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Messaggio Da Ospite il Mer 22 Apr 2015, 19:55

ho fatto oggi l'artroscopia, purtroppo non era solo lesione al menisco ma anche lesione di 4 grado al condilo femorale...
sto malissimo... non riesco a muovere il ginocchio (pensate che con me c'era uno cui gli hanno fatto solo il menisco e andava come una scheggia)...
mi ha detto l'ortopedico che oltre a pulire il flap meniscale hanno fatto sanguinare la zone della lesione cartilaginea nella speranza che aiuti un miglioramento...
avete consigli raga? sono veramente giu...

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Messaggio Da marco61 il Mer 22 Apr 2015, 20:48

Intanto rilassati e cerca di stare tranquillo. La situazione è più complessa del previsto e richiede un periodo di convalescenza più lungo rispetto ad una semplice meniscectomia.
La scarificazione sulla zona cartilaginea servirà a stimolare il tessuto e a favorire la ricrescita, ma sappi che oggi con le cellule staminali fanno miracoli.
In seguito all'artroscopia avrai un parziale miglioramento nel giro di un paio di mesi, ma il tennis ti potrà sempre creare problemi.
Però sappi anche che oggi, per il tuo problema, esiste la soluzione definitiva.
Dai un'occhiata qui: http://www.newsbiella.it/2014/02/11/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/lasl-di-biella-pioniera-nella-ricostruzione-della-cartilagine.html
Io sono stato visitato dal dott. Siclari. Nel mio caso la cartilagine è consumata ma per ora svolge ancora il suo lavoro e non è giunto il momento di intervenire. Mi ha però spiegato che in casi come il tuo, dove esiste un danno cartilagineo evidente, le cellule staminali permettono la ricrescita totale della cartilagine e il recupero totale.
So che ti aspettavi un recupero più rapido, però fino a poco tempo fa potevi solo sperare in una protesi.
Ora le cose sono decisamente cambiate.
Ne uscirai. Ci vorrà un po' ma ne uscirai. Tranquillo.


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Messaggio Da Ospite il Mer 22 Apr 2015, 21:29

grazie Marco,
perche' lesione di quarto grado cosa significa? mi hanno accennato che e' la lesione piu' grave..
cosa significa, che la cartilagine e' del tutto consumata?
il dottore ha aggiunto che fortunatamente non e' in una zona di carico...

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Messaggio Da superpipp(a) il Mer 22 Apr 2015, 21:31

FORZAAAAAAA FELIXXXXXXXXXXX NON MOLLAREEEEE
ciao
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Messaggio Da Ospite il Mer 22 Apr 2015, 21:43

e quante migliaia di euro costa l'intervento di Siclari?

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Messaggio Da marco61 il Mer 22 Apr 2015, 21:51

Si ha una lesione di quarto grado quando la cartilagine è bucata, non solo consumata.
L'intervento tende a stimolare una ricostruzione fibrosa della cartilagine che però non ha le stesse caratteristiche della cartilagine originale.
Sia chiaro, le informazioni che ti sto dando nascono da esperienza personale e da un percorso che mi ha portato a poter esprimere un giudizio sulla tua situazione perchè in qualche modo simile alla mia.
Però sarai sicuramente in buone mani e il medico saprà indicarti il percorso migliore.
Ti ho voluto semplicemente informare che, se fosse necessario, potrai ricorrere alla ricostruzione della cartilagine con metodologie che garantiscono un ottimo risultato.
Sappi solo che un intervento svolto dall'equipe del dott. Siclari costerebbe intorno ai 18.000 euro, ma fortunatamente può essere effettuato a carico del SSN con tempi di attesa di circa un anno.
Lo stesso intervento può essere effettuato a Roma, Bologna e Milano.

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Messaggio Da Ospite il Mer 22 Apr 2015, 21:56

stando cosi le cose, secondo te e francamente, quante possibilita' ho di tornare a giocare a livello agonistico?

