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La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da spalama il Mar 11 Lug 2017, 12:49

Kingkongy ha scritto:Spalama...sul fatto che di cessi, in giro, ve ne siano parecchi, niente da dire!
Però non si può continuare a dondolarsi sulla sedia di vimini, con il plaid sulle ginocchia, ricordando i bei tempi passati...
I giocatori del Tour che usano le PT57 o, ancor meno, le H22 sono davvero pochi ormai. Il gioco è cambiato, lo swing è cambiato, i materiali sono cambiati. Non torneranno mai a rifare le Kneissl o le Yamaha.
Al limite Siegfried Kuebler si rimetterà al lavoro per inventare qualcosa...però, se tanto mi dà tanto, a te l'ingegnere aerospaziale ti sta un po' sul gozzo... Eppure ha fatto la storia del tennis.

Forse non ci siamo capiti.

Mi riferivo al fatto che invece di costruire dei cessi rigidi vibranti su cui poi si montano corde rigide vibranti, sarebbe meglio che utolizzasse4o materiali migliori e li schiumarli invece di lasciarli vuoti.

Nel vuoto le vibrazioni viaggiano liberamente.

Non devono rifare le racchette di una volta, devono fare meglio quelle di adesso.

E non basta, come dice Mario, che Dunlop e yonex lo fanno, perché vendono 10 racchette all'anno.

Mi piacerebbe sentire che babolat Wilson ed head inizino a produrre roba fatta bene.

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Ospite il Mar 11 Lug 2017, 14:31

spalama ha scritto:

Forse non ci siamo capiti.

Mi riferivo al fatto che invece di costruire dei cessi rigidi vibranti su cui poi si montano corde rigide vibranti, sarebbe meglio che utolizzassero materiali migliori e li schiumarli invece di lasciarli vuoti.

Non devono rifare le racchette di una volta, devono fare meglio quelle di adesso.

Il concetto è questo ma alla fine o compri Yonex o ti fai una "custom made"... comunque la Prince textreme non è male... ma io sono di parte... Very Happy

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da cobrama il Mer 12 Lug 2017, 23:39

Kingkongy ha scritto:hehehehheh Giò....calma, calma...
Ci si arriva all'effetto fionda, un po' di tempo e ci si arriva. Ovvero, non si ci si è ancora arrivati.
Però, non è che non ci si pensi...eccome!
Prendi un telaio e diciamo che vibri a 150 Hz. Significa che 150 volte sarà in deflessione da una parte e 150 volte sarà in flessione contraria.
Sulle corde la pallina ci sta dai 3 ai 5ms (mediamente 4 millisecondi), ovvero flette le corde - andata e ritorno - in un 250mo di secondo... Come dici tu se ne va dal piatto corde mentre la racchetta sta ancora flettendo indietro.
La pallina è molto più "bradipa".
Pertanto...bisogna cercare di fare corde più "lente", ovvero che non si facciano scappare la palla così in fretta.
Oppure puoi fare un telaio da 250 Hz... ma comodo non deve essere!
Ovvero servono corde molto, molto specializzate che si armonizzino a livello di vibrazioni con il telaio. Praticamente corde abbinate con un range di utilizzo e tensionamento ristretto.
Ci stanno lavorando.
sono daccordo basta avere mente aperta e non chiudersi a riccio dietro ai dogmi
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Tempesta il Gio 13 Lug 2017, 12:02

Le nuove Donnay dal 2015 le fanno tutte con la schiuma interna al telaio.
Possono o meno piacere come racchette X le loro caratteristiche ma sono veramente fantastiche all'impatto e per come sono fatte.
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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Ospite il Gio 13 Lug 2017, 12:51

Tempesta ha scritto:Le nuove Donnay dal 2015 le fanno tutte con la schiuma interna al telaio.
Possono o meno piacere come racchette X le loro caratteristiche ma sono veramente fantastiche all'impatto e per come sono fatte.
sembrano quasi "oldstyle"...

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

Messaggio Da Ospite il Gio 13 Lug 2017, 13:01

Comunque giusto per tornare in topic credo che risulterebbe eccessivo incordare un telaio "leggero" 300gr con tensioni basse il risultato sarebbe solo poco controllo e necessità di coprire maggiormente il colpo velocizzandolo. Su un telaio fra 315 e 330 gr (non incordato) potrebbe essere più sensato avendo maggiore inerzia e spinta legata al peso. Io adotto questa tipologia incluso il budello a 20 kg quando ho fastidi o indolenzimenti, anche se il budello resta in ogni caso confortevole.
Sul dwell time lo preferisco sempre alto per dare maggior rotazione alla pallina, la sento di più e riesco ad accompagnarla meglio. Questa è almeno la mia sensazione, riesco così a dare il top spin da riga di fondo campo.
Comunque si, tensioni più basse non sono sinonimo di maggiore forza o maggiore profondità bensì solo maggior comfort e maggior dwell time... Questo è il mio pensiero.

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Re: La leggenda metropolitana de "l'effetto fionda"

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