanto poco chiaro all'amatore: il tennis non è far punti tirando vincenti sulle righe, ma condurre lo scambio in modo da mettere l'avversario in condizione di colpire il più spesso possibile in posizione di svantaggio)

Una tipica situazione di "ripiego" si ha ad esempio quando il nostro avversario trova un incrociato molto stretto, di quelli che rimbalzano corti e con traiettoria molto curva ad uscire. Se non mi accorgessi di essere in ritardo e mi dirigessi verso la zona di impatto ottimale ci arriverei quando la palla è già bella che andata e magari finirei con l'allungarmi in maniera grottesca per cercare di agganciare una palla ormai distante un metro o anche più: mi troverei ad eseguire un colpo difficile (palla distante) in condizioni di equilibrio e di tecnica pessime (mi sto allungando come un boscaiolo). Valutando correttamente come NON POSSIBILE la zona di impatto ottimale e dirigendomi da subito verso un nuovo punto di impatto più esterno sarei comunque in grado di raggiungere la palla in condizioni di equlibrio decenti tentando di eseguire un colpo si fuori zona ottimale (quindi difficile) ma con un buon posizionamento nei confronti della palla.

Ora sia ben chiaro che si tratta di un RIPIEGO e che mi devo trovare in condizioni simili solo per meriti dell'avversario (ha trovato un cross micidiale) e non per miei demeriti (stavo fermo in mezzo al campo come un carciofo riflettendo sulle mie disgrazie e sono arrivato tardi e male sulla più inoffensiva delle pallette in mezzo al campo).

E qui entra in gioco il footwork come ELEMENTO TECNICO che consentendoci di muoverci PIU' RAPIDAMENTE, con PIU' EQUILBRIO E PRECISIONE, rendendo possibile CAMBIAMENTI DI DIREZIONE immediati, migliorando la nostra capacità di COPRIRE IL CAMPO SIA IN ATTACCO CHE IN DIFESA etc. etc. ci mette in condizione di arrivare in tempo agli appuntamenti con la palla nella zona di impatto OTTIMALE minimizzando le situazioni in cui sono costretto a ripiegare verso un impatto fuori zona.

Il footwork è l'elemento TECNICO che rende POSSIBILI la stragrande maggioranza degli IMPATTI OTTIMALI. Il braccio non è ancora entrato in gioco ed il footwork sta già decidendo le sorti dello scambio e dell'incontro, se non capite questo il vostro tennis non potrà MAI superare un certo livello di mediocrità tecnica che al massimo vi consentirà di giocarvela con qualche quarta e di vincere il torneo del condominio. Ora questi obiettivi sono assolutamente leciti, nel senso che io sono il primo a rispettare l'NC che gioca solo i tornei sociali divertendosi moltissimo (spesso molto di più del seconda categoria) o che fa un paio di turni nei tornei federali diventando 4.5 - 4.4 (..grazie ai "tabelloni scandalo" ma questo è un altro discorso! Albe, sei lento ! 786556 ) ma nel momento in cui quell'amatore si pone come obiettivo un miglioramento tecnico allora (per sua scelta perchè è lui che ha deciso di elevare il suo livello tecnico!) non può sottrarsi a quelle che sono le basi, i postulati, gli elementi portanti di questo sport e uno dei più solidi DOGMI del nostro sport è il seguente:

"Il footwork nella catena tecnica viene PRIMA dello swing e più in generale di qualsiasi esecuzione, e venendo PRIMA di tutto influenza DRASTICAMENTE tutto quello che segue."

Per un giocatore dal footwork eccellente la stragrande maggioranza dei punti di impatto OTTIMALI sono anche POSSIBILI (perchè ha un gran footwork che gli consente di coprire il campo rapidamente) mentre per un giocatore dal footwork scadende accade il contrario. Per questo quando si vede giocare un buon tennista si ha l'impressione che esegua i colpi in scioltezza con una facilità estrema e che questi colpi così EASY risultino però devastanti. La differenza sta nella capacità di trovare la palla nella zona di impatto ottimale garantendosi esecuzioni più facili e più efficaci: un buon footwork rendendo possibile questo diminuisce la difficoltà dei colpi e ne aumenta l'efficacia.

[FINE SECONDA PARTE]
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Messaggio Da Ospite il Lun 15 Feb 2010, 14:23

Ok approvato, sei "in the zone"

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Messaggio Da oedem il Lun 15 Feb 2010, 15:43

a volte, dopo che leggo questi post penso "sono scarso, molto scarso anzi scarsissimo" Albe, sei lento ! Icon_pale

per fortuna, per quanto scarso, non mi passa la voglia di giocare Albe, sei lento ! Icon_cheers
oedem
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