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Messaggio Da marco61 il Mer 22 Apr 2015, 22:09

felixx ha scritto:stando cosi le cose, secondo te e francamente, quante possibilita' ho di tornare a giocare a livello agonistico?
Guarda felix, a costo di giocare in carrozzina, io e te non molleremo mai. raga aiuto 786556
Seriamente: non sono un medico ma il colloquio col dott. Siclari mi ha dato una grande speranza.
Io ho già subito due interventi di pulizia della cartilagine e prima o poi dovrò tornare a farci i conti.
Come ti ho scritto, fino a pochi anni fa potevamo solo sperare in un impianto protesico.
Ora c'è la possibilità di ricostruire la NOSTRA cartilagine, fino a 65 anni.
Tornerai a giocare e a fare i tuoi tornei. Ci vorrà un po', ma magari l'intervento odierno darà dei buoni risultati e tornerai in men che non si dica.

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Messaggio Da squalo714 il Mer 22 Apr 2015, 22:32

Non avendo subito, almeno per ora, interventi, non posso parlare con cognizioni di causa.
Il massimo che posso fare è farti i miei migliori auguri e ricordarti che come dice giustamente Marco la scienza ormai fa delle cose che fino a qualche anno fa erano impensabili.
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Messaggio Da miguel il Gio 23 Apr 2015, 12:59

auguri e vedrai che massimo 4 mesi e sei di nuovo in campo meglio di prima. come per tutti gli infortuni, più o meno seri, ti consiglio di non affrettare i tempi
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Messaggio Da Ospite il Gio 23 Apr 2015, 13:23

raga grazie del conforto...
purtroppo in questi casi e' meglio non navigare in internet... come gia' anticipato da Marco, che ormai e' un luminare in questo campo, la lesione del condilo femorale di 4 grado sta a significare completa mancanza della cartilagine sino a arrivare al ginocchio e fino a lesionare anche il ginocchio...
hanno usato la tecnica delle 'microfratture' per creare un sanguinamento e creare, si spera, un tessuto tipo cartilagine ma che non e' cartilagine...
roba da chiodi

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Messaggio Da Ospite il Gio 23 Apr 2015, 18:22

Tutti gli infortuni di Rafael Nadal, i compagni di una vita
Danilo Princiotto 118Focus01/08/2014
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TENNIS- Quello al polso è solo l’ultimo, l’ennesimo, di una serie infinita di infortuni che Rafael Nadal ha dovuto sopportare e superare nel corso della sua carriera. Ripercorriamoli tutti, dalle prime assenze al Roland Garros al lungo stop di 7 mesi nel 2012.

“Non ho mai avuto problemi in nessuno dei due polsi. E’ stato un dolore acuto. Ho colpito con il rovescio e ho sentito dolore”. Parole che sanno di minestra amara per tutti i fan di Rafael Nadal e non solo; parole che, alla vigilia del cuore delle Us Open Series sanno di beffa, specie per il diretto interessato, costretto a non poter difendere nè Montreal, nè Cincinnati. La preoccupazione più grande resta lo Us Open: certo è che tornare ad un appuntamento così importante, senza neanche un match di preparazione, senza il rovescio (colpo che Nadal ha bisogno di allenare con insistenza per far si che possa arrivare ad un livello accettabile) e magari anche con dei problemi al servizio, non è certo il massimo.

Tant’è, ma il 14 volte campione Slam non è nuovo a questo genere di situazioni: caviglia, schiena, polso e soprattutto ginocchia hanno da sempre falcidiato il sereno proseguimento della carriera del maiorchino, fin dagli albori, quando ancora il fenomeno Nadal sarebbe dovuto imperversare nel panorama tennistico ad altissimi livelli. Dal 2004, se i calcoli non sono errati, si contano 5 Slam saltati per infortunio, 10 Master 1000 (escludendo quelli non giocati per “infortuni” dettati dalla necessità di riposare, tipo Miami 2013) e 3 Masters Cup, più vari tornei conclusi per ritiro o in condizioni deficitarie.

