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I mancini, "strani" avversari: tattica
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I mancini, "strani" avversari: tattica
Mi chiedo: nel momento in cui si affronta un mancino, le tattiche restano sempre le stesse?
il dilemma nasce soprattutto dalle diagonali perché non vengono affrontate con gli stessi colpi ma opposti.
Finché si riesce a tenerli sulla nostra diagonale di diritto, dovremmo essere avvantaggiati visto che loro colpirebbero di rovescio.
ma se malauguratamente la situazione si inverte?
che si fa?
il dilemma nasce soprattutto dalle diagonali perché non vengono affrontate con gli stessi colpi ma opposti.
Finché si riesce a tenerli sulla nostra diagonale di diritto, dovremmo essere avvantaggiati visto che loro colpirebbero di rovescio.
ma se malauguratamente la situazione si inverte?
che si fa?
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ho l'occhio di pulcinella
Con il polibutilene ogni colpo riesce bene!
(cit. by Satrapo)

oedem- Moderatore
- Messaggi: 4257
Data d'iscrizione: 01.12.09
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
I mancini sono sempre avvantaggiati negli incontri coi destromani. Noi siamo costretti a ragionare "al contrario" di come facciamo di solito, mentre per loro incontrare un destro rientra nella normalità. E' vero che nello scambio in diagonale tra il nostro dritto e il loro rovescio noi possiamo comandare, ma solitamente si insiste sulla diagonale di dritto per poi attaccare sul rovescio appena l'avversario ci concede un po' di spazio. Con un mancino l'attacco avverrebbe sul suo dritto e saremmo più esposti al passante.
Nel mio caso, il mio attacco naturale avviene col back profondo in diagonale sul rovescio avversario. Dal momento che il passante lungolinea su un attacco in back non è la cosa più agevole di questo mondo, di solito mi ritrovo a giocare la prima volèe di rovescio ed è quella che mi riesce meglio.
Al contrario se attacco un mancino sul suo rovescio, dovrò fare un back lungolinea che non sarà così insidioso e mi esporrà sia al passante lungolinea che al passante incrociato, e in ogni caso sulla prima voleè non sarò mai completamente a mio agio come avviene incontrando un destrorso.
Nel mio caso, il mio attacco naturale avviene col back profondo in diagonale sul rovescio avversario. Dal momento che il passante lungolinea su un attacco in back non è la cosa più agevole di questo mondo, di solito mi ritrovo a giocare la prima volèe di rovescio ed è quella che mi riesce meglio.
Al contrario se attacco un mancino sul suo rovescio, dovrò fare un back lungolinea che non sarà così insidioso e mi esporrà sia al passante lungolinea che al passante incrociato, e in ogni caso sulla prima voleè non sarò mai completamente a mio agio come avviene incontrando un destrorso.
_________________
Irsa stringer
"Il cervello finisce con l'adattarsi all'invecchiamento rassegnandosi a impartire ordini in linea con la mutata condizione fisica." Satrapo, li 05/07/2010

marco61- Admin
- Messaggi: 4557
Data d'iscrizione: 01.12.09
Età: 50
Località: sanremo
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
marco61 ha scritto:.. E' vero che nello scambio in diagonale tra il nostro dritto e il loro rovescio noi possiamo comandare, ma solitamente si insiste sulla diagonale di dritto per poi attaccare sul rovescio appena l'avversario ci concede un po' di spazio. Con un mancino l'attacco avverrebbe sul suo dritto e saremmo più esposti al passante...
Già , l'ho notato .. il buon ClaudioRM ha la bruttissima abitudine di infilarmi con una staffilata lungolinea di dritto in queste situazioni
.Quando gioco con lui devo ripertermi continuamente (stile mantra) 'èmancinoèmancinoèmancino..' a volte magari inframezzato da qualche epiteto più colorito

m4nd- Messaggi: 864
Data d'iscrizione: 29.01.10
Età: 36
Località: Roma
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
già in piedi a quell'ora?!?!?!
Stefania ti ringrazia per gli auguri..continua a ripetere: "ma che bravo ragazzo!"
m4nd ha scritto:Quando gioco con lui devo ripertermi continuamente (stile mantra) 'èmancinoèmancinoèmancino..' a volte magari inframezzato da qualche epiteto più colorito![]()
...Andre...take it easy, per me va bene se mi metti la palla sul dritto non ti preoccupare!

