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Il tennis e la voglia di vincere.
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Il tennis e la voglia di vincere.
Ho già scritto diverse mie considerazioni su questi aspetti... che hanno dato vita a dibattiti interessanti.
Sono anche stato "contrastato" (ovviamente in modo civile) con teorie che tendevano a dimostrare che la "voglia di vincere", il "killer instinct" era una mera questione tecnica, e non esisteva.
Questo "cozzava"contro le mie convinzioni e quello che avevo ascoltato da TUTTI i giocatori di alto livello con cui avevo avuto il piacere di parlare di tennis.
Ho trovato questo bel pezzo scritto da un certo McEnroe.
Spero lo possiate trovare interessante... perdonate alcune frasi in grassetto... ma le trovo illuminanti.
IL TENNIS E' INTELLIGENZA E VOGLIA DI VINCERE
"Per quanto riesco a ricordare, non c'è stato un vero e proprio momento in cui ho compreso che il tennis è soprattutto un gioco di intelligenza. Non credo di averlo mai analizzato da questo punto di vista. Ho sempre avuto un forte spirito agonistico, ancora prima di vincere in un torneo.
Non c'è dubbio comunque che l'essere competitivi, l'avere la forza mentale per superare ogni sfida, è una tra le migliori risorse di un tennista, molto più utile che possedere un formidabile diritto.C'è un continuo processo di apprendimento. Le sfide che ho superato durante i primi anni della mia carriera continuano a riproporsi anche ora come professionista.
Migliaia di persone giocano a tennis come professionisti, ma di questi solo 128 arrivano a Wimbledon o agli US Open. Provate a fare un giro intorno ai campi nei primi giorni di questi tornei: quei giocatori non sono lì perchè fisicamente più forti, più preparati o dotati di maggior talento. Ce ne sono molti che magari giocano alla perfezione tutti i colpi, ma che non sono mai arrivati ad un torneo del Grande Slam. Quei centovontotto sono lì perchè hanno grinta, perchè l'hanno voluto più degli altri.
Ricordo che nei tornei junior c'erano ragazzi che vincevano quasi sempre, ma non hanno nemmeno tentato di arrivare ad un grande traguardo. La preparazione fisica ed atletica conta molto quando si hanno 12 anni, ma in seguito si tratta soprattutto di una battaglia psicologica. vincono i giocatori che hanno più grinta, non i più grossi o quelli con più stile."
John McEnroe
Direi che mi trovo in ottima compagnia...
Sono anche stato "contrastato" (ovviamente in modo civile) con teorie che tendevano a dimostrare che la "voglia di vincere", il "killer instinct" era una mera questione tecnica, e non esisteva.
Questo "cozzava"contro le mie convinzioni e quello che avevo ascoltato da TUTTI i giocatori di alto livello con cui avevo avuto il piacere di parlare di tennis.
Ho trovato questo bel pezzo scritto da un certo McEnroe.
Spero lo possiate trovare interessante... perdonate alcune frasi in grassetto... ma le trovo illuminanti.
IL TENNIS E' INTELLIGENZA E VOGLIA DI VINCERE
"Per quanto riesco a ricordare, non c'è stato un vero e proprio momento in cui ho compreso che il tennis è soprattutto un gioco di intelligenza. Non credo di averlo mai analizzato da questo punto di vista. Ho sempre avuto un forte spirito agonistico, ancora prima di vincere in un torneo.
Non c'è dubbio comunque che l'essere competitivi, l'avere la forza mentale per superare ogni sfida, è una tra le migliori risorse di un tennista, molto più utile che possedere un formidabile diritto.C'è un continuo processo di apprendimento. Le sfide che ho superato durante i primi anni della mia carriera continuano a riproporsi anche ora come professionista.