Significativa questa infografica realizzata da Pablo Calvache di El Mundo (e tradotta da noi di Ubitennis, clicca per ingrandire):


Tutti gli infortuni di Rafael Nadal

Il primo serio infortunio per lo spagnolo arriva dalla caviglia, a causa di un duro match giocato contro Gasquet all’Estoril nel 2004: la lesione è seria e comporta lo stop per diversi mesi, costringendo Nadal a saltare, oltre a tutti gli appuntamenti, che sarebbero poi diventati feudi iberici (vedi Montecarlo, Roma ecc) anche il Roland Garros (non giocato nemmeno l’anno precedente per un problema alla spalla), dove il soggetto in questione ha dimostrato di saper fare qualcosa, e Wimbledon. Gli spettatori lo rivedranno sul cemento nordamericano.

Anche nell’anno successivo, nonostante gli innumerevoli successi e i record che Rafa si spartirà con Federer, lasciando agli altri le briciole, i problemi fisici non tardano ad arrivare e si manifestano quasi al termine di una stagione logorante che lo ha visto trionfare in 5 Master Series, al Roland Garros per la prima volta, e in una serie infinita di tornei minori in argilla. L’ultimo successo dell’anno arriverà contro Ivan Ljubicic a Madrid, in un match che gli provocherà però, dei problemi allo scafoide del piede: niente Masters Cup per lui e Australian Open dell’anno successivo, compromessi.

Il resto è storia nota, con le ginocchia, vero cruccio dello spagnolo, da sempre il punto debole di quella macchina semi-perfetta creata dallo zio Toni. Dal 2008 iniziano a sentirsi i primi seri scricchiolii (già nel 2007 durante lo Us Open si erano avvertiti risentimenti), con la tendinopatia alla “rodilla” come viene definito dagli spagnoli. Rafa si ferma nei quarti contro Davydenko a Parigi Bercy, si affida ad Angel Ruiz Cotorro, medico della Federtennis spagnola e vero artefice di miracoli sul corpo dell’iberico. La tendinite lo costringe a saltare la Masters Cup e la finale di Davis; i dubbi sul suo stato di salute aumentano “E’ un miracolo che Nadal giochi ancora”, disse allora Mark Myerson, notissimo chirurgo di origini sudafricane. Già nel 2008 era facile intuire che la folle corsa che Nadal aveva sostenuto per arrivare alla prima piazza del ranking, e il suo gioco, uno dei più dispendiosi a livello fisico, avrebbe comportato delle conseguenze.

Già, conseguenze che sembrano non essere avvertite da Nadal all’inizio del successivo anno. Lo spagnolo rafforza la prima posizione mondiale, solleva anche la corona australiana e si conferma nella primavera europea. Il massimo momento di splendore: Rafael sembra invincibile, inscalfibile, inossidabile. Poi arriva Soderling e quel maledetto ottavo di finale a Parigi nel 2009; da quella sconfitta Nadal capisce di doversi fermare, capisce che i suoi problemi alle ginocchia hanno raggiunto livelli non sostenibili: salta tutta la stagione sull’erba, contorniato dallo scetticismo generale degli addetti ai lavori, certi che non tornerà. Viene in mente il chiropratico Alfio Caronti, che dichiarò ai tempi: «Per me, con tutte quelle contorsioni e soprattutto quelle smorfie indicative di squilibrio, Nadal dura poco”, o anche il Maestro Gianni Clerici : “Rafael Nadal si è ritirato da Wimbledon, e speriamo non dal tennis”.

Il ritorno dello spagnolo avverrà dopo 70 giorni dall’ultimo match giocato, in Canada, ma il resto della stagione vedrà protagonista un Nadal dismesso, quasi come se l’infortunio, la stanchezza o qualsiasi altra cosa (vedi anche divorzio dei genitori), avessero turbato l’animo del toro, lo avessero risucchiato nel vortice di un tennis senza passione e grinta alcuna. Al contrario dell’anno precedente, nel 2010 l’Australia non sorride allo spagnolo, che si ritira nei quarti di finale contro Murray: la tendinite lo tormenta, in maniera sempre più insistente.