claudioRM- Messaggi: 201
Data d'iscrizione: 30.07.10
Età: 36
Località: Roma
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
interessante analisi Marco.

vale- Messaggi: 241
Data d'iscrizione: 15.12.09
Età: 40
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
A basso livello, secondo me la tattica non la possiamo snaturare un granchè perchè cercare geometrie nuove cui non siamo abituati significherebbe suicidio certo e gratuiti a gogo'..
Nè possiamo continuamente scappare dalla diagonale con un lungolinea di rovescio molle per non rischiare troppo ...che tanto il mancino se lo aspetta perchè gioca cosi' dalla nascita e cambia sul dritto un quarto d'ora prima.
Lo scambio impostato su una parallela anziche' su una diagonale sarebbe una follia assoluta ...quindi non ci resta che affrontarlo a viso aperto su entrambe le diagonali cercando di rallentare e difendere da sinistra aspettando pazientemente la palla giusta per cambiare diagonale... certo ci vuole un rovescio decente.
Il vantaggio il mancino lo ha da fondocampo e sul servizio da sinistra, ma essendo nato tennisticamente con una "tattica incorporata" che è mettere facilmente pressione di dritto sul nostro rovescio ed annullare i nostri tentativi di cambio lungolinea ... non è difficile che non abbia sviluppato gioco a rete e che li abbia delle grosse carenze .... in tal caso tirarlo fuori dal fondo potrebbe annullare i suoi vantaggi ..
Nè possiamo continuamente scappare dalla diagonale con un lungolinea di rovescio molle per non rischiare troppo ...che tanto il mancino se lo aspetta perchè gioca cosi' dalla nascita e cambia sul dritto un quarto d'ora prima.
Lo scambio impostato su una parallela anziche' su una diagonale sarebbe una follia assoluta ...quindi non ci resta che affrontarlo a viso aperto su entrambe le diagonali cercando di rallentare e difendere da sinistra aspettando pazientemente la palla giusta per cambiare diagonale... certo ci vuole un rovescio decente.
Il vantaggio il mancino lo ha da fondocampo e sul servizio da sinistra, ma essendo nato tennisticamente con una "tattica incorporata" che è mettere facilmente pressione di dritto sul nostro rovescio ed annullare i nostri tentativi di cambio lungolinea ... non è difficile che non abbia sviluppato gioco a rete e che li abbia delle grosse carenze .... in tal caso tirarlo fuori dal fondo potrebbe annullare i suoi vantaggi ..

albesca- Messaggi: 1143
Data d'iscrizione: 19.12.09
Località: Prov. MI

Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
A volte l'essere mancino mi fa proprio godere...soprattutto quando sento sklerare l'avversario, del tipo: "CAZZ. E' MANCINO...TE LO VUOI RICORDAREEEEEEE ?"
Vero Marco??
Vero Marco??

Robbik- Messaggi: 129
Data d'iscrizione: 13.01.10
Località: la riviera dei "fuori"

Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
Verissimo, con te devo sempre rivedere tutti gli schemi. E' anche vero che nei giorni in cui riesco ad inchiodarti col servizio esterno, o centrale quando servo da sinistra, di punti ne porto a casa parecchi. Però non posso permettermi il classico attacco in back in diagonale senza fare i conti col tuo drittaccio malefico.Robbik ha scritto:A volte l'essere mancino mi fa proprio godere...soprattutto quando sento sklerare l'avversario, del tipo: "CAZZ. E' MANCINO...TE LO VUOI RICORDAREEEEEEE ?"
Vero Marco??
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"Il cervello finisce con l'adattarsi all'invecchiamento rassegnandosi a impartire ordini in linea con la mutata condizione fisica." Satrapo, li 05/07/2010

marco61- Admin
- Messaggi: 4557
Data d'iscrizione: 01.12.09
Età: 50
Località: sanremo
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
Robbik ha scritto:A volte l'essere mancino mi fa proprio godere...soprattutto quando sento sklerare l'avversario, del tipo: "CAZZ. E' MANCINO...TE LO VUOI RICORDAREEEEEEE ?"
...perché non ti è mai capitato che dopo 15/20min di gioco il tuo avversario si gira e fa...

claudioRM- Messaggi: 201
Data d'iscrizione: 30.07.10
Età: 36
Località: Roma
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
Ah si, certo...e devi vedere quando capita a me che sconforto!!
Il problema e' che poi si cade sempre nella confusione pre-tiro, dalla serie "ho cambiato 23 volte idea su dove tirare.."
Il problema e' che poi si cade sempre nella confusione pre-tiro, dalla serie "ho cambiato 23 volte idea su dove tirare.."