Migliaia di persone giocano a tennis come professionisti, ma di questi solo 128 arrivano a Wimbledon o agli US Open. Provate a fare un giro intorno ai campi nei primi giorni di questi tornei: quei giocatori non sono lì perchè fisicamente più forti, più preparati o dotati di maggior talento. Ce ne sono molti che magari giocano alla perfezione tutti i colpi, ma che non sono mai arrivati ad un torneo del Grande Slam. Quei centovontotto sono lì perchè hanno grinta, perchè l'hanno voluto più degli altri.
Ricordo che nei tornei junior c'erano ragazzi che vincevano quasi sempre, ma non hanno nemmeno tentato di arrivare ad un grande traguardo. La preparazione fisica ed atletica conta molto quando si hanno 12 anni, ma in seguito si tratta soprattutto di una battaglia psicologica. vincono i giocatori che hanno più grinta, non i più grossi o quelli con più stile."
John McEnroe
Direi che mi trovo in ottima compagnia...

correnelvento- Messaggi: 7072
Data d'iscrizione: 12.07.10
Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Adesso però devi dirci tutta la verità:
quando lo hai visto, ma soprattutto, quanto gli hai dovuto dare?
quando lo hai visto, ma soprattutto, quanto gli hai dovuto dare?
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Irsa stringer
"Il cervello finisce con l'adattarsi all'invecchiamento rassegnandosi a impartire ordini in linea con la mutata condizione fisica." Satrapo, li 05/07/2010

marco61- Admin
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
marco61 ha scritto:Adesso però devi dirci tutta la verità:
quando lo hai visto, ma soprattutto, quanto gli hai dovuto dare?![]()
Mi sono messo d'accordo.
Gli ho lasciato vincere una partita...
:Ogni uomo ha il suo prezzo.

correnelvento- Messaggi: 7072
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Quoto McEnroe in pieno! Avere un bel diritto o un bel servizio non porta da nessuna parte. Il giusto atteggiamento fa molto di piu' (o molto di meno, vedi Andy Murray).
Ho un cliente di 10 anni che e' n.1 in Australia Under 10. Non e' un fenomeno, buon tennista come mille altri. Ma l'ho sentito dire a un avversario che stava per servire "Come on, testa di caxxo! Fammi vedere cosa sai fare!"
E il poveretto ha tirato un doppio fallo!
Psicologia vincente!
Ho un cliente di 10 anni che e' n.1 in Australia Under 10. Non e' un fenomeno, buon tennista come mille altri. Ma l'ho sentito dire a un avversario che stava per servire "Come on, testa di caxxo! Fammi vedere cosa sai fare!"
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La mia racchetta e' li' solo per tenere le corde.
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Stefano- Admin
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Stefano ha scritto:Quoto McEnroe in pieno! Avere un bel diritto o un bel servizio non porta da nessuna parte. Il giusto atteggiamento fa molto di piu' (o molto di meno, vedi Andy Murray).
Ho un cliente di 10 anni che e' n.1 in Australia Under 10. Non e' un fenomeno, buon tennista come mille altri. Ma l'ho sentito dire a un avversario che stava per servire "Come on, testa di caxxo! Fammi vedere cosa sai fare!"![]()
E il poveretto ha tirato un doppio fallo!
Psicologia vincente!
sicuramente gli hanno dato 20 giorni di ban!

correnelvento- Messaggi: 7072
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
correnelvento ha scritto:
sicuramente gli hanno dato 20 giorni di ban!![]()
Giovanni, lo buttano fuori per sospensione da piu' tornei di quanti ne riesca a giocare! Il problema e' che a quel livello non c'e' un giudice di sedia, per cui la maggior parte delle volte la fa franca.
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Stefano- Admin
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Ho visto persone molto intelligenti, e molto appassionate, giocare a tennis in modo molto stupido, e persone non particolarmente “intelligenti” diventare, in campo, delle vere volpi.
La cosa che mi fa ridere e' che è perfettamente possibile essere tennisti intelligenti senza per questo essere uomini particolarmente intelligenti.
Misteri della razza umana.