La soluzione a tutti i problemi sembra arrivare grazie all’utilizzo del PRP (plasma arricchito di proteine), un metodo che prevede una prima fase in cui si preleva il sangue dal ginocchio. Questo viene centrifugato per isolare il Platelet Gel (cioè il plasma arricchito) e aggiungere a quest’ultimo un attivatore di piastrine che consente il rinnovamento delle cellule in maniera più rapida: dunque, tempi di recupero più veloci a seguito di un infortunio.

La medicina sembra dare i suoi frutti a partire da Montecarlo. Rafa gioca splendidamente nel 2010, riconquistando la prima posizione mondiale e completando il Career Grand Slam. I problemi al ginocchio? Una situazione da monitorare, ma ora sotto controllo. Anche l’anno successivo, la tournée australiana però, crea problemi a Nadal, che si ferma ai quarti di finale per mano di Ferrer, anche a causa di una rottura dei tendini del ginocchio, dicendo addio al sogno del “Rafa Slam”.

Il resto dell’anno procede senza grossi problemi fisici, finché arriva un’altra di quelle sconfitte che, per quanto singolari e uniche possano rimanere, segnano uno spartiacque nella carriera di chi le subisce. Questa volta è Rosol il giustiziere di Nadal e il palcoscenico è il centre court di Wimbledon, nel 2012. Da quel match, trascorreranno sette lunghissimi mesi, di vane attese, comunicazioni di routine e illazioni (fino a prova contraria ovviamente) tutt’ora sorrette dalle stesse fondamenta delle prime due case de “I tre porcellini”, racconto fiabesco di Halliwell-Phillipps. La motivazione ufficiale che lo spagnolo da è “Sindrome di Hoffa”: infiammazione del tessuto adiposo collocato fra tendine e rotula, con conseguente aggravamento dovuto ai precedenti infortuni. Unica soluzione? Riposo assoluto per un completo recupero. Tali dichiarazioni non hanno mai convinto nemmeno i tifosi più sfegatati dello spagnolo, convinti che quei 7 mesi non avrebbero restituito il Rafa dei tempi migliori. Quei tifosi si sbagliavano, tutti si sbagliavano per il resto che è storia nota e aperta alle possibili interpretazioni che ognuno di noi può collegare a ciò che si sa.

Fino ad arrivare all’anno corrente. Prima l’infortunio alla schiena in Australia (ancora qui!?) che ne ha inevitabilmente pregiudicato la finale (ho notato una forte similitudine tra il primo set di Wawrinka contro Nadal in Australia e quello dello svizzero contro Federer a Londra. Che il prosieguo sarebbe stato il medesimo?, e poi questo problema al polso destro, parte delicatissima per un tennista come lui, che sottopone ad estremi carichi quelle otto piccole ossa che assorbono il peso generato dai suoi colpi (almeno dal lato del rovescio per quel che riguarda il polso infortunato): leggero distacco della guaina dal cubitale posteriore e 2-3 settimane di stop. Potrà farcela per l’ultimo Slam dell’anno? Il suo passato, più di ogni altra logica, dà speranza ai suoi fan.

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Messaggio Da Ospite il Gio 23 Apr 2015, 18:27

raga dato che sto in casa a gozzovigliare ho fatto qualche leggera navigazione in internet...
Marco ma la terapia con plasma arricchito di proteine e' quella di cui parlavamo ieri?
Raga grazie del virtuale
sostegno... quando si sta male fa veramente piacere...

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Messaggio Da marco61 il Gio 23 Apr 2015, 19:54

In realtà PRP sta per plasma arricchito di piastrine, non proteine, più comunemente chiamato gel piastrinico.
Io ho fatto ricorso a questa terapia per guarire da una tendinite alla rotula destra, nel tuo caso il gel servirebbe per nutrire le cellule impiantate. Il PRP, da solo, non è in grado di riparare grossi danni.
Nel mio caso ha funzionato perchè si trattava di una piccolissima lesione al tendine rotuleo, ma per te le cose sono diverse.