Robbik- Messaggi: 129
Data d'iscrizione: 13.01.10
Località: la riviera dei "fuori"

Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
...da mancino di basso livello soffro nell'attaccare i destrimani con il rovescio il rovescio in back dato che non posso incrociare pena mettergliela sul dritto e quindi: o sono sbilanciati allora provo a fare un back morbido decisamente angolato con rimbalzo nella terra di nessuno o lungo linea e prego che la palla passi la rete.
Stessa cosa con il rovescio coperto d'approccio lungo linea, colpo che mi piace molto giocare e che provo spesso per fare pratica e che qualche volta mi regala soddisfazioni.
Stessa cosa con il rovescio coperto d'approccio lungo linea, colpo che mi piace molto giocare e che provo spesso per fare pratica e che qualche volta mi regala soddisfazioni.

claudioRM- Messaggi: 201
Data d'iscrizione: 30.07.10
Età: 36
Località: Roma
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
Mahhhhh io con i mancini non ho mai cambiato il mio modo di giocare anche perche' significava pensare troppo ,e per me il pensare troppo non era una cosa positiva...........percio' stessi schemi che con un destro,stando piu attento ad attaccarlo sul colpo piu debole,che non sempre per un mancino e il rovescio...........comunque a volte mi andava bene a volte no,quello che soffrivo erano invece i diversi angoli che mi trovavano sia sui servizi che in fase di gioco quello si che mi mandava in crisi ......
veterano- Moderatore
- Messaggi: 334
Data d'iscrizione: 09.01.10
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
la penso come veterano, preferisco non cambiare schemi perché se saltano gli automatismi e comincio a pensare troppo a cio' che devo fare sono più quelle che sbaglio che quelle che metto dentro.
fortunatamente essendo io mancino é un problema che mi capita raramente
fortunatamente essendo io mancino é un problema che mi capita raramente