La cosa che mi fa ridere e' che è perfettamente possibile essere tennisti intelligenti senza per questo essere uomini particolarmente intelligenti.
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veterano- Moderatore
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
veterano ha scritto:
La cosa che mi fa ridere e' che è perfettamente possibile essere tennisti intelligenti senza per questo essere uomini particolarmente intelligenti.
Vet, credo che tu ti riferisca alla maggior parte dei tennisti pro, vero?
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Stefano- Admin
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Comunque si torna allo stesso discorso: la voglia di vincere accresce sempre di più in concomitanza con la crescita tecnica.
Se io non ho delle buone basi e dei colpi che mi diano sicurezza, posso metterci tutta la grinta che voglio ma di match ne vinco pochi.
Ora, se parliamo di basso livello si vedono in giro dei quarta categoria che non sanno tenere la racchetta in mano, ma a trovarseli contro c'è poco da divertirsi.
E qui credo che la determinazione, la voglia di portare a casa il match sia determinante.
A livelli più alti, costruirsi una tecnica solida è la base sulla quale si posa la nostra forza psicologica.
Su quanto scrive McEnroe, non sono d'accordo su questo punto in particolare:
Non c'è dubbio comunque che l'essere competitivi, l'avere la forza mentale per superare ogni sfida, è una tra le migliori risorse di un tennista, molto più utile che possedere un formidabile diritto.
Allora, intanto cominciate a darmi un formidabile diritto, poi magari la voglia di vincere ce la metto io.
Se io non ho delle buone basi e dei colpi che mi diano sicurezza, posso metterci tutta la grinta che voglio ma di match ne vinco pochi.
Ora, se parliamo di basso livello si vedono in giro dei quarta categoria che non sanno tenere la racchetta in mano, ma a trovarseli contro c'è poco da divertirsi.
E qui credo che la determinazione, la voglia di portare a casa il match sia determinante.
A livelli più alti, costruirsi una tecnica solida è la base sulla quale si posa la nostra forza psicologica.
Su quanto scrive McEnroe, non sono d'accordo su questo punto in particolare:
Non c'è dubbio comunque che l'essere competitivi, l'avere la forza mentale per superare ogni sfida, è una tra le migliori risorse di un tennista, molto più utile che possedere un formidabile diritto.
Allora, intanto cominciate a darmi un formidabile diritto, poi magari la voglia di vincere ce la metto io.
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marco61- Admin
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Marco, capisco cosa vuoi dire, ma pensiamo a gente con un formidabile servizio: Karlovic, Isner, Roddick, tanto per citarne alcuni.
Dovrebbero vincere tutto. In fin dei conti, un set puo' essere portato a casa semplicemente vincendo 2 miseri punti piu' dell'avversario. Ma non va mai a finire cosi'.
Il che significa che aver un buon servizio non basta, come non basta un buon diritto. Pensiamo a Federer. Non ha il miglior servizio, ne' il miglior rovescio del circuito. Ma per molti anni e' stato pressoche' imbattibile.
E' intelligente, legge gli avversari come un libro aperto e applica la tattica giusta al momento giusto. Anche senza tirare cannonate.
Dovrebbero vincere tutto. In fin dei conti, un set puo' essere portato a casa semplicemente vincendo 2 miseri punti piu' dell'avversario. Ma non va mai a finire cosi'.
Il che significa che aver un buon servizio non basta, come non basta un buon diritto. Pensiamo a Federer. Non ha il miglior servizio, ne' il miglior rovescio del circuito. Ma per molti anni e' stato pressoche' imbattibile.
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Stefano- Admin
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Siamo d'accordo, però diamo a Karlovic il dritto di Federer e vedrai che diventa ingiocabile anche lui. Stesso discorso vale se Federer avesse anche il servizio di Karlovic. Diventerebbe ingiocabile, mentre così qualche match lo perde anche lui.