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Messaggio Da Ospite il Gio 23 Apr 2015, 19:58

Marco, ho guardato il cd...
dove c'e la lesione della cartilagine (si riconosce abbastanza bene, e' come un uovo sodo quando gli togli un pezzettino di guscio) lui ha pulito e poi ha fatto tre buchi per creare un sanguinamento...
i tre buchi nel condilo femorale sono fatti nell'osso?

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Messaggio Da marco61 il Gio 23 Apr 2015, 22:01

Sì, vengono praticati nell'osso perchè la cartilagine ha scarse capacità rigenerative. Il sanguinamento ottenuto serve a generare un tessuto fibroso che sostituisce la cartilagine mancante e fa da cuscinetto tra i due ossi che non devono venire a contatto.

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Messaggio Da Ospite il Gio 23 Apr 2015, 22:06

ma fa il buco semplicemente appoggiandoci un utensile e pressando...
e' cosi facile bucare l'osso? ha fatto tre buchi

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Messaggio Da marco61 il Ven 24 Apr 2015, 13:54

Solitamente usano un Black&Decker con punta da 12. raga aiuto 786556

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Messaggio Da Ospite il Ven 24 Apr 2015, 17:18

ma secondo te una lesione di quarto grado del condilo femorale esterno puo' essere causato da cattiva postura durante il camminamento oppure e' piu probabile che siano le millemila ripetute con la lanciapalle colpendo rovescio a due mani con impugnatura di destro in eastern che sentivo che bruciavo tutta la potenza e percepivo di fare un movimento del tutto innaturale?

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Messaggio Da marco61 il Ven 24 Apr 2015, 18:00

Solitamente, quando la cartilagine arriva a consumarsi, l'articolazione non è perfettamente allineata.
Considerando però che stiamo parlando dell'articolazione più complessa del corpo umano, si può dire che sono ben poche le persone con una costituzione perfetta.
Il consumo dipende poi da quanto ci lavori sopra. Difficile che un impiegato che non fa sport e sta seduto 8 ore al giorno arrivi a lamentare problemi alla cartilagine, per noi che le ginocchia le facciamo frullare parecchio prima o poi i problemi arrivano.

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Messaggio Da Riki66 il Ven 24 Apr 2015, 23:48

felixx ha scritto:ma secondo te una lesione di quarto grado del condilo femorale esterno puo' essere causato da cattiva postura durante il camminamento oppure e' piu probabile che siano le millemila ripetute con la lanciapalle colpendo rovescio a due mani con impugnatura di destro in eastern che sentivo che bruciavo tutta la potenza e percepivo di fare un movimento del tutto innaturale?

se hai il piede valgo o piatto e ginocchio valgo la postura potrebbe predisporre al problema...
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Messaggio Da Ospite il Sab 25 Apr 2015, 19:10

grazie Riki e grazie a tutti per i vostri contributi... fanno piacere...
guardando il cd dell'operazione (lo guardo e lo riguardo ma non riesco a capire bene) noto che c'e' una freccina che si muove (gira) per
il tondo dell'inquadratura...
cosa indica?
si muove seguendo il cerchio dell'inquadratura, un po' verso sinistra e un po' verso destra... un po' verso l'alto e un po' verso il basso..
cosa indica?
penso che indichi la posizione dell'attrezzo ma non capisco...
che ne dite?

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Messaggio Da Ospite il Sab 25 Apr 2015, 19:28

ma se metto un minuto di video dell'intervento... gli highligts, riuscite a spiegarmi l'operazione?

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Messaggio Da Ospite il Sab 25 Apr 2015, 19:38

e poi, la telecamera che inseriscono (e' come una penna) ha la testa che gira oppure e' fissa? (quindi per cambiare inquadratura occorre muovere la penna?

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Messaggio Da Ospite il Lun 07 Set 2015, 17:42

raga... aggiorno il thread...

per adesso, a poco più di quattro mesi dall'intervento, sembra essere tutto ok... ho riniziato a giocare e per adesso non sento dolore... speriamo bene...

grazie per le vostre preziose informazioni...
anch'io se potrò farò il possibile per essere utile...

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