miguel- Messaggi: 2160
Data d'iscrizione: 08.12.09
Età: 45
Località: torino
Re: I mancini, "strani" avversari: tattica
Eh il mancino è un bel problema, andrebbero vietati per legge!!
Scherzi a parte, ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero che sono state già introdotte dai post di chi mi ha preceduto:
1) Dannati l'anima
2) Fregatene
Dannarsi l'anima vuol dire in soldoni stravolgere i propri schemi per adattarli al mancino che si ha di fronte.
Prendendo Marco che ama attaccare incrociando il back come esempio, se l'unica correzione per attaccare un mancino consistesse nel sostituire un attacco in back incrociato con uno lungolinea beh, con un minimo di tecnica la cosa sarebbe abbastanza fattibile.
Ma la vera difficoltà non risiede tanto nell'esecuzione in sè, bensì in quello che ne segue perchè esecuzione a parte (e ripeto a livelli appena discreti attaccare in lungolinea invece che incrociato non è mission impossible) poi ci troveremo a dover difendere la rete in situazioni totalmente diverse rispetto a quelle in cui ci troviamo di solito attaccando come ci piace fare, ma attenzione: non si tratta solo di posizionarsi a rete per fronteggiare il passante che seguirà al nostro attacco lungolinea invece che incrciato, si tratta di posizionarsi a rete per fronteggiare un passante MANCINO. Quindi ho attaccato nella maniera che a me è meno congeniale (e questo comporta comunque di per se un certo disagio e una maggiore percentuale di rischio) e in più riceverò un passante comunque DIVERSO non solo perchè proviene da una situazione alla quale sono meno abituato, ma proprio perchè produrrà angolazioni diverse! Quindi attaccando in maniera a me comunque meno congeniale non ho pareggiato la situazione perchè troverò si un rovescio, ma un rovescio mancino.
E questo vale anche per gli schemi da fondo, non è tanto il dover piazzare la palla in maniera diversa per ottenere gli stessi risultati (esempio banale evitare il dritto avversario o proteggere il proprio rovescio) ma è la differenza di copertura campo che deriva dal fatto che il mancino troverà comunque angolazioni differenti, inaspettate, inconsuete.
In sostanza posso riuscire a impormi di attaccare lungolinea anzichè incrociato perchè il mio avversario è mancino, ma INEVITABILMENTE coprirò il campo comunque come se avessi attaccato in lungolinea UN DESTRO, perchè mentre per piazzare la palla si deve comunque sempre "decidere" di metterla in un punto (Marco per attaccare incrociato deve comunque dirsi "incrocia" anche se è il suo schema preferito) e quindi si può abbastanza agevolmente tenere a mente che avendo di fronte un mancino si dovrà attaccarlo lungolinea per trovare il rovescio (e Marco invece di "incrocia" si dirà "è mancino, lungolinea!"), ben diverso è il discorso relativo alla copertura campo, essendo appunto le dinamiche di rientro in copertura schemi appresi in allenamento per essere applicati in partita in maniera automatica.
Quando imposto una diagonale da fondo, quando attacco incrociato, quando apro in lungolinea etc. etc. so che dovrò poi coprire una particolare zona del campo perchè me lo hanno insegnato in allenamento, e perchè la consuetudine in partita mi ha confermato che quella è effettivamente la posizione migliore da assumere, ma in queste dinamiche non c'è tempo per decisioni volontarie del giocatore, perchè la direzione da prendere uscendo da un colpo deve essere una reazione istantanea e immediata, tanto che già nell'impostare lo swing si ricerca una uscita favorevola alla direzione del rientro in copertura. Nessuno pensa ho impostato una diagonale devo rientrare a 3/4 campo e non al centro (riferimento laterale), nessuno pensa ho attaccato incrociato devo coprire la rete in tale modo etc. ma ci viene insegnato dove andare in seguito ad ogni nostro piazzamento di palla per coprire il campo e fronteggiare il colpo avversario, e noi quello facciamo in maniera che diventa istintiva con la pratica.
Quindi cambiare gli schemi di piazzamento comporta comunque un disorientamento ed una difficoltà maggiore perchè siamo chiamati ad adottare soluzioni che non sono le nostre "preferite" e in più comunque non pareggia la situazione perchè anche se mi sforzo di cercare il rovescio mancino poi quel rovescio troverà COMUNQUE angolazioni differenti, quindi al disorientamento di trovarmi costretto ad adottare schemi differenti si aggiungerà quello INEVITABILE del dover fronteggaire angolazioni differenti.
Perciò pareggiare la situazione "tattica" contro un mancino è impossibile, e su questa considerazione si basa la teoria del "fregatene", che sceglie sostanzialmente di pagare comunque un doppio dazio al mancino (perchè soffrirò SEMPRE le sue angolazioni e inoltre non cambiando piazzamento gli giocherò spesso sul dritto) ma di conservare almeno l'agio di eseguire comunque i miei schemi preferiti.
Ora quale sia l'alternativa migliore tra il fregarsene e il dannarsi l'anima è difficile da dirsi perchè dipende molto dalle nostre caratteristiche, in generale se si ha un buon colpo su cui contare io consiglio di fregarsene e di affidarsi ai propri schemi, se invece il proprio gioco è affidato alla "manovra" allora adattare schemi differenti contro i mancini è quasi un obbligo.
L'inferno in cui ti trascina un mancino consiste soprattutto nella sensazione di trovarsi sempre in ritardo (se non addirittura difetto) di posizione, e la cosa più fastidiosa è che non esiste piazzamento o tattica che possa annullare questo vantaggio.