Voglio dire: la tecnica di Karlovic non è paragonabile a quella di Federer, però è anche vero che a parità di tecnica probabilmente Federer avrebbe quella dote in più che lo renderebbe comunque superiore a Karlovic.
Però qualcosa devo avere, perchè se non ho sicurezza dei miei mezzi difficilmente potrò sviluppare quel killer instinct che mi può aiutare ad emergere.
Voglio dire: la tecnica di Karlovic non è paragonabile a quella di Federer, però è anche vero che a parità di tecnica probabilmente Federer avrebbe quella dote in più che lo renderebbe comunque superiore a Karlovic.
Però qualcosa devo avere, perchè se non ho sicurezza dei miei mezzi difficilmente potrò sviluppare quel killer instinct che mi può aiutare ad emergere.
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marco61- Admin
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
marco61 ha scritto:
Però qualcosa devo avere, perchè se non ho sicurezza dei miei mezzi difficilmente potrò sviluppare quel killer instinct che mi può aiutare ad emergere.
Si certo, parliamo di 2 giocatori a livello simile.
Un quarta categoria intelligente non vincera' mai contro un seconda rimbambito.
Ma credo anche che un rimbambito non diventerebbe mai seconda.
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Stefano- Admin
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Località: Melbourne-Australia

Re: Il tennis e la voglia di vincere.
steeee,nn mi toccare il servizio di rogerStefano ha scritto:Marco, capisco cosa vuoi dire, ma pensiamo a gente con un formidabile servizio: Karlovic, Isner, Roddick, tanto per citarne alcuni.
Dovrebbero vincere tutto. In fin dei conti, un set puo' essere portato a casa semplicemente vincendo 2 miseri punti piu' dell'avversario. Ma non va mai a finire cosi'.
Il che significa che aver un buon servizio non basta, come non basta un buon diritto. Pensiamo a Federer. Non ha il miglior servizio, ne' il miglior rovescio del circuito. Ma per molti anni e' stato pressoche' imbattibile.
E' intelligente, legge gli avversari come un libro aperto e applica la tattica giusta al momento giusto. Anche senza tirare cannonate.
......e' sicuramente meno potente di quello di isner o roddick,ma lo reputo cmq uno dei migliori servizi del circuito,e' molto meno appariscente,ma la piazza come pochi e manco e' una mozzarella...sul rovescio sono d'accordo,e' molto bello ma sicuramente nn vince le partite col rovescio
Abracadabra78- Messaggi: 727
Data d'iscrizione: 12.07.10
Età: 34
Località: milano
Re: Il tennis e la voglia di vincere.
Non ho mai visto nessun giocatore vincere tornei importanti giocando un tennis di qualità sensibilmente inferiore alla media dei suoi diretti avversari, lo stesso Gilbert che essendo un "ragazzo" molto furbo ha fatto una marea di soldi raccontando in giro come si potesse vincere giocando un tennis "orrendo" grazie ad attitudini mentali e tattiche che sono sicuramente valide ma non decisive, era in realtà dotato di ottime doti tennistiche.
Che a partità di livello tecnico vinca il più coriaceo ce lo siamo ripetuti mille volte, ed è talmente ovvio quanto inutile da ripetere: se siamo vicini tecnicamente vincerà sempre il più "cattivo" o il più "motivato".
Se c'è differenza tecnica quantificabile e consistente potete anche mangiarvi grafite a colazione, perderete.
Se su 100 dritti me ne sbagliate 20 e incontrate uno che sugli stessi 100 dritti che avete tirato voi ne sbaglia 5 potete anche avere tutta la voglia di vincere del mondo uscirete sconfitti 3 volte su 4.
Purtroppo la maggior parte delle persone confonde la tecnica con lo stile o con quello che gli piace vedere, ed ecco che alcuni pensano che Bolelli sia ad esempio più tecnico di Ferrer e che Ferrer gli sia superiore perchè dotato di una cattiveria e di una voglia di vincere maggiore. Bolelli paga a Ferrer un gap TECNICO ENORME, poi vabè nel caso specifico ci aggiungiamo anche un considerevole gap mentale ma questo è un'altro problema!
Quindi molti vedono nella superiorità manifesta di Ferrer nei confronti di Bolelli un aspetto mentale o motivazionale solo perchè non riescono a quantificare il reale gap tecnico. La tecnica si misura con carta e penna, facendo 1000 ripetizioni e contando quante palle vanno a target perchè la tecnica non è un mito dorato nel paradiso dei tennisti, la tecnica è quella sporca alchimia che ci consente di mandare la palla esattamente dove vogliamo che vada e non un bel gesto tra mille errori. Alla velocità alla quale Ferrer palleggia una settimana di fila senza sbagliare Bolelli arriva in ritardo dopo 3 scambi, non c'è atteggiamento mentale che possa cambiare questo gap tecnico.
Per quanto riguarda l'esempio Karlovic, Isner etc etc se Wimbledon si giocasse ancora sulla vera erba karlovic ne avrebbe vinti 3-4, nessuno si è accorto che sono spariti i velocissimi tappeti indoor che spopolavano nella fine degli anni 80 e che l'erba di Wimbledon viene rallentata di anno in anno per evitare che giocatori dotati solo di servizio si portino a casa il torneo più prestigioso del mondo?
Riguardo al ragazzino che a 10 anni dice all'avversario che è un testa di caxxo 20 giorni di ban sono pochi direi almeno il doppio dai!!! Ma era per caso il cuginetto di Fognini che giocava contro il cuginetto di Robredo?
Che a partità di livello tecnico vinca il più coriaceo ce lo siamo ripetuti mille volte, ed è talmente ovvio quanto inutile da ripetere: se siamo vicini tecnicamente vincerà sempre il più "cattivo" o il più "motivato".
Se c'è differenza tecnica quantificabile e consistente potete anche mangiarvi grafite a colazione, perderete.
Se su 100 dritti me ne sbagliate 20 e incontrate uno che sugli stessi 100 dritti che avete tirato voi ne sbaglia 5 potete anche avere tutta la voglia di vincere del mondo uscirete sconfitti 3 volte su 4.
Purtroppo la maggior parte delle persone confonde la tecnica con lo stile o con quello che gli piace vedere, ed ecco che alcuni pensano che Bolelli sia ad esempio più tecnico di Ferrer e che Ferrer gli sia superiore perchè dotato di una cattiveria e di una voglia di vincere maggiore. Bolelli paga a Ferrer un gap TECNICO ENORME, poi vabè nel caso specifico ci aggiungiamo anche un considerevole gap mentale ma questo è un'altro problema!
Quindi molti vedono nella superiorità manifesta di Ferrer nei confronti di Bolelli un aspetto mentale o motivazionale solo perchè non riescono a quantificare il reale gap tecnico. La tecnica si misura con carta e penna, facendo 1000 ripetizioni e contando quante palle vanno a target perchè la tecnica non è un mito dorato nel paradiso dei tennisti, la tecnica è quella sporca alchimia che ci consente di mandare la palla esattamente dove vogliamo che vada e non un bel gesto tra mille errori. Alla velocità alla quale Ferrer palleggia una settimana di fila senza sbagliare Bolelli arriva in ritardo dopo 3 scambi, non c'è atteggiamento mentale che possa cambiare questo gap tecnico.
Per quanto riguarda l'esempio Karlovic, Isner etc etc se Wimbledon si giocasse ancora sulla vera erba karlovic ne avrebbe vinti 3-4, nessuno si è accorto che sono spariti i velocissimi tappeti indoor che spopolavano nella fine degli anni 80 e che l'erba di Wimbledon viene rallentata di anno in anno per evitare che giocatori dotati solo di servizio si portino a casa il torneo più prestigioso del mondo?