Scherzi a parte, ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero che sono state già introdotte dai post di chi mi ha preceduto:
1) Dannati l'anima
2) Fregatene
Dannarsi l'anima vuol dire in soldoni stravolgere i propri schemi per adattarli al mancino che si ha di fronte.
Prendendo Marco che ama attaccare incrociando il back come esempio, se l'unica correzione per attaccare un mancino consistesse nel sostituire un attacco in back incrociato con uno lungolinea beh, con un minimo di tecnica la cosa sarebbe abbastanza fattibile.
Ma la vera difficoltà non risiede tanto nell'esecuzione in sè, bensì in quello che ne segue perchè esecuzione a parte (e ripeto a livelli appena discreti attaccare in lungolinea invece che incrociato non è mission impossible) poi ci troveremo a dover difendere la rete in situazioni totalmente diverse rispetto a quelle in cui ci troviamo di solito attaccando come ci piace fare, ma attenzione: non si tratta solo di posizionarsi a rete per fronteggiare il passante che seguirà al nostro attacco lungolinea invece che incrciato, si tratta di posizionarsi a rete per fronteggiare un passante MANCINO. Quindi ho attaccato nella maniera che a me è meno congeniale (e questo comporta comunque di per se un certo disagio e una maggiore percentuale di rischio) e in più riceverò un passante comunque DIVERSO non solo perchè proviene da una situazione alla quale sono meno abituato, ma proprio perchè produrrà angolazioni diverse! Quindi attaccando in maniera a me comunque meno congeniale non ho pareggiato la situazione perchè troverò si un rovescio, ma un rovescio mancino.
E questo vale anche per gli schemi da fondo, non è tanto il dover piazzare la palla in maniera diversa per ottenere gli stessi risultati (esempio banale evitare il dritto avversario o proteggere il proprio rovescio) ma è la differenza di copertura campo che deriva dal fatto che il mancino troverà comunque angolazioni differenti, inaspettate, inconsuete.
In sostanza posso riuscire a impormi di attaccare lungolinea anzichè incrociato perchè il mio avversario è mancino, ma INEVITABILMENTE coprirò il campo comunque come se avessi attaccato in lungolinea UN DESTRO, perchè mentre per piazzare la palla si deve comunque sempre "decidere" di metterla in un punto (Marco per attaccare incrociato deve comunque dirsi "incrocia" anche se è il suo schema preferito) e quindi si può abbastanza agevolmente tenere a mente che avendo di fronte un mancino si dovrà attaccarlo lungolinea per trovare il rovescio (e Marco invece di "incrocia" si dirà "è mancino, lungolinea!"), ben diverso è il discorso relativo alla copertura campo, essendo appunto le dinamiche di rientro in copertura schemi appresi in allenamento per essere applicati in partita in maniera automatica.
Quando imposto una diagonale da fondo, quando attacco incrociato, quando apro in lungolinea etc. etc. so che dovrò poi coprire una particolare zona del campo perchè me lo hanno insegnato in allenamento, e perchè la consuetudine in partita mi ha confermato che quella è effettivamente la posizione migliore da assumere, ma in queste dinamiche non c'è tempo per decisioni volontarie del giocatore, perchè la direzione da prendere uscendo da un colpo deve essere una reazione istantanea e immediata, tanto che già nell'impostare lo swing si ricerca una uscita favorevola alla direzione del rientro in copertura. Nessuno pensa ho impostato una diagonale devo rientrare a 3/4 campo e non al centro (riferimento laterale), nessuno pensa ho attaccato incrociato devo coprire la rete in tale modo etc. ma ci viene insegnato dove andare in seguito ad ogni nostro piazzamento di palla per coprire il campo e fronteggiare il colpo avversario, e noi quello facciamo in maniera che diventa istintiva con la pratica.
Quindi cambiare gli schemi di piazzamento comporta comunque un disorientamento ed una difficoltà maggiore perchè siamo chiamati ad adottare soluzioni che non sono le nostre "preferite" e in più comunque non pareggia la situazione perchè anche se mi sforzo di cercare il rovescio mancino poi quel rovescio troverà COMUNQUE angolazioni differenti, quindi al disorientamento di trovarmi costretto ad adottare schemi differenti si aggiungerà quello INEVITABILE del dover fronteggaire angolazioni differenti.
Perciò pareggiare la situazione "tattica" contro un mancino è impossibile, e su questa considerazione si basa la teoria del "fregatene", che sceglie sostanzialmente di pagare comunque un doppio dazio al mancino (perchè soffrirò SEMPRE le sue angolazioni e inoltre non cambiando piazzamento gli giocherò spesso sul dritto) ma di conservare almeno l'agio di eseguire comunque i miei schemi preferiti.
Ora quale sia l'alternativa migliore tra il fregarsene e il dannarsi l'anima è difficile da dirsi perchè dipende molto dalle nostre caratteristiche, in generale se si ha un buon colpo su cui contare io consiglio di fregarsene e di affidarsi ai propri schemi, se invece il proprio gioco è affidato alla "manovra" allora adattare schemi differenti contro i mancini è quasi un obbligo.
L'inferno in cui ti trascina un mancino consiste soprattutto nella sensazione di trovarsi sempre in ritardo (se non addirittura difetto) di posizione, e la cosa più fastidiosa è che non esiste piazzamento o tattica che possa annullare questo vantaggio.

Satrapo- Moderatore
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