Riguardo al ragazzino che a 10 anni dice all'avversario che è un testa di caxxo 20 giorni di ban sono pochi direi almeno il doppio dai!!! Ma era per caso il cuginetto di Fognini che giocava contro il cuginetto di Robredo?

Satrapo- Moderatore
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Re: Il tennis e la voglia di vincere.
è ovvio che un giocatore non è un pupazzo tipo transformer e non possa essere quindi assemblato mettendo il servizio di questo, il rovescio di quell'altro e così via: un giocatore ha un suo preciso modo di sentire e probabilmente il sentire di federer è diverso dal sentire di un giocatore che si affida soprattutto al servizio per incamerare punti. cambia completamente la prospettiva di gioco e mentre un giocatore alla federer come uno scacchista stabilisce una trama di gioco di qualche mossa, un giocatore alla isner, non ne ha bisogno e cerca di sfruttare i suoi cm per piazzare più ace possibili. il giocatore di tocco ha una sensibilità diversa da quello che preferisce il tortore per aver ragione dell'avversario.
questo ha anche effetti importanti sulla visione di gioco e sulla quantità di energia da investire sui colpi. una botta di servizio scagliata a 220 all'ora non può realizzarsi se non dietro un consistente dispendio di energia, che deve portare in pochi scambi il punto, altrimenti è energia sprecata: se a questo dispendio energetico non segue un risultato positivo, tanto vale puntare su altri schemi che prevedano una più equilibrata distribuzione delle energie lungo tutto lo scambio - che non sarà più di pochi colpi - che richiederà anche molta energia mentale per stabilire una tattica vincente in ogni situazione di gioco.
la voglia di vincere, per tornare in tema e completare questo discorso, a mio avviso si manifesta quindi in modi diversi ed è difficile confrontare il tipo di voglia di vincere di federer con quella di isner, ma entrambi ce l'hanno, indubbiamente. però, mentre l'uno ha più armi tecniche a sua disposizione e se in una determinata giornata il dritto gli entra meno bene del solito può sempre organizzare trame di gioco altrettanto valide, visto che ha tecnica e testa per poterle attuare, l'altro, se vive una "giornata no" può mettere a segno meno aces del solito e perdere più facilmente un incontro perchè non ha molte altre chances da potersi giocare...
voglia di vincere quindi, certamente, ma anche e soprattutto, direi, soluzioni tecniche efficaci per consentire ad un giocatore di poter esprimere sul campo quella voglia di vincere!
questo ha anche effetti importanti sulla visione di gioco e sulla quantità di energia da investire sui colpi. una botta di servizio scagliata a 220 all'ora non può realizzarsi se non dietro un consistente dispendio di energia, che deve portare in pochi scambi il punto, altrimenti è energia sprecata: se a questo dispendio energetico non segue un risultato positivo, tanto vale puntare su altri schemi che prevedano una più equilibrata distribuzione delle energie lungo tutto lo scambio - che non sarà più di pochi colpi - che richiederà anche molta energia mentale per stabilire una tattica vincente in ogni situazione di gioco.
la voglia di vincere, per tornare in tema e completare questo discorso, a mio avviso si manifesta quindi in modi diversi ed è difficile confrontare il tipo di voglia di vincere di federer con quella di isner, ma entrambi ce l'hanno, indubbiamente. però, mentre l'uno ha più armi tecniche a sua disposizione e se in una determinata giornata il dritto gli entra meno bene del solito può sempre organizzare trame di gioco altrettanto valide, visto che ha tecnica e testa per poterle attuare, l'altro, se vive una "giornata no" può mettere a segno meno aces del solito e perdere più facilmente un incontro perchè non ha molte altre chances da potersi giocare...
voglia di vincere quindi, certamente, ma anche e soprattutto, direi, soluzioni tecniche efficaci per consentire ad un giocatore di poter esprimere sul campo quella voglia di vincere!

gp- Messaggi: 1448
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